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Full text of "Istoria della cittá e ducato di Guastalla"

j&f 




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University of Illinois Urbana-Champaign 



http://archive.org/details/istoriadellacitt04affi 



I S T 



R I A 



DELLA 



CITTA 



DUCATO 



D 



GUASTALLA 

SCRITTA DAL PADRE 

IRENEO AFFÒ 

MINOR OSSERVANTE 
BIBLIOTECARIO DI S. A. R, 

consultore del s. uffizio 

E PROFESSOR ONORARIO DI STORIA NELLA R. UNIVERSITÀ» 
DI PARMA. 

TOMO QUARTO. 






^> 



GUASTALLA 

HILLA REGIO-DUCALE STAMPERÀ DI SALVATORE COSTA E COMPACH« 
PER PRIVILEGIO DI S A R. 



MDCCLXXXVII. 



Vài 

A V AUTORE 



AI CORTESI 



L E G G ITO RI* 



JLiCco 1' ultimo Tomo della Storia di una Città non 
molto antica di Lombardia, e di un Ducato non mol- 
to vasto , ma non degli ultimi , ne da aversi in poca 
considerazione . Alla Storia medesima ecco aggiunto 
il suo Codice Diplomatico , distribuito nelle Appendi- 
ci di ciascun Tomo , e annesso del pari quello delle 

sue Leggi Municipali . Chi conosce 1' utilità di simi- 

* 2 li 



483100 



IV 

li monumenti non biasimerà, che affine di non lasciar- 
ne digiuno il Pubblico , siasi f Opera ridotta a quat- 
tro Tomi • Ma non intendo di far apologia al mio 
consiglio ; poiché già approvato dalle persone illumi- 
nate, poco si curerebbe delle censure volgari. 

Piuttosto mi converrebbe riandare gli anteceden- 
ti volumi, e correggermi di que' falli, che o per igno- 
ranza , o per negligenza vi saranno incorsi . Intento 
però ora ad altre cose , e non sentendomi in lena di 
farlo, lascierò che gli uomini discreti , ai quali avver- 
rà di rilevarli, gli emendino. 

Mi è sovvenuto , che 1' ardita impresa de' fuo- 
rusciti Cremonesi, e di altri contro Guastalla dell' an- 
no 1277 , di cui ho parlato nel Tomo I. pag. 210 , 
potrebbe essere stata eccitata principalmente da Pino 
figliuolo di Giberto da Gente fuoruscito Parmigiano , 
che abitava a Campeggine , dicendo Fra Salimbe- 
ne , nella sua Cronaca , di costui : nam primo contra 



au 



V 

Parmcnscs Guastallain invasit , & cepit , & volute oc- 
cupare . 

Tra gli anni 133X5 e 1346 io non ebbi notizia 
di un Arciprete della Pieve di Guastalla, chiamato 
Maestro Pietro degli Arcatori da Parma : però aven- 
done rilevato il nome da due Istrumenti già spet- 
tanti all'Archivio della Certosa di Parma , custodito 
al presente dai Padri Domenicani di Colorno , 1' ag- 
giugneró qui. Nel primo a rogito dì Pietro de' Casa- 
li 12 Gennajo 13 31 , e neh' altro che è il suo Testa- 
mento de' 13 Gennajo 1346 a rogito di Simonino, e 
Michele da Mozzano , fece egli alcuni donativi alla 
detta Certosa. 

Parlando nei Tomo II. del Conte Achille To- 
relli non seppi dire ove si trovasse durando le 
guerre mosse ai tempi di Giulio IL Ora per una 
Cronaca Parmigiana inedita di Leone Smagliati , lo 

trovo abitare in Asti , leggendovi assieme che a' 30 

di 



VI 

di Gennajò del rjn col Signor della Palissa , e con 
Antonio Pallavicino venne da Milano a Parma per 
incontrare il Papa . 

Sono stato avvertito dal Signor Abate Carlo Ta- 
lehti abitante in Reggio di un mio errore occorso nel 
Temo III. pag. 119 9 ove dissi , che il Talenti ve- 
nuto a sfidar in Guastalla il Conte Vatielli era ac- 
compagnato dai Fratelli suoi , e che fu costretto ri- 
tirarsi, investito dall'avversario. Che i compagni con- 
dotti seco dal Talenti fossero suoi fratelli , io lo ave- 
va letto nei Diarj MSS. del Resta , il quale si sarà 
ingannato . E* però certo , che il Talenti aveva seco 
alcuni uomini . Abbreviando a mio uso que' Diarj , 
equivocai sulf affare di un tal duello , perchè real- 
mente vi si legge , che il Conte assalito , e costret- 
to a por mano alla spada andò rinculando , salvan- 
dosi nella vicina Chiesa della Concezione. 

Se fossi per isventura caduto in altri simili abba- 

8« 



VII 

gli , prego i discreti Leggitori a non volerli attribui- 
re a malìzia giammai , poiché T intenzion mia nel- 
lo scrivere la presente Storia fa sempre dì non al- 
terare la verità . Amerò che altri emendi tutto ciò , 
che contro mia voglia fosse mal detto , o sinistra- 
mente rappresentato , sperando che tante cose da me 
con fatica , e diligenza tratte dalla obblivione , le 
quali sarebbero state ignote a chi potrà censurarmi 9 
debbano raffrenare lo spirito di vanagloria , e di de- 
risione in colui j cui avvenisse o di scoprir qualche 
difetto , o qualche altro fatto , o circostanza , di cui 
io non abbia avuto lume veruno . 

Rammenti chi lesse il bel concetto di Erasmo , il 
quale spiegando il Proverbio, Hcrculci labores, in tal 
guisa si espresse : Adde jam quod hujusmodi laborum ea 
ratio est, ut frutfus & utilitas ad omnes perveniat , mo- 
lestiam nano scntiat , nisi unus illc qui sustinet . Ncque 
crilm illud anlmadvenu Ucior ■ qui totos Ubros inofensus 

de- 



Vili 

decurric } nobis aliquoties ad imam voculam dies aliquol 
resiste ndum fuis se . Nec intelligit ( aut sì intelligit certe 
non memirdt ) quatitis dijficultatibus nobis constitene il- 
ici , qua legens fruìtur , faeditas , quantisque molestiis ca 
molestia su adempta cceteris . 



ISTO. 



' «■ili s . pm 




a. JJaloaviio della Gktaccta,f'a, . 
b Baloardo della Rocca., ora della FmOnn.. 
e Baloardo de TedeJchi, ora del Dt/tiUc . 
d. Baloardo dille hafamu. . 

e . Baloardo di S. Giorgio, ora- della Macina . 
f. Baloardo di S. Cado. ora. della Cavalieri-^ 
~tj. Baloardo di S. Ferdinafido . 
fi. Porta diS. Giorgio, ofria di Mantova . 

Porta di S. Francesco, ofjla di Regaio. 

1. Cattedrale . 

'X.S. Croce, ofjia la Morte . 

3. Capella Reale di S. Luigi . 

4 Le. Capii cin e. . 

5 La Concezione. . 

Scala di Piedi , , T , V 



La B.Vd, C affetto de Teatir 
L' OfpitaU. 

Le Monache di S.Carlo 
La B.V. della Porta 
S.FranceJco Minori Of,eri 
PP de' Servi 

Giardino Chanjierguej . 

R.D. Palalo 

P,a XX a madore. , 

Pia-zxa della Po, tei 

Plagia- dell armi . 

R.D. Fabbrica, de' Telami. 



tìiu/ù, C/are Cam del 



- / 
9&. 



^ssM 



4É 



ISTORIA 

D I 

GUAST ALLA 

LIBRO QUARTODECIMO. 



I 



1 primogenito Antonio Ferdinando prese in man- 
canza del Padre a signoreggiare il Ducato di Gua- 
stalla , quello di Sabbioneta , il Principato di Bozzo- 
Io , e tutte le altre Terre di suo retaggio . Al Prin- 
cipe Giuseppe suo fratello assegnò rendite , colle qua- 
li potesse trattenersi giusta il suo rango , e qualche 
tempo vissero entrambi nella pili dolce concordia , 
che non sarebbe forse mancata mai, se la sciocca po- 
litica di un Cortigiano malizioso congiurato non aves- 
se a spegnerla dal bel principio . Era il Principe Giu- 
seppe assai bello della persona , gioviale , amante dell' 
onesto trattenimento , e specialmente del Teatro , e 
della Musica , in cui a perfezione versato trattava 
strumenti d'arco egregiamente ; benigno , e cortese , 
Tom. IV. a ak 



x ISTORIA 

afFezionatissimò al Popolo G'iastallese , e vicendevol- 
mente da questo riamato e riverito . L'Auditore Giu- 
lio Boneri Veneziano , uomo di storte massime, in- 
terpretò al nuovo Duca tutte queste belle apparenze 
come se fossero semi di meditata sedizione , facendo 
credere all' inesperto Signore , che rendendosi il Prin- 
cipe in tal guisa padron del cuore de' Sudditi , potea 
col favor loro qualche grande rivoluzione cagionar 
negli Stati . A tutto questo si aggiunse , che il Prin- 
cipe si acconciò un Casino nella Possession dell' Au- 
relia a guisa di picciola Rocca con fosse , e ponti , 
ove teneva alcuni bizzarri giovani seco , come in fi- 
gura di guardie, né vi volle di pili, perchè le ombre 
pigliassero corpo ., e al snsurrar del malvagio consi- 
glière si persuadesse il Duca senza lettere , e senza 
sperienza , che il Fratello meditava di male cose . 
Per questo incominciò a guatarlo con ciglio grave di 
nero sospetto, di cui volendosi nulladimeno infingere, 
costrinse il fratello dopo certe divisioni di beni a re- 
carsi al Feudo di San Paolo , per dove partì il gior- 
no j 8 di Ottobre , facendosi credere al Popolo , che 
avrebbe il Principe signoreggiato colà. Anche l'istes- 
so Principe se ne persuadeva : onde poiché vi fu 
giunto , e si fu stabilito nel possesso , parendogli que' 
luoghi poco al genio suo confacenti , data nel Genna- 
37IJ j° del 171 5 «n ampia procura di amministrar gli in- 
teressi di San Paolo a Leonora Gonzaga sua zia, eh' 

era 



LIBRO XIV. 3 

era Badessa in un Monistero di Napoli, s'incamminò a 
Venezia , deliberato di vivere allegramente in quella 
Metropoli (a) . Quest' atto fece crescere i sospetti . 
Quindi non so con quali artifizj tratto in insidie quel 
povero Signore fu privato di libertà per opera del 
Duca Fratello , e così mal governato , e peggio trat- 
tato , senza che mai piti in Guastalla se ne sapesse 
novella, che caduto in deplorabile malinconia, tale di- 
venne quale a suo tempo lo verrò dipingendo. 

Pum asto frattanto alla Corte Imperiale il Conte 
Francesco TVrresini per non perdere di vista il gran 
putito delle pretensioni sul Ducato di Mantova , pro- 
seguiva a tener salde le ragioni della Casa di Gua- 
stalla, le quali vivente il Duca Vincenzio erano state 
con tanta gagliardia sostenute non solo , ma con am- 
pia confutazione delle opposizioni degli avversar) pie- 
namente rinvigorite (*}. Corse però voce, e le lette- 
re dì Milano del quarto gicrno di Giugno la confer- 
marono, che Sua Maestà fosse per concedere al Du- 
ca tutto il Mantovano di qua dal Po sino alla Stella- 
ta ; spargendosi novella insieme , che prossimo fosse 

il 



( a ) Lettere originali della M. Leo- ab Anonymo ancien in lucem datum , & 

«ora Gonzaga al Duca , 15 Gennajo, 19 Screniss^morum Eieciorum Legaiis Ratisbo- 

Febbrajo , na Resident.bus distnbutum , contri jura ci- 

( * ) Può vedersi la Scrittura stam- dem competentii ad Ducatum Mantuanum 

pata con questo titolo : Serenissimi Guz- dedacia , & tyfis impressa . 
stalla Ducis Replicano adversus Responsum 



4 ISTORIA 

il matrimonio fra essolui , e una figliuola del Princi- 
pe Jacopo Sobieschi di Polonia , cioè quella celebre 
Maria Clementina , che sposata poi a Jacopo III. Re 
della Gran Brettagna, fu l'ammirazione , e l'amore 
di tutta Roma . Ma né l'ima cosa né l'altra era per 
verificarsi ,* benché su queste speranze si mettesse ma- 
no ad aggr'ugnere qualche abbellimento di fabbriche 

I7ié a Guastalla , ergendosi specialmente in miglior forma 
la facciata del Duomo colle due Torri , che le danno 
ornamento, e riedificandosi dai Padri Serviti la Chie- 
sa loro, nelle passate guerre moltissimo danneggiata . 
Piacque pure al Duca di ordinare , che le macerie 

I7j3della demolita Rocca fossero tolte , e ne donò le pie- 
tre a chi avesse voluto nel luogo di essa edificar ca- 
samenti : onde si formò Y altra piazza , che qui ora 
vediamo , su cui il Pubblico inalzò poscia la vaga 
Torre architettata da Cristoforo Trivellino da Parma, 
la quale terminata col tempo fu della seguente iscri- 
zione adornata. 



D. 



L I B R O XIV. ò 

D. O. M. 

TVRRIS 

A TAVRELLCRVM GENTE 

ANTIQVITVS HOC PROPE FORVM 

CONDITA SIMVL CVM ARCE 

SECVM PARITER AB HISPANfS MILITIRVS 

IN INTERITV PROXIMIORÌS SECVLI DIRVTA 

SOLA NVPER 
SVB ANTONIO FERDINANDO GONZAGA 
BENEFICENTISSIMO VASTALLAE DVCE 

RVDERIBVS EREPTA 

DEMVM SERENISSIMI lOSEPrìl MARIAE 

EIVSDEM FRATRIS NEC NON SVCCESSORIS 

MVNIFICENTIA AEREQVE PVBLICO 

IN INTEGRVM RESTITVTA 

A. D. MDCCXXX1I. 

La Corte Cesarea , che voleva pur acchetare il 
Duca , dopo varj consiglj , offerse d' investirlo della 
parte del Mantovano posta fra l'Oglio , e il Po , e 
a' zé di Gennajo del 171 8 formò l'esemplare di un 
Diploma , che si sarebbe spedito , accettandosi , colla 
cessione di Viadana , Gazzolo , e Dosolo . Volevasi 
però eh' egli si contentasse di questo , e non cercasse 
pili altro , rinunziando così alle sue troppo evidenti 
ragioni : la qual protesta far non volendosi in verun 
modo dal Duca, ed esibendosi unicamente ad accettar 

la 



6 ISTORIA 

l 

la presente offerta come parte di quanto per giusti- 
zia gli si dovea in vigor delle antiche Investiture , e 
de' Trattati , impedì il corso al Diploma , e lasciò 
aperto l'adito a perpetue istanze per un Ducato, che 
non gli si voleva per conto alcuno rilasciare . 

Fra questi gravissimi negozj non si dimenticava 
il Duca delle orazioni che avea per la salute sua of- 
ferto al Signore la pia Suor Pudenziana Chiappini, 
quando in tenera età fu in evidente pericolo di mo- 
rire: onde veggendola in questi giorni accinta a fon- 
dare presso il Convento de' Padri Serviti un Colle- 
gio di Vergini Mantellate sotto l'invocazione di Ma- 
ria Vergine addolorata , volle con ampie elemosine 
concorrere alla pia Opera. Fu costrutta adunque una 
comoda , e decentissima abitazione a foggia di Moni- 
stero contigua alla Chiesa de' predetti Religiosi , ove 
prendendo ad abitare Suor Pudenziana con sette di- 
vote Verginelle, che furono le sue prime alunne, e 
compagne, prese da' medesimi, e fece alle seguaci sue 
conferire l'abito religioso il giorno 25 di Settembre 
del predetto anno * La somma esemplarità di queste 
prime Madri , regolate sempre da dotti , e gravissimi 
Religiosi dell' Instituto loro , cominciò ad essere di 
edificazione grandissima ,* perchè sebbene astrette non 
si volessero a voto alcuno di clausura , nulladimeno 
non uscendo mai di Collegio, fuorché per assistere ai 
divini Misterj nella mentovata Chiesa, non ammetten- 
do 



L I B R O XIV. j 

do ai loro colloquj, che le pili gravi persone, ed an- 
che con molta sobrietà , ed attendendo con vigilanza 
grande a tutti i religiosi esercizj , e alla educazione 
delie nobili , e civili Fanciulle , si conciliarono vene- 
razione pili che ordinaria , la quak a gloria loro va 
di giorno in giorno crescendo , e fa riguardare quel 
sacro Ritiro come uno de' migliori ornamenti di que- 
sta Città. 

Mancava pure a Guastalla una Casa di rifugio 
alle Orfane Zitelle , al che provvide poi lo zelo del 
Sacerdote Don Sante Fracassi , che ordinò per testa- 
mento la destinazione del proprio albergo presso i 
Teatini a tal effetto ; onde ivi il dì 8 di Dicembre 
del 172 1 si aperse alle pericolanti fanciulle sicuro asi- 172X 
lo, entrandocene dieci. E sembrando in appresso, che 
l'albergo fosse poco a proposito , adoperossi i' indu- 
stria _ del Cavalier Canonico Laurenti , per cui fattosi 
acquisto della Casa del Sig. Pirro Pcdrocca situata 1722 
vicino alla Chiesa di S. Croce , furono qui tradotte 
le Orfanelle , che tuttavia vi ritrovano caritatevole 
sussidio mediante la pietà del benefico fondatore . 
Mosso da tal esempio il Conte Giambatista Benatti , 
venendo a morte senza eredi il giorno 24 di Febbra- 
jo del 1723 , ordinò la fondazione j&i altri due Orfa- 1723 
notrofj , uno per Maschj , l'altro per Femine , e volle 
che col Sindico della Città invigilassero ad averne 
cura in perpetuo Monsignor Abate , il Guardiano di 

San 



8 ISTORIA 

San Francesco , il Priore de' Servi , ed il Preposito 
àt y Teatini , come fino a dì nostri anno continuato a 
fare, 

Perchè ia wtu delle passate guerre aveva Filip- 
po V, felicemente acquistato il Regno di Spagna , cui 
era stato chiamato , e non viveva di ciò pago puran- 
che 1' Imperador Carlo VI. , che avea preteso quella 
vasta Monarchia , non pareano ancora bastevolmente 
saldate le piaghe di Europa . Mostrava il Re Filippo 
grande ansietà di aver anche le Fiandre , Milano , 
Napoli , e Sicilia , onde a ragion si temevano vicine 
discordie novelle . Per far argine a tanti mali 9 fu de- 
liberato di tenere un Congresso in Cambrai Città del- 
la Francia , ove discutere si dovessero simili contro- 
versie , e andar al riparo di nuovi danni . Tal Con- 
gresso , cui doveano convenire i primarj Ministri d' 
ambe le Corti , parve molto opportuno al Duca no- 
stro per mettere in campo novellamente le sue prete- 
se sopra Mantova : il perchè scelse il Conte Pompo- 
nio di Spilimbergo suo suddito, uomo di versatile ta- 
lento] , accortissimo , e assai destro , affinchè colà si 
portasse, e col maggior impegno trattasse di tal affa- 
re . Abbracciata il Conte l'occasione , che gli fu scala 
a migliore fortuna, passò prontamente a Cambrai ; e 
fece tutti gli sforzi possibili , perchè fosse dato luogo 
aduna ragion troppo chiara. Diede a stampare una Me*. 
iworia in lingua francese, mettendo in vista ciò che 

tan- 



L I B R O XIV. 9 

tante volte era stato detto , e replicato intorno all'es- 
ser chiamata questa famiglia a succedere in] Mantova 
per ragion di sangue , d' investiture , di promesse ce- 
saree ; fece novellamente palese a quanti pericoli si 
fosse esposta per non mancare di fedeltà all' Impero , 
e come sacrificato avesse ad ogni proprio interesse 
per confluire alla gloria dell'armi di sua Maestà; al- 
legò esempj di altri Principi, cui non si era in situili 
occasioni negato giustizia ; ricordò i voti favorevoli 
del Collegio Elettorale, che sollecitarono fin dal 171 1 
1' Impero a non trattener pili lungamente al Duca 
Vincenzio l'Investitura di Mantova , e le disposizioni 
lasciate nella Pace di Radstat per tal effetto -, addus- 
se, che l'animo istesso di Cesare mostravasi persuaso 
de' nostri diritti , giacché era disceso perfino ad offeri- 
re una porzione del Mantovano , com^ di sopra fu 
detto ; aggiunse finalmente , che potendosi nondimeno 
fin qui giustificare la Corte Imperiale di aver nelle 
sue forze tenuto il Ducato di Mantova , sul riflesso 
che non era pur anche bene assicurata la pace gene- 
rale, ora però che si sperava una tal pace dall'Assem- 
blea di Cambrai , cessavano i motivi di più a lungo 
farlo desiderare al Duca di Guastalla (*^. 

Ma 



( * ) Veggasi Memoire pour Son Alttcsse Serenissime Monseigneur le Due de Gua- 
ttitile au sujei du Duchè de Mantoue . 



om, 



IV. 



io ISTORIA 

Ma oltre che affari pili interessanti tenevano oc- 
cupate le menti di coloro ond' era quel Congresso 
composto , non parea cosi certa la futura pace in 
Italia , che almeno per questo titolo dovesse f Impe- 
ratore facilmente piegarsi . Si vedevano ornai vicine 
a spegnersi le Dominanti famiglie de' Medici , e Far- 
nese; onde su la Toscana , e sopra Parma, e Piacen- 
za stendevano varj Potenti le mire loro -, e più di 
tutti Elisabetta Farnese Regina di Spagna unico ram- 
pollo di questa cadente Schiatta, che all' Infante Don 
Carlo suo figlio , presentemente Re virtuosissimo , e 
potentissimo delle Spagne , meditava di assicurarne 
l'acquisto , già ne' Trattati precedenti accordatogli , 
ma forse da non conseguirsi senza contesa , per quel- 
le passioni che movono sovente gli uomini a contra- 
sto . Quindi per tutto il tempo che durò quel Con- 
gresso, poco o nulla curati furono gli affari del Duca 
nostro , e molto meno allo sciogliersi del medesimo ; 
poiché mentre in Cambrai si studiava il modo di com- 
binar questa pace , apparve già essa conchiusa secre- 
jyij tamente fra l' Imperadore , e il Re Filippo nel 1725, 
rimanendo delusi tutti coloro , che nelf universal iute- 
resse aveano speranza di rimediare ai proprii bisogni . 
In allora provvidesi all' avvenire in riguardo all'Ar- 
ciduchessa Maria Teresa d'Austria figlia delflmpera- 
dor Carlo VI. , che in mancanza di maschj ereditar 
doveva tutti i Regni , e Stati del genitore , pel qual 

di- 



LIBRO XVI. a 

diritto la vedremo a suo tempo dominar, sebben per 
poco, in Guastalla ; e fu alP Infante Don Carlo nato 
da! Re Cattolico , e dalla seconda sua moglie Elisa- 
betta Farnese, assicurato il futuro possesso di Parma, 
e Piacenza; alle quali Città era poi scritto in Cielo, 
che aggiunger si dovesse Guastalla , quando fosse per 
divenirne Signore 1' Infante Don Filippo suo fratel- 
lo. Così gli eterni divini consigli preparavano in ter- 
ra ordine nuovo di cose , mentre il men possente 
di tutti i Principi Italiani si andava inutilmente sfor- 
zando di volgere a suo vantaggio il corso delle me- 
desime • 

Tornò a Guastalla il Conte di Spilimbergo col 
felice pretesto di non aver vinto la causa per la fa- 
talità delle combinazioni ; e così Lene diede colore a 
tutte le cose per essolui operate , che non molto ap- 
presso fu dai Duca elevato alla carica di suo primo 
Ministro; giacché realmente atto pareva ad ogni dif- 
ficile impresa. Brillò Guastalla a que' dì piìi che mai; 
imperciocché il Duca da una parte avendo trovato 
al Padre copioso denaro, non tralasciava di essere lar- 
go e liberale ; e dall' altra procurando il Ministro di 
fargli collocar i favori o in persone di alta portata , 
o in uomini valorosi e letterati, dava risalto alla ma- 
gnificenza del Padrone . E perchè queste sogliono es- 
sere le circostanze , nelle quali alzano rigogliose il ca- 

b z pò 



i2 ISTORIA 

1716 pò le buone Lettere , vide s t qui dai Cortigiani, e dai 
Letterati aperta una nuova Accademia , che per alcu- 
ni anni fu molto rinomata, e famosa. 

Il Cavalier Alessandro Pegqlotti, nominato altre 
volte, era già divenuto chiarissimo in Italia . Le cose 
poetiche date in luce , le corrispondenze sue col Cre- 
scimbeni, col Martelli , con Apostolo Zeno , col Val- 
lisnieri, e con tutti i migliori Letterati goder lo face- 
vano di grandissima riputazione . In sua casa avea 
raccolto una scelta , e doviziosa Biblineca , e questa 
era il ridotto de' pili assennati e valorosi soggetti del- 
la Città . Ivi adunque tutte le persone amanti delle 
discipline migliori cominciarono a radunarsi , arfin di 
udire letterarie curiosità , legger libri usciti di fresco alla 
luce , e recitare ad arbitrio i loro Componimenti sopra 
diverse materie tessuti? ali uso degli Apatisti di Firen- 
ze , colla facoltà a ciascheduno di esporre ì proprii suoi 
sentimenti amichevolmente , e serica contesa (a) • E tal 
Conversazione, perchè fu da principio tenuta privata- 
mente, si denominò degli Sconosciuti , e pigliò per im- 
presa l'Immagine del Fiume Po , dalla cui urna esco- 
no acque correnti tra verdi selve, col motto preso dal- 
le Georgiche Virgiliane : Flumina amem sylvasque in~ 

glo- 



( a ) Pfgolotti nella sua propria Vita MS» , che si conserva presso il Sig. Ca- 
nonico D. Gaetano Bugnoli.' 



LIBRO XIV. i 3 

glorius . Non si può dir come presto crescesse di pre- 
gio questa letteraria assemblea , cui furono aggregati 
soggetti molto riguardevoli anche forestieri , tutto 
animando il Duca coli' applauso suo , e col favore 
che dirrostrava per i componenti di quella . Carlo 
Cantoni Poeta lepidissimo , come lo dimostrano le sue 
Opere (a) , il giovane allora Don Giuseppe Negri 
Oratore, e versificatore gravissimo (£) , e molti altri 
nobili spiriti, de' quali tutti molti bei saggi raccolse il 
diiigentissimo Francesco Bugnoli , che fu di detta Ac- 
cademia Segretario (e) , vi si distinsero mirabilmente 
con pubbliche , e private funzioni . Né volgare orna- 
mento di questa Accademia fu l'aver in e*sa accolto 
una spiritosissima letterata Donna , da me ben cono- 
sciuta in avanzata età , sempre piena di nobil fuoco , 
e accesa ancora del primo giovenil estro , qual fu 
la Signora Gietanà Secchi Ronchi , versatissima nel- 
la sacra , e profana erudizione , e colta Rimatrice ; 
cui volontieri amo di ricordare , per essersi ella pochi 
momenti pria di morire ricordata di me , scriver fa- 

cen- 



( a ) Furono stampate in due To- ne di lode a Maria Vergine stampate in 

mi in qua- co nel 1^52 in Miiano da Guastalla da Sa'v2tor Costa ij%6. 

Gii ppe Rie hino Malatesta . { e) Il fìllio di lui Sig. Canonico 

(h) ^eggansi le Memorie iella sua D. Gaetano conserva tutte queste Cora- 

Vita , ed Opere , premesse alle sua Coro- posizioni in buca numero . 



i 4 ISTORIA 

cendomi , che nel passare a vita migliore desiderava 
di restar viva anche in terra nelle mie carte (a). 

Tranquille adunque essendo le cose di Guastalla , 
( se non in quanto le turbavano i suscitati clamori de* 
Modenesi accinti di bel nuovo a contrastarci l'esten- 
sion de' confini dalla parte di Reggio , pe' quali Ales- 
sandro Papini Residente in Vienna a nome del no- 
stro Duca perorò largamente , costar facendo i diritti 
del suo Signore in tutte le controverse duecento Biol- 
che , e nel Crostolo sino all'Osteria del Magnano , 
talché ne uscirono Decreti favorevoli all'antico pos- 
sessorio di Guastalla (Z>) ) avvenne , che il Presiden- 
te dell'Aulico Consiglio , il qnal sovente col detto 
Papini si ritrovava a congresso, richiese a lui, donde 
mai avvenisse , che il Duca Antonio Ferdinando non 
risolveva di prender moglie . Non trascurò il Papini 
una tale dimanda , perchè credendola fatta non senza 
giustq motivo, con lettera de' 27 di Marzo la comu- 
nicò all' Auditore Giannantonio Cattaneo , succeduto 

in 



(a) Cessò dì vivere la Signora Gae- glio del 1725 fu sentenzialo a favor dì 

tana in età di ottantadue anni il giorno Guastalla , e steso Decreto Imperiale . 

22 Decembre »781 . Trovasi alla luce Si anno poi Lettere Cesaree de' 9 Gen« 

im Volumetto delle sue Rime , che fu- najo 1727 al Plenipotenziario Carlo Bor* 

rono ti a molte scelte , e pubblicate da romeo , acciò mantenga il nostro Duca 

me in Guastalla nel 1775 per le stampe anche con mano forte nel suo possesso a 

1!i Luigi Allegri . tenor del già emanato Decreto , 

( b ) Fin sotto il giorno 17 di Lu- 



LIBRO XIV. ib 

in questa carica al prenominato Boneri morto poch' an- 
zi, il quale tosto ne fece partecipe il Conte di Spi- 
Krabergo , acciò considerasse quel che tornava conto 
di fare. 

Il Duca vivea piuttosto spensierato , né ad altro 
badava , che a' suoi piaceri della caccia , e di altre 
cose troppo alla gioventù sua, ed anche alla poca 
sua educazione connaturali . Ma lo Spilimberujo , e 
il Cattaneo, che volgere lo potevano a lóro talento , 
pensando che al Ministero sarebbesi potuto dar colpa 
del dissipamento di lui , tosto se gli posero attorno , 
facendogli riflettere alla necessità di dar successione 
alla Famiglia-, onde avendolo disposto al matrimonio, 
trattaronsi gli sponsali fra essolui , e la Principessa 
Teodora Darmstadt Langravia d' Hassia , figlia del 
Principe Filippo allora Governatore della Città di 
Mantova. Non ostante la morte della Principessa Isa- 
bella sorella del Duca, accaduta il giorno % di De- 
cembre, fu due giorni appresso nelf anticamera Duca» 
le renduta pubblica dal Conte di Spilimbergo la no- 
tizia delle stabilite nozze . Poscia data procura al 
Conte medesimo di sposarla , a' 23 di Febbrajo del 
1727 seguì in Mantova la funzione , conducendosi 1727 
appresso la Duchessa a Guastalla, con festa grande 
di tutto il popolo. 

Era questa Principessa di fresca età , e bella del- 
la persona, benché rimanesse non molto dopo alquan- 
to 



iS ISTORIA 

to dal vauiolo mal concia : univa a tutto questo un 
indole docile, e piacevole, piena di modestia, di pru- 
denza, e di pietà • Poteva essere la delizia del mari- 
to, s'egli fosse stato capace di amo: e verso una buo- 
na moglie , e dar ai Guastallesi il contento di veder 
propagata per di lei mezzo la Casa Gonzaga . Ma se 
non pubblicamente , furono tuttavia entro le domesti- 
che pareti infausti i principj di questa unione . Chi 
tutto ascrive a certa mala creanza del Duca ne' pri- 
mi accoglimenti , eh' esser doveano pili amorevoli, e 
cordiali ; chi pretende , aver avuto la Duchessa ai 
fianchi un Cortigiano di Mantova , che volendo spen- 
ta nella sua Patria la speranza di tornar un dì sog- 
getta ai Gonzaghi , troppo la impaurì del marito , 
acciò non mai gli permettesse di giacer seco . Il fatto 
è, che da questo maritaggio niim frutto si ricavò, e 
che il Duca tutto intento a divertirsi per altra via, 
non ne dimostrò mai verun dispiacere, mentre la buo- 
na Principessa con virtuosa rassegnazione a tollerar si 
dispose il suo infelice destino. 

Il vecchia Conte Cammillo Gonzaga di Novella- 
la pria di morire vide con suo dolore illanguidir la 
salute del Conte Filippo unico suo figlio legittimo, 
non per anche ammogliato . Aveva egli ne' suoi anni 
migliori ottenuto da Orsola Manari un altro figlio 
bastardo chiamato Alfonso , ed era stato in pericolo 
della vita mercè il troppo libero commercio, cheavea 

con 



LIBRO XIV. iy 

colei , giacché la Contessa sua moglie presa da geloso 
furore agli 8 di Luglio del 17 14 gli fece tendere 
Bientr' era a caccia una imboscata dal Cavalier Ma- 
remma Savojardo , che con altri sette suoi compagni 
gli scaricò addosso otto colpi di fucile , da' quali uscì 
«alvo , o per gran miracolo di Dio , o per velocità 
portentosa de' suoi cavalli , restando solo ferito lieve- 
mente il suo Cocchiere . Pretendea il volgo , che que- 
sto bastardo tatto dal P&Jre legittimare in Vienna 
apprestato avesse al Conte Filippo il veleno , e che 
aspettando la morte di lui, e del padre, stesse appiat- 
tato nel Convento de' Cappuccini in Novellara. Quest' 
erano probabilmente fole, ma bastarono al nostro Mi- 
nistero per mettere in capo al Duca essere necessario 
il farsi strada a succedere 111 quella Contea . Scende- 
vano i Conti di Novellara da Feltrino , uno de' figli 
del primo Luigi Capitano di Mantova , e il Duca 
nostro scendeva da Guido maggior fratello di esso 
Feltrino . Ecco la prima ragione, su cui pretesero i 
nostri Politici potersi fondare la petizione . Aveasi in 
mano quella disposizione di Amorotto Gonzaga da 
Novellara a favor di Ferrante I. già approvata 
da Carlo V. riferita a suo luogo da noi . Aveasi 
una investitura di Rodolfo Imperadore conferita nel 
1596 ai Conti Cammillo , ed Alfonso, che permet- 
teva ah* ultimo della famiglia il poter alienar il 
Feudo , ma con preferenza sempre ai Signori di Ca- 
Tom. IV* e sa 



iS ISTORIA 

sa Gonzaga (a) ; cosa eziandio convalidata dall' Im- 
perador Leopoldo nell' altra conceduta nel 1679 al 
vivente Conte Cammillo . Poteasi dunque o costrin- 
gere i Conti di Novellara a una cessione , o armar 
dopo la morte loro una giusta pretensione su la Con- 
tea, come chimerizzavasi nel nostro picciolo Gabinet- 
to . Àggiugneasi di pili, che facilmente se ne dovea 
trarre dalla Corte Cesarea 1' Investitura , mentre la 
Casa di Guastalla avea ,con essa un preteso credito 
di ducentomila fiorini ivi depositati , per la soddis- 
fazion del quale era stato con Decreto Cesareo ipo- 
tecato qualunque Feudo vacabile di ragion dell' 
Impero . 

E chi non deriderà la folle avvedutezza di tali 
Ministri di Stato , che pili non ricordandosi delle 
molto pili salde ragioni del Duca sul ricco Stato di 
Mantova , e del rifiuto fatto di Viadana , Gazzolo , e 
Dosolo, per non diminuirne la forza, in vece di ado- 
perare studio a tenerle vive , volgevano le cure loro 
a far valere frivoli motivi , onde guadagnargli quat- 
tro palmi di terra ? O pure chi non compiangerà la 
miseria di un Principe abbandonato a persone già 
disposte a prevalersi della sua spensieratezza per uti- 
le 



(a) Lunig Cod. Diplom. Ical. T. II» cap. 15. N. 1. 



L I B R O XIV. i 9 

le proprio , che maliziosamente tacendo ove conveni- 
va parlare , e affaccendandosi oltre il dovere dove il 
bisogno noi richiedeva ; tradivano gl'interessi di una 
Casa, che già volevasi spenta , bastando loro di ben 
vivere, e governar finché potevano a loro talento gli 
affari di questo piccolo Stato ? Io non esagero certa- 
mente sul carattere del Conte di Spilimbergo , del 
Cattaneo, e di altri ond'era formato il Ministero, ed 
il Consiglio, perchè le cose, che vedremo succedere, 
ce lo svilupperanno in maniera , da far conchiudere , 
che sacrificaron costoro la Casa Gonzaga alla propria 
loro smoderata ambizione. 

Di queste idee formate sulla Contea di Novella- 
ra scrisse dunque lo Spilimbergo al Conte di Porzia 
sotto il giorno 30 di Giugno del 1728 comunicando- 1728 
gliene i fondamenti; e ne ritrasse in risposta , che se 
fosse riescilo al Duca di farsi chiamar Erede nel te- 
stamento del Conte Filippo , agevolmente ne avrebbe 
tratto l'Investitura; ma che altrimenti bastar non pa- 
revano i titoli meditati , giacché vivendo la sua so- 
rella Ricciarda moglie di Alderano Cybo Duca di 
Massa , sarebbesi in lei trovato un forte ostacolo all' 
intento . Ora volendosi pure ad ogni modo correr 
dietro a quest' ombra , cercossi di avere mezzani , e 
spie nella piccola Corte di Novellara . I denari del 
Duca spesi largamente dal Ministro , guadagnarono 
Francesco Maria Soragna a far di tutto , e a prò- 

e z met- 



2o ISTORIA 

mettere mari, e monti . Ma da lui altro non si sep- 
pe di vero, se non che il Duca di Massa usava ogni 
arte di trar presso di se il Cognato , volendo sotto 
pretesto di condurlo a spirar miglior aria , farlo far 
testamento a modo suo . Dai Medici di Bologna era 
stato consultato, che i Bagni di Pisa giovato gli au- 
rebbero ; onde il Gran Duca Giangastone avevagli 
già mandata a tal effetto la sua lettica per farlo da 
Novellara trasferire colà . Non si sapeva però l'infer- 
mo risolvere , e la Contessa Madre , e i migliori de' 
Sudditi lo dissuadevano. Il celebre Vallisneri ebbe fa- 
coltà di assentarsi per tre mesi dalla sua Cattedra di 
Padova per curarlo ; e intanto gl'impegnati a favor 
delia Duchessa di Massa non lo perderano di vista , 
senza però che nessuno mai di testamento gli favellas- 
se . Si anno Lettere del Soragna sotto il giorno 12 di 
Settembre , le quali assicurano , come trovandosi so- 
vente al letto del Conte, studiava ogni modo di far- 
gli entrar il Duca nell'animo ; e che impegnato ave- 
va eziandio un Religioso, da cui veniva assistito, 
perchè volesse dargli suggerimento di chiamarlo suo 
erede . 

Questo volpone che nulla poteva , scorgendosi 
vicino ad essere scoperto , e volendo pur vìvere alle 
spalle del Duca, andò cercando altri pretesti di ser- 
virlo, o a meglio dire di giovar a se stesso , toglien- 
do dal bujo certe rancide carte , che facevano crede- 
re 



L 1 B R XVI. 21 

re il Duca iti diritto di trentotto e pili mila Discate- 
ni già di ragione de* Duchi di Sabbioneta , assicurati 
in Roma in tanti luoghi dì Monte , i quali si dice- 
vano ceduti con vincolo alla Casa Boighese , che do' 
vea rimborsarne l'equivalente alla Gonzaga ogni vol^ 
ta che avesse riacquistato Sabbioneta , siccom' era 
avvenuto . li Duca vago di correr dietro a tutte le 
apparenti utilità, o l'avidità del Ministro isperanzita 
di aver presto alle mani un altra somma da sciala* 
cquare, destinò tosto il Soragna a Roma, dirigendolo 
al Cardinal Coscia con opportune commendatizie . 
Presentatosi costui al Cardinale a' 2 6 di Ottobre, co- 
minciò a levar carte degli Archivi con molta spesa , 
impiegando Andrea Vecchi Avvocato Romano , uo- 
mo di nissun credito , a stendere certe allegazioni , e 
mettendosi di proposito a voler intricar il padrone 
in una lite gagliarda. Accorti però che ne furono il 
Canonico Giuseppe de Rosa incaricato di affari a 
quella Corte dal Duca , e l' Abate Niccola Tasca , 
scrissero a Guastalla di molte maraviglie , accusando 
la malizia del Soragna ; poiché i luoghi di Monte eh' 
ei pretendeva di mettere in quistione, erano stati molto 
addietro venduti alle Case Aldobrandina , e Borghe- 
se; e già ventiquattro anni addietro aveva anche il 
Duca Vincenzio tentato col mezzo dell'Avvocato de 
Rossi di esaminar lo stato di questa causa , che tro- 
vata si era tale da non potersi tentar con onere . 

Fu 



%% ISTORIA 

Fu dunque bruscamente richiamato costui , ma non 
già castigato , che troppo era utile strumento a chi 
pescava nel torbido . 

Ora non volendosi trascurar la faccenda di No- 
vellara, si deliberò di mandar a Vienna il Conte Car- 
lo Lampugnani , il qual come scriveva da Cremona 
il giorno $ di Settembre , impegnar volevasi presso 
F Imperadore , affinchè l'affare terminasse felicemente . 
Giunto egli a Vienna empì di grandissima gelosia il 
Residente Papini mal sofferente di veder altri a quel- 
la Corte trattar faccende pel Duca. Fu dal Papini os- 
servato ogni passo del Lampugnani , e investigato 
ch'egli ebbe il suo procedere , scrisse nel dicembre al 
Cattaneo , che il Lampugnani era uno scialacquatore 
de' tesori Ducali, poiché in Gratz aveva al solo Con- 
te Scombora promesso un regaio di quindicimila On- 
gari se 3o ajutava ad ottener l' Investitura della Con- 
tea , quando non era in potere del solo Scombora il 
facilitare l'intento , e i quindicimila Ongari offerti a 
un solo potean bastare a guadagnar quanti Ministri 
entrar doveano a parte di un tanio affare, particolar- 
mente il Conte di Zi?endorf , cui esso Papini aveva 
già fatta qualche onorevole esibizione . Così messo il 
Lampugnani in discredito , volle il Pipini arrogarsi 
egli questa incombenza , e senza sapere se il Conte 
Filippo di Novellara fosse vivo o morto , inv'ó una 
Supplica all' Imperadore , ove diceva, che essendo as- 
so- 



LIBRO XIV. 23 

solutamente passato all' altra vita quel Conte li 3 di 
Dicembre , chiedeva ii Duca di Guastalla per gli ac- 
cennati motivi rinvestitura della Contea . Ma ia ve- 
rità è , che il Conte era vivo , e che la Corte di 
Guastalla da che fu piantata dal gran Ferrante, non 
avea giammai avuto un corpo di Ministri cotanto 
sciocchi . 

Il Conte, dissi, era vivo, e steso aveva frattan- 
to il suo testamento a favore della Sorella , e de' 
Primogeniti di lei in perpetuo, ed erasi fatto trasferi- 
re a Massa per tentar se il cangiar aria gli avesse 
giovato . Il Duca suo Cognato non temendo di per- 
derlo così presto , o bramoso di vederlo assicurato 
nel dominio di quanto lasciar doveva , cercava per 
lui l'Investitura della Contea con clausule , che lo 
abilitassero a disporne , il che non volendoscgH nega- 
re, si accetto dall' aulico Consiglio il suo giuramento 
di Fedeltà prestato a' io di Dicembre da Ferdinando 
di Braumontel . Spedito sarebbesi il richiesto Diplo- 
ma, se non che aggravandosi i suoi malori e munito 
de' sagramenti il dì 14 del mese stesso , cessò di vi- 
vere nella età di anni circa 28, la sera del giorno 
appresso , e fu seppellito nella Chiesa de' Minori Os- 
servanti di Massa nella Cappella Ducale . Scrisse al- 
lora la Duchessa Ricciarda una osequiosa lettera all' 
Imperadore per l'Investitura, e delegò il Conte Mat- 
tioli Novellarle a prendere il possesso del Feudo , 

che 



24 ISTORIA 

che gli fu dato l'ultimo giorno dell' anno dal Pode- 
stà Cammillo Ferrarmi. 

Vedendo il Papini farsi alcuni atti , che pareva- 
no contrari all' intento suo , e chiarito che fu poi 
dell' «rrore inserito nella sua Supplica, la riaovò , e 
menò tanto romore , che al giunger le rappresentan- 
ze della Duchessa di Mas;a, potè intorbidarne il buon 
esito . Servissi però d'un arme , che poco valer gli 
dovea *, imperciocché allegando falsamente ., che No- 
vellara fosse del Territorio di Mantova , portò uno 
Statuto promulgato a' 3 di Ottobre del 1566 dal 
Duca Guglielmo Gonzaga , che levava il diritto di 
eredità a quelle Donne, eh' erano passate a maritarsi 
con un Estraneo. Tal ragione del tutto ridicola , per 
non appartener Novellara al Mantovano,, dovette es- 
ser convalidata col .denaro ., onde facendosi passar per 
buona, ordinò l'Aulico Consiglio al Conte Plenipo- 
tenziario Carlo Borromeo , e al Principe Darmstadt 
Governator di Mantova , che facessero incamerare 
quel Feudo . Vi fu spedito a tal effetto il Fiscale 
Mantovano, che sequestrò tutti i beni del morto Con- 
te, e la passò brusca quel Podestà, che del possesso 
datone alla Duchessa ebbe a chiedere scusa al Consi- 
glio di Milano , Non intese però la Corte Imperiale 
di voler con quest' atto favorir punto il Duca di 
Guastalla, onde il Papini restò deluso , aprendo cam- 
po al Lampugnani di mormorar fortemente di lui , 

ed' 



LIBRO XIV z3 

e d'Incolparlo del mal esito della causa , siccome fece 
tornato a Cremona con una sua Lettera de' 20 di 
Gennajo , in cui cercò di screditarlo quanto mai sep- 
pe . Si litigò poi parecchi anni quel Feudo , in cui 
successe la detta Duchessa di Massa , che finalmen- 
te lo vinse. 

Tali ridicole scene mentre fanno ad evidenza 
conoscere l'inabilità del Ministero di Guastalla, mo- 
strano ad un tempo come fosse debol di mente que- 
sto Principe , il qual si era lasciato di mano toglier 
le redini da una schiera di Cortigiani tutti legati as- 
sieme per vincoli diversi di parentela , sino a. non 
esser egli padrone della sua medesima firma, giacché 
formata si erano una stampiglia della sua soscrizione, 
con cui convalidavano una incredibile quantità di 
privilegi, esenzioni, e grazie , che concedevano a chi 
più offeriva loro denaro . Il che non affermo senza 
fondamento certissimo , avendo io stesso avuto alle 
mani un prodigioso numero di Decreti , Patenti , e 
cose simili , delle quali un saggio Principe mai non 
saria stato prodigo , tutte convalidate dalla cieca 
Stampiglia . E* fama , che il prenominato Residente 
Papini fosse dichiarato Conte mentre il Duca moriva , 
con Patente frettolosamente in tal modo segnata dall' 
Ajutante di Camera Sante Cani . Ma la stranezza di 
questo Duca meglio non si può dipingere , che dalle 
maniere del suo vivere irregolare . Il Canonico Don 
Tom. IV. d Giù- 



2ff ISTORIA 

Giuseppe Negri , che videlo intraprendere, e terminare 
il suo governo, così lasciò scritto di lui: Oltre il pia- 
cere per lui fatale della Caccia, ebbe questo Prìncipe V al- 
tro egualmente per lui pericoloso del viaggiare , e per lo 
piìi per luoghi inospiti , trovandosi bene spesso su di ri- 
pide scoscese montagne privo di ricovero e di guida , in 
alto mare in pericolo alcuna volta di divenir preda de 
Corsari , trattenendosi nelle Città per poco , o per quan- 
to apparteneva a suoi fini , persuadendosi di non essere 
conosciuto per quel eli egli era ; ma quando non fosse 
stato noto al zoppicar del piede , veniva conosciuto alla 
prodigalità della mano , profondendo tesori , impresso 
deW opinione > che un Principe quantunque incognito non 
lascia a" esser Principe , e che pero debba sempre spen- 
der da Principe ( a ) . Assai pili ancora si raccoglie la 
sua stramberia di operare dalle circostanze della sua 
immatura infelicissima morte . Usava egli di affaticar 
moltissimo nella caccia , quantunque per esser zoppo, 
non dovesse esser troppo abile al corso . Ritornando 
da quel clamoroso divertimento tutto di sudor molle 
e spossato , soleva farsi accendere nella sua camera 
un gran fuoco , ancorché fosse di state : quindi esclu- 
sa ogni persona, e rimasto soletto , spogliavasi ignu- 
do, 



(«) Istoria di Guastalla MSS. Life. iì. 



LIBRO XIV. 2j 

do , e tutta lavandosi la persona con potentissimo 
spirito di vino , e scaldandosi , credea di ristorar le 
forre perdute . Era nel mese di Aprile quando meno 
abbisognar doveva di fiamma : nondimeno seguendo 
suo costume , un giorno , che fuor di modo alla cac- 
cia logorato si era , si accinse allo stravagante lava- 
cro . Già tutto era inzuppato dell' igneo spirito , e 
gran copia gliene tenea sul petto e sul ventre il 
folto abbondassimo pelo che lo copriva % quando 
accostandosi soverchiamente alla fiamma , e versando 
su quella dello spirito nell' ampolla rimasto , per lo 
piacer fanciullesco di vederlo ardere , tirossi con quel 
veicolo la pronta fiamma sul dorso . Non gridò egli , 
vergogna avendo di esser trovato in quell'atto, ma 
tutto veggendosi circondar dalla vampa , procurò in- 
darno colle mani , e colle braccia dello stesso spirito 
madefatte cacciarsele dattorno . Grand' era il pascolo 
al fuoco , che dal pelo alla cute , ed alle carni cru- 
delmente in un momento penetrò . L'infelice stringen- 
do i denti così arrostito vivo si ridusse come potè 
al letto, e fra i lenzuoli si avvolse tra la vergogna , 
e lo spasimo . Era già scorso tempo notabile dacché 
collo sforzato silenzio copriva la sua disgrazia , quan- 
do parendo agli Uscieri , che straordinariamente tar- 
dasse a chiamare , dopo essersi l'un l'altro guatati in 
faccia , e consigliatisi di quanto doveano risolvere , 
uno di essi prese il partito di entrare ài Duca ; e 

d z veg- 



z8 ISTORIA 

veggendolo in quel deplorabile stato , nell' atto che 
volea correre per ajuto , sentì intimarsi pena di vita 
se avesse parlato . Tal intimazione fatta ad ognuno 
che si accostava, senza sapere fin a qual segno giun- 
gesse il male, fece ritardar tanto il rimedio, che ri- 
dottosi il Duca allo spasimo , chiamati furono i Me- 
dici quando non si era pili a tempo , onde così ar- 
so morì il giorno 19 dello stesso mese , e fu pri- 
vatamente sotterrato ai Teatini , preparandosegli in- 
tanto i funerali , in] occasion de' quali recitò T Ora- 
zion funebre il prelodato Cavalier Pegolotti. 

Attonita rimase Guastalla , e tutte le Città , e 
Terre soggette, al sentir morte così funesta , aggiu- 
gnendo grande apprensione ai Sudditi il non rimaner 
prole , e T ignorarsi ciò che fosse del Principe Giu-^ 
seppe , di cui niuno sapea novella . Ma ciò che 
s ignorava dal Popolo, era ben noto ai Ministri, cjie 
aveano fin qui secondata 1' inclinazione del Duca in 
maltrattar il suo sangue . Altri pensieri allora nudrir 
fu duopo alla malvagia Politica , e rivolgersi per so- 
stegno a colui , che per lo spazio di quattordici anni 
si era lasciato gemere sotto un flagello, che non ave- 
vaio ancora del tutto spento , acciò i suoi carnefici 
stessi potessero all' ombra sua perseverare nelle con- 
suete loro baratterie . Il Conte di Spilimbergo assicu- 
rò il Popolo , che il Principe Giuseppe viveva , eh* 
egli era il suo Duca , e che fra poco si sarebbe ve- 

du- ' 



LIBRO XVI. z 9 

duto. Il carico di andarlo a levar dal luogo, dov'era 
ambivalo il Conte Marcantonio Caracci , Cavaiier di 
grand' animo, e di belle doti fregiato ; ma lo Spilim- 
bergo tuttocchè suo parente non glielo volle concede- 
re , il che fu seme dell' alta inimicizia , che vedretn 
poi accesa. Diedro al Marchese Giuseppe Valenti, 
Capitan de' Carabinieri della Guardia Ducale , che in 
compagnia del Cavaiier Alessandro Pegolotti , passan- 
do nelle parti del Veneziano , liberò queir infelice Si- 
gnore, e trasselo per il Po a Guastalla. Il giorno 30 
dello stesso mese apparve alla riva del Po , e posto 
in carrozza fu condotto in Città . Gridava il Popolo 
che tanto amato lo aveva , e in voci di giubilo pro- 
rompendo lo acclamava suo Signore , mentre egli per 
tenerezza profondevasi in larghissimo pianto . Tutti 
gli occhi erano al Cocchio rivolti per vederlo , ma 
fu ben compassione il rimirarlo levato a braccia da' 
servidori tutto macero , e sparuto , senza sembianza 
di quel prode , e vago Principe eh' egli era quando 
parti . 

Il Conte Caracci , ed altri mal paghi dello Spi- 
limbergo, spiando più a dentro le cose prestamente si 
accorsero, che alla poca salute corporale aggiungeva- 
si nel Duca novello debolezza di mente , nata dalla 
profonda tristezza per tanti anni sofferta ; talché do- 
vendo essere inetto al governo , perpetuavasi nello 
Spilimbergq la prepotenza usata fin qui , se non si 

an- 



3 o ISTORIA 

andava ad un pronto riparo . Si tenne adunque un 
secreto parlamento, e si convenne di chiamar a Gua- 
stalla la Gran Principessa Vedova di Toscana Eleono- 
ra sorella del Duca , col di cui mezzo rovesciar una 
volta la macchina del Ministero , e far cangiar faccia 
alle cose di questa Corte . Sotto altri pretesti pertan- 
to usci il Caracci da Guastalla recandosi a Firenze , 
dove spiego alla Gran Principessa lo stato del Fra- 
tèllo , la cabala del Ministero , e la invogliò di mes- 
colarsi in queste faccende, dandole speranza di trovar 
pronti a servirla i Guastallesi , tiranneggiati fin qui 
dal partito dello Spilimbergo, che pili soffrir non po- 
tevano . Lusingata Eleonora da si ben concepite pro- 
posizioni , e di governo ambiziosa , fé' correr voce di 
voler far visita al Fratello , indi postasi in cammino 
accompagnata dallo stesso Conte Caracci , dal Mar- 
chese Corrado Gonzaga , da altri tre suoi Cavalieri , 
e da un suo Auditore , venne a Guastalla il giorno 
io di Giugno, incontrata al Baccanello dalla Duches- 
sa Vedova Teodora , cui fece pochissimo complimen- 
to . Veduto eh' ebbe il Duca , e manifestamente ac- 
cortasi del suo vaneggiare , dissimulò il tutto ; ma 
fermando qui il piede cominciò a rendersi affeziona- 
to il popolo coir affabilità , col profondere larghe ele- 
mosine a' poveri , coli' assistere molto divotamente a 
tutti i sacri misteri , atti bastevolissimi a far nascere 
desiderio di lei , e intanto radunò attestati fatti da 

per- 



L I B R O XIV. 3 i 

persone di vane professioni, e caratteri, onde far co- 
stare , che il Duca non avea la mente sana , e li 
mandò sotto mano al Plenipotenziario Borromeo , pre- 
gandolo a farne buon uso a suo vantaggio , intenden- 
do ella , o di aver libero il governo dello Stato fin- 
ché il Fratello si ristabilisse , o di ottenerne il domi- 
nio in caso della sua assoluta imbecillità . 

Non era però cosi stupido il Conte di Spilimber- 
go, che compreso non avesse il fine della venuta di 
lei , e non vedesse in fondo al cuore de' cospiranti 
suoi emoli , onde conosciuto abbisognargli ora pili 
che mai dell'astuzia , si accinse a farne l'estreme pro- 
ve. Non dissimulò egli al Consiglio Aulico di Vienna 
l'infermità del Duca , e una non so quale occupazio- 
ne di mente , ma temperolla con assicurare , che si 
aveano di giorno in giorno prove evidenti del suo 
ristabilimento , e che oltre all' ascoltar egli ogni gior- 
no la Messa, trovavasi prossimo alla capacità de' Sa- 
cramenti della Confessione , e Comunione a giudizio 
de' Medici , e de' Teologi , talché non gli si conveni- 
va negare la bramata Investitura . Tali cose erano 
dal Conte Papini sparse per Vienna , preparando gli 
animi di tutti que' Ministri a non credere qualunque 
rappresentanza in contrario . Il Plenipotenziario Bor- 
romeo , cui furono inviate le stesse informazioni, era 
però disposto a favorire la Gran Principessa , e le 
rispose che non voleva mandar al Consiglio Aulico i 

re- 



3 % ISTORIA 

recapiti spediti da lei, perche niuna cosa a quel Con- 
siglio affidata star poteva secreta ; bensì che gli av- 
rebbe fatti giugnere direttamente all' Imperadore , sic- 
come fece. Ebbe di là risposte a' io di Agosto , che 
parevano dare alla Gran Principessa buone intenzioni . 
Ma intanto il Consiglio , che operava con rapidità 
maggiore , stante le non interrotte istanze del Papini 
spedì un Decreto Cesareo , per cui si ordinava , che 
sino al perfetto ristabilimento del Duca , rimanesse 
delegato il Conte Pomponio di Spilimbergo ad am- 
ministrar tutte le cose del Ducato di Guastalla , Sab- 
bioneta , Bozzolo , e di tutto lo Stato , spregiandosi 
come mal fondate , e sediziose le istanze della Gran 
Principessa , che Cesare aveva allo stesso Consiglio 
abbassate . 

Molto ne rimase confuso il Plenipotenziario Bor- 
romeo , che avea per lei pigliato parte , e a' 1 1 di 
Settembre così /e scrisse : Nel tempo stesso che ricevo 
la pregiatissima dì V. A. Serenissima mi capita anche 
V annesso Protocollo , che stimo Sl avanzare a V. A. 
per copia , e le confesso , che resto stordito in vedere la 
poca sorte che ha avuto la giustizia della di lei causa , 
ed il troppo die hanno conseguito le cabale di codesti 
Ministri , e particalormente del Capo di essi . Supplico 
V. A. non passare alla risoluzione di Manifesto , per- 
che sarebbe questo un iritare lo sdegno delV Imperado- 
te , e di tutti i Ministri , e riuscirebbe sfogo inutile , 

per- 



L I B R O XIV. 33 

perche il dirle sarebbe di pericolo e di) pregiudizio . Le 
rappresentazioni per la mia pane si sono fatte , ed in 
tempo opportuno. Considero che ora non conviene a V.A. 
il trattenersi in Guastalla , perche sarebbe esporsi a stra- 
pazzi e vituperi , ora che i Ministri sono assicurati in 
sedia , ed altro ritiro io non vedo , salvo che V. A. si 
porti a Vienna di persona . Ho presente la spesa che vi 
vorrebbe > ma il pia che mi da pena é, che VA. V. do* 
vesse essere assistita da un uomo legale savio , pruden- 
te , e pratico di quella Corte , né io saprei ove fissarlo 
in ques.o Stato , perche gli uomini di valore e dì pru- 
denza sono qui troppo impegnati , e quelli che non lo 
sono non sarebbero abili a servirla . Io non lascerò di 
battere alla Corte per questo , e sopra la poca salute di 
S. A. sempre esaltata dallo Spìlimbergo , che prenda no- 
labile miglioramento , e sopra la condotta de 1 Ministri . 
Ma il passare VA. V. alla Coree le farebbe scoprir 
V'incanto , e i maneggi , che suppongo vi siano . Tal 
colpo abbattè fortemente Eleonora , al cui fianco nulla- 
dimeno affollandosi i suoi partigiani , la rincorarono , 
consigliandola a non partir altrimenti , e pregandola 
a non lasciarli vittima del potente nemico , suggeren- 
dole di spedire in suo luogo a Vienna persona corag- 
giosa , e fedele. Raddoppiaronsi le fedi giurate ed au- 
tentiche intorno alla pessima natura del Ministro , e 
di tutti gli aderenti suoi , e circa lo stato deplorabile 
del Principe. Per maggior peso ebbesi una deposizio- 
Tom. IV. e ne 



34 ISTORIA 

ne giurata dell'Arciprete Don Gaetano Negri , come 
dopo varie visite al Duca fatte , era stato mandato a 
chiamar da lai il giorno 17 di Ottobre per mezzo di 
persona passata a caso sotto le finestre dell' apparta- 
mento Ducale, e che recatosi agli ordini suoi lo avea 
ritrovato per modo fuori di senno, che lo giudicava 
incapacissimo di Sacramenti , Di tal deposizione fece 
pubblico Linimento Pierfrancesco Galoppi il giorno 4 
di Novembre in casa del Canonico Vecchi , alla pre- 
senza del Dottor di Medicina Costantino Odoardi , e 
di Vincenzio Raipi , e fu l'atto solennemente legaliz- 
zato da Monsignor Abate Ordinario Guidobono Maz- 
zucchini , il quale co' sopraddetti teneva il partito del- 
la verità. Volendo poi venire la Gran Principessa al- 
la scelta del soggetto da spedire a Vienna , elesse il 
prenominato Notajo Galoppi , uomo intraprendente , 
ed ardito, il quale carico di recapiti della detta natu- 
ra passò colà nel Dicembre, insignito del carattere di 
suo Agente . Ma nel mentre che tanto da questa par- 
te operavasi , l' altra che non dormiva staccato avea 
dalla Cancelleria Imperiale l' Investitura a prò del Du- 
ca, tutti i cui lucidi intervalli si mettevano a frutto 
per farlo ricever visite , onde passasse per il pili sa- 
vio uomo del mondo. 
1730 Sul cominciar dell'anno 1730 giunse a Vienna il 

Galoppi , che fattosi conoscere per quel che rappre- 
sentava al Vescovo d' Erbipoli Vicecancellier dell' 

Im- 



LIBRO XIV. 3 ò 

Impero, presentò a Cesare un sanguinoso Memoriale, 
dove esposto Io stato delle cose di Guastalla, caratte- 
rizzava ad uno ad uno tutti i Ministri del Duca , e 
palesava essere la maggior parte parenti , ed affini : 
specialmente tacciava lo Spilimbergo , qual uomo dif- 
famato , pieno di debiti , interessato in tutte le affit- 
tanze delle Regalie , e assorbitore di tutte le migliori 
cariche della Corte , conchiudendo poi colla supplica- 
zione a Sua Maestà, che si degnasse deputare uno o 
pili Delegati ad esaminar in Guastalla simili cose , psr 
esporre le quali avealo spedito la Gran Principessa 
tutta zelo pel bene del Duca fratello . 

Tal rappresentanza se non fece il colpo che si 
desiderava , impedì almeno ciò che richiesto si era 
dal Conte di Spilimbergo , che a' 9 di Gennajo avea 
col mezzo del Residente Papini fatto supplicar 1' Im- 
peradore , perchè comandasse alla Gran Principessa di 
abbandonare Guastalla , e ritornar in Toscana dond 
era partita . Il perchè né alle richieste di quella , né 
alle sue punto badandosi da Cesare , giacché rilevò 
abbastanza essere gli animi loro appassionati , tutta in 
Guastalla rimase T esca di un fiero incendio . Il Mini- 
stro piti raffrenar non potendo lo sdegno , che lo ro- 
deva , mise mano alla forza , e fatto imprigionare il 
Conte Marcantonio Caracci, lo fece condurre nel Ca- 
stello di Bozzolo , dannando a caFcere altri aderenti 
dell' emola sua , perchè rimanesse abbandonata a se 

e 2 stes- 



3<? ISTORIA 

stessa . Prèse quindi a trattarla con alto disprezzo . 
Da una Lettera scritta da lei al Galoppi a 6 di Feb- 
brajo rileviamo , che il Ministro le avea proibito lo 
spedir lettere per istaffetta , eh' egli temendo pure di 
aver a soccombere in questa guerra intrapresa , di- 
vulgato avea per i Caffè di Mantova , che non vo- 
leva cadere senza prima avere sparsa molt' acqua del 
Pedesino , cioè senz' aver prima avvelenati tutti i 
nemici suoi; della qual cosa avendo ella preso molto 
sospetto , e ordinando perciò che i suoi comestibili 
fossero tenuti sotto chiave , ei lo impedì sotto il pre- 
testo, che in Corte non volea novità . Quindi da ta- 
li insulti oppressa raccomandava al Galoppi di far 
note tutte queste cose ai Signori del Consiglio , e spe- 
cialmente al Marchese Bartolommei , a Monsignor 
Sabbatini , e al Principe Eugenio , che le parevano 
favorevoli . Aggiugneva di ricordar all' Avvocato , 
che potevano le Femine succedere nel Feudo di Gua- 
stalla , dal che si raccoglie aver ella avuto al fianco 
ignoranti Consiglieri , perchè gli esempi da lei nella 
Lettera prodotti della Contessa Matilde ., e della To- 
relli ( eh' essa chiamò Laura, quando appellar doveasi 
Lodovica) nulla facevano a proposito . Non saprei af- 
fermar se fosse vero anche ciò che soggiunse , avere 
cioè i Ministri impegnate a quelf ora , affin di so- 
stenersi , tutte le Gioje del Duca per settanta mila 
Fiorini . 

-Non 



LIBRO XIV. 3j 

Non passava giorno , che non si carcerasse ora 
questi , ora quelli d'ordine del Ministro ; altri erano 
esigliati, e si potea tener come perduto colui, che la 
minima parola dicesse alla Gran Principessa favorevo- 
le . Né da tutto questo ottener potendo eh' ella si al- 
lontanasse di qua , recò più oltre i suoi attentati . 
Servivala tra gli altri il Marchese Ferdinando-Carlo 
Gonzaga Principe del Sacro Romano Impero, già sti- 
pendiato dai due predefunti Duchi , onde senza avere 
al suo carattere considerazione , mandò sul cader di 
Febbrajo al suo appartamento le guardie per farlo 
arrestare. Egli o che ne avesse previo sentore, o che 
per fortuna si trovasse fuori, e fosse tosto avvertito, 
ritiratosi nel Convento di San Francesco , tanto vi 
stette , che vennegli il destro di fuggirsene inosserva- 
to a Gualtieri , dove raccolti si erano gli altri sban- 
diti , e dove lo raggiunse ben presto il Marchese 
Coppoli Fiorentino famigliare della Gran Principessa 
anch' egli esigliato . L' ostinata Signora sperando pur 
di vedere qui giungere qualche Delegato Cesareo 
stette forte nella risoluzione di non partire ; ma te- 
mendo il Marchese Gonzaga alla padrona sua qual- 
che infortunio , la provvide di quattro gagliardi 
uomini Bolognesi , che vennero a guardarla con 
buon proposito . Vedutisi però costoro affratellarsi 
alquanto co' Servidori del Ministro , ebbesi timo- 
re che fossero corrotti , e si licenziarono per sur- 
re- 



3 8 ISTORIA 

rogar loro altri quattro Bravi da non prendersene con- 
fidenza . 

In questo mentre sendosi il Duca rimesso in car- 
ne, e ripigliato avendo buon colore, davasi per ma- 
nifestamente ristabilito , facendosi assistere ogni giorno 
alla Predica della Quaresima . Le nuove di sua gua- 
rigione si pubblicavano pertutto; e si giunse a trattar 
anche di dargli moglie , operando lo Spilimbergo col 
mezzo del Conte di Zizendorf, del Principe Eugenio , 
e del Principe Darmstadt Governacor di Mantova , 
che gli venisse offerta la Principessa Teresa primoge- 
nita di Leopoldo Duca di Slesvich Holstein, della qua- 
le fu nel cominciar di Marzo mandato il ritratto , e 
mostrato al Duca, che montando in gallona, e tripu- 
diando tener non seppe il secreto , svelandolo a chiun- 
que gli si presentava . 

Può credersi quanto ne fremesse Eleonora, e tut- 
to il suo partito. Una Donna sprezzata , schernita, e 
vilipesa è capace di tutto , ognor che trovi chi la 
secondi . Quindi benché si possano credere caricati i 
Processi , da' quali rileverò ciò che sono per narrare , 
credo tuttavia certissima la congiura tra lei , e i suoi 
partigiani tramata alla vita del Conte di Spilimbergo . 
E tanto più la credo , quanto che oltre ì Processi , ò 
ritrovato una Lettera originale , che scrisse poi a' 30 
di Agosto del 1735 il Marchese Ferdinand > Carlo al- 
lo Spilimbergo , ove per la miseria in cui si trovava 

in 



LIBRO XIV. 39 

in Venezia volendo impetrar mercè , e sminuir la sua 
colpa , disse : quanto successe in Guastalla fu un falso 
allarme , per evitarne un vero , che sarebbe successo a di 
lei pregiudìzio , se io con tal arte non avessi fatto sven- 
tare la mina . Tali parola provano che un attentato 
si fece, e giacchi riuscì vano , poteva ben sostenersi 
dopo, che intenzion era appunto di non lasciarlo sor- 
tir effetto . La somma della trama fu adunque tale • 
Il Marchese Ferdinando-Carlo , eccitato da continui 
impulsi della Gran Principessa a far le sue véndette , 
accordò Francesco Antonio Franzoni , Giuseppe de' 
Carli , Giuseppe Mara , e Jacopo Inverardi da Bre- 
scia , oltre un altro Jacopo stato suo Cameriere, ed 
altri tre Bresciani , e qualche altro soggetto capace a 
far de' fatti , promettendo a ciascun di loro venticin- 
que Gigliati , se trucidavano lo Spihmbsrgo . Costoro 
prontissimi all'opera cominciarono a star in guardia ; 
e poiché seppesi esser egli per le Feste dì Pasqua 
passato a Mantova , andarono il Franzoni , il de' Car- 
li , il Mara , e il Cameriere ad aspettarne il ritorno 
nel bosco della Scaloppia muniti di pili sorti d'armi 
da fuoco, standovi tutto il giorno 13 col seguente di 
Aprile, ma indarno , perchè fu tenuto dal Conte nel 
ritornare diversa strada . I detti Mara , de' Carli , e 
Franzoni coli' Inverardi, e gli altri tre Bresciani passa- 
rono a' 23 alla Gorna vi/leggiatura del Ministro sul 
Luzzause , risoluti di ucciderlo o fuori , o in casa , o 

an- 



40 ISTORIA 

anche in Chiesa ; ma per aver sentito calpestio di 
molta gente , mentre in una fossa appiattati si era- 
no, preser la fuga. Rinovaron l'agguato il dì appres- 
so , che dovea restituirsi a Guastalla pel Consiglio , 
ma sendosi nel venire fermato or qua or la vagando, 
si trovaron delusi . Unitisi la sera con un certo Te- 
nente Zimiliani , andarono sul distretto di Gualtieri 
ad abboccarsi col Marchese, rimanendo conchiuso, che 
la sera stessa entrando nella Città si sarebbero nasco- 
sti nell'andito , che guida alla Sagristia della Catte- 
drale, ove erano certi di ottener l'ingresso per opera 
del Sergente Giuseppe Veronesi ivi rifugiato. Qui sa- 
rebbero stati in sommo silenzio fino alle due ore del- 
la notte , in cui era solito il Conte uscir dalla con- 
versazione di Corte , e ritornar a casa passando sotto 
il portico cui mette capo l'andito stesso. Al suo pas- 
sare sarebbero usciti , 1' avrebbero ammazzato , gri- 
dando poscia ad alta voce : Viva la Principessa Eleo- 
nora. Così deliberati di operare , alla sfilata, sull' im- 
brunir della sera vennero i congiurati in Guastalla , 
ed ebbero al detto andito accesso . Solo il de' Carli 
col Tenente Zimiliani con armi coperte sotto il fer- 
rajuolo, si misero a passeggiar la piazza davanti al 
luogo . Il Bargello , cui parve di leggere in quelle fac- 
cie un non so che di torbido, gli addocchiò bene-, ed 
accortosi tener sotto il Zimiliani una di quelle armi 
da fuoco , che noi appelliamo Tromboni , o Pestoni 

sca- 



L I B R O XIV. 41 

scavezzi, se gli avventò, levandogli l'arme con gran- 
de prestezza ; e volendolo ad un tratto cc-ndur pri- 
gione, colui staccatasi dal fianco una pistola, e spa- 
randola senza effetto gli scampò dalle mani, e si salvò 
sotto il portico del Duomo, fuggendo qualche momen- 
to appresso anche di là . Alzandosi intanto rumore 
uscirono i Birri dalla vicina guardia , e correndo alla 
porta di detto andito , e alla Chiesa , ne circondaro- 
no T ingresso , imprigionando il Franzoni , e il de' 
Carli , che in quel battibuglio si ritrovarono qualche 
passo fuori del luogo immune . Fu poco dopo impri- 
gionato anche il Campanaro dei Duomo creduto reo, 
e consapevole , perchè senza di lui non sarebbesi po- 
tuto aver l'uso libero di quella porta. 

L'accidente renduto subitamente pubblico pose 
ogni persona in apprensione ; temendo gli Spilimber- 
ghiani insidie da ogni parte , o esagerando di temer- 
le ; ed i nemici loro aspettandosi da quelli qualche 
sensibil vendetta . La Gran Principessa conoscendosi 
ormai poco sicura , giacché seppe essersi mandato av- 
viso alle milizie di Sabbioneta, che affrettassero il pas- 
so verso Guastalla, si consigliò di prevenir colla par- 
tenza l'arrivo loro , togliendosi di qui la mattina de' 
27 assai per tempo, affin di passare a Vienna . L'ap- 
partamento di lei fu poco dopo visitato dai Soldati , 
che si raddoppiarono in alcuni luoghi . Alcuni amici 
del Conte frattanto si fornirono di buone armi, e vo- 

Tom. IV. f len- 



4 z ISTORIA 

lendogli mostrar la premura , che avevano di lui , gli 
si posero al fianco per essergli scorta in tutti i suoi 
passi , e questi erano i due Fratelli Maldotti , Vitto- 
rio Barlassina, Antonio Lupatini, e il Sergente Adria- 
no Calzolari . Nel tempo stesso il Cattaneo si accinse 
ad instituire il Processo ai Congiurati, facendo impri- 
gionare ora questo ora quello ; mentre il Papini Po- 
destà di Bozzolo lo fabbricava colà al Conte Mar- 
cantonio Caracci risguardato come capo della solleva- 
zione , cui lo Spilimbergo era deliberato di far ta- 
gliare la testa» 

Alcuni Ecclesiastici , che biasimavano un tal pro- 
cedere, e ne parlavano con libertà, furono tolti anch' 
essi di mira , e per ordine supremo esigliati . Fu tra 
questi il Padre Bonaventura da Sabbioneta Guardiano 
del Convento di San Francesco, già Teologo del Du- 
ca Vincenzio , uomo di grande bontà , e candidez- 
za di animo , che passò sul Mantovano , e prose- 
guendo a parlare come la pensava , si fece impe- 
gno acciò anche di là fosse espulso , onde portos- 
si a Ferrara . Monsignor Abate Guidobono Mazzuc- 
chini si ridusse a un suo Casino presso i Cappuccini 
fuor di Città aspettandosi quello che poi gli avven- 
ne . L'Abate Natale Andrea Bonazzi , eh' era stato 
Cappellano delia Gran Principessa , e fu a' giorni no- 
stri Vicario Generale del moderno vigilantissimo Aba- 
te Monsignor Tirelli , si rifugiò a Mantova , dove 

non 



LIBRO XIV. 43 

non cessò di scriver lettere, ed avvisi intorno a quan- 
to qui succedeva , mandandoli alla sua Signora , ed 
al Galoppi , tra le cui carte gli ò ritrovati . Degli 
altri Preti alcuni sbanditi ne furono , e que' di cam- 
pagna volendo entrar in Città ne venivano impe- 
diti . 

Lo sdegno del Ministro contro gli Ecclesiastici 
cresceva, per non volersi da questi concedere , che i 
rifugiati nel luogo sacro si potessero consegnare al 
braccio secolare . Ebbe ricorso al Vescovo di Reggio 
per una sua decisione , mi questi non volle accondi- 
scendergli . Si rivolse a quello di Mantova suo con- 
giunto , il quale mandò il suo Vicario Generale a 
Guastalla colla sua Curia , ed esaminato il punto fu 
conchiuso , che i delinquenti godessero bersi 1' immu- 
nità Ecclesiastica , ma che a titolo di esaminarli si 
potevano levar dall'asilo , come si fece a' 5 di Mag- 
gio. 

Procedeano le pratiche del matrimonio del Duca 
il quale ne' momenti favorevoli si faceva uscire in 
carrozza , e ricever visite , che sempre erano brevis- 
sime. Chiamaronsi ancora le Comunità di oltre Po a 
prestargli ossequio , e fu ordinata una Processione so- 
lenne, e il canto deli' Inno Ambrosiano in ringrazia- 
mento a Dio , per la supposta sua guarigione . Ri- 
flettendosi poi , che per la Processione conveniva di- 
pendere dall'Abate , il qual si riputava contrario, al- 

/ z tro 



44 ISTORIA 

tro non si fece che cantare il Te Dcum ai Teatini . 
Credendo frattanto il predetto Abate Bonazzi sedata 
la burrasca contro gli Ecclesiastici si arrischiò di tor- 
nar a Guastalla -, ma ei che si era vantato di essere 
spontaneamente partito, acciò il Ministro gloriar non 
si potesse di averlo esigliato , venne appunto a sentir 
tal sentenza, che subito gli fu data, come rilevasi da 
lettera di Paolo Spinelli , scritta il giorno 3 di Ago- 
sto alla Gran Principessa . Ne piti risparmiato si vol- 
le anche al Prelato simile scorno , perchè circa lo 
stesso tempo anche a lui fu intimato per ordine di 
Sua Altezza , che abbandonasse lo Stato , talché se 
ne andò presso i suoi Parenti a Viadana. 

Benché Eleonora si fosse partita di qui per gire 
a Vienna , parve tuttavia poco risoluta , e si fermò 
sul Veneziano pili che non. sarebbe convenuto al pro- 
prio impegno . Stimolata dai partitami finalmente vi 
andò , e guidò seco la esigliata moglie del suo Agen- 
te Galoppi , che dichiarò sua Cameriera , dando al 
marito il titolo di Ajutante di Camera, collo stipen- 
dio di venti fiorini al mese , de' quali ne toccò po- 
chissimi . Cominciò a declamare contro il Ministro di 
Guastalla senza esser punto ascoltata , giacché la ten- 
tata congiura a lei attribuita le toglieva ogni credi- 
to , e la facea riputare Donna predominata dallo spi- 
rito dell' ambizione , o almeno debole a segno di 
credere ad un imbelle favor popolare senza aver vi- 
ste 



LIBRO XIV. 4i 

ste da misurar l'esito di una impresa . Pure anche i 
clamori suoi affrettarono forse ciò , che la cortigiana 
prudenza dovea per ogni riguardo eseguire , voglio 
dire la spedizione di persona qualificata a Guastalla , 
che in concorso di si opposte rappresentanze esami- 
nasse qual fosse il vero stato del Duca . Dal giudizio 
di persona imparziale dipendeva ornai la decisione, se 
il Duca foss^ capace di governo , se i Ministri fosse- 
ro veramente incorrotti , se maligni dir si dovessero 
i nemici loro, e se finalmente si potea lasciar correre 
T intavolato matrimonio , che non era di sì piccola 
importanza , specialmente per le non ancora rinun- 
ziate ragioni sopra Mantova . Ma oh come sono mai 
rari i Giudici imparziali ! Dove non à luogo V ami- 
cizia, il genio, la parentela , sottentra 1' avarizia so- 
vente , per di cui mezzo vien la ragione conculcata 
ed oppressa . 

Fu invitato al meditato effetto a Guastalla il 
Consigliere Giancristoforo BurcKart . Ben sette giorni 
si stette aspettandolo da un momento all' altro , dal 
che può bene argomentarsi , che non giungeva né 
ignoto, né senza essere uffiziato, e prevenuto. Smon- 
tò alla Posta a' 27 di Luglio, complimentato dal gio- 
vane Conte Masetti , e poi dallo Spilimbergo . Il dì 
seguente visitò il Duca speditamente , ma tenne col 
Conte lunghi colloqnj , come fu osservato , e uscendo 
in pubblico dimostro verso lui atti di grandissima 

sti- 



4 S ISTORIA 

stima . Il volgo parlava di questa venuta del Consi- 
gliere a tenor de' capricci , che si raccolgono da let- 
tere dello Spinelli alla Grai^ Principessa , e dagli 
avvisi dell' Abate Bonazzi ; nia comunemente si con- 
chiudeva, che da tale venuta fosse deciso l'affare del 
Matrimonio , e che in conseguenza tutto cospirasse a 
far trionfare lo Spiiimbergo . Fu di fatti così ; ma 
soltanto cangiossi pensiero riguardo alla Sposa , per- 
chè in vece della primogenita , se gli esibì la secon- 
da figliuola del prenominato Duca di Sleswic Holstein 
chiamata Maria Eleonora Carlotta , a favor di cui 
stipulati furono in Vienna i Capitoli a' 13 dì Set- 
tembre coli' intervento del Residente Conte Alessan- 
dro Papini . 

Né qui fiair doveano gli sforzi del machiavellis- 
mo Spilimberghiano . Conveniva conchiudere queste 
Nozze, ccmdur la Sposa a Guastalla , ed impedir che 
né U Padre , né la Madre , né altri Parenti l'accom- 
pagnassero, onde non vedessero a quale Sjoso sacrifi- 
cata l'avevano . Ma né i Papini , né i Cattanei,* né 
altri cotali erano strumenti abili a tanto . Qui abbi- 
sognava 1' opera del Capo, potendo unicamente giun- 
gere al fine di tanta impresa il nostro novello Sejano. 
Delegò dunque se stesso a recarsi a Vienna , e a tut- 
to conchiudere, gli -affari pili s;rj raccomandando all' 
Auditor Cattaneo , capace a maraviglia di sostener 
nel rimanente la macchina . Benché il Duca non iu- 
te a- 



LIBRO XIV. 4j 

tendesse cosa alcuna pel suo verso , cominciò a dire 
che non volea rimaner privo del suo Ministro , e si 
opponeva con dell' impeto a questa risoluzione . Ciò 
è manifesto da lettera originale del Ministro medesi- 
mo scritta da Mantova al Cattaneo il giorno 28 di 
Ottobre : ma il Cattaneo stesso tenendo bordone ali' 
amico , cominciò a dirne tante al Duca , e a raggi- 
rarlo , con dimostrargli la necessità di mandar a tal 
effetto lo Spilimbergo come persona primaria , ed an- 
che per dargli con questa incombenza premio della 
sua fede , che finalmente si abbonacciò , tutto allegro 
di essere lo Sposo, il che cercava di far sapere a tutto 
il mondo con lettere * che tentava di mandare qua, e 
là, senza però che avessero il loro corso, mentre tut- 
te gli venivano fermate. Ed io lo posso dire, perchè 
una chiusa , e sigillata col Sigillo Ducale data a' 18 
di Gennajo del 173 1 , diretta al Duca D. Gaetano d' I7 j r 
Argento Presidente del S. R. Consiglio di Napoli , 
ove gli dava notizia del suo accasamento , l'ò trova- 
ta intatta fra le Carte del Cattaneo , che non sareb- 
be forse mai stata aperta fin qui , se la mia curiosità 
non fosse stata ambiziosa di potersi vantare di aver 
aperto una lettera di un Duca presso a cinquantan- 
ni dopo che fu scritta* 

Ora lo Spilimbergo scelto a suo Segretario il 
Poeta Carlo Cantoni , cedutogli dal Signor Sartoretti 
che lo teneva impiegato nel suo negozio , dove si 

am- 



4 8 I S T O R I A 

amministrava la Tesoreria Ducale, e l'appalto di tut- 
ti quanti gli effetti Camerali , passò a Vienna , dove 
giunse entro il Febbrajo , scrivendo tosto al Catta- 
neo , che nelle sue lettere procurasse di esaltar sem- 
pre la salute del Signor Duca , ma che aggiugnesse 
poi altre lettere non ostensibili , nelle quali lo tenesse 
ragguagliato di quanto andava accadendo : talché fa 
intrapreso un frequentissimo carteggio doppio dall' 
una parte , e dall' altra, da me veduto in originale , 
perchè il Signor Avvocato Antonio Ferdinando Cat- 
taneo di felice memoria , uomo superiore agli umani 
pregiudizi , e mio grande amico , non isdegnó viven- 
do di comunicarmelo , bramoso eh' io ne facessi uso 
a gloria della verità. Questo carteggio doppio è l'ul- 
tima , e più evidente prova della doppiezza del Mi- 
nistro , ove lo Spiìimbergo , e il Cattaneo confessa- 
rono spontaneamente tutti i loro artifizj , le cabale 
usate , la imbecillità troppo chiara del Duca , e lo 
sforzo che facevano di tenersi fermi nella tirannide di 
questo Stato , da essi regolato a talento delie loro 
passioni . Una lettera dì quelle che andavano e ve- 
nivano era sempre tale , che promettea bellissime co- 
se , annunziava ottimi successi , e si potea mostrare 
per tener ingannato il mondo: l'altra manifestava de* 
lirj , tenea il filo de' monopoij , ed il progresso facea 
conoscere di un sempre malizioso raggiro. 

La Gran Principessa veggendo andar sì prospe- 
re 



L I B R XIV. 49 

re le cose agli Emolì suoi , sperò troncarle con un 
Manifesto a stampa , in cui dichiarava pazzo il Fra- 
tello 5 e maligni i Ministri • Se ne adombrò il Duca 
d'Hoistein ; ma colla serie de' passati avvenimenti fu 
agevole al Conte ritorcere nella riscaldata Donna il 
titolo dato al Padrone, e dissipar dalla mente de' ge- 
nitori della Sposa le insorte dubbiezze . Introdotto 
egli all' Imperadore dal Principe di Bamberga, chiese 
ed ottenne l'approvazion delle Nozze . Fa più solle- 
cito intanto a impedir ciò che potea succedere dopo, 
di quei che fosse frettoloso a conchiudere il maritag- 
gio , poiché con ogni studio procurò di disporre il 
Duca Padre , e la Duchessa Madre , a non incomo- 
darsi di seguir la Sposa in Italia , nel che incontrò 
ostacoli fuor di modo , come da tre sue Lettere spe- 
dite nei Febbrajo al Cattaneo si rileva . Ma sudò 
tanto , e mise in opera tanti mezzi , che tornò final- 
mente a scrivere a' 21 di Marzo al medesimo, che 
1' aveva pur vinta , e che col mezzo dei nominato 
Principe di Bamberga avea fatto uscir di voglia ai 
Genitori il desiato viaggio . Aggiunse notizia al Cat- 
taneo di un altro suo trionfo , ed era , che la Gran 
Principessa non avea pili credito neppur presso colo- 
ro, che l'aveano seguita , imperciocché lo stesso Ga- 
loppi suo Agente morendosi di fame , avea fatto ri- 
corso al Duca d' Holstein, accio gli fosse mediator di 
perdono presso il Duca di Guastalla , e gli ottenesse 
Tom. IV. g la 



òo ISTORIA 

la grazia di npatriare, che pel piacer di renderlo vie- 
più infelice gli fu negata . 

Mentre attendevasi in Vienna ai preparativi ne- 
cessari alle Nozze 7 il nostro Monsignor Abate Guido- 
bono Mazzucchini offeso del bando contro lui fulmi- 
nato senza rispetto alla sua dignità , ebbe ricorso al 
Sommo Pontefice Clemente X1L , affinchè impegnasse 
X, autorità sua in affar sì importante. Il Papa fece scri- 
vere dall'Abate Rossi all'Auditor Cattaneo non senza 
la conveniente ammirazione , e con insinuazioni effica- 
ci perchè il Prelato richiamato venisse al governo 
della sua Chiesa . Questi mandò la Lettera allo Spi- 
limbergo , che del suo favor troppo gonfio in questi 
precisi termini ostensibili rispose : Con non poco mìo 
stupore ho veduta la Copia di Lettera scritta a V. S. Il- 
lustrìssima dal Signor Abbate Rossi , e per verità non 
mi sarei mai creduto , che Roma volesse dar la legge in 
casa d'altri, che però se S. A. S. non si mostra dispo- 
sta , an^i costante a non volerla ricevere , mi sembra 
averne non solo tutta la ragione , ma eziandio un posi- 
tivo impegno della sua Sovranità • Scrìvo però ancor io 
da qui a dirittura- al su detto Signor Abbate , e voglio 
opportunamente tenerne proposito con questo Signor Car- 
dinale Grimaldi , col (quale mi spiegherò a sufficienza , ed 
a misura del bisogno . Da questo puh VA. S. compren- 
dere quale sia V animo , e V insolenza dell' Abbate Maz- 
zucchini verso della Serenissima sua Persona , mentre 

che 



LIBRO XIV. òi 

che tenta di rientrare ne suoi Stati con una me^ra vio- 
lenta , e di metterlo in impegno colla Corte di Roma . 
Replico che S. A. ha giustissimo motivo di sempre piìi 
negargli una tal grafia , e tenere absente una testa così 
perniciosa . Così per massime del Duca si spacciavano 
quelle di cui il Duca nulla sapevane; mentre durando 
in seguito la prepotenza ministeriale fu sempre l'Aba- 
te tenuto escluso da Guastalla . Pretendesi però, che 
l'Abate qualche soddisfazion si prendesse a svantaggio 
de' nostri pubblici affari , facendo per opera del Pre- 
sidente Gianfrancesco Pullicani suo amicissimo dimi- 
nuir così notabilmente di prezzo in Mantova la no- 
stra nuova Moneta , come appar dalle Tariffe pub- 
blicate dal Gobio , che non poco danno poi ce ne 
avvenne. 

Intorno alla persona del Duca si facevano le cu- 
re piti premurose , purgandolo continuamente ; ma lo 
Spilimbergo, che meglio di tutti conosceva il suo ma- 
le, scriveva al Cattaneo agli n , e a' 18 di Aprile , 
che più di ogni purga giovato avrebbero spesse cac- 
ciate di sangue . E dicea bene , mentre avea nel ca- 
po de' bizzarri grilli , che lo rendeano smaniosetto , 
perchè si lagnava di veder tirar sì a lungo la con- 
clusion delle Nozze , che assolutamente sarebbe cadu- 
ta in Maggio: e questo era il più grande , e interes- 
sante suo pensiero , che non avrebbe voluto maritar- 
si in tal mese . Affinchè l' umor lo lasciasse , si delibe- 

g z rò 



òz ISTORIA 

rò di affrettare ; e fu ben propizia allo Spilimbergo 
la sorte , che gli concesse d' intercettare una Lettera 
cieca diretta alla Sposa , che avrebbe senza dubbio 
messo gran remora . Diceva tal Lettera , essere lo 
Spilimbergo 1' uomo pili scellerato de' viventi , il Du- 
ca fuori assolutamente di cervello , la Gran Principes- 
sa in diritto di ottener il governo di Guastalla , in- 
giustamente perseguitati il Conce Caracci , l'Abate, e 
tanti altri ; coli' aggiunta di molte altre cose dettate 
con sentimenti amarissimi e feroci . Ma le molte spie 
che il Ministro pagava impedirono il corso a quella 
carta , che passò originalmente fra quelle del Catta- 
neo, ed anche tal colpo tentato sicuramente da Eleo- 
nora riusci vano. 

Si chiese di nuovo la confermazione Imperiale 
per tal accasamento , e nel concedersi fa anche ono- 
rato lo Spilimbergo del titolo di Consiglier intimo dell'- 
Austria superiore , e del Tirolo . Fu prima stabilito 
di celebrar il Matrimonio nella Chiesa di Santa Ma- 
ria Zeli distante 18 leghe da Vienna, e di passar in- 
di a Gratz ,• ma perchè la stagione rendute aveva le 
strade impraticabili , fu eseguita la cerimonia la matti- 
na de' 29 di Aprile nella Chiesa dell'antico Moniste- 
ro Arciducale de' Cistercensi della Badia di Lilin- 
feldt nell'Austria, entro la Cappella dello Sposalizio 
di Maria Vergine , avanti l'Abate , dando alla Prin- 
cipessa l'anello il Conte, come Procuratore del D'uca, 

alla 



LIBRO XIV. 33 

alla presenza de' Genitori , e della maggior Sorella di 
lei, come pure assistendovi molti Baroni , e Cavalieri 
Germanici . Il giorno appresso, fatti i più dolci ab- 
bracciamenti co' suoi , partì ia novella Duchessa di 
Guastalla , in compagnia soltanto di lift Ajutante di 
Camera, di un Segretario, di una Damigella , e Ca- 
meriera, con altra servente , ed altra Cameriera della 
Damigella , e di un Cuoco . Le tenne dietro il Con- 
te colla sua comitiva . Il primo di Maggio furono a 
Neustat , il sesto a Gorizia , e il decimo a Padova , 
piacendo alla Duchessa di far ivi le sue divozioni 
nella Cappella di Santo Antonio. Proseguirono il cam- 
mino per acqua , ritenuti alquanto dal vento, finche 
si videro vicini alla riva del Po sotto Guastalla nel 
giorno 17. 

Schieraronsi in bel treno tutte le milizie dello 
Stato sino al fiume , e verso la sera il Duca usci in 
Carrozza ad incontrare la Sposa col seguito de' suoi 
Cavalieri , il numero de' quali fu in quella circostan* 
za con titoli onorifici dati ad alcune famiglie accre- 
sciuto. Con pompa grande , e giubilo degli affeziona- 
ti si fece l'entrata in Guastalla , guidando questo elet- 
to Coro lo Spilimbergo , lieto ornai di aver condotto 
a fine l'opera divisata , e contento di non veder pili 
quivi alcuno degli Emoli suoi , che o gemevano in 
cupo carcere , o csigliati struggevansi di malinconia , 
e dì sdegno . 

E 



04 ISTORIA 

E 1 ancora pubblica voce in Guastalla, che sì tro- 
vassero tosto pretesti di non lasciar unire gli Sposi, i 
quali prima per insinuazioni altrui , e ragioni che lo- 
ro si diedero ad intendere , se ne astennero , fin a tanto 
che la Duchessa accortasi dello stravagante umor del 
marito si lasciò disporre a non volere star seco mai , 
benché egli ne' suoi capogiri assai ne smaniasse , vo- 
glioso di starsi con una Sposa sì giovinetta , avve- 
nente , e molto graziosa . Fu facile invaghir questa 
Principessa del titolo di Sovrana , e il Ministero pro- 
fondendo verso di lei tutti gli ossequj la dispose ad 
appagarsi di questo , e non pensar al marito . Tutta- 
via abbiamo Lettere del Cattaneo al Duca d'Holsteln, 
che gli faceano credere di molte cose ; e risposte di 
questo, il qnal diceva , che meglio di tutto avrebbe 
amato di sentirsi enunziare la gravidanza della figliuo- 
la . Era però inutile 1' aspettarla . 

Nel tempo de' passati maneggi in Vienna non si 
parlò mai del diritto sopra la Città , e Ducato di 
Mantova goduto dal nostro Duca . Non si lasciò tut- 
tavia passar quest' anno senza far richiedere per mez- 
zo del Conte Fantoni al Collegio Elettorale una com- 
mendatizia all' Imperadore su questo negozio . Essen- 
domi questa stata comunicata da Sua Eccellenza il 
Signor Marchese Luigi Gonzaga de' Principi di Ca- 
stiglione in idioma francese , qui la produrrò per istru- 
zion di chi legge , e per dar segno di gratitudine al 

no- 



LIBRO XI V. òò 

nobilissimo soggetto , che favorendo questi miei studj 
si è compiaciuco di farmene parte. 

Lettre du College Electoral à Sa Majesté Imp. Charles VL 

touchant Ics pretensions du Due de Guastalla 

sur le Duché de Mantoiie* 

Vii ce qui a été representé au College des Eie* 
cteurs par le Co/nte Faraoni Ministre du Due de Gua- 
stalla par rapport au Duché de Mantoiie et en obtenir 
la posscssion , nous nous trouvons obligcs de remonstrer 
ce qui suìt a V. M. I. 

Nous nous souvenons encor , nous Electeurs pré- 
sens , et les Plenipotentiaires dont les Principaux soni 
absens , de ce qui a été deliberò et resola sur les repre- 
sentations faites par S. M* I. de glor. me. touchant sa 
Maison Archiducale , mais comme alors on fìt mention 
des pretensions formées par la Maison de Guastalla qu 
il étoit juste de termi ner en meme tetns que celles de 
su dite Maj . nos tres gracieux Principaux out exami- 
né l'affaire qui na pas encore été terminée . C est pour- 
quoi l 1 on a rennouvellé les instances aupres du Col- 
lege Electoral , qui espére que V. M. ne desaprouvera 
pas V examen des pretensions de cene Maison souverai- 
ne, et que V. M, L voudra bien e tre d! accord ave e le 
College des Electeurs tant sur le sujet de disgrace en- 
couriic aupres de V Empereur Leopold , que sur les cir- 
co- 



OS ISTORIA 

costances , et avec lettr consentement <T accorder a la 
Muìsoti de Guastalla ce qui est conforme a la justlce et 
a V equitc . En appujant aitisi une affaire juste en die 
mcmc, qui concerne un Duché si importante V. M. at- 
tirerà sur elle , et sur ses armes victorieuses la benedi- 
ction de Dieu , £ intant plus quune Maison aussi il- 
lustre que celle de Guastalla , dont le peti de terres 
cpt elle possedè ont été ruinées par la guerre , trouvera 
en cela une subsistance qui lui convieni . C est ce dont 
nous supplions instamment V* M. L A Francjort le %$ 
Decembrc 1J31» 
Signé 

Lothaire Francois Electeur. 

Charles E lecteu r . 

Jean Guillaume Comte Palatiti Electeur* 

Francois Ferdinand C. de Kinski . 

Otto Henri Baron de Friesen . 

Fede rie Guillaume Baron de Gort%. 

Niun effetto però produsse questa Lettera per mille 
motivi , che dalle circostanze delle persone, de' tem- 
pi , e de' fatti si possono rilevare . Basta però a far 
conoscere , che duravano ancora i titoli ben ricono- 
sciuti , e provati che avea questa Casa di succedere 
nel possesso di Mantova. 

Non voglio chiudere questo Libro senza narrar 
1732 prima altra cosa, che all'anno seguente appartiene . 

Il 



LIBRO XIV. óy 

Il Dottor Girolamo Bartclucci Gentiluomo Guastalle- 
se, che sendo l'ultimo di sna famiglia, amato avea 
dopo la sua Laurea ottenuta in Bologna di viaggiar 
sempre, trattenendosi in Roma, in Olanda, e in Pa- 
rigi, dove poscia morì l'anno 1696 , chiamata erede 
ima sua Zia materna con alcune altre sostituzioni , 
avea surrogato finalmente un Collegio de' Gesuiti da 
erigersi in Guastalla , acciò dovessero que' Religiosi 
attendere ad istruire , e coltivar la Gioventù secon- 
do il loro instituto . Ma pretendendo il Fisco eh' ei 
fosse incorso nella pena fin dai 16 51 minacciata ai 
disertori dalia Patria in un Bando dal Duca Ferran- 
te III., era andato, vivente lui , al possesso de' Beni 
suoi , i quali poi nel 171 4 erano stati rilasciati gra- 
ziosamente al Conte Francesco Caracci ultimo de' so- 
stituiti . Morto perù il Caracci erano insorti fin dal 
1716 i Gesuiti per ottenere quella Eredità , facendo 
scrivere a loro favore alquante Allegazioni , una delle 
quali si trova stampata dall'Avvocato Prospero Fer- 
rari Poggiano . Il pili volte nominato Dottor Gian- 
nantonio Cattaneo , che era allora Avvocato Fiscale 
e Patrimoniale del Duca Antonio Ferdinando, con al- 
tra sua Scrittura a stampa in prò del Fisco sostenne 
nel 1717 non poter i Gesuiti pretendere in quella 
eredità . E durò quindi tal causa , che sembrò col 
tempo disperata ai pretendenti, avendo sempre a fare 
co' Ministri medesimi. Tuttavia tornando eglino a far 
Tom. IV. h in 



i8 ISTORIA 

in questo tempo le istanze loro, trovarono assai meno 
di opposizione , anzi una propensione grandissima 
nello Spilimbergo , e nella Duchessa specialmente di 
averli qui. Talché rimessa la cosa alla Sacra Congre- 
gazion del Concilio , e richieste informazioni da que- 
sta al Vescovo di Reggio , le quali furono molto fa- 
vorevoli, poterono venir al possesso della detta ere- 
dità , e di altri Legati , che seppero ottenere ; onde 
incominciarono a edificare la Chiesa dedicata a San 
JLuigi ,, e ad abitar nelle contigue case , senza però 
aver potuto mai adunar tanto da ridurla a forma di 
Collegio , come avrebbero desiderato . Ivi stettero 
que' Religiosi sino al Febbrajo del 1768, allorché pri- 
ma deli' abolizione dell' Instituto loro ebbero a partire 
dagli Stati di Parma, Piacenza, e Guastalla. 



Fine del Libro Quartodecimo. 



ISTO- 



ISTORIA 

D I 

GUAST ALLA 

LIBRO QUINTODECIMO. 



M, 



entre in Guastalla ad altro pili hon si pensava 
se non se a compiere i Processi già intrapresi contro 
i supposti ribelli , e ad affrettarne il supplizio , ben 
altre cose pili serie si macchinavano ne' Gabinetti di 
Europa. Già l'Infante Don Carlo , succeduta la mor- 
te del Duca Antonio Farnese , venuto era al possesso 
di Parma, e Piacenza: e perchè la sempre oculata ra- 
gion di Stato prevedeva mosse future di armi , o si 
consigliava di farne , la Spagna , che avea tratto a 
sé questa picciola parte di Lombardia , chiamò seco 
ad alleanza la Francia , e seppe segretamente a suoi 
desiderj piegare Carlo Emmanuele Re di Sardegna . 
Conchiusi questi trattati, nacquero adunque nel 173 3 1733 
alcuni motivi di gare tra la Francia , e l'Impero 5 

h z tal- 



6o ISTORIA 

talché nel mese di Ottobre scender si videro nel Pie- 
monte assai truppe Francesi condotte dal Maresciallo 
di Villars, le quali a quelle del Re Carlo Emmanue- 
le accoppiandosi fecero la grande unione Gallo-sarda , 
di cui dichiarato Generalissimo il predetto Re , videsi 
ben presto occupato , e preso il Milanese . Ancìie gli 
Spagnuoli vennero a rinforzar questo Esercito guidati 
dal Conte di Montemar , e si sparsero ben presto in 
tutto il Parmigiano. 

In tanta vicinanza di genti , che voleano guerra 
coli' Imperadore , ne trovavano finora chi tentasse 
respingerlo , giacché i Tedeschi stavano tuttavia fer- 
mi in Mantova , ed oltre Po , videsi in grandissimo 
pericolo la Corte di Guastalla : per la qual cosa deli- 
berata di trasferirsi a Venezia , fece convoglio delle 
piti preziose suppellettili , e a io di Novembre il 
Duca così mal concio com'era , la Duchessa moglie , 
e la Duchessa Vedova si partirono con tutto il loro 
seguito , e si recarono a quell' asilo di vera pace , e 
libertà . Né molti giorni passarono dacché si erano 
posti in salvo, che il Marchese di Valenza Colonnello 
del Reggimento di Umena avanzate le sue bandiere , 
pensò ad occupare questa Città , dove il giorno 28 
di Decembre introdusse guarnigione di seicento fanti , 
e ducencinquanta cavalli , ed ordinò trinceramenti , 
mettendo il popolo a gagliarde contribuzioni . Così 
stando le cose tutto il verno , in cui non si credeva 

mi- 



L I B R O XV. €l 

utile ne dall' una , ne dall' altra parte V uscir in cam- 
pagna , non prima coir Aprile del novelfanno venne 173 
la stagione opportuna alle faccende , che il Marescial- 
lo di Villars rinforzando la marcia , avanzò il passo si- 
no a San Benedetto , giacche niuna opposizione vie- 
tavagli l'occupar tanto paese. 

Ora i Tedeschi pili soffrir non volendo , che i 
nemici venuti fossero quasi ad insultarli impunemente 
sino alle frontiere , pigliate le armi , e fatta di se 
buona mostra , passarono il Po alla Montigiana r co- 
mandati dal Principe Leopoldo Darmstadt fratello del- 
la nostra Duchessa Vedova , dal Principe Luigi di 
Wirtemberga y e dal Comandante Generale Marescial- 
lo Mercy . Alla prontezza che tosto mostrarono di 
voler menare le mani , ed al respinger che fecero i 
primi ostacoli , empieron dì tema i collegati , che da- 
tisi a fuga precipitosa abbandonarono la Mirandola , 
San Benedetto, Revere, Sermide , e Gonzaga . Quelli 
ch'erano in Guastalla nel veder precipizio sì grande , 
figurandosi vicino 1' attacco , non vollero aspettar il 
nemico , ma datisi prima a un frettoloso saccheggia- 
mento sì della Città , che del territorio , s'inviarono 
al Crostolo , dove raggiunti da un corpo volante di 
Alemanni , dovettero abbandonare un grosso bottino 
di grani , e farine , con molta parte del loro baga- 
glio . Allora il Maresciallo Mercy spedì da San Be- 
nedetto un suo messo al Come di Spilimbergo , chia- 
ro an- 



€% ISTORIA 

mandolo a se ; ed avendogli richiesto T ingresso in 
Guastalla , e riportato in risposta , non altro pili de- 
siderare il Duca , se non che tutto il suo Stato ser- 
visse ai vantaggi di Cesare, diede la marcia alle trup- 
pe , che giunsero a' 19 di Maggio con provvisione 
copiosa da bocca, e da guerra , accampandosi tra gli 
argini del Po , del Crostolo , e della Botte , e pren- 
dendo gli Ufficiali quartiere nel Ducal Palazzo. 

In questo tempo colla gran moltitudine di Spa- 
gnuoli introdottici in Toscana , a' quali venivano per 
mare copiosi soccorsi , erasi Y Infante Don Carlo feli- 
cemente innoltrato nel Reame di Napoli, con render- 
sene assoluto padrone ; e fin dagli undici di Marzo 
avea pe' suoi banditori promulgato un editto , che all' 
ubbidienza, e a giurargli fedeltà invitava i Feudatarj 
del Regno . Di tal novità informata la Duchessa di 
Guastalla, giacché col Duca non giovava il farne pa- 
rola , trovossi in grandissima angustia per la Contea 
di San Paolo in Puglia, posseduta da questa Casa fin 
del 16Z6 , nel qual anno Don Andrea avolo del Du- 
ca aveane fatto Y acquisto . Si dolse allora di non 
aver prima acconsentito alla cession di quel Feudo 
pretesa già da due anni addietro , e litigata avanti 
all' Imperadore dal Marchese Imperiali , e da Paolo 
Spinola Genovesi , i quali per loro crediti , a soddis- 
fazion de' quali aveva già il Duca Ferrante IL ipote- 
cato qualunque Feudo del Regno , facevano istanza 

di 



L I B R O XV. 63 

di andarne al possesso. Ma giacché ciò non erasi fat- 
to , e non vedea come combinar si potesse il serbar 
fedeltà all' Imperadore, e il riconoscere dal nuovo Re 
delle due Sicilie quel Feudo , si dispose piuttosto di 
non curarne il possesso ; onde tenendo sospese le sue 
risoluzioni a D.Niccola Porcinari suo Agente in Napo- 
li , che andava richiedendo in che modo contener si 
dovesse , così scrisse al Cattaneo . 

Molto Illustre Signore 

Letta , ed attentamente considerata la Lettera del 
Porcinari , che acchiusa ritrovo nella sua di %o spirante , 
riconosco ancor io meritare riflesso tutto ciò eh! egli scris- 
se incorno al Feudo di San Paolo , e particolarmente 
il punto del preteso vassallaggio 9 che sta per colà inti- 
marsi a Principi Feudatari del Regno . Io pero che por- 
to per natura , non meno che questa Casa il carattere di 
vassalla della Maestà deW Imperadore , ne posso , ne 
voglio in conto alcuno concorrere ad un atto simile , per 
non mancare a quel debito & ossequiosa fedeltà ? e di- 
pendenza, che per ogni titolo vanto , e vanterò sempre di 
professare alU Augustissima Casa d' Austria , dandomi a 
credere , che a questo costantissimo sentimento fosse per 
uniformarsi eziandio il mio Serenissimo Sposo , non che 
tutto codesto intero Consiglio : onde succeda ciò che sa 
succedere * giammai mi potrò allontanare da una tal 

mas- 



64 ISTORIA 

massima , che troppo giustamente stanimi radicata nel 
cuore , protestando an^i intendere con essa di fare il 
maggior vantaggio della- Serenissima nostra Casa . Ciò 
non ostante in rispondendo ella al detto Porcinari nulla 
piìi gli dirà in tal proposito , se non che tosto saprà es- 
sersi pubblicato il bando , che avvisa nella stessa sua let- 
tera doveva emanare , ne dia a lei il motivo , che allora 
si risolverà dna il modo di contenersi * Aggiugnendole 
per V altro capo toccante le cause de Creditori di tener 
viva la di lui valida assistenza alla difesa d'esso Feu- 
do da ogni molestia , e specialmente dal sequestro &c. 
Venezia 29 Maggio 1334* 

Benevola M. E. C. Duchessa di Guastalla . 

Mentre però fu prorogata dal Re F intimazione 
ai Feudatari , ebbesi tempo di far palesi alla Maestà 
dell' Imperadore queste ansietà , e dubbiezze, col ri- 
schio vicino di perdere detta Contea , e di sacrificar- 
la di buon grado piuttosto, che incontrar taccia d'in- 
fedeltà . Il che considerando la Cesarea Corte , e pa- 
rendole cosa di non grave momento, lasciò correre il 
dì 26 di Giugno una Instruzione in questi precisi 
termini * Sua Maestà Cesarea Cattolica si dichiarò , che 
come legittimo possessore del Regno di Napoli non pos- 
sa direttamente accordare , che si prestasse C omaggio alV 
Infante Don Carlo rispetto al Feudo dì San Paolo 
in esso Regno situato, ma ciò non ostante, che non vo- 
glia 



ZI £ & XV. Gb 

glia in queste congiunture tanto meno impedir Un tal at- 
to , quanto che non ha dubitato , ne dubiterà mai della 
fedeltà e devozione del Duca , e Duchessa dì Guastalla 
verso la Casa dì Austria . Cosicché le Altere loro ad 
esempio degli altri Principi Feudatari del detto Regno 
dolessero regolarsi , facendo lo stesso che faranno loro ; 
stante che diversamente facendo , e mostrandosi renitenti 
sen^a for^a e sostegno , si attirerebbero un sicuro pregili- 
di\io , sen^a fare all' Imp e rado re alcun profitto : unifor- 
mandosi in ciò al trito proverbio > che quello non si pub 
trattenere bisogna lasciarlo correre . Tal Dichiarazione 9 
che vedevasi nascere da animo preparato a cedere af- 
fatto ne* prossimi trattati ogni pretension su quel Re- 
gno al suo felice conquistatore , tranquillizzò moltissi- 
mo la Duchessa , alla quale non rimaneva pili che 
superar la difficoltà di far sottoscrivere al Duca la 
Plenipotenza , e il Mandato per tal omaggio . Costò 
gran fatica il coglierlo in lucido intervallo ? ma pur 
tanto in attenzione si stava , che postogli in mano la 
penna gli si fece scrivere il nome suo per convali- 
dar la delegazione al Porcinari di regolarsi nel pre- 
star il giuramento a tenor di quanto avessero gli al- 
tri Feudatarj operato. 

Ora tornando alle cose di Guastalla dal Tede- 
sco Esercito già guarnita , osserveremo in primo luo- 
go un nuovo tratto della politica dello Spilimbergo , 
il quale non avendo ancor avuto agip di prender le 

Tom, IV. i i\\* 



66 ISTORIA 

ultime vendette contro i suol Emoli , e considerando, 
che le circostanze di un turbamento universale delle 
cose d'Italia potevano esser loro piuttosto favorevo- 
li , affrettò .l'ultimazione della Causa pili blandamen- 
te , che non avea già pensato di fare , con liberar 
dalle carceri di Bozzolo il Conte Marcantonio Carac- 
cì relegato a Sabbioneta , cui fu molto dopo conce- 
duto di passar a Parma, e di restituirsi finalmente al- 
la Patria • Anche gli altri supposti rei colia sola pena 
dell' esigilo furono tolti d' impaccio f ne si negò po- 
scia ad alcuni Y un dopo 1' altro il ripatriare . Così 
coloro che in tempo di pace non altro aspettar si 
potevano che il supplicio dall' ira di un Ministro 
implacabile , ebbero all' apparir della guerra confor- 
to ^ e seppero grado della salute loro a quelle circo- 
stanze medesime , che altri sogliono riputar dannevo- 
li , e funeste.» 

Gli Alemanni volendo avanzarsi sul Parmigiano 
abbandonato dal Real Infante, destinarono a rimaner in 
Guastalla la Compagnia de' Granatieri di Kulmbach , 
e novecento fucilieri col Comandante Tenente Colon- 
nello Razestain , ed altri Uffiziali . Quindi facendo 
mossa passò il resto del campo in riva d' Enza gui- 
dato dal Principe di Wirtemberga il giorno 23 di 
Maggio . Ed a misura che questa parte marciava , 
sopraggiunsero per questa via tremila Cavalli, e un 
Reggimento d' Infanteria il dì appresso col Principe 

Darm- 



L I B R © XV. 6j 

Darmstadt . Il giorno 6 di Giugno con trecento Ca- 
valli di Guardia sopravvenne il Mercy , che fatto 
merenda in Casa del Conte di Spilimbergo , seguì l'ar- 
mata , traendo seco il giorno dopo altri tre Reggi- 
menti , uno de 5 quali era di Dragoni , con sessanta 
carriaggi di munizione da guerra , oltre i molti pezzi 
di Cannone eh' erano passati avanti . Tutto questo 
gran campo ridottosi a Parma, incontrò poi fuor del- 
le mura di quella Città T Esercito Gallosardo , col 
quale azzuffatosi il dì 29 di Giugno, die nome alla 
sanguinosissima battaglia di San Pietro , in cui fra 
T infinita strage accaduta dall' una , e dall' altra par- 
te , morto restò sul campo il General Comandante 
Mercy. 

Il Re Sardo che stava in Torino , udito quel 
fiero macello , volò alla testa de' suoi , ed osservando 
che i Tedeschi pili che storditi poco si curavano di 
Guastalla, lasciandola sprovveduta , e non mandando- 
vi neppur nunzio ( se al Muratori creder conviene ) 
delle novità sotto Parma accadute , volse il pensiero 
a ridurla in suo potere , onde fatte sfilar le Compa- 
gnie verso il Crostolo, guidolle a Santa Vittoria a' 3 
di Luglio , e scendendo in Camporainero circondò 
questa Città . Il Presidio a tal comparsi chiuse le 
porte , alzò i ponti , e si munì alla meglio , facendo 
scorrere la campagna un picchetto di trenta Cavalli , 
onde aver da' villani contezza dello stato de' nemici . 

i z Ma 



S8 ISTORIA 

Ma il Re che preso aveva alloggio in un Casino al- 
la Villa di San Jacopo , fatte attorniare il dì appres- 
so le nostre mura da sessanta mila uomini ( se pure 
lo spavento quello non fu , che li suppose ascendere 
a sì gran numero ) mandò un tamburino a chieder 
la resa; e dopo la terza chiamata convenne al Presi- 
dio 1' arrendersi prigioniero . Allora i Gallosardi en- 
trarono in Guastalla , e poi si sparsero a Reggiolo, e 
alla Moglia , mentre ben ventiquattro Ingegneri co- 
strussero per comodo dell' Armata un Ponte sul Po 
presso Guastalla , alzando da un capo all' altro ben 
intesi terrappieni , onde guardarlo., e facendo comuni- 
care il fortino della nostra riva per via di strade co- 
perte sino alla Città . Un altro Ponte che aveano es- 
si Gallosardi a Sacca irr faccia a Colorno fu fatto 
scendere poco dopo , e situato non molto lungi da 
questo . E v notabile , che in questo tempo Monsignor 
Abate Mazzucchini , spregiando 1' esiglio che avea 
sofferto , venne in Guastalla a far la visita de' suoi 
due Monasteri di Religiose , fremendone il Conte di 
Spilimbergo , che £^cq imprigionare il Fattore delle 
Cappuccine per non avergli dato avviso dell'animosità 
del Prelato. 

Stavano gì' Imperiali oltre Secchia ; ma si deli- 
berarono di passarla su la metà di Settembre . Fres- 
chi com' erano , diedero di varie strette ai Nemici , e 
tolsero loro Quistello . Il Re non conoscendosi trop- 
po 



LIBRO XV. <? 9 

pò sicuro a San Benedetto , diede addietro , e poiché 
alloggiò la notte de' 16 in Luzzara nel Palazzo de' 
Gonzaghi , ridusse tutto l'Esercito a trincerarsi tra 
V argine, e il Po , ed entrato in Guastalla, dov' eb. 
be alloggio nel Ducal Palazzo , ordinò le batterie a 
difesa della Città, e del Ponte. Le sue pedate furo- 
no da' Tedeschi battute per ordine del Colonnello 
Conte di Kinigsech , pili con animo di guadagnar 
terreno, che di azzuffarsi . Il Reggimento Palfi, che 
la mattina de' 19 del detto mese avanzò il piede , 
trovossi senza quasi accorgersene in necessità di far 
fuoco, per essersi incontrato colla vanguardia del no- 
stro campò . Sorprese altamente questo primiero in- 
contro l'Esercito Tedesco , il quale non aveva ordi- 
nanza di battaglia ; onde cominciarono gli Uffizia- 
li con molta fretta a schierare le truppe alla me- 
glio che seppero , avanzandosi a fronte dell'Armata 
Gallosarda. 

Gli esploratori mandati dal Conte di Kinigsech 
a scoprir la situazione del campo ostile riportarono 
a lui di aver osservato , come la Cavalleria Gallo- 
sarda a spron battuto passava sul Ponte oltre Po, e 
che non rimanevano a coprire tal ritirata , che cin- 
que o sei mila fanti . Stette egli nondimeno sospeso 
sul dover o no avanzare , perchè come pratico del 
sito fin d'allora che in sua gioventù difese la Mi- 
randola 3 siccome fa osservare un Anonimo Capita- 
no, 



yo ISTORIA 

che si trovò nelle presenti Guerre sotto le Insegne 
Tedesche, e ne descrisse i fatti con molta imparzia- 
lità (a) ; non sapea persuadersi così gvantaggiosa la 
situazione de* Gallosardi , che avessero a risolversi di 
fuggire al primo fuoco . Ora perchè affermò lo stesso 
il Generale Zughenbech , e il Principe di Wirtember- 
ga si espose a voler ad ogni modo scoprirne la veri- 
tà , coli' avanzar cinque Compagnie di Granatieri , 
e due Reggimenti versò il nostro campo , permise il 
Kinigsech , che si azzardasse la marcia . Il passar 
nondimeno della Cavalleria Gillosarda oltre Po era 
tino stratagemma per affidar, i Tedeschi: impercioc- 
ché passava ben questa per uno de' Ponti, ma torna- 
va poscia addietro per l'altro , e si schierava in più 
vantaggioso luogo non osservato dagli esploratori a 
cagion delle boscaglie, che glielo impedivano. Uscito 
intanto da Guastalla il Re di Sardegna si pose a co- 
mandar l'ala destra , mettendosi alla testa del centro 
il Marescial di Broglio , e della sinistra il Maresciallo 
Conte di Coygni. 

Neil' avanzarsi dunque il Principe di Wirtember- 
ga giunse al bosco , e volendo spingere. i suoi per le 

mac- 



(a) Vedi Memorie dell'i due ultimi successo in Lombardia dalV anno 1730 sino 
fissaggi delT Armata di S. M Cesarea in alVanno 1717- Vienna alle spese di Paulo 
Italia commentino ciò che di memoratile è Siraub J738 in iz pag. 134, e se-g. 



L I B R XV. ji 

macchie , videsi improvvisamente far fuoco addosso 
molto gagliardamente , Risposero i Tedeschi , creden- 
do di essere a fronte di un corpo volante , che pre- 
sto si potesse respingere , ma impegnati si videro in 
un attacco Serissimo, Il Principe non volendo mo- 
strar viltà, prosegui a comandar con fervore ,• ed in 
tal guisa l'ala diritta Tedesca scoperta diessi a com- 
battere centro un corpo nascosto di Gallosardi, che 
si era nel bosco molto ben trincierato. Tal fu il prin- 
cipio di questa sanguinosa Giornata , ove ambìdue ì 
campi furono in azion così fiera , che il tentar di de- 
scriverla altro non sarebbe , che il voler imitar la 
stessa confusione de' varj attacchi sovente non ben 
intesi da que' medesimi , che vi ebbero parte » Ora 
col fuoco , ora col ferro s' investirono qua e là vi- 
cendevolmente i nemici . Cadevano dall' ima e dall' 
altra parte estinti cavalli e fanti, e l'incessante fuoco 
non dando luogo agli sbaragliati squadroni di riunirsi 
cagionava per tutto .disordine, e scompìglio» 

Prova grandissima di coraggio diede in sì peri- 
glioso frangente il valoroso Re Sardo, perchè non re- 
stò dal mettersi a qualunque azzardo , e fu ben se- 
condato dal Marescial Broglio , e dal Conte Mare- 
sciallo di Coygni . Non ostante la quantità delle bom- 
be, e granate che i Tedeschi lanciavano, tenne il Re 
le sue genti unite meglio che seppe ; e benché varj 
de' suoi Uffiziali morti rimanessero , e varj feriti, tut- 
ta- 



ji ISTORIA 

tavia non fu tanto il danno de' Gallosardi , che assai 
maggiore non fosse quello de' Tedeschi , i quali per- 
dettero il Principe di Wirtemberga loro Generale , ol- 
tre non poca Uffizialità. 

Spossati i Tedeschi , e per la detta perdita mol- 
to abbattuti, dopo quasi sette ore di fuoco comincia- 
rono a mostrar paura • I loro Granatieri , che erano 
schierati lungo il Po , investiti dai Dragoni , e Cara- 
binieri Francesi coir arme bianca , presero la ritirata , 
facendo lo stesso tutto F Esercito in buon ordine , 
sempre da Gallosardi inseguito . Il Re Sardo restò si- 
gnore del Campo, e riportò lo spoglio di alcuni pez- 
zi di Cannone, Timpani, e Stendardi: quindi la mat- 
tina seguente rincalzando il nemico fuggiasco, lo andò 
inseguendo fin a tanto che pili non isperando di 
raggiugnerlo, tornò il giorno 22 al suo quartiere di 
Guastalla, 

Ordinate il Re alcune trincee dalla Porta di San 
Francesco sino al Crostolo , e lasciate altre saggie 
disposizioni , partì a* 3 di Ottobre , varcando il Po 
sopra il Ponte, che fu poi di ordine suo, e del Con- 
te di Coygni disfatto a' 16 di Novembre • Intanto 
qui rimasero di quartiere i Francesi tutto il seguente 
\yi< anno, tenendo questo Popolo colla nativa loro galan- 
teria molto lieto, e contento. 

Già una sospension d'armi pubblicata tra l'Impe- 
ro e la Francia , prossima prometteva la pace , e i 

Gua- 



L I B R O XV. j$ 

Guastallesi , attendevano il momento di riveder la 
Corte Ducale far qui ritorno ; quando all'entrar del 
1736 rimase ognuno di essi molto addolorato per la 1736 
morte accaduta del Cavalier Alessandro Pegolotti lo- 
ro illustre Concittadino , altre volte in questa Isto- 
ria nostra lodato • Già da alcuni anni era soggetto ad 
acerbi dolori di calcoli , che lo aveano malamente ri- 
dotto . Due mesi prima di soccombere fu colto da un 
tocco di apoplessia, per cui benché non perdesse l'uso 
della mente , che in lui fa sana fin ali' ultimo respi- 
ro, manco però di forze del tutto. Uà uomo, che al 
continuo studio delle lettere avea congiunto ognora 
singolarissima pietà, e costumi integerrimi, non potea 
non accostarsi al passo estremo assai cristianamente , 
siccome fece. Cessò di vivere universalmente compian- 
to il giorno 11 di Gennajo; e i suoi Accademici Sco- 
nosciuti con eleganti Poesie recitate in una funebre 
Accademia, e poi date alle stampe, e il Canonico D. 
Giuseppe Negri suo allievo con patetica Orazione 
letta in pubblico, cercarono di mitigare in parte l'af- 
fanno di tanta perdita . Il medesimo Canonico Negri 
ne scrisse poi con purgato stile la Vita senza mai 
pubblicarla , che per amorevolezza sua verso di me, 
compiacquesi donarmi scritta di propria mano con 
Lettera previa data il giorno 2j di Marzo del 1771 . 
Il Pegolotti amato avendo sopra tutto la Poesia mai 
non la profanò, scrivendo o di amori, o di argomenti 
Tom. IV. # sa- 



j4 ISTORIA 

satirici, o in altro modo vituperevoli ; Tutto dò che 
scrisse o è sacre ,, o pure contiene precetti di sana 
morale, e lodi della virtìi . Trovansi alle stampe due 
suoi Gratorj anonimi sopra Santa Teresa ,, un bellis- 
simo Ditirambo , che se non fosse stato preceduto da 
quello del famoso Redi sarebbe forse vieppiù rino- 
mato, un Volumetto di Rime , che con assdi altre di 
pili fu riprodotto dopo la morte sua « qualche Ora- 
zione , ed altre coserelle in prosa . Contava allorché 
morì sessantanove anni, e tre mesi di età. 

Terminata intanto la negoziazion della pace , per 
cui T Infante Don Carlo lascio il dominio di Parma , 
e Piacenza agi' Imperiali , che ne presero il possesso 
all' entrar di Maggio , fu lasciata sgombra da' France- 
si Guastalla , consegnandone eglino le chiavi al Conte 
di Spilimbergo a' 17 delio stesso mese f , e partendo « 
Allora potè la Corte Ducale risolvere di ripatriare , 
ma non venne sino a Novembre , amando veder gli 
affari pubblici stabilmente messi in buon sistema . La 
Duchessa nel tempo di sua dimora in Venezia era 
stata dai Cortigiani suoi sempre incitata a odiare il 
Conte di Spilimbergo come un superbo Despota dello 
Stato , che arrogandosi la podestà del Duca pur trop- 
po imbecille , ne considerando lei per Sovrana , come 
dovuto avrebbe , erigevasi ornai sopra tutti , e tutti 
tentava di abbassare .. Chi fomentava questa fiamma 
era il Conte Papini già residente a Vienna , che col 

ti- 



L 1 B R O XV. jf> 

titolo di Vice-ministro era venuto nelle passate cir- 
costanze a Venezia . Non fu difficile accendere la gio- 
vane Duchesa nel desiderio di veder tolto il coman- 
do a colui , che da tante osservate cabale , e da sì 
vari maneggi conosceva abbastanza ; il perchè ritor- 
nando a Guastalla portò seco 1' avversione a tal uo- 
mo, e cominciò secretamente a tramargli mina. 

Era egli molto ben sostenuto dall' Aulico Impe- 
riale Consiglio, e si richiedea grand' arte per toglier- 
gli il favore-, ma tra le molte verità, che in mezzo ad 
infinite pretensioni mal concepite proseguiva a dire in 
Vienna contro di lui la Gran Principessa Eleonora , e 
tra i replicati clamori intrapresi novellamente a spar- 
gersi da questa parte, non potè a meno di non is- 
minuirsi il suo concetto . La robusta pianta cominciò 
adunque a scalzarsi , e fu opinione , che grandissimo 
crollo dato le fosse iti un segreto congresso , che la 
Duchessa ebbe col Conte Carlo Stampa Commissario 
Generale , e Plenipotenziario Imperiale in Italia , al- 
lorché agli 8 di Aprile del 1737 veniie da Mantova, %7 + 7 
e si fermo con tutto il suo seguito nel Ducal Palaz- 
zo lautamente trattato . Certamente uscì voce , che 
avesse alcune incombenze Imperiali da qui disimpe- 
gnare ; ma sì occulti furono i colloquj tenuti colla 
Duchessa, che niuno potè penetrarne l'arcano. Guari 
poi non andò, che se ne vide i' effetto , perché l'Ini- 
peradore con sua benigna risoluzione del giorno 18 

k 2 di 



jS ISTORIA 

di Ottobre accordò alla Duchessa 1' amministrazione 
dello Stato, restringendola però a non poter mai nulla 
decidere o stabilire , che non fosse approvato dal 
Consiglio Ducale : aggiungendo , che m circostanza 
de' varj sentimenti de' Consiglieri , avesse a riportarsi 
al parere di qualche Personaggio di provata fede , ca- 
pacità , e sperier;*za , col sentir dopo ancora sul con- 
troverso punto 1' opinion del Consiglio. 

Il Ministro veggendo sminuirsi la sua potenza , e 
sospettando di quanto succedere o presto o tardi do- 
vea , prese a spedir Suppliche all' Imperadore , acciò 
gli accordasse di lasciar il governo di Guastalla da 
esso raccomandatogli . Le preghiere nondimeno erano 
sì fredde , che ben dimostravano la poca voglia di 
vederle esaudite; o se con apparente gagliardia erano 
fatte , non si lasciava di tentar presso la Corte ogni 
mezzo di renderle inefficaci. La Duchessa , che delibe- 
ratissima era di non volerlo , e vivea premurosa dì 
dar provvedimento alle cose sue dopo la futura 
173 8 preveduta vedovanza, deliberò l'anno seguente di pas- 
sar in Germania col pretesto di visitare i Genitori, e 
i Parenti 5 onde postasi in cammino il giorno 4 di 
Agosto affrettò la desiderata dimission del Ministro , 
senza la cui intelligenza 1' Imperadore a' 4 di Settem- 
bre decretò il suo congedo dalla carica , aggiungendo 
che pili non si dovesse neppur consultare in ciò che 
risguardava il governo di questa Città, e Stato. Ave- 

. va 



L I B R O XV. yy 

va il Conte frattanto ricevuto per parte della Du- 
chessa una Supplica dell' esule Dottor Natale Abate 
Bo lazzi, che bramava di ripatriare . Ostinato al soli- 
to nel voler depressi coloro , che si erano un tempo 
dichiarati suoi emoli, scrisse a' io del mese stesso ad 
un Cortigiano di lei , non potersi assicurar , che il 
Consiglio fosse per accordare tal grazia . Tuttavia ri- 
flettendo meglio determinò di recarsi a Milano per 
consultar su di ciò il Plenipotenziario . Ivi giunto , 
sentì promulgare 1' Imperiale Decreto del suo richie- 
sto, ma non mai desiderato congedo ; di che quanto 
rimaness'egli avvilito , e confuso, una sua Lettera di- 
retta al Cortigiano medesimo lo spiegherà abbastanza » 



Illmo Sig. Sig. Prone Colino 



Con speranza dì poter servire V, S. Illma s\ per 
il Memoriale del Sig. Avvocato Banali , che per V al- 
tra maggiore premura di dare efficace mano alV intento 
del nostro sempre amatissimo Sig. N. JV. mi ero porta- 
to qui in Milano, dove ho ritrovate le ultime risoluzio- 
ni di S. M. concernenti gli affari di Guastalla , colle 
quali resta confirmata in maniera per me poco graziosa 
la mia dimissione p e con infinita mia sorpresa successi- 
vamente dichiarato , che in avvenire nemeno si debba 
consultarmi per tutto ciò che potesse succedere in quel 
Governo . Quanto al primo punto sono state tali e tan- 
te 



yS ISTORIA 

te le mìe Suppliche per ottenere una tal grafia , che non 
devo lagnarmi die mi sìa stata accordata in qualunque 
modo: via rispetto al secondo , al quale in fede d'ono- 
re non ho mai pensato , ne tampoco mi è caduto in 
idea, confesso che ne provo un vivissimo dolore, men- 
tre , provo la mortificazione d! una negativa , sen^a ave- 
re nemeno per ombra formata la pretesa . Se avessi vo- 
luto mantenermi nel governo dì Guastalla non avrei cer- 
tamente fatte tante Suppliche per essere licenziato , onde 
non so capire da qual parte possa essere stato fatto si- 
mile progetto per me, al quale avrei fitta tutta la pos- 
sibile resistenza > se la sorte mi avesse favorito di pene- 
trarlo , mentre non poteva dubitare , che sarebbe stato 
combattuto dalle più forti opposizioni . Questa è la gra- 
titudine che riporto dalli servigi resi alla Serenissima 
Casa di Guastalla , per la quale la 5. V. Illma più di 
ognuno sa V amore e \do , con cui mi sono indefessa- 
mente interessato , e tutta V Italia me ne fa buona te- 
stimonianza • Sentirò però cosa si degnerà sopra dì ciò 
dirmi S* Ecc. il Sig. Conte di Stampa , che spero di ri- 
verire domani nella sua Villa di Monte Castello. In- 
tanto serva a lei V avviso per valersi della favorevole 
congiuntura , che la Serenissima Signora Duchessa può 
ritornare a Vienna prima dì restituirsi a Guastalla, e 
presso della medesima faccia tutte quelle partì che giu- 
fa llerà oportune ed efficaci per riportare V una e V altra 
grazia . Intanto benché io sia afflittissimo di così inas- 
pe t- 



L I B R O XV. J9 

venato sinistro inco-atro, la mia penna non eccederà pe- 
ro mai quelli onorati limiti, dentro de' quali si e invio- 
labilmente contenuta a tutto costo e dispendio delle pro- 
prie conveniente . Pur troppo verrà aVa luce la verità 
presentemente oppressa da palpabili tenebre, e non an- 
drà molto , che vo sperare , che a me verrà resa un 
poco piìi di giustizia . Non saprei pero bramare, che 
questa mi fosse accordata con pregiudizio del ter^o > 
poiché in tal caso amerei meglio il mio sagriji^io , che 
il mio soglievo . La continuazione della stimatissima sua 
amicizia , e padronanza me ne apporterà uno distintis- 
simo , e che io pregiero sempre con tutte quelle cure , 
ti immutabile divozione , che a di lei stimatissimi co- 
mandamenti mi protesto 
Di V. S. lllma 

Milano 4 Ottobre 1338. 

Divo tino ed Obbmo Serv, 
Pomponio di Spilitnbergo . 

In questo mentre stando la Duchessa in Vienna 
si adoperò caldamente , onde ritrarre dall' Imperado- 
re i provvedimenti necessarj pel buon governo del- 
lo Stato , e tutti quelli che concernevano al suo pri- 
vato interesse ; trattanto che lo Spilimbergo tornato 
a Guastalla proseguì col consenso del Plenipotenziario 
a reggere interinalmente gli affari , ma non già le ren- 
dite Ducali , delle quali fu dichiarato ricevitore ed 

Ec- 



8o ISTORIA 

Economo Urbano Cardini . Dopo varie informazioni 
prese , e moke lettere corse tra il Consiglio Aulico , 
e il Plenipotenziario , uscirono finalmente nel m,-se di 
1739 Aprile del 1739 varie risoluzioni Cesaree, le quali 
confermavano il congedo al Ministro , non senza ma- 
raviglia, che fosse stata ritardata l'esecuzione dell'or- 
dine primiero ; esigevano che gli affari di Guastalla si 
regolassero dal Ducale Consiglio , senza che aumentar 
si dovesse di altri soggetti , e molto meno dello stes- 
so Marchese Giuseppe Valenti Mantovano proposto 
dalla Duchessa $ ordinavano che non si facesse alcun 
Ministro primario di Stato , escludendo espressamente 
la persona del Conte Papini nominato dalla Duches- 
sa , forse perchè sapendosi procedere da lui le trame 
ordite per far cadere lo Spilimbergo , non si voleva 
inalzato un altro ambizioso, che rinnovasse funeste sce- 
ne, In tali risoluzioni però videsi aver qualche parte 
il riflesso di non avvilir del tutto un Ministro sempre 
propenso alla Casa d'Austria, perchè ove fu espresso, 
che più consultar non si dovesse in avvenire circa le 
cose di questo Stato, si aggiunse la clausula prout ipsc 
non alitcr dcsideravisset - y e si dichiaro assoluto dal ren- 
der conto della sua amministrazione. Circa poi l'inte- 
resse della Duchessa venne ratificato quanto col mezzo 
del Plenipotenziario stabilito si era , cioè che pel suo 
SQStentamento le si pagassero trentamila Fiorini an- 
nui, 



L I B R XV. St 

turi- e che se le dovesse, occorrendo la morte del Ba- 
ca, garantir la sua dote. 

Allora il Conte di Spilimbergo lasciò Guastalla, 
friducendosi a Mantova , e seguì le sue traccie Carlo 
Cantoni Letterato suo amicissimo , dopo la cui morte 
seguita l'anno 1752 apparir si videro in due Tomi 
le molte Poesie da lui composte , raccolte per cura 
del Bottor Francesco Albertoni suo nipote , in fronte 
alle quali fu messa a nome dello Stampatore nicchi- 
no M ilatesta di Milano una Bedicatoria al Conte sì 
piena di elogi , e tanto esagerante i suoi meriti, che 
ognuno conoscerà essersi voluto con tal monumento 
metter riparo a quanto altri fosse per dirne in oppo- 
sto . Io però senza prevenzione alcuna , e disposto a 
scriver la pura verità , credo di averne abbastanza de- 
dotto il carattere delle sue proprie azioni. 

Restituitasi Y anno seguente la Buchessa a Gua- 174T 
stalla stettero le cose invariabili, sin a tanto che man- 
cato di vivere Y Imperador Carlo VI. , e succeduto- 
gli all' entrar del 1742 Carlo VII. , ottenne di poter 1742 
innalzare alla carica di Primo Ministro il prenominato 
Marchese Valenti . Nel qual tempo dopo aver lunga- 
mente perduto il fiato alla Corte Cesarea la prenomi- 
nata Gran Principessa Vedova di Toscana Eleonora 
sorella del Buca, ridottasi già ad abitare in Padova, 
venne a chiudere i suoi giorni a* 16 di Marzo in età 
di cinquantasei anni , quattro mesi , e tre giorni # 
Tom. IV. I Nel- 



Si ISTORIA 

Nella Cappella contigua a quella dove riposano le 
venerabili Reliquie del glorioso S. Antonio fu alle sue 
spoglie formato un tumulo di pietre sopra terra , sul 
quale scritte vennero queste parole, 

ELEONORA GONZAGA 

VINCENTII VASTALLiE DVCIS FILIA 

FRANCISCI MARLE ETRVRLE PRINCIPIS 

VXOR OBIIT PATAVII ANNO 

MDCCXLIL 

HOC LOCVLO DEPOSITA EST 

IN MARITI SACRA MOX INFERENDA , 

Stanno ancor le sue ceneri nel medesimo luogo. Que- 
sto fu pure l'ultimo anno della virtuosa vita di Suor 
Pudenziana Chiappini fondatrice del Collegio delle 
Mantellate, le cui sante operazioni furono pienamente 
descritte dal P. Maestro Giuseppantonio Curti Teo- 
logo de' Servi di Maria , e pubblicate colle stampe 
nel i7ój. 

Era contenta la valorosa Elisabetta Farnese Re- 
gina di Spagna di veder F Infante Don Carlo suo fi- 
gliuolo in possesso del Regno di Napoli ; ma le pre- 
meva non poco , che Parma e Piacenza già dal suo 
genitore , e dagli avoli signoreggiate , fossero al pre- 
sente in mano de' Tedeschi, mentre pili legittimamen- 
te si dovevano a lei , che aveva in pensiero di farne 

re- 



LIBRO XV. 83 

retaggio all' Infante Don Filippo suo secondogenito , 
Ora siccome dopo la morte di Carlo VI. aveva il Re 
Filippo V. suo consorte armate pretensioni su gli Sta- 
ti Austrìaci contro la Regina d' Ungheria Maria Te- 
resa, non mancò Elisabetta di prevalersi dell' occasio- 
ne, affin di vedere effettuate le proprie mire. Già per 
mover guerra agli Austriaci anche in Italia spedivan- 
si truppe Spagnuole dalla parte di Napoli , quando 
altre ne mossero verso ia Provenza , e la Savoja in 
compagnia dello stesso Infante Don Filippo . Trova- 
rono queste ben forte opposizione nel Re di Sarde- 
gna, che aveva agli Austriaci impegnata la fede sua, 
onde in tutto il 1743 non approfittarono troppo le 1743 
armi Spagnuole, cui poscia collegatesi quelle di Fran- 
cia, avvennero V anno dopo migliori successi : concio- 1744 
siachè di mano in mano avanzandosi stesero il pie- 
de sino in Piacenza , e poscia in Parma , di cui nel 
Settembre del 1745 il Generale Marchese di Ca~ iy^< 
stellar prese il possesso a nome della Regina Elisa- 
betta . 

Prima però eh' io scenda a favellar d' imprese 
guerriere, d' uopo è che un'altra assai pia, e religio- 
sa ne manifesti della nostra Duchessa, che osservando 
in gran disordine gli affari spirituali di questa Dioce- 
si per 1' assenza dell' esigliato Pastore , nudriva da 
qualche tempo gran desiderio di rimediarvi . A tal fi- 
ne avea pili volte fatto suggerir all' Abate Mazzuc- 

l Z chi- 



84 ISTORIA 

chini , che supplicasse per essere aHa sua Sede richia- 
mato, perchè le sue richieste sarebbero state senza ri- 
tardo esaudite . Egli però eh' era di animo nobilmen- 
te altero, ed era certo di essere stato scacciato a tor- 
to dalla sua Chiesa , ricusando di ritornare se non es- 
pressamente invitato , indusse la Duchessa , che volea 
salvar le convenienze della Sovranità , a ricorrere ad 
altro partito . Col mezzo adunque del Marchese Giu- 
seppe Valenti suo Ministro , eh' era fratello del Car- 
dinal Silvio Segretario di Stato alla Corte Romana , 
espor fece all' Immortale Pontefice Benedetto XIV. il 
desiderio suo , qual era di veder dato all' Abate già 
molto vecchio un Coadiutore , con sicurezza della fu- 
tura successione alla Dignità , quando Y Abate perse- 
verar volesse nella massima di non procurar a se stes- 
so nelle maniere convenienti e proprie il suo ritorno 
a Guastalla. Il Papa, che approvò tal cosa, fece scri- 
vere all' Abate , acciò ad una delle due si appiglias- 
se , cioè ò di richiedere facoltà di ritornare alla sua 
Abazia, o di acconsentire alla scelta del Coadiutore . 
Questi dopo molto contrasto diede finalmente 1' assen- 
so alla scelta del Coadiutore , purché però non se gf 
imponesse carico alcuno di spesa , volendo percepir 
libere tutte 1' entrate finche campava . Allora la Du- 
chessa unitamente al Consiglio , riflettendo che biso- 
gnava metter ì' occhio sopra un soggetto , che potes- 
se del proprio sostenersi , e far 1q convenienti spese 

neh' 



LIBRO [XV. 85 

nelf entrare alla Coadjutoria , e nel mantenervisi du- 
rante la vita dell' Àbite , rivolse 1' animo verso il 
Marchese Francesco Tirelli , asceso non molto prima 
al Sacerdozio , che già educato nel Collegio de' Nobi- 
li di Parma , e laureato nelf una e nelF altra Legge 
in Reggio , sotto la direzione dell' insigne Conte Ip- 
polito Zobo/i Proposto di San Niccolò , dava ottimo 
saggio di se . Né fa sufficiente a rimoverla dalla ele- 
zion di si degno soggetto la spontanea offerta , che 
di se fece Don Marcantonio Sartoretti Canonico del- 
la Cattedrale di Mantova , personaggio per altro ri- 
guardevole, e dovizioso . Proposto adunque al Ponte- 
fice il prelodato Marchese Tirelli , e prodotte le in- 
formazioni , e gli attestati della sua idoneità dai Ve- 
scovi viciniori ottenute , fu segnata la grazia il gior- 
no ij di Giugno del predetto anno 1745 , e s?^^ 
furono le Bolle colla commission dell' esecuzione si 
Vescovo di Mantova ; in vigor de' quali atti prese il 
nuovo Prelato possesso di questa sua Carica il gior- 
no pe' Guastallesi tanto solenne di S. Francesco d'As- 
sisi , cantando pontificalmente la Messa , in mezzo 
alla quale recitò una latina Omilia al suo Capitolo e 
Clero, alla Comunità , ed al Popolo concorso a cele- 
brar la consueta solennità nella Chiesa del Santo Pro^ 
lettore. Qui direi con qual zelo , e premura si accin- 
gesse a riparare i danni cagionati dall' assenza dell' 
Abate , e come procurasse di ristabilir questa Chiesa 

ne' 



8ff ISTORIA 

ne' suoi primitivi diritti , se i tumulti delle armi non 
mi obbligassero a riserbar le sue lodi a piti tranquil- 
la circostanza . 

La Regina d' Ungheria non aveva ancor potuto 
accudir molto a difendersi in Italia per la guerra , 
che sostener doveva contro f Imperador Carlo VII. , 
e col Re di Prussia, e però erale forza vedervi trion- 
fare la Spagna, e star cheta . Ma poiché morte levò 
Carlo dal mondo, e pochi mesi appresso ebbe il con- 
tento di veder eletto all' Impero il proprio marito 
Francesco Duca di Lorena , e gran Duca di Toscana , 
affrettata col Prusso la pace , deliberò di venir a te- 
ner fronte a' suoi Emoli in Italia , dove cominciò a 
spedir soldatesche, e munizioni d' ogni sorte . Il Mar- 
1746 c h' ese di Castellar , volendo prevenire l'arrivo de' Te- 
deschi a Guastalla , spedì da Parma un Reggimento 
di Albanesi sotto il comando del Maresciallo di Cam- 
po Conte Giorgio Coraffan , che militava sotto le 
bandiere del Re di Napoli , un altro distaccamento di 
Napoletani comandato dal Brigadiere Baron Monca- 
da, e cento Guardie del Corpo del Duca di Modena 
guidate dal Conte Salinguerra Torello ', e neh' intro- 
durre tali genti in Guastalla venne egli stesso a' 13 
di Gennajo del 1746 per assicurare la nostra Corte , 
che non per altro occupava la residenza del Duca , 
che per le sole ragion di guerra , e che non avrebbe 
dato a questi sudditi il minimo disturbo . Tanto pro- 
na- 



L I B R XV. 8y 

mise anche all' Avvocato Antonio Verona Sindico 
delia Comunità personaggio di grandissimo valore , 
che sotto il governo Borbonico ascese poi alla carica 
di Regio Consigliere , e fu de' pili- ardenti a stimolar- 
mi perchè la Storia della sua patria traessi a fine , 
somministrandomene pur anche mezzi opportuni . Ma 
non furono già per questo esenti i Guastallesi da mo- 
lestia , sì perchè alcuni di essi come partigiani tede- 
schi furono condotti prigioni nel Castello di Parma , 
come ancora perchè vennero di qui tratte in moka 
quantità biade , legna , fieno , e paglia per servigio 
del campo. 

Ora il Coraffan prese a fortificarsi in questa Cit- 
tà, e mandò ad occupare Rnbiera, Brescello , ed altri 
luoghi ,* ma non aveva T artiglieria occorrente a difen- 
dersi, quando ne fosse venuta l'occasione . In fatti si 
vide a mal partito allorché i Tedeschi giunti sul 
Mantovano furono nel mese di Marzo condotti dal 
Conte di Braun di qua dal" Po • Veggendo che in tre 
colonne divisi difilavano verso Luzzara, e Guastalla, 
scrisse al Castellar o per soccorso , o per consiglio . 
Questi vantò poi di aver mandato ordine , che si ri- 
tirasse, e di aver fatto marciar gente a Sorbolo, indi 
oltre Brescello al Ponte del Crostolo per riceverne la 
ritirata, e salvarlo. Ma la verità è , che se ne stava 
spensierato in Parma dandosi bel tempo , e che niun 
ordine giunse al Coraffan , che rimanendo entro 

le 



88 ISTORIA 

le mura , vide passare Croati ed Ussari a' 23 di det- 
to mese verso il Ponte , ed attaccar quegli Spaglino- 
li , che vi si erano fortificati , e dopo qualche salva 
di fucili romperli , e metterli in fuga , inseguendoli a 
Gualtieri , dove su la piazza di quella Terra fecero 
coir armi bianche sanguinoso macello . Indi raccolta 
T Armata tedesca intorno a Guastalla , e piantate le 
batterie su l'argine della Tagliata, volgendole verso 
Ja parte del Ghetto per non offendere il Palazzo Du- 
cale, si disponeva al bombardare con desolazione gran- 
dissima di tutto il popolo . Allora il Marchese Valen- 
ti , il Sindico Verona, e il Cavalier Giorgi portatisi al 
Coraffan, e richiedendogli la sospensione di ogni osti- 
lità uscirono fuor della Porta di San Francesco , e si 
recarono alla Pieve dove abitavano i Generali Braun , 
e Pallavicini, pregandoli con molto calore a non per- 
mettere la distruzione di una Città innocente , dove, 
abitava una Corte sì dedita al partito Germanico . 
Questi risposero , che non avrebbero verun nocumen- 
to recato , purché gli Spagnuoli venissero a patti di 
buona resa ; onde costretto il Presidio a darsi prigio- 
niero, correndo la Domenica delle Palme il terzo gior- 
no di Aprile entrarono i Tedeschi in Guastalla , con- 
dotti dai predetti due Generali , che in casa de' Mar- 
chesi Tirelli alloggiarono ,• e lasciando qui un presidio 
Ungarese sotto il comando del Barone MadiansKi pas- 
sa- 



L I £ R O XV. g 9 

sarono a Parma , dove in breve acquistarono quella 
Città, e poscia il Castello, 

Dopo tali avvenimenti accadde la rimozione del 
Marchese Valenti dalla carica di primo Ministro , e 
V esaltazione alla medesima del Conte Alessandro Pa- 
pini-, ma poco ebbe questi a godere di una sorte tan- 
to in addietro bramata , giacché segnato era negli eter- 
ni Decreti , che spegnere si- dovesse una volta anche 
quest' ultimo rampollo rimasto de' Gonzaghi dominato- 
ri . Il Duca Giuseppe Maria , vissuto fin qui nella sua 
debolezza di mente altre volte descritta , colla buona 
cura si era nondimeno ridotto a tale stato di sanità 
corporale, che godendo buoni intervalli usava talvol- 
ta de' suoi vecchi esercizi della Musica, e del Teatro. 
Era sempre affaccendata a tenerlo sollevato una bri- 
gata di gente , cui premeva moltissimo eh' egli cam- 
passe , onde a lungo esser a parte dell' utile che ne 
traeva . Pure questo fu 1' ultimo anno della sua vita , 
e mancò mentre niuno aspettavasi tale sciagura . Ss 
fosse vero , che certi naturali fenomeni sogliono pro- 
nosticare mali imminenti , come sei persuadevano una 
volta gli uomini , e come anche il Duca portava opi- 
nione, sendo egli stato in gioventù proclive all'Astro- 
logia , trovandosi ancora certi Almanacchi a lui attri- 
buiti*, diremmo , com' egli disse , che un fulmine ca- 
duto pochi dì prima della sua morte nella Torre del- 
la Pieve, che ne sfasciò la Guglia, era presagio di una 

ijTom. IV, rm si- 



$ o ISTORIA 

sicura disgrazia, Il fatto fa, che la mattina de' 16 di 
Agosto recatosi come avea costume nella sua Cappel- 
la domestica , dopo esservi stato alcun poco ne uscì , 
e chiamò che gli si portasse acqua di Nocera per be- 
re ,• e perchè dato era in un sudore straordinario vol- 
le mutarsi di camicia , Passò quindi soletto alle sue 
stanze, né guari andò, che un improvviso rumore av- 
vertì gli uscieri di qualche novità . Entrarono essi , e 
videro che il povero Signore cadnto stramazzone a 
terra come morto, dal capo dalle nari e dalla bocca 
tramandava larga copia di sangue . Scorse tosto per 
il Palazzo T infausta novella a rattristar ciascuno de* 
Cortigiani ♦ Fu inutile il chiamar i Medici Giambati- 
sta Baresi, e Aureliano Odoardi , e il Confessore del 
Duca P, Belmonte Rasponi Gesuita ; perchè avea sì 
fieramente percosso nel pavimento colla sinistra parte 
dell' orbita , e col sopracciglio tendente al muscolo 
temporale, che sconcertati , e laceri acl un tempo gli 
interni vasi non si potè ajutare , onde in pochi mo- 
menti alla presenza della Duchessa Vedova, e de' suoi 
Cortigiani cessò di vivere , 

Fu tutto il Popolo in costernazione grandissima 
quando sentì 1' impensato accidente , e incerto della 
futura sua sorte cadde in tristezza non lieve, temen- 
do nel cangiar Padrone di aver a perdere la tran- 
quillità goduta sempre sotto i Principi naturali . Prepa- 
raronsi intanto ì funerali all'estinto nella Chiesa de' 

Tea- 



Tom. IV. pag. 9 l 



FRANCESCO GONZAGA 
Marchese di Mantova 
ISABELLA D'ESTE. 



Ercole Cardinale 



FFRRANTE I. 

Duca di Ariano 

l'r. di Molfetta 

Signor di Guasialld*i5S7 

Isabella di Capua . 



CESARE r. * i<;75- 
Cammilla ' 



Federico 
Marchese , 
e Daca I. 

di Mantova ■ 



* 158* 



Frcolc Francesco Cardinale Gian Vincenzio 
* 15^4 * i$<4 Cardinale * 1591 



Otiavio <ì> 
Isabella da Ci 
l 



'5 S J. 



Ippolita # 156-5. 



FERRANTE H. Duca I. Margherita * IttsS. 
«li Giuntila * 1CT30. Vespasiano Gonzaga 

Vino,,. Dona. Duca di Sabbiuncta. 



Ercole 
Francesca Guerriera. 



Gìannottavio ■ 



G ug'ielmo 



Vincenzio 



Lodovico 
Duca di Niven. 



Carlo 
Principe di Retai 



CESAR F. II. Duca II. ZenoWa Duchessa 

* \r,p Isabella Orsina. di [erranova * ><5i3. 



Ispani * Nf4J 



Carlo 
* 1670 



Filippo 
Teatino 
* \6\6 



Gioanni 
Proposito 
Generale 
de' Teatini 

q* 1649. 



Vincenzio 



Francesco Ferdinando 



I ERRANTE III. 
Duca 111. * ifi?S. 



Conti 1 di Parede 



Duca V. * 1714 

1. od 

M UH 1 \ìl !<>;;i \ 
figlia del Duca Ferrame III. 



FERDINANDO CARI 1 ' 
Duca di Mantova, e 
Duca IV. di Guastalla 

ANNA ISABH.I.A 

figlia del DucadiGuasulU 

1 errante 111. 



Ccsaic * ,665. ANNA ISABELLA MARIA V1TTORK 

I e, dinartdo Cirio \ ini entro l in 1 

Dm 1 di Mantova, V. di Guastalla . 

I IV. 

di Guasiaila< 



ANTON: 1 FERDINANDO 
VI. * 17*9- 
li, ita Darmstadt 



GIUSEPPE Duca VII. 

* i74<* 

Eleonora Carlotta 

d'Holsteiu. 



Eleonora 

Francesco Maria 

de' Medici. 



Tom. IV- P a S- 9 l 



■ 

FFRRÀNTE I. 

Duca di Ariano 

Pr. di Molletta 

Sianor di Guastalla*! 557 

Isabella di Capua. 



1 

CELARE I. * '575' 
CarmniUa Borromea 



Andrea 
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F Jole Francesco ordinale «J^ 



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MavrrVìPrìta 



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L I B R O XV. 9 i 

Teatini, ove recitò 1' Orazion funebre il P. Palastrel- 
li Piacentino Chierico Regolare , e se ne udì poscia 
la seconda dal P. Paolino nella Chiesa de' Gesuiti , e 
un altra sentir ne fece nei Duomo , che poi fu stam- 
pata , il Canonico Don Giuseppe Negri . La Consor- 
te priva di Signoria, perchè i Tedeschi si preparava- 
no a governar eglino a nome della Imperadrice Regi- 
na, abbandonò Guastalla con dispiacere universale de' 
già suoi sudditi , che teneramente 1' amavano , e pas- 
sò a starsene ora in Augusta , ora a certe sue Terre 
in Moravia dove morì poi nel 1769 . Cosi ebbe fine 
anche questa linea de' Signori Gonzaghi , ultima fra 
tutte quelle che la sovranità conservavano, di cui es- 
sendosi lungamente in questa nostra Istoria trattato , 
a rimembrarne tutto il già detto sarà bene aggiugner- 
ne ih questo luogo sotto un solo punto la genealogica 
diramazione. Chi avrebbe mai creduto, che nello spa- 
zio di mezzo secolo in circa cader dovesse la gloria 
di una famiglia così moltiplicata , e fiorente ! Perir 
vedemmo la Casa de' Duchi di Sabbioneta , e Princi- 
pi di Bozzolo , quella de' Duchi di Mantova , e de' 
Conti di Novellara. Questa , che rimanea dopo quel- 
le , e potea ristabilirne 1' intero splendore , riputavasi 
già come spenta pili anni addietro . Rimaneva ancor 
viva la discendenza de' Principi di Castiglione , essa 
pur diramata dal vecchio stipite , ma bersagliata dall' 
avversa fortuna, fin dal 1723 avea sofferto da'proprii 

m x Sta- 



9 %) ISTORIA 

Stati un vergognoso esiglio, allorché in ira ai propri! 
Sudditi , e riputata rea di fellonia , vide il Principato 
avito richiamarsi al fisco Imperiale . Sostiensi pur an- 
che quel nobile tronco nella persona del Principe Lui- 
gi, che avido unicamente di gloria letteraria , e deli' 
onore de' maggiori suoi zelantissimo, supplicò gli anni 
addietro la Maestà del Regnante Imperadore , accio 
di abolir si degnasse la taccia infame , onde già furo- 
no oscurati, e compiacer si volesse di accettar la ces- 
sion lìbera, che per se , e pe' suoi discendenti voleva 
fargli di ogni suo diritto , e pretensione sopra i feudi 
di Castiglione , Solferino , e Medole . Alla qual pre- 
ghiera condiscendendo Sua Maestà accordo benigna- 
mente quanto egli chiedeva , ed accettò l'offerta per 
suo Cesareo Rescritto dato in Vienna il giorno 4 di 
Giugno del 1773 • Non sussistendo finora discenden- 
za maschile degli altri Principi Gozaghi già Marchesi 
di Luzzara , che vivono in Mantova , non potrà in 
avvenire cercarsi forse legittima successione della gran 
Casa Gonzaga , che negli eredi del prelodato Luigi 
de' Principi di Castiglione . 

Ora giacche le Milizie Austriache in Guastalla si 
ritrovavano, approfittar volendo della occasione, si af- 
frettarono di prenderne il possesso a nome della Impe- 
radrice Maria Teresa , quasi che questo Ducato fossa 
porzione del Mantovano , o del Milanese a lei devo- 
luto. Il Marchese Questore Girolamo Castiglione , fe- 
ce 



L I B R O XV. 93 

ce avvertir la Comunità , e tutti i capi di famiglia > 
acciocché il dopo pranzo del giorno 4 di Settembre 
trovandosi su la piazza co' loro figliuoli da' quattordi- 
ci anni in su venissero a confermare universalmente 
il giuramento di Vassallaggio, che in forma solenne sì 
volle esigere da questo Pubblico , iK>n meno che dai 
Deputati trascelti dalle Ville, e Parrocchie del territo- 
rio . Parve un tal atto molto inconveniente al Consi- 
glio Imperiale , che ben sapeva non aver la Impera- 
drice Regina diritto alcuno, a succedervi, e non trala- 
sciò di farne querela. Ciò non ostante Ella vi si man* 
tenne tutto 1' anno 1747 , in cui lungi di qui conti- 1747 
nuaron le scorrerie militari , e le zuffe , chiamate a 
sospensione soltanto nel susseguente , in cui si matura- 
rono trattati di una durevole, e stabil pace* 

In Aquisgrana Città neutrale convenuti i Pieni* 
potenziarj di Francia , Inghilterra , e Ollanda stesero 
agli 3 di Aprile del 1748 gli Articoli preliminari di 1748 
una pace universale , il quarto de' quali conteneva , 
che al Real Infante Don Filippo di Borbone si sa- 
rebbero ceduti i Ducati di Parma , Piacenza, e Gua- 
stalla , perchè gli servissero di Stato . Tale partaggio 
stabilito dalle pili forti Potenze parve alquanto duro 
alla Imperadrice Regina, che non avrebbe voluto per 
ora veder troncato il corso delle sue vittorie . Ma vo- 
lendosi assolutamente la pace , benché il Conte di 
Kaunitz suo Plenipotenziario fosse quasi per protesta- 
re 



94 ISTORIA 

re contro al detto stabilimento, convenne tuttavia sul 
punto di tal cessione , onde venendosi poi al Tratta- 
to definitivo conchiuso a' 18 di Ottobre, si dichiarò , 
che riguardo alle restituzioni, che i Re di Spagna , e 
di Francia facevano alla Imperadrice Regina ne' Pae- 
si Bassi, e altrove , come pure al Re di Sardegna , 
avrebbe questa rilasciati in Lombardia i tre Ducati al 
Real Infante , riserbandosi gli allodiali de' Duchi di 
Guastalla al Duca di Modena , col carico di provede- 
re il conveniente appanaggio alle nostre Duchesse Ve- 
dove mentre campassero. 

Era mente di tutti i Ministri convenuti a tale 
Trattato , che sotto nome di Ducato di Guastalla 
venisse considerato 1' intero tratto di Paese , che di 
qua , e di là del Po aveano posseduto i tre ultimi 
Duchi , i quali ne aveano formato uno Stato solo , 
chechè si fosse de' titoli di Principati diversi portati 
da quegli altri Gonzaghi , che prima separatamente 
vi dominarono . Era chiara agli Austriaci tale inten- 
zione , e non vi si opponevano , ma ben godettero 
di vederla esposta in maniera , che la petizione inclu- 
desse qualche oscurità; nò curandosi punto di toglier- 
la chi trattava gli affari dell' Infante , giacché anche 
i Principi hanno la sfortuna di non esser sempre b^n 
serviti da coloro, che pili credono a se fedeli, lascios- 
si aperta la discussione di ciò , che dovesse intendersi' 
per Ducato di Guastalla , nel susseguente Congresso 

di 



LIBRO X V. 9 5 

di Nizza, destinato a decidere su le ambiguità, che a 
bella posta sogliono sempre ne' Trattati lasciarsi, on- 
de aver motivo li romperli quando si voglia • Si sa 
di certo, che i Ministiri Austriaci avevano tali inserite 
zioai , che quando le istanze di F ancia , e Spagna 
fossero state così costanti , che al Real Infante pre- 
tendessero assolutamente ceduto il Paese oltre Po , 
com' era mente di acquistarglielo , non facessero alle 
giuste richieste lungo contrasto . Ma o la premura di 
trattar affari di maggior importanza pe' congregati , o 
la somma fretta di conchiuder le cose in qualsifosse 
modo, fece obbliare questo punto interessantissimo, al 
che ponendo attenzione gli Austriaci, ordinarono, che 
tutte le Scritture esistenti nel Ducale Archivio Segreto 
di Guastalla, spettanti a Sabbioneta , Bozzolo, e alle 
altre Terre traspadane fossero trasferite a Mantova , 
come fu eseguito *dal prenominato Marchese Castiglio- 
ne e tenendosi ben fermi nell' oltre Po, non si prepa- 
rarono ad evacuare pel novello Signore fuorché Gua- 
stalla , Luzzara , e Reggiolo . 

Entrato il 1749 il Conte di Harach Governatore 1749 
della Lombardia Austriaca pubblicò un Editto a no- 
me della Imperadrice Regina , che manifestava la ces- 
sione de' tre Ducati al Real Principe, e scioglieva que- 
sti Popoli dal giuramento di fedeltà . Il nuovo Duca 
pertanto spedì a prenderne il possesso a suo nome il 
Duca d'Aumada, che venuto a Guastalla ricevette da 

que- 



9 & ISTORIA 

questa Comunità il giuramento di vassallagg'o il gior- 
no 22 di Febbrajo , in cui nella Cattedrale fu solen- 
nemente cantato il Te Deum in rendimento di grazie 
all'Altissimo, per averci assegnato un Sovrano sì pio, 
sì magnanimo, e de' suoi Sudditi amorevole . La nuo- 
va epoca del Governo Borbonico portò seco una 
dolcissima tranquillità, un evidente vantaggio, e quel- 
la maggiore splendidezza, che dalla brillantissima Cor- 
te di Don Filippo spargevasi a ravvivare tutte le 
Città, e Terre soggette . Da una parte la ben ammi- 
nistrata giustizia pose freno ai delitti, dall'altra 1 pro- 
posti premj avvalorarono 1' industria , i ? agricoltura » 
le arti, il commercio . Qual non fu il giubilo univer- 
sale provatosi poi, quando per la desiderata mascolina 
J7jx prole ottenuta nel Real Figlio Don Ferdinando no- 
stro clementissimo Sovrano , assicurata videsi la di- 
scendenza di questo Augusto Casato, e la comune fe- 
licità \ Guastalla fa allora certamente esultò , e ricom- 
postasi a gaudio conobbe quanto fosse per essere vie 
pili felice ne' tempi avvenire . 

Intanto Monsignor Tirellt Coadiutore in questa 
Abazia erasi già con grandissimo impegno accinto a 
ricuperar alla sua Chiesa il perduto splendore . Per la 
niuna premura di alcuni Abati , e pili ancora per la 
lunga assenza del Mazzucchini era avvenuto , che i 
due Vescovi circonvicini di Reggio , e di Mantova, 
chiamati talvolta a consulta su le cose della Chiesa 

Gua» 



L I B R XV. 9.7 

Guastallese , si arrogavano qne' diritti di viciniorità ," 
e aiurisdizione , che sa le Chiese non del tutto privi- 
legiate ed esenti concede ai Vescovi il Concilio di 
Trento , quasi che non fosse Y Abazia di Guastalla 
realmente di niuna Diocesi , e il suo Pastore munito 
delie facoltà di vero Ordinario , e libero a ricorrere 
per quelle cose, che esigono 1' Episcopal podestà, a 
qualunque Vescovo Cattolico . La Dataria Romana, 
prevenuta dalle rappresentanze specialmente del Ve- 
scovo di Reggio , ricusava di spedir immediatamente 
all' Abate le Commissioni , e Ordinazioni Apostoli- 
che , dal che avvenivano indicibili molestie , a tron- 
car le quali rivolto si era il pre lodato Monsignore al 
Pontefice Benedetto xiv., che fin dal 174^ fatti ecci- 
tare i due nominati Vescovi per mezzo del Datario 
Monsignor Millo a produ-r le ragioni loro , diede mo- 
to a una causa .., che fu agitata con grandissimo ardo- 
re . Dopo lunghe cavillazoni seppe la resistenza di 
Monsignore indurre il Papa a delegar una Congrega- 
zione composta dal predetto Datario , dal Cardinal 
Gentili, e da Monsignor Furietti per l'esame di que- 
sto punto, di cui mentre studiavasi la decisione, ac- 
cadde in Viadana la morte del vecchio Abate il gior- 
no io di Febbrajo del 1755 5 on< ^ e Monsignor Tirelli X 7)S 
entrò al possesso formale deli' Abazia , datogli dal Ve- 
scovo di Mantova già delegato a ciò fare , sin quan- 
do spedite vcnner le Bolle della Coadiutoria colla fu- 
Tom. IV. ri tu- 



$3 ISTORIA 

tura successione ; giovando ciò a far eh' egli raddop- 
piasse con maggior lena i proprj sforzi per abbattere 
con salde prove , e documenti irrefragabili le opposi- 
zioni del Prelato Reggiano , rimasto al fin solo a far- 
gli guerra . Sì chiaramente furono messi del tutto in 
vista i diritti dell'Abazia , che la Sacra Congregazion 
del Concilio decise , come pienamente costava essere 
la Chiesa Guastallese di niuna Diocesi . Ma dove cre- 
devasi che ciò bastasse, perchè la Dataria desse prin- 
cipio a spedir all'Abate le dispense matrimoniali , e 
simili lettere , e ordinazioni , al qual fine tendeva la 
mossa lite , videsi nuova remora all' effetto , che forse 

17 jé tolta piìi presto sarebbe stata , se morte non ci aves- 
se rapito f immortale prenominato Pontefice , memora- 
bile per tutti i secoli a cagiòn della sua dottrina, in- 
tegrità , prudenza , disinteresse . Replicati pili atti, a* 
quali rispondeasi con lentezza tale capace di stancar 
ognuno fuorché il nostro costantissimo Prelato , si ri- 

j7éo P ort ó finalmente nel 1760 una dichiarazione , per cui 
sembrò inutile alla Chiesa Guastallese quanto si era 
fin qui operato f mentre supponendosi indimostrabile , 
che l'Ordinario nostro avesse o da tempo immemora* 
bile , o per ostensibili Privilegi diritto di ottener 
quanto esigeva, fu detto, non essere solita la Dataria 
dirigere le Dispense Matrimoniali, ed altre Lettere Be- 
neficiali se non a quelli Abati , che intorno a ciò 
aressero ottenuto particolar grazia , o che loro com- 

pe- 



LIBRO XV. 99 

petesse per consuetudine antica . Ebbe dunque Monsi- 
gnor Tirelli ad accingersi a nuova sorte di prove , 
non senza suo gravissimo incomedo, e pazienza. 

In quel tempo era la nostra Corte, non men che 
il popol tutto in dolorosa gramaglia , per la perdita 
che si era fatta l'anno addietro della Sovrana Mada- 
ma Luisa Elisabetta primogenita di Luigi XV. Re di 
Francia morta in quella Corte con infinito dolore del 
Real Infante nostroDuca, e de'Suddiri. Ebbe fine però 
il lutto coli' annunzio delle stabilite nozze tra l'Arcidu- 
ca Giuseppe, ora Imperadore Augusto, e la Real Pri- 
mogenita del nostro Sovrano Madama Isabella , che 
celebrate furono in Parma colla maggior magnificen- 
za che mai si vedesse . Alla quale allegrezza 1' altra 
successe del celebre patto di famiglia stabilito l'anno 1761 
seguente tra le due Regie Corti Borboniche di Spa- 
gna, e Francia, che abbracciando le due altre di Na- 
poli , e di Parma, si obbligarono a una vicendevole 
alleanza , e a mutua difesa , e protezione ; per cui 
Guastalla sempre pili assicurata conobbesi di goder 
pace all'ombra de' Gigli d'oro . Se recò altissima co- 
sternazione la morte immatura di chi era sì prossima 
ad essere Imperadrice , e tanto ci apparteneva , tem- . 
prò il dolore il passaggio della sua non men virtuosa 
Sorella Madama Luisa , ad esser consorte del Real 
Principe delle Asturie, chiamato alla successione della 
Corona di Spagna, accaduto nel 1765 . Ma oh come , 



n z vi- 



100 



ISTORIA 



vicino ali allegrezza tiene sovente albergo il pianto ! 
Il Real Infante Don Filippo nostro Duca accompa- 
gnar volendo sino a Genova la degna Figliuola in- 
fermo cadde in Alessandria , ed ivi in età ancor flori- 
da ci fu da morte con pianto universale rapito . Ben 
meritavo! era di anni piti lunghi un Principe di tal 
sorte . Egli nella sua grandezza moderatissimo , ma- 
gnifico senza alterigia, affabile, dolce, liberale, e giu- 
sto estimatore della virtù , aveva a se legato il cuore 
di tutti ,- onde non vi fu Scrittor de' suoi tempi , che 
parlandone non lo esaltasse al sommo . E in vero le 
buone Lettere, le belle Arti, con tutto ciò che si chia- 
ma buon gusto, fiorirono in questi Stati per lui. Gì' 
ingegni ebbero da lui eccitamehto a belle imprese co" 
renate sempre dal premio . Tutti i buoni trovarono 
nel suo cuore gii affetti di tenero Padre t di zelantis- 
simo difensore. La Comunità di Guastalla ordinò per 
si gran lutto i funerali all' estinto , in mezzo ai quali 
si fecero sentire le commendazioni di lui in una elo- 
quente Orazione composta e recitata dal Canonico 
Don Giuseppe Negri. 

La tenera età del successore Don Ferdinando 
non ci lasciò tuttavia neppur per breve memento dub- 
biosi della nostra futura sorte . Ei dava segni chiaris- 
simi fi» da quel tempo non solo della sua moka pie- 
tà , e religione , ma pur anche de' singolari talenti 
suoi . Precettori di merito altissimo, noti al Mondo 

per 



LIBRO XV. ioi 

per le loro esimie opere, andavano perfezionando quest* 
anima già disposta a batter le vie più luminose degli 
Antenati , e con loro maraviglia correr se la vedeva- 
no innanzi ornai non pili bisognosa di guida. Le pri- 
me disposizioni del Real Infante a vantaggio uni- 
versale de' Sudditi fecero conoscere, quanto preferisse 
l'utile vero di questi a' suoi medesimi comodi, e pia- 
ceri. Ebbe egli cura di erigere in Guastalla una con- 
siderabile Fabbrica di Tele , acciò miglior commercio 
si facesse del nostro Canape , e trovassero onde im- 
piegar le mani tanti poveri costretti ad una oziosa 
mendicità. Predicheranno maisempre il suo zelo , la 
sua avvedutezza , e il suo coraggio i grandi lavori 
fatti intraprendere affine di guardar questo territorio 
dalle ulteriori corrosioni , e dalle inondazioni del Po. 
Le pubbliche Scuole da essolui aperte in questa Città 
l'anno 1768 non magnificherànno meno l'augusto suo x ^g 
nome , giacché a spese del suo proprio erario vi de- 
stinò Maestri , e Professori , che nelle Lettere , Aritme- 
tica , Filosofia , e Teologia istruissero la gioventù ; 
Io che per sua clemenza ebbi luogo tra questi , se 
per la debolezza mia non potei corrispondere alle so- 
vrane sue intenzioni come avrei pure bramato, sup- 
plirò almeno con lasciar memoria di tanta sua muni- 
ficenza, e della mia perpetua gratitudine. 

Era grande la brama de' Popoli di veder assicu- 
rata la successione del Borbonico Sangue, onde tanti 

van- 



iox ISTORIA 



-/ 



vantaggi ci derivavano . Il Real Principe degnossi 
1769 intanto di consolarli, stringendosi nel prossimo anno in 
sacro maritai nodo colf Arciduchessa Maria Amalia 
Sorella dell'Augusto Imperadore Giuseppe IL, il cui 
virile animo, dotato di rara penetrazione, e vivacità, 
destò ne' Sudditi singolare allegrezza , accresciutasi dì 
mano in mano per la bellissima , amabilissima , e vir- 
tuosissima prole , che or fa corona ai Genitori ben 
degna . 

-Frattanto Monsignor TirelH avea prodotto innan- 
zi ai Tribunali di Roma le ampie ragioni , che di 
giustizia gli esigevano que' diritti sì lungamente con- 
trastati , e. con le stampe avea renduto noti gli anti- 
chi incontrastabili Privilegi dell' Abazia . Salito allora 
sul Trono Pontificale il Cardinal Lorenzo' Ganganelli 
eie' Minori Conventuali, chiamato Clemente XIV. , di 
cui niun forse trevossi mai pili agli altrui desiderj, e 
specialmente a quelli de' Principi inchinato, e pieghe- 
vole , si sperò di veder una volta terminata favore- 
, v obliente la Causa , se gli venisse raccomandata da 
persona di alto affare \ Per buona sorte era venuta la 
Serenissima Duchessa Vedova Teodora in impegno di 
ottener certe Dispense a persona sua raccomandata , 
e di voler che fossero a Monsignore dirette per 1' op- 
portuna esecuzione . Il non essersi vinto quel punto 
senza contrasto' fece a lei meglio conoscere qual dan- 
no poteva sempre pii; derivare a questa Diocesi dalla 

irri- 



LIBRO X V. zo$ 

irrisolutezza della Dataria, onde fece risoluzion d' in- 
terporsi' con tutto il calore, acciò non solo reintegra- 
ti, ma eziandio ampliati fossero i Privilegi di questa 
Chiesa . Manifestato prima questo suo nobil pensiero 
alia Rtal Corte di Parma , appo la quale incontro 
pienissimo gradimento, si accinse all'impresa nel 1771, 1771 
e raccomandata al Sommo Pontefice una sì giusta 
Causa , impetro che le ragioni dell'Abate fossero a 
nuova, e piti matura considerazion richiamate dal Se- 
gretario della Congregazion del Concilio Monsignor 
Saverio Zelada , ora Cardinale amplissimo di Santa 
Chiesa . Rinnovò allora tutti gli sforzi suoi il Vesco- 
vo di Reggio , e magnificò quanto potè mai la sua 
vantata viciniorità , ponendo ritardo con nuove cavil- 
lazoni alla decision preveduta . Ma poiché il Papa 
da varie cure fu sciolto , volendo alle replicate pre- 
ghiere della Duchessa condiscendere , chiamò a se 
r anno appresso i documenti dell' una , e deh' altra 
parte , e vedute le ragioni fortissime di questa nostra 
Chiesa, contrastate inutilmente da un Vescovo per pu- 
ro impegno , troncò egli immediatamente 1' ingiusta 
lite con decreto de' 16 di Marzo, per cui annullate le 
pretensioni del Prelato Reggiano , si decise essere 
1' Abazia di Guastalla di ninna Diocesi , aver territo- 
rio separato , e goder 1' Abate il diritto di essere im- 
mediatamente soggetto alla Santa Sede , con giurisdi- 
zione quasi Episcopale . A tali giustissime dichiarazio-. 



iÒ4 ISTÒRIA 

ni era ben conveniente il far succedere alcune grazie ; 
che ristorassero il nostro Clero di tante vessazioni sof- 
ferte; però all'Abate, oltre i privilegi , che gli conve- 
nivano, di ricevere dalla Dataria , e da altri Romani 
Tribunali le Ordinazioni Apostoliche , di conferir i 
Benefizj ne' mesi ordinarj , di conoscer le cause matri- 
moniali, e d'immunità, di convocar Sinodo, di chia- 
mar concorsi per le Parrocchie, di riconciliar le Ghie* 
se pollute coli' acqua da lui medesimo benedetta, di 
benedir sacre Vergini, e Campane , di spedir con sue 
Dimissorie i suoi Chierici per gli Ordini Sacri a qua- 
lunque Vescovo, aggiunse quello di poter conferire la 
Tonsura, e gli Ordini Minori ai Chierici suoi Suddi- 
ti, grazia veramente singolare da non passare in esem- 
pio , come nella Bolla si espresse . Di pili al medesi- 
mo , ed ai Canonici fu conceduto il Privilegio di usa- 
re la Cappamagna di seta violacea con pelli d'armèl- 
lino sopra il roccetto , e sue maniche , ed ai Mansio- 
nari f u dato tt P oter andare ornati di Almuzia di pel- 
li di dosso ; com2 ampiamente risulta dalla Bolla spe- 
dita intorno a tutte queste confermazioni di antiche 
grazie , e largizioni di nuove prerogative data a' 17 
1773 di Settembre dei 1773 (<0 • La gioja che si provò 

per 



( a ) Appendice N. I. 



LI B R XV 2o3 

per questo fausto avvenimento fu grande , né minore 
si dimostrò la gratitudine di Monsignore , e del Clero 
verso la Serenissima mediatrice , perchè decretate per 
lei perpetue annuali preghiere air Altissimo , vollero, 
e del favore riportato , e delle obbligazioni loro alzar 
perenne memoria nel Duomo con la seguente marmo- 
rea Inscrizione . 



Tom. IV. e THEO- 



io<T ISTORIA 

THEODORAE 

DVCIS VASTALLAE VIDVAE 

LANGRAVIAE HASSIAE DARMSTADII 

OB BENEFICENTISSIMVM DECRETVM 

SANCTIONE FIRMISSIMA MVNITVM 

A CLEMENTE XIV. 

PONTIFICE MAXIMO AC MVNIFICENTISSIMO 

IMPETRATVM 

QVO ABBATIA VASTALLENSIS 

IN LIBERTATEM PRISTINAM 

VINDICATA 

DIGNITAS EIVS POTESTASQVE 

AMPLIFICATA 

COLLEGIVM CANONICORVM 

AVCTVM INSIGNIBVS SPLENDIDISSIMA 

FRANCISCVS T1RELLI ABBAS ORDINARIVS 

DIGNITATES CANONICI ET MANSIONARI! 

ANNIVERSARIIS SACRIFICIIS 

AD FOELICITATEM PRINCIPIS OPTIMAE 

IN PERPETVVM DECRETIS 

GRATI ANIMI MONVMENTVM 

P. P. 

A . C1D . IO . CC . LXXIII. 

Fa in quel tempo eh' io scrissi il mio Ragionamento 
intitolato: Antichità , e Pregi della Chiesa Guastallesè 

de- 



L i b r o xv. my 

dedicato alla medesima Principessa , cui piacque di 1774 
farlo stampare nella Reale Tipografia dì Parma. 

Né qui arrestossi lo zelo di lei per lo splendor 
maggiore dell'Abazia , poiché succeduto nell'Apostoli- 
ca Sede il regnante Sommo Pontefice Pio VI. , lo 
supplicò a degnarsi di arricchirla di altro non men pre- 
gevole dono, per cui fosse il nostro Monsignore co'suoi 
successori abilitato a conferir anche il Sacramento del- 
la Cresima a' suoi Sudditi , grazia che fu benignamen- 
te conceduta per quattro volte ogni settenario con par- 
ticolar Breve spedito nel 1775 (a). Rare in vero sa- 1775 
ranno le Chiese non Episcopali fregiate di tanti orna- 
menti , perchè a pochissima accader possono combina- 
zioni sì fauste, ma fu gran vantaggio alla nostra, che 
Iddio serbasse a lunga vita una Principessa piissima y 
la quale sendo già stata Sovrana , e per le circostan- 
ze de' tempi non avendo potuto esser utile a questa 
Città , infiammossi pur della brami di non morire 
inoperosa , e di voler ai Guastallesi lasciar memoria 
perenne dell'intenso amor suo . Fu del pari opportu- 
na 1' infrangibil costanza del vigilantissimo Abate Or- 
dinario , che né per lunghezza di Tribunali annojato , 
nò per forza di opposizioni atterrito , tenne vive le 

istan- 



( a ) Appendice N. II. 



to8 ISTORIA 

Istanze finche a Dio piacque di benedir il suo Zelo ; 
al quale avendo alfin soddisfatto , godendo al presen- 
te una tranquilla pace , non lascia di far palese quan- 
to ami la Chiesa sua , fregiandola di preziosi orna- 
menti , come fa fede l'Aitar Maggiore della Cattedra- 
le da lui nuovamente di eleganti marmi costrutto sul 
grazioso disegno formatone dal Signor Capitano Gio- 
vanni Fattori da Gualtieri , il quale à pur dato l'in- 
venzione dell'ancona di marmo, che a spese di Mon- 
signore si è posta ad ornamento dei Santissimo Croci- 
fisso nello sfondo del Coro. 

A felicitare Guastalla pienamente noh parea man- 
car altro se non se , che i Reali Sovrani venissero 
una volta col loro aspetto a far sereno questi aere , 
confermando colla presenza neh' animo de' Sudditi 
T idea già universalmente concepita della loro clemen- 
tissima amabilità . La Reale Arciduchessa fu la 
prima ad esaudire il corami desiderio con giubilo uni- 
versale, e un anno dopo fece altrettanto il Re al Pa- 
j-t^ drone, che visitata la Serenissima Principessa Vedo- 
va , sempre da lui risguardata con singoiar amore , 
lasciò vedersi in tutti i luoghi di questa Città , con 
indicibile contento del Popolo . Osservò tutte le cose 
degne di qualche considerazione , e specialmente la 
bella Statua di Don Ferrante Gonzaga , posta su 
la Piazza maggiore , cui mentr' egli . tenea rivol- 
to lo sguardo , rammentò la poetica dipintura a 

lui 



LIBRO XV. zo 9 

lui fattane alcuni anni addietro dal Canonico Don Giù* 
seppe Negri, già premorto con dispiacer comune a' 29 
di Agosto del 1774 * il quale nel seguente Sonetto , 
di questa bella Statua così parlato gli avea. 
Questo che ancor nel bellico sembiante 

Tutto porta V ardir eh' ebbe pugnando y 
Duce d'invitte Schiere, allora quando 
Prove a" onor fé a tuoi grand' AVI innante, 
Questo fulmvn di guerra egli è Ferrante 

Coir asta in mano , e con al fianco il brando, 
Vuna del Tracio sangue , e dell'Oliando, 
Del Numido tuttor V altro fumante . 
Col Ferro di che a lui Carlo fé un dono , 

Domo il Germano, e vinse il Gallo, e strada 
Fece ai trionfi del Cesareo Trono . 
Augusto INFANTE, or che il valor ti aggradi , 
Prendi cu est Armi ornai, che tue già sono , 
Ne qui più in ozjo stia V Asta, e la Spada. 
E perchè Monsignor Abate in sì favorevoli circostan- 
ze fu il primo a goder le grazie de' Sovrani , che 
avanti di entrare in Città presero albergo nel suo Ca- 
sino siiburbano alla Pieve, credettesi in dovere di se- 
gnare in bianca pietra la memoria seguente , eh' io 
renderò pili durevole in questi fogli colle sue stesse 
parole. 



FER- 



no ISTORIA 

FERDINANDO . I. 

HISP. INFANTI 

PARM^ . PLAC. ET . VASTALL^; 

DVCI . O. P. F. A. 

QVOD . V. KAL. QVINCT. MDCCLXXVI. 

ET . AMALIA . ARCHID. AVSTRI^E 

QVOD . III. NON . OCTOB. MDCCLXXV. 

ANTEQVAM . ADVENTV . EORVM . IN .VRBEM 

VOTA . PVBLICA . EXPLERENT 

HAS . .-EDES . SVBVRBANAS 

PRjESENTES 

NOBILITAVERINT . BEAVERINT 

FRANCISCVS . TIRELLI . ABBAS . VAST. 

AVGG. HOSPITVM 

NVMINI . MAIESTATIQVE 

DEVOTVS 

PERPETVVM . MONVMENTVM 

Io andava in questi tempi a mio privato diletto 
la presente Istoria traendo innanzi, animato dall' amo- 
revolezza de' Guastatesi , e dalla medesima Serenissi- 
ma Duchessa Teodora , che non tralasciò mai di sti- 
molarmi a compirla , anche dopo che mi convenne 
lasciar quella Città , chiamato ad altro impiego dal 
mio Sovrano . Ella risse fino a' 23 di Gennajo del 
1784, e fu compianta universalmente la perdita sua, 



iti 



L I B R XV. ut 

in tempo appunto , che l' Illustrissima Comunità de- 
gnatasi di richiedermi l' Opera per farla stampare , 
avea dato le disposizioni opportune . Tal premuroso 
consiglio a onor della Patria fu maturato ? essendo 
Sindico di quel rispettabilissimo Publico il Signor Av- 
vocato Marcantonio Reggiani , ed eseguito venne sot- 
to il Sindicato del Signor Gaetano Pizzamiglio ; lo 
lo zelo de' quali, e di tutti i Signori componenti quel 
nobile Corpo civico , come avrassi ognora dai posteri 
a commendare , cosi eccitar dovrebbe ad emulazione 
tante altre piìi cospicue Città , che o non avendo al- 
cuna Istoria, o avendone taluna scritta ne' tempi men. 
colti, mentre si vantano del saper vario onde il secolo 
abbonda, sono vergognosamente costrette a confessare 
d' ignorar solo le proprie glorie r 



Fine del Libro Quintodcchno 

ed ultimo 

dell'Istoria di Guastalla . 



AP- 



»3 



éfe 



-i8WPKr- 






APPENDICE. 



NUM. I. 

Bolla dì Papa Clemente XIV. in conferma- 
zione degli antichi Privilegi dell' Aba\ia 
di Guaftalla , con cui si conferiscono 
all'* Abate , ed al Clero novelle prero- 
gative . 



VJlemens Episcopus Servus Servorum Dei 
ad perpecuam rei memoriatn . Illuftrium 
Personarum desideria , qua circa Divini 
Culcus decorem , Se Ecclesiafticarum Di- 
gnitatum honorificentiam singulari Audio 
versantur , Sedis Apoftolica largitate con- 
tlignis favoribus prosequi promerentur . Ne 
igitur tanta pranobilis animi sollicitudo 
Apoftolica careat indulgentia , qua hujus- 
modi desideriis pergrata fore conspicimus , 
paterna benignitate elargimur , prout De- 
precantium exigunt nobilitas , Se devotio , 
& Romani Pontificis beneficenza , Se libe- 
jalitas .' 

Alias siquidem , sìcut aecepimus , fe- 

licis recordatiónis Sixtus Papa V. Prsde- 

Cessor Nofter per suas Litteras Apoftoh- 

Cas desuper expeditas Archipresbyteratum 

Tom. VI. 



ruralem Sandì Petri prope , Se extra mu- 
ros Oppidi Guaftalla Nullius Dioecesis 
Provincia Mediolanensis fundatum , qui 
inibi uti dignitas ruralis exiftere censeba- 
tur , cuique cura etiam jurisdiciionalis im- 
minebat Ar.imarum , Apoftolica Auciorita- 
te perpetuo suppressit , Se extinxit , & 
Ecclesiam sine Cura sub invocatione ejus- 
dem Sancii Petri, qua olim intra dicium 
Oppidum per bona memoria Casarem Gon- 
zaga , dum viveret , Principem Melphi- 
ciensem , Se prafati Oppidi Dominum in 
temporalibus fundata , ac congruis orna- 
mentis Ecclesiafticis inftruSa , annuisque, 
perpetuis redditibus dotata fuerat , in Sa- 
cularem , Se Collegiatam Eccksiam , qu« 
etiam Parochialis exifteret , sub invocatio- 
ne ejusdem Sancii Petri , & in ea unam 
Abbatiam Sacularem , qua inibi dignitas 
principalis exifteret , Se de qua , dum illa 
prò tempore vacaret ' per Romanum Pon- 
tifìcem prò tempore exiftentem provider: , 
Se disponi deberet , Se unum Archipresby- 
teratum , qui etiam inibi secunda dignitas 
exifteret , cuique cura Animarum prò te.n« 
pore exiftentium Parochianorum intra di- 
cium Oppidum habitantium immineret, & 
p su- 



114 



APPENDICE. 



$ Tiper quibus Abbatia pra»di&a , & Archi- 
presbyteratu secundo di&o idem Sìxtus 
Praeiecessor Juspatronatus mere laicale fa- 
vore prò tempore exiitentis Domini in tem- 
poralibus di&ì Oppi di dicìa Apoiiolica 
Auftontate etiam perpetuo reservavic , 
concessit , & assignavit ; nec non sex J Ca- 
nonicatus , totidemque Pracbendas , ac duas 
sìne cura Portiones Mansionarias nuncupan- 
das , ac unara Sacriftiam eadem Apoiioli- 
ca Auccoricate pariter perpetuo erexit , & 
kiftituit ; Ipsamque Collegiatam Ecciesiam, 
illiusque prò tempore exiftentes Capitu- 
lum , & Miniftros > ac Bona quaecumque 
ad di&am Collegiatam Ecciesiam spe&an- 
tia a quacunque visitatione , & correzio- 
ne cujuscumque Episcopi , & Ordinarli vi- 
ciniori? , prout ipsum Oppidum , Se illius 
Territorium , ejusque Ecclesia 6emper 
exempta , Se praedi&se Nullius Dioecesis 
extiterant , ita etiam ex tunc , & impo- 
{ìerum sirniliter exempta , immunia , Se li- 
bera fore , Se sub sua , Se Sedis ApofìolU 
cae pradicìae Protezione immediate recepta 
fuisse decrevit j Et dicìae Collegiata? Eccle- 
sia: Abbati tunc , Se prò tempore exiften- 
tì , quod ipse Rocchetto , Se Almutia ex 
pellibus Dossis nuncupatis , nec non Mi- 
tra , Se Baculo Paftoralibus , Se Pontifica- 
libus insigniis , quibus olim Archipresby. 
teri primo di&i Archipresbyteratus , ut 
prxfertur , suppressi , Se cxtinfti ex anti- 
quo Privilegio Apoilolico eis desuper con- 
cesso utebantur , etiam uti , Se Jurisdicuo. 
nem Ordinariam , Se quasi Episcopalem in 
ipso Oppido , Se illius Territorio, ac in 
eadcra Collegiata , aliisque Ecclesiis , & 



Locis quibuscumque saeriJ , & profanif 
exercere : Archipresbycero vero , & Cano- 
nicis dicìas Collegiata? Ecclesia , quod ipsi 
quoque di$a Almutia ex similibus pelli- 
bus pariter uti libere , & licite respe&ivc 
valerent Apostolica Au&oritace pradi&a 
similiter perpetuo concessit , Se indulsic ; 
ac alias , prout in ejusdem Sixti Pra- 
decessoris Litteris pradi&is plenius con- 
tinetur 5 quarum tenor eft , qui sequitur , 
videlicet . 

Qui cade il tenore della Bolla di Sifìo V. 

pubblicata nell'Appendice del Tomo 

ter\o Num. Vili. 



JLjt successive pia memoria: Urbanus Pjp» 
Vili, etiam Pradecessor Noftcr , etiauj 
per suas Litteras Apoftolicas in forma 
Brevis sub annulo Piscateris pariter desu- 
per expeditas , eidem Abbati tunc & prò 
tempore exifìenti pradi&a Collegiata Ec- 
clesia quod ipse habitum violaceum in 
Terris Se Locis sua Spiri tualis Jurisdi&io- 
nis dumtaxat , deferre , illoque uti , nec 
non in Collegiata Ecclesia pradi&a in qui- 
buscumque solemnibus a&ibus , celebratio- 
nis Missarum , Se divinorum Officiorum 
tantum solemnem Benedi&ionem cum omni- 
bus Insigniis Pontificalibus super Populur» 
impendere , Se insuper quascumque Juris- 
di&ionis sua hujusmodi Ecclesias sangui» 
nis , vel seminis effusione pollutas , aqua 
tamen prius ab aliquo Catholico Antiftite 
gratiam de Communionem Sedis Apoftoll* 
ca pradift» habejite benedi&a , acconcili» 

re 



APPENDICE 



nò 



re libere , Se licite possec Se valeret , ea- 
dem Apoltolica au&oritate perpetuo quo- 
que concessic , & indulsic , ac alias prout 
in ejusdtm Urbani P/aedecessoris Litreris 
prssdiclis etiam plenius continetur Se sunt 
cenoris sequentis videlicet . 

Qui cade il tenore del Breve di Utbano Vili. 

riportato nella c'tata Appendice al 

Tomo ter\o Nuw, XIV. 



X oft haec autem tunc exiftens Episco- 
pus Regiensis asserens Se esse Ordinarium 
Ticiniorem Dioecesi Guaftallensi de anno 
Domini millesimo sexcentesimo vigesimo 
septimo , tunc exiftentcm Abbatem ditta; 
Collegiata Ecclesia; prsedi-5tì Oppidi Gua- 
fcalla: ad Synodum Dioccesanam vocavit , 
& curavit medio Congregationis tunc exi- 
fìentium Santta; Romana: Ecclesia Cardina- 
lium negotiis , & consultationibus Eplsco* 
porum , & Regularium prseposita; , ut di- 
tto Abbati prohiberetur traditio Littera- 
rum Dimissorialium suis Clericis ad Ordi- 
nes etiam Sacros suscipiendos ; sed habito 
per eumdem tunc exiftentem Abbatem re- 
carsi! ad dittam Congregationem , eadem 
Congregacio , praeditto tunc exiftenti Epis- 
scopo Regiensi, supersederi mandavit; da- 
tis interim per dittam Congregationem Epi- 
ftolis tunc exiftentibus Regiensi , Se Par- 
mensi , ac Mantuano Episcopis ad effe- 
ttuai deducendi propria jura intra termi- 
minum unius mensis circa eorum respetti- 
ve prastensam vicinioritatem : a nullo ve" 
x« eorum junbus sufs deduttis , dittus 



tunc exiftens Episcopio Regiensis ultra 
non processic ; Se prsedicìus tunc exiftens 
Abbas Guadali* Jurisdittionem quasi Epis« 
copalem , sicut olim tunc exiftentes Ar- 
chipresbyteri prsditti Archipresbyteratus , 
ut prajfertur , suppressi , & extìntti sem- 
per , & ab immemorabili tempore , etiam 
ante Concilii Tridentini celebrationem vi- 
gore suorum Privilegiorum exercuerant , 
successive etiam jure prsdittse Conncessio- 
nis ditti Sixti Prsdecessoris , pacifice , Se 
sine ullius prorsus contradittione exercuit j 
ac ulterius de anno ejusdem Domini miL* 
Iesimo sexcentesimo vigesimo nono Syno- 
dum Abbatialem congregava , illamque , 
licet non fueric publicata , perfecit . 

Verum clar» memoria; Fcrdinandus 
Carolus Gonzaga , pariter dum viveret , 
Dux Mantua; Se Guaftallae , Guallallam ip- 
sam in nobiliorem , amplioremque Pote- 
ftatis , Se Magiftratuum formam redattam, 
ac in Ducatum , Se Civitatem usque , Se 
de anno similicer Domini millesimo sex* 
centesimo vigesimo primo , a claras etiam 
memoria Ferdinando , hoc nomine secun- 
do , tunc Se dum viveret Romanorum Re- 
ge in Imperatorem eletto , evettam ; vi» 
dens , ac desiderans omnes controversias , 
qua Jurisdittionem ditti Abbatis Guaftal- 
la; perturbare potuissent de medio tolle- 
re , de anno similiter Domini millesimo 
sexcentesimo cttuagesimo quarto preces 
suas recolenda; memori* Innocentio Pp. xi. 
pariter Predecessori noftro exhibuit prò 
reportanda ab eodem Innocentio Praede- 
cessore erezione dici* Abbati* GuaftaL 
1« in Episcopatum , a quo Decretum af» 
p 1 fir- 



uG 



APPENDICE. 



fìrmativum desuper emanavit ; lìcct poft- 
tnodum ere&io hujusmodi temporum vi- 
cissicudinibus ad effe&nm perducìa non 
fuerit . 

Hsc aurem omnia quamvis ita se ha- 
buerint , & Abbas Guaftallce pacifice im- 
pofterum sua jurisdi&ione Ordinaria , Se 
quasi Episcopali usus fuerit , attamen in 
variis occurrentibus casibus compercum 
extitit Abbatem Guaftallas in Codicibus 
Dataria: Apoftolics non esse conscriptum , 
ut eidem Abbaci , maxime Dispensationes 
Matrimoniales, aliaque luterà Apoftoli- 
c« in forma Dignum expediri solita: com- 
mitterentur : quod dedit causam ut de an- 
no pariter Domini millesimo septingentesi* 
ino quinto , quondam tunc in humanis 
agens Guidobonus Mazzucchini , tunc Se 
dum viveret , Abbatiam prsedicìam obti- 
nzns , & Dilecìus Filius Franciscus Tirelli 
Frasbytcr , qui eidem Guidobono Abba- 
tiam prsdlcìam , tunc , ut prsefertur , 
dum viveret obtinenti , Coadjutor perpe. 
tuus , Se irrevocabilis in regimine Se ad- 
nuniftraùione. ejusdem Abbatias cura futu- 
ra in iila successione dicìa Apoftolica Au- 
Ctorkzte cocfiìtutus , & deputatus fuerat , 
Se nunc successioni pradicìae ad ejusdem 
Francisci favorem loco fat"to> modernus 
di&ae Collegiata Ecclesiae Abbas exiftit , 
supplicem felicis ctiam recordationis Be- 
nedico Pp. xiv. pariter Predecessori no- 
ftro porrigerent libeJlum . quo petierant 
Zz Degnarsi concedergli la Commissione di 
eseguire le Bolle Ape ftaliche , ordinando agli 
Officiali della Dataria , ed altri , a cui spet- 
ti j che data Abba\ìa sia riconosciuta come 



gli altri Ordinar) , all'i quali si diriggono le 
Commissioni suddette . ZZ Sed hoc reporta- 
runt rescriptum ZZ A Monsignor Datario , 
che ne parli zz Qui tunc temporis Datarius 
rcscripsit ZZ Ex audientia Santissimi ZZ 
Instet Orator post obtentam declarationem quod 
sit vere Nullius a Sacra Congregatione Con- 
cini , ad quam Sanciuas Sua remisit pre- 
ces . zz Hujus quidem Rescripti vigore ex- 
hibita fuerunt diéìae Congregationi vetusta 
aque , Se perspicua monumenta Territorii 
separati , Se Ordinari» Jurisdicìionis , qua 
prò tempore exiltens Abbas Guastalla gau« 
det: iisque perpensis zb eadem Congrega- 
tione sub die vigesima secunda mensiì 
Martii anni similiter Domini millesimi se- 
ptingentesimi quinquagesimi quinti fuic 
rescriptum Zi Sacra Congregata Eminentis* 
slmorum S. R. E. Cardinalium Decretorum 
Concila Tridentini Interpretum , al quam 
Sancìissimus Dominus nosier supplicem mo- 
derni Abbatis Libcllum remisit , perpensis ju» 
ribus , 6' documentis ut supra exhibitis , cen- 
suit ennunciatum Abbatem Guaflallce esse ve- 
re Nullius zz Vigore enim hujusmodi edi- 
ti rescripti , di&us Frauciscus modernus 
Abbas putavit quod ipse absque ulla dif- 
ficultate in Libris Dataria: Apoftolica de« 
scriptus fuissct inter Prselatos tertise spe- 
ciei , quibus committuntur tum Dispensa* 
tiones Matrimoniales , tum Littera» Apo- 
ftolica , qua in forma Dignum expediun* 
tur . At res aliter evenit , nam tunc exi- 
ftentes Miniftri ejusdem Datarla porrexerunc 
Libellum ditta Congregatiooi , a qua ob- 
tinuerunt rescribi : zz Ofiendatur & ponam 
tur Causa in folio jcitatis Episcopo Regiensi > 

al us- 



APPENDICE 



"J 



ultisque interesse habenlrbus zzz omnibusque prasentium tantum conscquendum , haruna 
submde cicatis , concordatimi fuit dubium serie absolvences , Se absolutos fore cen- 
ZZ An conjlet de q-ialitate Nullius in et- sentes , Motu Proprio, non ad alicujus 
su &c zzi Datis proinde in aftis difìa Nobis super hoc oblata petitionis inftan- 
Conp-egationis ad comprebandum dubium tiam , sed ex noftra mera liberalitate : in 
concludentissimis Prcbationibus , tam in primis Litteras Apoft licas Sixti , & Ur- 
fafto , quam in jure , poft plures annos , bani Pradecessorum prafatorum favore Ab« 
pluresque expensas faftas , tandem loco batìs Guaftallensis super omnibus , & qui- 
affirmativa resolutionis , die nona raensis buscumque suisi juribus , prarogativis , 
Augufti anni similiter Domini sniltesimi £r«eminentiis , Se jurisdi&ionibus respecVi- 
septingentesimi sexagssimi sexti emanavi: ve expeditas , Se superius insertas , Apo- 
rescriptum = Dilata & ad Mentem =r ftolica Auctoritate pradi^a tenore prar- 
Mens ejì zzi Subdelegetur Vicurius Genera* sentium approbamus , Se confirnaamus , Se 
lis Bononicz ad e f ecium compulsandi Jura quacenus opus sic , previa extin&ione Con. 
produaa . zzi troversia in dieta Congregacione pr«di&i 

Hinc Nos attentis sìngulis pramissis , Concilii Tridentini pendenti» , eidem Frar,- 
ac pecuharibus causis animum rioftruni cisco , ut ipse , ejusque in Abbatia pra> 
moventibus , Se potissimum obsequentissi- diSa successores Abbates perpetuis futuris 
mis , ardentibusque precibus Carissima in temporibus prò Abbatibus cum propria Se 
Chrifto Filiae Theodor* Gonzaga Ducissa v . ra q na iitate Nullius Dicecesis Provìnci* 
Vìdua Guaftala , Se Sabuloneta , ac Prin- Mediolanensis cum Territorio separato , at« 
cipissa B&zzuli , orta Landgravi» Hassia q lie omnimoda Jurisdi&ione quasi Episco- 
Darmftadii , exoptantis diftam Ecclesiam pali in omnibus Causis voluntariis , con- 
Abbatialem Guaftalla , quam ut etiam ac* tentiosis , & mixtis habeantur , Se sint , 
cepimus , suam pradile&am vocat , ad ipsique eisdem exemptionibus , privilegiis , 
meiiora , Se honorificentiora redigerei hu- prarogativis , Se qualitatibus , ac univer» 
jusmodi piis desideriis annuere volentes , s j s juribus , quibus alii inferiores Pralat i 
ipsumque Frane iscum ac Dilecìos Filios separatum Se particulare Territorium ha« 
modernos Canonicos difta Collegiata Ec- bentes , nec non Episcopi in suis respedi" 
desia , ac Dignitates in ea obtinentes , Se ve Dirccesibus gaudent , quaque eis respe- 
Mansionarios ejusdem Collegiata Ecclesia , cìive competunt etiam gaudere , eisque , 

& eorum cuilibet competere possint , Se 
valeant , Apostolica Au&oritate pradicìa , 
de novo , Se ex integro perpetuo conce- 
dimus , Se indulgemus : Se ad hunc effs- 
Cìivn tam per Datariam Apoftolicam pra- 
modolibet ianudati exiftunt , ad effecìum ùiflam , quam per omnia, Se singola alia 

p z Ur- 



& eorum quemlibet a quibusvis exeommu- 
nicationis , suspensionis , Se interdici , 
aliisque Ecclesiafticis sententiis , censuris 
Se pocnis a jure , vel ab homine quavis 
occasione , vel causa latis , si quibus quo- 



u8 



APPENDICE. 



Urbis nollr* Tribuna}! a Litteras Apoftoli- 
cas collatlonum , Se provisionum Benefìcio- 
rum Ecclesiaflicoium , in dieta Nullius 
Diceccsis Provincia prxdictat consiftentium , 
dieta Apoftolica Au&oritate faciendarum , 
ac Dispensationes Matrimoniales , Gracias, 
Se Indulca qusecumque Pcrsonas préedieìa 
Jurisdicìioni subje&as respcC~tive~ concernen- 
tes , nulli alteri quam eidem Francisco , 
ejusque in dieta Abbatia successoribus Ab- 
batibus dirìgi , Se respecìive commuti Apo» 
fìolica Au&orìtate praediéìa , prxcìpimus , 
& mandamus : Eidemque Francisco , ut 
ipse ejusque in Abbatia praediéìa Successo- 
res Abbates pradieìi quacumque Beneficia 
EcclesiafHca in prsedi&a Nullius Diacesis 
Provincia hujusmodi , ut praefertur , con- 
„siftentia , & in mensibus Ordinariis Colla* 
toribus affignatis prò tempore vacantia 
quibuscumque Personis idoneis , salvis ta» 
men reservarionibus , Se afrectltnibus Apo- 
ftolicis , Ordinaria ejus Auétoritate confer« 
re , easque in eis canonice inftituere . 

Et insuper , in ubeiius noftra benefì- 
centiae argumentum pariter ut ipse Fran- 
ciscus , ejusque in dieta Abbatia Successo* 
res Abbates pradidi in prima inftantia 
etiam causas Matrimoniales- , ac localis , 
& personalis immunitatis , servatis exterc- 
quin iis , qua super hujusrnodi causis a 
Conflitutionibus Summorum Pontificum et- 
iam Praedecessorum noitrorum , Se prarser- 
tim Benedicci etiam Prsedecessoris prardicti 
prascripta , Se ordinata sunt cognoscere , 
nec non Synodum convocare , in eaque 
prò rècto suae jurisdi&ionis regimine Con- 
ftitutiones edere , Se condsre , ac editas , 



& conditas decìararc , ac in meliorem for- 
mam redigere , Se reformare , seu alias de- 
novo ex integro similiter edere , Se conde- 
re ; & tam Judices , quam Examinatores 

Synodales , qui tatti en Juris Canonici , ac- 

■' ' ' 

que a Concilio Tridentino prasdicto , prx- 

scriptis polleant requisitis , praeeligere , 
jpsisque Examinatoribus sic* prxelectis iti 
Concursibus super Parochialibus Ecclesiis 
desuper habendis , uti : & ulterius Pres- 
byteros ad Sacramentales etiam utriusque 
sexus Chriftifidelium Confessiones audien- 
das approbare , ac Ecclesias quomodolù 
bet pollutas aqua ab ipso Francisco , 
ejusque in dieta Abbatia Successoribus Ab- 
batibus prarfatis benedica , reconciliare : 
Se Sacras Vìrgines , nec non Paramenta , 
Se SuppeMe&ilia sacra , Campanas , alia- 
que , in quibus sacrum Chrisma non ad- 
hibetur , benedicere : ac Litteras Dimisso- 
riales suis Subditis ad sacros Subdiacona- 
tus , Diaconati^ , & Presbyteratus Ordi- 
nes promoveri cupientibus , concedere , il- 
lasque cuicumque Catholico Antiftitì gra- 
tiam , Se Communionem ejusdem Sed's 
Apoftolic* habenti , dirigere , licentiam » 
Se facultatem : quinimmo eidem Franci- 
sco , ejusque in dieta Abbatia Successori- 
bus Àbbatibus prsdictis peculiarissimam , 
acque in «xemplum non trahendam facul- 
tatem , ut ipsi tam primam Clericalem 
Tonsuram , quam quatuor Minores Ordines 
tantum suis Subditis praedicìis conferrc 
possint Se valeant , & quilibet eorum pos- 
sit , & valeat , eadem Apoftolica Auitori- 
tate pariter perpetuo concedimus , Se im- 
partimur . 

Ac 



APPENDI CE. 



119 



Ac praterea eidem Francisco , ac 
pradi&is- modernis Canonicis dicìa Colle- 
giata Ecclesia , ac Dignitates in ea obti- 
nentibus , ac Mansionariis ejusdem Colle- 
giata Ecclesia eorumque in Abbina , ac 
Canonicatibus , & Prabendis , ac Dignita- 

tibus , nec non Mansionariis respe&ive 

- ; . ' . -. 

Successoribus , ut ipsi , Franciscus videlì- 

cet , Se Canonici , ac Dignitates hujusmó- 
dì -obtinentes Cappam Magnami sericam 
violacei coloris cum pellibus Armellinis 
supra Rocchettum cum suis Manicis: Man- 
sionari! vero pradi&i Almutiam cum pel- 
libus Dossinis , tam in dicla Collegiata 
Ecclesia , quam extra eam etiam in Pro- 
cessionibus , Anniversariis Funeralibus , 
aliisque omnibus , & quibuscumque adi- 
bus , Se fun&ionibus , tam publicis , quam 
privatis , ac inter Missarum , Se Horarum 
Canonicarum diurnarum pariter , Se no- 
CUirnarum , ac vesperarum , aliorumque 
Divinorum OfSciorum celebrati'one , ac et- 
iam extra rfi&um Oppidum , & ubique Lo- 
corum , etiam in Synodalibus , Provincia- 
libus , Generalibus , Se Universalibus Con. 
ciliis , etiam in prasentia ejusdem Sanda 
Romana Ecclesia Cardinalium , etiam de 
latere Legatorum , Vice-Legacorum , ac 
Sedis Apoftolica pradida Nunciorum , Ar- 
chiepiscoporum , Se Episcoporum , ac cu- 
jusvis Ordinari! , Se aliorum quorumeurn- 
que , deferre , Se gettare , illisque respe- 
dive uti etiam libere, Se licite possint , 
Se valeant , eadem Apoftolica Audoritate 
similiter perpetuo etiam concedimus , Se 
ìndulgemus ; Se si tradii temporis in ditta 
Collegiata Ecclesia aìios Canonicatus , Se 



Prabendas , aliasque Dignitates , S: Man- 
sionari as canonice erigi', Se infticui contine 
gat ; ex nunc prout ex tnnc , 3c e contra 
Indultum delationis , Se geftationis pradi. 
da Cappa Magnse serica violacei 'coloris 
cum pellibus Armellinis supra Rocchettum 
cum suis Manicis ad Canonicatus Se Pra- ' 
bendas , ac Dignitates , ut prafertur , eri- 
gendos , Se erigenda hujusmodi ; ac Almu- 
tia cum pellibus Dossinis ad " Mansiona- 
rias etiam , ut prafertur , erigendas hu- 
jusmodi prò tempore respedive obtinen- 
tes , Apoftolica Audoritate pradida etiam 
perpetuo extendimus , Se ampliamus . 

Decernentes easdem prasentes seni per, 
& perpetuo vaìidas Se efficaces esse , Se 
fore , suosque plenarios , Se integros ef- 
fedus sortiri , Se obtinere , ac ab omni, 
bus , Se singulis ad quos nunc spefeat , & 
prò tempore spedabit quomodolibet in fu- 
turum firroiter , Se inviolabiliter observa- 
rì debere , ac nullo unquam tempore ex 
quocumque capite , vel qualibzc causa 
quantumvis legitima , Se juridica , etiam 
ex eo , quod quicumque , cujuscumque Di. 
gnitatis , gradus , conditionis , Se praemi. 
nentia sint , in pramissis omnibus , Si 
singulis , Se. circa ea quomodolibet , Se 
ex quavis causa , ratione , vel occasione 
jus , vel interesse habentes , seu habere 
pratendentes , illis non consenserint , aut 
ad id vocati , Se auditi , Se Causa pro- 
pter quas aedem prasentes emanaverint 
adduda , verificata , Se juftifìcata non 
fuerint , de subreptionis , vel obreptionis , 
aut nullitatis , vel invaliditatis vitio , seu 
intentìonis noftra , aut jus , vel interesse 

ha- 



APPENDICE. 



fcabentium consensùs , aut quolibet alio 
qua.ntumvis magno subftantiali inexcogita- 
to , inescogitabili , ac specialcm specifì- 
cam , ac individuarci mentionem , Se ex- 
pressionem requirente defe&u ; sive etiam 
ex co , quod in premissis , eorumque ali- 
quo solemnitates , Se quevis alia servan- 
te ., Se adimplcnda , servata , Se adimple- 
ta non fuerin.tj aut ex quocumque alio 
capite a jure , vel faftoj aut ftatuto , vel 
consuetudine antiqua resultante» seu etiam 
enormis , enormissime , totalisque laesionis , 
aut quocumque alio colore, pretextu , ra» 
tione , vel causa , etiam in corpore juris 
clausa , etiam quantumvis jufta , rationa- 
bili , legitima, juridica , pia, privilegia- 
ta , etiam talique ad effe&um validitatis 
premissorum necessario exprimenda foret ; 
aut quod de voluntate ooftra , aut aliis 
supejrius expressis nullibi appareret , seu 
alias probari posse* notari , impugnari , 
invalidari , retra&ari , in jus , vel contro- 
versiam revocati , aut ad viam , Se ter- 
minos juris reduci , vel adversus illas re- 
rtitutionis in integrum , aperìtionis oris , 
vel aliud quodeumque juris , vel fa&i ., 
aut gratis remedium impetrari , seu quo" 
modolitjet etiam motu pari , Se ex certa 
scientia , Se de Aportolice Poteflatis ple- 
nitudine concesso , Se impetrato , aut ema- 
nato quempiam ini , seu se juvari in judi» 
ciò , Se extra illud posse , neque easdem 
prjesentes sub quibusvis simi'lium , vel dis- 
similium gratiarum revocationibus , suspen- 
sionibus , limitationibus , modificationibus , 
derogatienibus , aliisque ccntrariis dispo- 
sitionibus etiam per Nos , Se Successores 



noftros Romanos Pontifices prò tenfpore 
existentes , ac Sedem eamdem etiam mo- 
tu , scientia , Se poteflatis plenitudine si. 
milibus etiam Conciftorialiter , & quibus- 
libet causis , ac sub quibusvis tenoribus , 
Se formis , ac cum quibusvis ClauSuIij , 
Se Decretis , etiam sì in eis de eisdem 
presentibus earumque toto tenore , ac Da- 
ta , specialis mentio fiat prò tempore fa- 
cies , Se faciendis , ac concessis , Se con- 
cedetidis comprehendi ; sed semper ab il- 
lis excipi , & quoties ili* emanaljunt to- 
ties in priftinum , Se validissimi;™ ftatum 
reftitutas , repositas , Se plenarie reinte- 
gratas Tore , Se esse ; sìcque , Se non alias 
per quosciunque Judices Ordinarios , vel 
Delegatos , quavis adontate fungentes , 
etiam Causarum Palatii Apostolici Audito- 
res , ac predi&e S. R. E. Cardinales , et. 
iam de Latere Legatos , Vice-Legatos , di- 
ftxque Sedis Nuncios predióìos , aliosque 
quoscumque quavis au&oritate , po'eflate , 
prerogativa , Se privilegio fungentes , ac 
honore , Se preeminentia fulgentes , su- 
blar.a eis , Se eorum cuilibet quavis ajiter 
judicandi , Se interpretandi facilitate , & 
au&oritate , in quocumque judicio , Se in 
quacumque inftantia judicari , Se definiri 
debere , irritumque decernimus , Se inane 
si secus super his a quoquam quavis au- 
ftoritate scienter , vel ignoranter contige- 
rit attentari . 

Non obftantibus , quatenus opus sit , 
no Tira , Se Cancellane Apoftolice regula 
de jure quesito non tollendo , aliisque in 
contrarium premissorum quomodolibet , et> 
iam in eisdem Synodalibus , Provinciali* 

bus, 



APPENDICE 



iz* 



bus , GeneralibuS , & Unìversalibus Con- 
ciliis editis , vel ede n dis specialibus , vel 
generalibus Conftitutionibus , & Ordina- 
tionibus Apoftolicis , nec non Sacrorum 
Canonum , & Conciliorum Generalium hu- 
jusmodi Dispositionibus , Privilegùs quo- 
que , Indultis , 8c Litteris Apoflolicis qui- 
busvis Superioribus , & Personis snb qui* 
buscumque tenoribus , Se formis ; nec non 
quibusvìs etiam derogatoriarum derogato- 
riis , aliisque efficacioribus efficacissimis , 
ac insolitis clausulis , & irritantibus , & 
aliis Decretis in genere , vel in specie , 
etiam motu , scientia , Se poteftatis pieni, 
tudine similibus prò tempore concessis , Se 
concedendis : quibus omnibus , Se singulis 
etiam si prò illorum sufficienti derogatio- 
ne alias de illis , eorumque totìs tenori- 
bus specìalis , specifica , expressa , et in- 
dividua , non autem per Clausulas genera- 
Jcs idem importantes mentio , seu qusvis 
alia expressio habenda , aut aliqua alia 
etiam exquisita forma ad hoc servanda 
foret , tenores hujusmodi ac si de verbo 
ad verbum nihil penitus ommisso , obser- 
vata , et inserti forent eisdem prxsentibus 
prò piene , et sufneienter expressis haben- 
tur , illis alias in suo robore permansuris 
latissìme , et pienissime- ad praemissorum 
validissimum effecìum hac vice dumtaxat 
specialiter , et expresse , nec non oppor- 
tune , et valide harurru quoque serie Mo- 
tu, Scientia, et Poteftatis plenitudine prae- 
sentibus derogamus , caererisque contrariis 
quibuscutiique . 

Volumus autem quod di&us Franciscus 
ejusque in diaa Abbatia Successores Ab- 

Tom. IV. 



bates praedicìi singulis Trienniis Sacra 1 
Apoftolorutn Limina visitare , et relatio-J 
nem flatus suae Jurisdi&ionis ad formanti 
Conftitutionis dicti Benedicci Praedecesso- 
ris desuper edicae quae incipit ZZ Quod 
Sanata. Sardicensis Synodus &c ~ ad eam- 
dem Congregationem Concilii transrnittere 
teneantur : fiimis in reliquis remanentibus 
Decretis praedicìi Concilii Tridentini , ac 
Conftitutionibus Apoftolicis . Volumus et- 
iam quod eaedem praesentes tam in Datariae 
praediftae , quam in aliorum diclae Urbis 
Tribunalium Libris regìftrari , et aduotari 
omnino debeant . 

Nulli ergo omnino hominum liceat 
hanc paginam noftrae Absolutionis , Ap- 
probationis, Confirmationis, Indulti, Prae- 
cepti , Mandati , Licentiae , et Facultatis ,' 
Impartitionis , Extensionis , Ampliationis , 
Decreti , Derogacionis , et Voluntatis in- 
fringere , vel ei ausu temerario contraire ; 
Si quis autem hoc attentare prsesumpserit j 
indignationem Omnipotentis Dei , ac Bea- 
torum Petri , et Pauli Apoftolorum ejus 
se noverit incursurum . Datum Romse apnd, 
Sancìam Mariam Majorem , Anno Incarna* 
tionis Dominicse millesimo septingentesimo 
septuagesimo tertio , quinto decimo Kalen- 
das OSobfis . Pontificatus Noftri Anna 
Quinto . 

Ph. Lan\onus • L. C. Th. Àntogntttui \ 

A. Puceiati . /. B. Quarantotti . 

J. Caraffa . 
II. Merlin! . A. Bdlotth Cap. Cotti? 

Loco ^ Pi ambi . F. Massuccius . 

/. Miliatus Cap. 

3SUM> 



ut* APPENDICE. 

NUM. II. 



Il Regnante Sommo Pontefice Pio VI. eon- 
cede alV Abate di Gaiflalla il Pri- 
vilegio di cresimare i suoi 

Sudditi . 



PIUS P. P. vi. 



A 



:\d perpetuati* rei memoriatn . Cum pia- 
ne perspe&um sic ex solo Ecclesiarum de- 
cere ec ornatu devotionem , et pietatem 
in Fidelium animis promanare , ideirco 
Remani Pontifices Pradecessores noftri con- 
sueverunt non modo Ecclesias ipsas , sed 
earum quoque gubernio , et regimini Pise 
positos privilegiis , et specialiubs gratiis 
jiTosequi , p/asertim dum ea in Ecclesia- 
itìcorum splendorem , spiritualeinque Fide- 
lium utilkatem cedere , ac Nobilium Per- 
swnarum vota id exposcere cognoverint . 
Itaque sicut Jilecla in Chrifto Fiiia No- 
btlis Mulier Theodora Guaftalla , et Sa- 
Lìcneta Ducissa Vidua Nobis nuper expo- 
rt! Fecit ipsa pio spiricuali sua , ac Ch ri- 
Iti ndelium Oppìdi Guastalla, aliarumque 
Tcrrarum , et Locorum Jurisdi&ionis Ab- 
ietta Sacularìs , et insignis Collegiata Ec- 
clesia Sanóti Petri oppiai prafacti Nullius 
Dicecesis Provincia Mediolanensis consolato- 
ne , et commoditati consulatur , plurimum 
cupiat moderno, et prò tempore exiftentibus 
Abbatibus Abbatia pradicta Sacramen- 
to m Confirmationis eiisdem Chriftifidelibus 
conferendi facultatem per Nos concedi . 
Nòs igicur ipsam Theodoram specialibus 



fttvoribus , et gratiis proxequi volentes ', 
et a quibusvis exeomunicationis , suspen- 
sionis, et interdicci , aliisque Ecclesiafti- 
cis sententiis censuris , et poenis a Jure- 
vel ab Homine quavis occasione , vel caa- 
sa Iatis si quibus quomodolibet inodata 
éxiftit ad effectum piasentium dumtaxac 
cohsequendum , harum serie absolventes , 
et absolutam fore censentes , supplicatio- 
nibus ejus nomine Nobis super hoc humi- 
liter porrectis inclinati : moderno , et prò 
tempore exifte itibus Abbatibus Secularis, et 
insignis Collegiata Ecclesia Sancti Petri dicti 
Oppidi nullius Diaccsis Provinciae hujus- 
modi , ut quattuor vicibus prò quolibet 
septennio , accepto ad hunc effectum 
sacro Chrismate a Catholico Antiftite 
gratiam , et communionem Apoftolica Se- 
dis habente servatisque aliis omnibus a 
Sacris Canonibus , et Sacro Concilio Tri- 
dentino prascriptis , subditis dumtaxat in 
spiritualibus supradicta Abbatia , ibique 
domicilium habentibus Sacramentum Con- 
firmationis miniftrare possint , et valeant 
Iicentiam , et facultatem auctoritate Apo- 
stolica tenore prasentium concedimus , et 
impertimur . Non obftantibus Conftitutioni- 
bus , et Ordinationibus Apoftolicis , nec 
non Collegiatae hujusmodi etiam Juramen- 
to conflrmaùone Apoftolica , vel quavis 
firmitate alia roboratis Statutis , et con- 
suetudinibus privilegiis quoque Indultis , 
et Litteris Apoftolicis in contrarium pra- 
missorum quomoaolibet concessis , confir- 
matis , et innovatis , quibus omnibus , et 
sìngulis illorum tenore prasentibus prò piene, 
et sufScientej: expressis, ac de verbo ad 

ver 



APPENDICE. 123 

verbum insertis habentibus illis alias in Datum Roma aput! Sanctum Petrum 

Suo rebore permansuris ad prarhissorum sub annulo Piscatoris die III. Junij 

efreccutn hac vice dumtaxat specialiter , MDCCLXXV. Pcntificatus Nostri anno 

& expresse derogamus , csterisque contra- Primo . 
ri» quibuscumgjia . 7». Card, de Comitibd* • 



STA. 



STATUTA 

1LLUSTRISS1M/E 

COMMUNITATIS 

GUASTALLA 

EX MSS. CODICIBUS 

DILIGENTISSIME COLLATIS 

NUNC PRIMUM IN LUCEM EDITA 






V.ASTALLiE 
Ex Regio-Ducali Typographia Salvatoris Costa, <Sc Sodi. 

CC.W PRIVILEGIO S. C. X. 

* J 8 j. 



Ili 



■#emk- 






^™ 



STATUTA 

C I V I L I A 

GUASTALLA. 

L1BER VRIMUS. 

De Citationibus habentium domicilium in Territorio Guastalla , 

& quando credatur Correriis , »0# precedente commissione 

Potestatis , *«*• alterius Jusdicentis • 



RUBRICA I. 



e 



itationes fiendae in aliqua causa, & quasPdone civili de 
habentibus domicilium in Territorio Guaftallae , fieri debeant 
per cedulas , <Sc in sci iptis , quae contìneant nomen , 6c pro- 
nomen , &C cognomen ejtfs , qui citari faciat , <Sc ejus , qui 
ciiat , <Sc Vìciniam , seu Villam , aut locum in quo fiat , 
vel habitat citandus , *Sc coram quo Officiali , ck qua certa 
eh , ck ho a debeat com parere , Se causam , per quam ci- 
tatur , oc nomen , vk pronomen , aut cognomen Correrii , 

A 2 qui 



iv STATUTA CIVILIA 

qui citare debeat, & sint subscriptae per Notarium Jusdicen- 
tis, coram quo citatur . Quaeque dentur per dicium Corre- 
lium il lì , qui debet citari , si inventus fuerit personalker , 
ck si non fuerit inventus dimittantur ad domura habitatio- 
nis ejus . Et possint etiam ipsas citationes fieri per Corre- 
rìum Communis Guaflallas de facie ejus , qui citari faciat ad 
faciem ejus , qui citatur y exprimendo sibi citando qua certa 
die , &. bora , &. coram quo Jus iicente comparere debeat, 
&. qua causa citatur . Et si dieta? citationes facìae fuerint Si- 
rie dictis solemnitatibus, non vakant, nec tencant ipso jure. 
Si tamen Correrius retulerit , vel referat Poteflati Guaflal- 
ÌXy aut ejus Notano se ex parte ipsius aliquem citasse T vel 
requisivisse > aut monuisse , vel alicui praecepisse , & non 
apparente commissione Poteflatis , credatur ci -, ac fides ad- 
hibeatur eidem Corredo, proinde ac si Poteflatis commìssio 
apparerete dumodo portaverit cedulam in scriptis, continen- 
tem supradi<£ta subscriptam manu Notarii ipsius Poteflatis . 
Kam quando iilud fecerit praesente ilio , ad cujus petitionem 
illud dixerit , praeceperit , vel fecerit, praesenti casu non in- 
telligatur neccesse quod non portaverit cedulam in scriptis . 
Et hoc Statutum sit praecisum . 

L)e Citationibus Forensium , sive Extraneorum , & etiam eorum , 

qui non habent propriam habitationem in Territorio Gnu* 

stalU , & qnomodo credatur Correriis . 

RUBRICA IL 



e 



um saepe contingat citari debere aliquos solitos habitare, 
seu qui alias habitaverum in Territorio Guaftallae , 6c qui 

re- 



GUATALL/L uà. i. v 

recesserunt, aliqui /Cum familiis eorum , aliqui sine familiis ; 
nee non aliquos Forenses , & extraneos , qui forte alias do- 
micilium in Territorio Guaftallae habebant , si modo non 
habent; ck aliquos, qui nunquam ipsum domicl.ium habue- 
runt , vel habitationem in Territorio praedicT:o Guaftallae , si 
forte ratione contracl:us , vel alia ratione , seu causa tenean- 
tur ; Statutum , oc ordinatum eft , quod tales Forenses, ck 
Extranei, ck illi , qui non habent propriam habitationem in 
Territorio Guaftallae , de cartero possint citari , & debeant 
requiri, ck induci per unum Correnum Communis Guaftallae 
in civilibus quaeftionibus in loco Casella? Communis Gua- 
ftallae, seu ad Bancum , ubi jus redditur per Poteftatem , &. 
in Platea Terrae Guaftallae , ck ante domos , seu Casamenta 
in quibus habitare consueverunt ultimate , quando discesse- 
runt a Guaftalla. Et si domos , seu Casamentum non habe- 
rent , debeant tantumodo citari , ck cridari ad dicì:um Ban- 
cum , ck in Platea praedicìa . In sua citatione exprimatur 
nomen , ck cognomen illius , qui citatur , ck unde , vel ubi 
ftare consuevit , ck ad /cujus petitionem citatur , ck causa 
citationis, ck qua certa die , &: hora comparere debeat co- 
rani Poteftate Guaftallae , vel ejus locum tenente . Termi- 
nus ejus esse debeat duodecim dierum cominuorum ad mi- 
nus, ck quae citationes fieri debeant in diesis locis ante ho- 
ram tertiam , Si ante horam Vesperis , ck in scriptura cita- 
tionis debeat contineri nomen, Sl cognomen Correrli, qui 
fecerit citationem , ck transcurso termino ciiationis possint 
poni in contumacia , ck scribi citati si non comparuerint in 
termino, vel legitima persona prò eis , ck denunciari, ck in- 
tima ri contumaces , in qua denunciatione contumaciae assi- 
gnetur eis terminus per Poteftatem quindecim dierum con- 
tinuorum a die denunciationis , vel intimationis praedìclae 

com- 



vi STATUTA CIVILIA 

computandorum ad comparendum coram Poteftate , coram 
quo citati fuerunt , ók ad purgandam contumaciam , ck ad 
respondendum de jure ei , qui citari fecerit : Qua? intimatio 
eum termino praedidìo possit , ck debeat in locis praedicìis 
denunciali , ck intimari per Correrium eo modo prsedidìo . 
Quibus quindecim diebus transacl:is habeatur prò contuma- 
ce , Se contra eum possit procedi , tamquam contra contu- 
macem . Pofique processus contra eos fieri possit non ob- 
flante eorum absentia , vel contumacia , quemadmodum si 
personaliter , vel ad domos propriae habitationis citati, & 
requisiti fuissent, Statuto, vel Lege aliqua non obftante; & 
prssdicìa forma habeat vim citationis , ck computetur prò 
piaevia citatione. Pro aliis autem citationibus fiendis ad ora- 
nes aétus prò processu expediendo, ck exequendo , ck usque 
ad sententiam definitivam inclusive, citentur in locis , ck 
tempore supradidìis . Et ftatuantur termini , ck flatuti esse 
ìntelligantur *ck sint semper qui flatuti sunt prsesentibus per 
alia Statura Guaflallse . Et similiter intimationes , ck denun- 
ciationes , quae fieri contingente fieri debeant per Correrium 
in , ck super locis , ck temporibus supradicTis . Et si pia? di- 
dime solemnitates non fuerint observata; , quidquid fadtum 
fuerit , irritum sit , ck inane . Et de prsedicftis citationibus , 
ck intimationibus credatur relatione ipsius Correrli , Se pre- 
dilla omnia observentur , Se habeant locum in haerede De- 
funcTi . Et hoc Statutum sit praecisum , ck precise obser- 
vetur . 



De 



GUASTALLA lib. i. vii 

De Ferijs observandis • 
RUBRICA III. 



v3tatutum & ordinatum eri:, quod omnes dies totius Anni 
sint, & intelligantur juridici, exceptìs diebus, Se Feftivitati- 
bus infrascriptis, in quibus de cantero Faerì^ sint introduc/taj , 
videlicet quolibet die Dorninico totius Anni , &: 
De Mense Januarii . 
Circumcisionis Domini noilri cum omnibus diebus se- 
quentibus usque ad Feftum S. Chriftophori inclusive , 17 
S. Antonii Abbatis , 20 S. Sebafliani , 21 S. Agnetis, 22 S. 
Vincentii, 25 Conversionis S. Pauli* 

De Mense Februarii • 
2 Punflcationis B. M. V. , $ S. Biasii , 5 S. Agatse , 
9 S. Appolloniae , 20 Consecrationis Ecclesia S. Petri , 24 
S. Mathixe Apolidi. 

De Mense Martii * 
7 S. Thoixise de Aquino, \z S. Gregorii , 19 S. Joseph, 
2\ S. Benedicci, 24 Vigilia Annunciationis B. M. Virginis , 
25 Dies Annunciationis B. M. Virginis , &; omnes dies Ve- 
neris , 

De Mense Aprili s . 
23 S. Georgii , 25 S. Marci Evangelifta? , 29 S. Petri 
Martyris • 

De Mense Maji • 
1 SS. Apoflolorum Jacobi , & Philippi , 3 Inventionls 
S.Crucis, 8 Apparitionis S.Michaelis, \6 Feftivitatis B. M. V. 
Caftri Gualiallae, 18 B. Fsslicis Capuccini, 25 S. Salvatoris . 

Ve 



vai STATUTA CIVILIA 

De Mense Junii* 
il S. Barnaba , 13 S. Antonii de Padua, 21 B.Aloysii 
Gonzaga, 2^ Nativitatis S. Joannis Baptifte, 29 SS. Aposto- 
lorum Petri , & Pauli . 

De Mense Julii . 
2 Visitationis B. M. Virginis , 22 S. Maria? Magdalenae , 
S. Jacobi Apofloli, 26 S. Ann?e Matris B. M. V- 

De Mense Augusti . 
2 Cordigerum S. Francisci , 4 S. Dominici Confessoris , 
5 S. Maria? ad Nives, 6 Transfigurationis Domini Noftri Jesu 
Chrifli, 9 S. Firmi, io S. Laurentii , 14 Vigilia Assumptionis 
B. M. Virginis, 15 Feflivitatis Assumptionis praedidìae , \6 S. 
Rocchi , 24 S. Bartholomei , 28 S. Auguflini , 29 Decollatio- 
nis S. Joannis Baptifla? . 

De Mense Septembris . 
8 Nativitatis B. M. Virginis , 14 Exaltationis S. Crucis % 
2\ S. Matthaei Apofloli , 29 Dedicationis S. Michadis, 30 S. 
Hieronymi . 

De Mense Ociobris . 
4 S. Francisci Protecìioris Guaftallse, 18 S. Lucae Evan. 
gelift.se , 28 SS. Simonis, & Juda? Apoflolorum . 
De Mense Novembris.. 
I Fefttvitas omnium Sandlorum .., 2 Commemorationis 
Defiincfìorum, 4 S. Caroli, 11 S. Martini, 21 Praesentationis 
B. M. V., 25 S. Catharinae , 30 S. Andreae Apofloli. 
De Mense Deccmbrìs* 
6 S. Nicolai, 7 S. Ambrosii , 8 Conceptionis B. M. V. , 
13 S. Luciae , 21 S.Thomas Apofloli, usque ad cftavam Na. 
tivitatis Domini Noflri Jesu Chrifli inclusive . 



Non 



GUASTALLA lib. i. ix 

Non redditur Jits. 



A 



die Carnisprivii per totam diem Quadragesimae inclu- 
sive. Item omnibus diebus Quadragesimi de mane, Se die- 
bus Veneris Martii . Item a die Resurrectìonis D. N. J. C. cum 
septem sequentibus , Se septem praeeedentibus diebus . Item 
die Ascensionis cum diebus praeeedentibus Rogationum in 
mane tantum . Die Pentecostes cum duobus diebus sequen- 
tibus . In Solemnitate Corporis D. N. J. C. In Feriis Messium 
a die 25 Junii , usque ad die 25 Julii . In Feriis Vindemia- 
rum a Fello Nativitatis B. M. V. usque per totum Mensem 
Septembris . Et in praedicìts diebus feriatis introducìis in 
honorem Dei , Se Sandìorum , Se Sanctarum non possit Po- 
teflas , vel alius Jusdicens aliquid facere etiam de consensi! 
partium, Se etiam in his , quae essent voluntariae JurìsdicYio- 
nis. Et aliter Processus, Acta, Se Sententia , quae sequeren- 
tur, sint nullius momenti , Se executìonis . Excepto tamen 
quod in prsedicìis temporibus possit , Se debeat reddi Jus 
de omnibus , Se singulis Causis , Se Quaeilionibus , quas rao- 
veri contigerit de mercedibus , Se Dotibus Mulierum , quae 
per ipsas Mulleres peterentur de Alimentis , de Pensionibus 
Domorum , Se Agrorum > de ficT:is , de Saximentis faclis , Se 
fiendis dicìis temporibus , Se de Quaeilionibus detentorum , 
Se carceratorum , de Quaeflionibus poflicarum , Se Vecìura- 
rum, Pontium, Se Viarum, Se Datiorum , in quibus casibus 
etiam cognoscatur , Se procedi possit summarie sine flrepi- 
tu, Se figura juditii , Se de omnibus aliis casibus , Se quae- 
flionibus , de quibus possit cognoscì summarie , Se sine fi- 
gura juditii ex forma Statuti sequentis , Se etiam alterius 

B Sta- 



x STATUTA CIVILIA 

Statuti positi sub Rubrica s Quomodo , & qualiter dividi 
debeant tempora praefixa infìantiae Causae principali^ — ; & 
sic in Causis usque ad libras quinque imperiales , & ab in- 
de infra • Et de omnibus quaefiionibus miserabilìum persona- 
rum y Viduarum * Orphanorum , .& Locorum pioni m Gua- 
ftallae , in quibus possit , ,& teneatur Poteflas cognoscere 
supradidjis temporibus mensium , & Vindemiarum , .& et- 
iam procedere summarie , <8c sine iigura juditii , ut infra • 
Similiter prsedlélai feriae non habeant locum in Criminalibus, 
& hoc Sratutum sit praecisum , <Sc praecise observ.etur.. 

In quibus msì&xt Poteflas teneatur jus reddere summarie , 
sine strepito^ & figura Juditii . 

R U BRIGA IV. 



Otatutum eli quod Poteflas Guaftaite , vél aìius Jusdicen* 
possit , et debeat cognoscere de omnibus quaefiionibus us- 
que ad quantitatem librarum quinque Imperialium , et ab 
inde infra , et rerum ejusdem asflimationis summarie sine 
ftrepitu , et figura Juditii , et absque libello in scriptis por- 
rigendo^ De reflimtione in integrum Minorum XXV. annis; 
De quaeflionibus super terminis ponendis , et reponendis , 
Pensionibus Domorum <, Terrarum , Vinearum , Poflicis , et 
Vecfìuris., Mercedibus , Salariis Judicum , Medicorum, Advo- 
catorum, Notariorum, et Causidicorum ; Confecìionibus , et 
Refec/tionibus Inflrumentorum ; De Causis Alimentorum , 
Extimorum , et Onerum tam personalium , quam realium , 
et mixtorum , qua sunt imposita , et imponentur prò Com- 
munitate Guaftalte ; De co , quod aliquis diceret aliquem 

esse 



GUASTALLA lib. i. xi 

esse unius Vicìniae , vel Villa? , vel Terrae > et de eo quod 
aliquis diceret aliquem esse famulum ,- vel Mercenarium 
suum ; De quaeftionibus exiftentibus inter duos Forenses t 
De quaeftionibus Viarum , Pontium , Puteorum , et Clavica- 
rum « Datiorum Pedagiorum , et Denariorum solutorum prò 
redemptione Capti vorum . De qoaeiìionibus Dotium , Vidua- 
rum , Orphanorum, Pupillorum , miserabilium personarum , 
et Hospitalium , et aliorum Locorum piorum : in quibus 
omnibus casibus, et controversiis possit , et debeat procede- 
re summarie , sine ftrepitu 9 et figura juditii , et etiam die- 
bus y et temporibus Messium, et Vindemiarum , de quibus 
in Statuto precedenti , et in omnibus praedìctis casibus , et 
singulis aliis , quibus potest procedi summarie ex forma al- 
terius Statuti , valeat juditium , et omnia adta coram dicìo 
Poteftate , vel alio Jusdicente , etiarasi non declaraverit se 
velie procedere summarie , et uti poteftate sibi tradita ex 
forma hujus Statuti. Et hoc Statutum sit praecisum > et pra- 
cise observetur . 

De Ordine susfensionum Causar um, 

RUBRICA V. 



v3tatutum , et ordinatum eft , quod inftantiae praefixae Cau* 
sis per Statuta Guaftallae, de quibus in Statutis sequentibus , 
non possint prorogari , nec suspendi per ipsas partes , nec 
etiam per Poteftatem, vel alium Jusdicentem , nisi ut infra. 
Quia si evcnerit casus , in quo Partes litigantes , vel altera 
earum, aut earum Procuratores habeant se absentare a Ter- 
ra Guaftallae > pendente ipsa inftantia , prò non nullis nego- 
fi 2 tiis 



xii STATUTA CIVILIA 

tiis spectantibus ad Magnificos Dominos Guaftallae , scu ad 
Commune ipsius Guaftallae , tunc Poteflas , vel alius Jusdi- 
cens possit , ce debeat suspendere diftam causarli , ut inte- 
rim tempora inftantiae non currant • Si vero Partes litigan- 
tes , aut altera earum 7 vel earum procuratores habeant se 
absentare prò suis negotiis particularibus , tunc Poteftas % 
vel alius Jusdicens nullo modo possit prorogare, seu suspen- 
dere dicìam inftantiam causa? pendentis , nisi intervenerit 
consensus expressus utriusque partis ipsorum litigantium , 
de quo consensu appareat , vel apparere debeat in adìis 
per Notarium . Et hoc Statutum sit prsecisum , et praecise 
observetur . 

De modo, & ordine procede ndi in Causis Civilibus , & de instane 

ti a ipsarum Causarum tam ordinariarum, quam extraor- 

dinariarum , & delegatarum. 



\ 



RUBRICA VI. 



A. 



d expeditionem , et definitìonem Causarum , et quaefìio- 
num, quae agitari debent inter homines Guaftallae , et ejtis 
Jurisdicìionis , ftatutum , et ordinatum eft , quod si aliqua 
quaeftio fuerit inter alìquas personas Territorii Guaftallae , 
vel aliunde de soìdis quadraginta Imperialibus , scu de re 
valoris solidorum quadraginta , et ab inde infra , libellus , 
seu petitio quaiis qualis necessario non orTeratur , si Pote- 
flas , aut alius Judìcens , coram quo fuerit quaeftio , possit 
et debeat dicìam quaeftionem terminare , etiam sine aliqua 
petitione in scriptis danda summarie> et sine ftrepitu, et fi- 
gura juditii infra quinque dies utiles , informando se de ve- 
ri- 



GUASTALLA lib. i. xiii 

ritate negotii , tam per~juramentum alteri partium deferen- 
dum , quam per teftes, unum , vel plures , et sine ftrepitu 
recipiendos , prout ipsi Judici videbitur, dum tamen si Reus 
dilationem petierit ad probandum saltem una congrua sibi 
detur , qua elapsa si non probaverit juftam defensionem 
condemnetur . Si vero quaeftio fuerit a quadraginta soldis 
Imperialibus supra , usque ad libras Imperiales , seu de re 
dieta extimationis , de qua persolvenda nullum praeceptum , 
vel condemnatio apparuerit facla per Poteftatem Guaftallac 
Reo presenti, vel ipsius defensori legitimo , si fuerit petitum 
corani Potè fiate , vel alio Jusdicente , ofTcratur qualis qualis 
petiiio, aut in actis antequam Judex discedat a Banco scri- 
batur ; super qua petitione , summarie , et de plano, sine 
strepitu, et figura juditii procedatur infra decem dies utiles 
per probationes plenas , vel semiplenas , et per omne genus 
probationum , seu etiam per juramentum parti deferendum , 
et praeftandum, et absque datione , et petitione consilii . A 
qua determinatone, et decisione appellari non possit, nec de 
nullitate dici , et appellatio interposita non teneat . Si vero 
quaeftio fuerit a dìcvtis libris quinque Imperialibus usque in 
decem libras Imperiales , porrigatur libellus in scriptis , et 
tota inftantia duret , et durare debeat diebus XVIII. utili- 
bus, quorum dierum odto dies sint deputati ad probandum, 
et dies sex immediate successuri ad reprobandum , et infra 
reliquos quatuor dies totius inftantiae terminari debeat didla 
quaeftio , incipiendo horam primam didti termini ab bora 
exclusive producìionìs libelli , vel legitimae notificationis fa- 
cT:ae , et fiendae parti , ut infra , et non detur consiiium Sa- 
pientis , si denegetur . Si vero quaeftio fuerit a decem libris 
supra , quantacumque fuerit quantitas, boc ordine proceda- 
tur . Quod instantia Causae princinalis ordinaria , vel dele- 
ga- 



xir STATUTA CIVILIA 

gatae non duret ultra spatiura 56 dierura utilium computan- 
dorum inclusive ab hora juridica litis conteftatae , vel habi- 
tué prò contefìata , ubi proceditur per viam libelli . Qui li- 
bellus > vel petitio qualiscumque sit , dumodo sit tolerabilis 
admittatur, et admissus esse intelligatur ipso jure , et tole- 
rabilis esse intelligatur , si contineat personam A<£toris » et 
Rei, quantìtatem, rem » seu jus , quae petuntur , et causam 
petitionis , non autem requìratur quod contineat nomen 
Actoris. Ubi vero per viam libelli , sive petitionis non pro- 
cedatur , lis incepta esse intelligatur ab hora contradidtio* 
nis , oppositionis , vel querelae , 6c exceptionis inclusive fa- 
eia? ad id, quod in juditio principaliter deducitur ; Quae in- 
llantia , & tempus yS dierum utilium nullatenus excedi pos- 
sit , nec prorogar! quoquo modo > etsi de consensu partium 
procederete nisi peteretur consilium sapientis, & causa com- 
mitteretur extra Territorium Guaftallse , quo casu inftantia 
tunc habeat 40 dies utiles , 6c non ultra . Possit tamen cau- 
sa suspendi, ut in precedenti Statuto continetur. 

Quomado f & qualiur debeant Svidi tempora prdfixa 
in ft amia Causa principali s . 



RUBRICA VII. 



A 



d obviandum fraudibus * quae per litigantes rieri pos- 
sent , «Se maxime per producìionem Inilrumentorum , & 
alìorujn jurium, quse aliquando fraudulenter dirlèruntur pro- 
duci usque prope rìnem litis , adeoquod alteri parti provi- 
deri non poteri ad faciendum defensiones suas; Statutumeck 
crdinatum eft quod ilatim produrla petitione 5 oc in acìis 

di- 



GUASTALLA lib. i. xv 

dimissa in causa principali , 6c parti legitime notificata , fta- 
tutus sit , & esse intelligatur ipso jure terminus unius diei 
utilis immediate sequentis reo convento deliberando ck respon- 
dendi dicìae petitioni , quo termino elapso qualitercunque 
responderit , sive non , habeatur lis prò conteftata . Elapso 
vero dicT:o termino unius diei utilis , vel contradicììone fa- 
cta , ck parti notificata , ubi per viam contradicTionis , 6c 
querelae, £c exceptionis ad id , quod principaliter in juditio 
deducitur , procedatur , fìatim ftatutus sit , & esse intelliga- 
tur parti utrique, sciiicet Allori, & Reo terminus dierum 
XV. utilium excipiendi , opponendo y .probandi per omne 
genus probationum , & producendi , & respondendi quid- 
quid diclae partes , vel quaelibet earum voluerint in dieta 
causa; Ipsoque termino elapso, statim quaecumque agitata , 
probata , producìa , & responsa in dì£to termino probato- 
rio 5 intelligantur , & sint ipso jure publicata , ita quod de 
eis fiat copia, si fuerit requisita. Et fìatutum eft, quod capi- 
tuia , positiones , èk articuli cujuscunque conditionis extite- 
rint, quae fieri contingant in quacumque causa , sive perti- 
nentes, sive non, admittantur^ ck admissae, ck admissa esse 
intelligantur ipso jure , salvo jure impertinentium , ck non 
admittendorum utrique parti tempore sententi» definiti*^ . 
Et immediate pofì ipsum terrninum XV. dierum utilium sta- 
tutus sit , & esse intelligatur utrique parti terminus decetn 
dierum utilium reprobandi , & impugnandi quaecunque pro- 
durla , probata , & responsa in diclo termino probatorio 
antedìilo . Et si aliqua partium in ipso termino reprobatorio 
produxerit articulos ., vel capitula tendente* , ck tendentia 
ad reprobandum probata , & produrla per alteram partium 
in primo termino probatorio , tunc liceat> illi parti , contri 
quam fuerunt produca , & cuilibet alteri , cujus intersit , 

eoa- 



xvi STATUTA CIV1LIA 

coadiuvare , vel corroborare per legitìmas probationes pro- 
bata, & produrla in primo termino probatorio; salvo quod 
non audiatur, si vellet producere capitula , & tcftes tenden- 
tia , <3c tendentes eisdem met capitulis producìis , vel dire* 
dìo contrariis in dic/to primo termino . Et elapso dicìo ter- 
mino reprobatorio quaecunque agitata,, produrla, ck oftensa 
in ipso termino intelligantur , & sint ipso jure pubblicata , 
& de eis fiat copia , ut supra . Et quod omnes, & singulae 
exceptiones , repìicationes, et triplicationes dilatoria?, perem- 
ptoria? , & ca?teia? cujuscunque generis sint , de quibus non 
sit cognitum , <St decisum inter partes , sint salva? utrique 
parti in fine litis tempore disputationis 5 ne ob hoc proces- 
sus causai deferatur . Quae quidem exceptioaes dilatoria? , 
declinatoria? , & similes intelligantur rejecìae , si de ipsis in 
sententia , vel pronunciatione ferenda super causa principa- 
li non fuerit faifìa mentio . Et si elapso termino reprobato- 
rio amba? partes , vel altera earum petierit eausam committi 
Consilio Sapientis , infra duos dies utiles immediate secutos ^ 
teneatur, vk debeat Poteftas , aut aìius Jusdicens eam com- 
mittere uni ex: confidentibus partium Civitatis Parmae , vel 
alterius ex duabus propinquioribus Terra? Guafìalla?, in quo 
ipsa? partes concordabunt • Qua concordia facìa de ipsa Ci- 
vitate per partes , teneatur Pcteftas , vel aìius Jusdicens 
compellere partes ad dandum Confidentes ^ aut altera parte 
recusante , vel negligente dare suos Confidentes ^ tunc in 
ejus contumacia , aut negligentia committat uni confidenti 
alterius partis. Et si partes discordarent in qua Civitate sit 
committenda, tunc committatur in illa Civitate , vel Loco , 
prout placuerit Magnifico Corniti Domino , si tunc aderit in 
Terra Guafìalla?; sin minus, ifìa facultas intelligatur conces- 
sa Potentati ; Et qui Poteftas , vel alius Jusdicens teneatur 

se- 



GUASTALLA lib. i. xvii 

sequi consilium dicìi Consultorìs, & secundum ìllud profer- 
re Sententiam , 3c si aliter fiat > sententia lata non vafeat , 
nec teneat . Et casu quo commissa fuerit Consilio Sapientis 
in aliqua Ci vitate , inteiiigatur tane prorogata inftantia qua- 
tuor diebus utilibus , ita quod inftantia totius Cause sit die- 
rum XL. utili tm , 6c teueantur partes in casu di die com- 
missionis Consilii Sapientis, ut supra , exhibere , vk presenta- 
re Consultori sic eledto quecunque adla producila, ckoffcen- 
sa in didìa causa principali intra tres dies utiles immediate 
sequentes peli fadlam commissionem , & presentare dicìo 
Poteftati Guaftallae , aut aiil Jusdiceati consilium dldli Con- 
sultorìs ejus manu subscriptum , Se sigillatimi sigillo suo an- 
te finem inflantiae , saitem per unum diem utilem , quae in- 
stantia , ut ciìclum efl , ifìo casu duret quadraginta diebus 
utilibus . Et qui Consultor eledtus teneatur jurare de redle , 
et juiìe consulendo, manibus tadlis scripturis • Elapso didlo 
termino reprobatorio didlàe partes compaveant coram Domi- 
no Poteflate , vel alio Jusdicente , ubi non sit petitum con- 
silium Sapientis , et coram eo producatur processus ,J et om- 
nia adla agitata , et prodndìa in causa predidta infra talem 
terminum , quod didìo Poteftati , aut Jusdicenti reftent ad 
minus quìnque dies u iles poil produdlionem ipsorum ad 
deliberandum super didìa causa sub pceaa librarum XV. Im- 
perialium parti committenti producere , ut supra appiicanda- 
rum prò duabus partibus Camere Magni ficorum Domino- 
rum, et altera dimidia Gommunitati Guariate , et plus, et 
minus arbitrio Poteflatis. Quibus visis , et diiigenter exami- 
natis per didlum Poteftatem , aut alium Jusdicentem , et au- 
ditis allegationibus , quse volunt fieri coram eo per partes , 
et earum Advocatos, tam oretenus, quam in scriptis, tenea- 
tur , et debeat ipse Poteftas , vel alius Jusdicens jurare ad 

e San- 



xvin STATUTA CIVILIA 

Sancirà Dei Kvangelia , corporaliter udlis scripturis , quod 
jufìe , et recìe sententiabìt , et judicabit in dicìa causa , 
Deurn semper prae oculis habendo , ejusque tremendum ju- 
ditium expeclando . Quod Sacramentum scribatur in actis , 
vel de eo fiat publicam inftruraentum , et poftea ipsam 
causam , seu quaeiiionem per ejus sententiam definì ti vani 
lucidarci , claram, et apertara sine ulla conditione terminas- 
se , et terminare infra dicium terminum XXXVI. dierum 
utilium inftamiae didìse causa? prìncipalis , ut supra , subpoe- 
na contenta infra in secundo Libro» 

Quomodo , & qualiter responderi debeat Positionibus , & 

Interrogatiombus pradict/s y & qiiÀliter ipsx, 

fieri debeant . 

RUBRICA Vili. 



i3tatutwn eli, cum positiones, et Interrogationes facftae, et 
produdtae fuerint per ponentem , et cum ejus juramento in 
causa , sive ante litem contefìatam in casibus a jure per- 
rnissis , sive post, quod ftatuatur , et statura esse intelliga- 
tur a jure dilatio unius diei utilis ab habita copia ,; vel ei 
legitime intimata personaliter , vel ad doraum solitae habita- 
tionis , ad deliberandum super ipsis , et ad jurandum super 
eisdem per sacramentum dare > et aperte afftrmando , vel 
negando de scientia , vel credulitate sine ulla conditione , 
vel proteflatione . Et fiant ipsa? positiones , et interrogatio- 
nes de quolibet £àiio de per se , et similiter fiant respon- 
siones particulariter cuilibet positioni , et interrogationi per 
se , nec intelligatur responsum , si per quamiibet responsio- 
ne*» 



GUASTALLA lib. i. xix 

nem voluerit respondere , apponendo, aliquam clausulam ge- 
neralem in principio , medio , et fine ipsarum positionum , 
seu interrogationum ; alioquin responsio aliter facT:a habea- 
tur prò non fadta . Et quod ipsis posìtionibus , seu interro- 
gationìbus debeat per personas principales , si fieri poterit , 
vel alias personas habentes ad hoc speciale mandatimi , res- 
ponderi ; Intelligendo habere speciale mandatum , si sit 
Procurator constitutus ad lites, et in specie ad respondendum 
posìtionibus , sive interrogationibus , non autem requiratur , 
quod habeat mandatum in individuo ad respondendum tali- 
bus posìtionibus , sive interrogationibus , et sic dicìo princi- 
pali , comtra quem fuerìnt faéhe dìdlce positiones , sive inter- 
rogationes , vel ejus Procuratori fuerit factum personaliter 
prseceptum per Judicem, vel alium Jusdicentem , vel in scri- 
ptis ex ejus parte per Correrium Communis Guastalla?, quod 
ad certum tempus ipsis positionibus , sive interrogationibus 
respondere, ut supra, quid creda* f vel exiflim^t, sub com- 
minatìone quod aliter habebuntur prò confessatis , vel nega- 
tis, & eis non responderit , vel respondere recusaverit , vel 
conturaaciter se absentaverit in termino Statuti sìbi dato, 6c 
Adversarius comparuerit in dicìo termino , &: ejus contuma- 
ciam accusaverit; habeatur prò confesso, vel negato ad uti- 
litatem , vel voluntatem partis ponentis super eis positioni- 
bus , seu interrogationibus, quantumcumque a Poteftate non 
fuerit interrogatus , quod credat de eis , vel in eis conten- 
tis , & etiam quantumcumque ei ledìas non fuerint ; Et te- 
neatur ipse Poteftas parte poflulante pronunciare , «Se decla- 
rare ipsas positiones , sive interrogationes , quibus respon- 
sum non fuerit, ut supra, haberi prò confessis , vel negatisi 
Et praedicta non habeant locum , si didlum praeceptum fuis- 
set simpliciter dimissum ad locum habitationis ejus , contra 

e 2 quem 



xx STATUTA CIVILIA 

qucm fa dia; fiierint positiones , seu interrogationes , vel in 
alio loco , imo ad hoc ut prae lidia vindicent sibi locum sit 
necesse quod Judex personaliter prsecipiat parti , vel ejus 
procuratori, ut supra , sì potefì , vel in scriptis faciat prssee- 
ptum , ut supra, dandum per Currerium ipsi Principali, vel 
ejus Procuratori personaliter. Et hoc Statutum sit praecisum, 
&: precise observetur , alias non habeantur prò confessatis , 
nec prò negatis . 

De Appellationibus Inter ponendis , & infra quantum tempus 

possit appellare ab instautia ipius eausa 

Appellationis . 

RUBRICA IX. 



s. 



tatutum , Se ordinatum efl , quod lata sententia definiti- 
va per Potefìatem Guaftallse , vel alium Jusdicentem , pars % 
qua; succubuerit , ck quilibet alius prò eo legitime compa- 
rens possit appellare , vel de nullitate dicere ad Judicem 
eligendum , ut infra terminum dierum quinque continuorum 
a die lata; sententia; , si pars vidìa fuerit prassens ; si vero 
fuerit absens, a die intimationis sibi facìae de tenore ipsius 
sententia; . Et Potefìas , vel ejus Locumtenens teneatur , 6c 
debeat non tanquam Potefìas , aut Locumtenens , sed tam- 
quam delegatus specialiter in hoc casu confììtutus per prse- 
sens Statutum » ipsam causam appellationis , <Sc nullità tis 
committere uni Judici Jurisperito in una ex propinquioribus 
Civitatibus Terra; Guaftalla; de Confi clentibus partium , Se 
secundum forma m Statuti sapra incipientis ;=• Ad obvian- 
dum &c. !=s. Aut praefati Magnifici Gomkes possint eligere 

unum» 



GUASTALLA lib. r. xxi 

unum , prout ìpsis placuerit , & videbitur , Se committere 
causam appellationis , & nullitatis pr aedi «fise per ipsum co- 
gnoscendam , & line debito terminandam . Et qui. Judex 
electus pofìquam acceptaverit diclam commissionem sibi fa- 
(flanì, teneatur jurare prout jurare tenetur Judex causae prin- 
cipalis , ut de ejus juramento apparet supra in Rubrica t=: 
Quomodo , & qualiter dividi debeant tempora &c rn in fine 
ipsius Statuti ; Salvo tamen quod in causis , «Se casibus spe- 
ciaiibus , in quibus prohibita sit appeilatio , vel nullitatis di- 
dlio de jure communi , & ex forma Statutorum Guaflallae y 
non liceat appellare , vel de nullitate dicere . Et infìantia 
didime causae appellationis , & nullitatis dici onis interposi'^ 
non duret , nec durare possit ultra tempus, ck spatium XX. 
dierum utilium . Quae instantia nullatenus excedi possit , 
nec prorogari quoquo modo, etiamsi de consensu partium 
procederet . Nec super hac causa appellationis , «Se nullitatis 
didìionis possit peti consilium Sapientis , &L si fuerit peti- 
tum , non debeat dari , & hoc ne duplici expensa fatigentur 
litigantes . Habeat tamen appellans , &: de nullitate dicens 
tempus unius anni continui ad prosequendam diciatti appel- 
lationem , & nullitatem, & ipsam fmìendam , & sic caveat, 
ut tempore , quo infìabit , quod causa committatur , quod 
tantum tempus supersit de dicto anno , ut causa possit ex- 
pediri , & sic saltem supersint XX dies utiles . Possit ta- 
men altera pars , contra quam e fi appellatimi & de nullita- 
te dicium , semper , 6c quandocumque infilare , ut supra , 
quod causa ipsa appellationis , & nullitatis committatur non 
expeciato dicio termino . 



Quo* 



xxh STATUTA CIVILIA 

Quomodo dividi debeat tempus , seu inflantia data ad prosequen- 
àum appellationem , vel nullitatem interpositas , & quid fa- 
cere teneamr ipse appellans , & Judex appellationis . 

RUBRICA X. 



Otatutum , & ordinatum eft, electo Judice Appellationis , 
vel nullitatis , ut supra in precedenti Statuto , hoc^ ordine 
procedatur . Quod facìa ipsa electione , ut supra, teneatur 
appellans , vel nullitatem dicens die juridica immediate se- 
quenti pofl: dies duos utiles ab hora elecìionis fàdbe petitio- 
nem suam in scriptis porrigere , ck parti notificare persona- 
liter , vel ad domum habitationis , si non fuerit pars prae- 
sens in juditio . Qusepetitio qualiscumque sit, dummodo tole- 
rabilis admittatur , ck admissa esse intelligatur ipso jure , ek 
nulla litis conteftatio exigatur , & illa hora incipiat ante 
infìantiam dicìorum dierum XX. utilium ; teneaturque illa 
hora jurare corani di dio Judice appellationis , se non dolo , 
nec calumnia appellasse , vel nullitatem dixisse , credens se 
juflam fovere causam, ac satisdare de restituendo alteri par- 
ti expensas lìtis prseJidìoe, quas passa fuerit , Sc'quae fuerint 
taxatse per judicem dufìae causai, si ipse appellans, vel nul- 
litatem dicens succubuerit in dicìa causa appellationis , vel 
nullitatis , vel si ipsam appellationem , vel nullitatem non 
fuerit prosecutus usque ad iinem ; alioquin ipsi appeliationi , 
vel nullitati renunciasse intelligatur , ck prima sententia fir- 
ma maneat , ck exequatur . Poflquam flatim a dieta hora 
producTicnis libelli appellationis exclusive , flatutus sit , oc 
esse intelligatur utrique parti , et sic tam appellanti > et nul- 
li- 



GUASTALLA lib. i. xxhi 

litatem dicenti , quam appellato , termlnus odio dierum uti- 
lium probandi, opponendo, et producendi, tam super iniqui- 
tatem , quam nullitatem didlae sententiae , et aliis ad diilam 
causam pertinentibus , quìdquid ipsae partes, et quaelibet ea- 
rum voluerit . Ipsoque termino finito ftatim omnia agitata , 
produrla, et opposita in ipso termino intelligaDtur , et sint 
ipso jure publicata , et de eis utrique parti fiat copia , si 
fuerit requisita . Successive vero fìatutus sit , et intelligatur 
ipso jure , et fa<flo utrique parti terminus sex dierum uti- 
lium reprcbandi , et impugnandi quaecumque agitata produ- 
rla , et oflensa fuerint in dicì:o termino probatorio ; Et si 
aliqua partium in ipso termino reprobatolo produxerit ar* 
ticuìos , vel capitala tendentia ad reprobandum probata , et 
producìa per alteram partem in diólo primo termino, qua? 
capitula , et articuli produci debeant per quatuor dies utìles 
ante rlnem termini reprobatorii parte presente , vel ad hoc 
legitime citata , et sibi de ipsis capitulis , et articulis copia 
dimlssa personaliter , vel ad domum , et poft produci non 
possìnt, et admitti , tunc liceat illi parti , contra quam pro- 
duci^ fuerint, coadiuvare , et corroborare per legitimas pro- 
bariones probata , et producala in diclo primo termino , et 
eis modo , et forma , prout fieri poteri in causa principali , 
et non aliter , quae hic diéla habeantur prò repetitis ; Quo 
termino reprobatorio elapso quaslibet agitata , et produdla 
in di<£lo termino intelligantur , et sint ipso jure publicata , 
et de eis fiat copia parti ut supra , et quod omnes exce- 
ptiones sint salvai , et in fine litis , et rejedlae intelligantur 
prò ut supra in ordine principalis causae continetur . tlapso 
vero didlo termino reprobatorio , didlae partes compareant 
coram didlo Judice appellationis , et coram eo producantur 
processus, et omnia adla agitata, et producfta in causa prae- 

di- 



xxiv STATUTA CIVILIA 

difbi infra talem terminimi , quod didto Judici reftent ad 
minus dies utiles tres pofl productionem ipsorum ad dclibe- 
randum super divida causa sub pcena librarum XII. Imperia- 
lium parti ommittenri , ut supra , producere applìrandarum , 
ut continetur supra in ordine principalis causae . Quibus 
visis , et diligenter consideratis per Judicem , et auiitis alle- 
gatiombus partium, si quas Tacere voiuerint cum eorum Ad- 
vocatis , teneatur , et debeat ipse Judex , pritis etiam prse- 
ftito juramento , ut supra, ipsam causam terminare per ejus 
sententiam defìnitivam , claram , et apertam ,. et sine aliqua 
condizione, et infra dicìum terminum XX. dierum utilium . 
Et quae sententia si fu e vi t con formi s prima? sententi© , ita 
quod prima sententia lata sit confirmata , tunc non liceat 
amplius appellare a dièta sententia , nec ul'am dicere, nec 
contra eam quidquam excipere , vel opponere , sed prout 
lata fuerit executioni maudetur omnibus juris remediis . Si 
vero per ipsam sententiam latam in dieta causa appellatio? 
nis , vel nullitatis didìa prima seutentia fuerit annullata , vel 
revocata, aut aliter reformata in parte , vel in totum, tunc 
liceat succumbenti in dieta causa appeliationis , vel nullita- 
tis , et cuilibet alteri prò eo legitime comparenti appellare , 
et de nullitate dicere infra terminum quinque dierum conti- 
nuorum a die lata? sententi^ , si pars vièta fuerit pra?sens , 
sin minus a die notiiìcationis sibi factae de tenore didtas 
sententi^ , et non ultra , ad prsefatos Magnilicos Dominos 
Comites , et prout in prima causa appeliationis eft expres- 
sum . In qua causa appeliationis , vel nullitatis cognoscen- 
da, ut supra in prima causa appeliationis , ejus infìantia , 
et terminus duret , et durare debeat XX. diebus utilibus , 
et non ultra, ut supra ; Et intelligantur termini esse limita- 
ti tam circa processum causae , quam circa commissionem 

fien- 



GUASTALLA lib. i. xxv 

flendam ludici eligendo , quam circa alia in omnibus , et 
per cnv lia , prout in prima causa appeìlationis superius eft 
expre?snm , mutatis mutandis , et congrua congruis referen- 
do, quse hic repetita, et prò repetitis habeantur. 

A quibus Sentemiis possit appelUri . 

RUBRICA XI. 



Otatutum, et ordinatimi eft, quod ab aliqua sententia inter- 
locutoria alicujus incidentis , vel emergentis qua?ftionis non 
possit appellare Et intelligantur sententia? interlocutoria? in hoc 
Staturo omnis pronunciano Judicis , qua? flt poftquam in 
causa lis eft contefhua usque ad sententiam definitivam ex- 
elusive 1 et sic per quas principale negotium non decidi- 
tur , sed sententia definitiva expedìatur polì se , sed super 
id , quo fuerit interlocutum per Jusdicentem cognoscatur 
poftea tempore ferenda? sentenria? definitivae , sicut didto 
tempore cognoscatur de omnibus juribus , et exceptionibus 
oppositis per partes . Si vero Judex interloqueretur ante li- 
tem conteilatam , rune liciuim sit appellare , nisi esset talis 
interlocutoria , a qua de jure , vel ex forma Statutorum 
Guastalla? esset prohibita appellatio . A quibuscunque vero 
sententiis definitivis, vel qua; prò definitivis habeantur per 
Statuta Guaftalla? , et etìam sententia? definitiva? intelligan- 
tur, per quas principale negotium deciditur , possit , et va- 
leat appellari infra tempora pra?rixa , et limitata per Statu- 
tum positum supra in Rubrica , De appellatìonibus inter- 
ponendis ; salvo riisi esset sententia definitiva , qua? ferretur 
super qua?flione non excedente summam librarum quinque 

d Im- 



xxvi STATUTA CIVILIA 

Jmperialium ., tunc non possit appellari , ut decisum eft su- 
pra in Rubrica , De modo 9 et ordine procedendo in causis 

Civilibus .. 

Quomodo Viftus Vittori condemnetur in expensis legitimis , & 
quando debeat pr&ftari Juramentum de calumnia • 

JL U ERICA XII. 



Otatutum esft, quod in quaJtbet Causa, sive quaeftìone Civi- 
li , sive Criminali Vidtus Vidìori debeat per Potefìatem, vel 
Jusdicentem condemnari in expersis legivimis , quae con den na- 
tio expensarum si ommissa fuerit per Jusdicentem , ipso Ju- 
re sit facìa a presenti Statuto , & facìa esse intelligatur : 
Nisi Judex absolverit de expensis , exprimendo juftam , & 
legitimam causam Htigandi , per quarn viétura absolvat ab 
expensis , & Sacramentum calumni^ prseftitum in causa non 
excuset a condemnatione expensarum praedicta . Quod jura- 
mentum calumnìse possit per partes quandocunque , & in 
quacunque parte judicii praeftari > & perinde sit , ac si fuis- 
set prs&ftituni in principio Causa? . 



De 



GUASTALLA LiB. i. xxvii 

De ordine procedendi contro, Absentem , quando AElor intendit 
obtinere contro eum sententiam definitivam , & non procede- 
re per viam primi , & secundì Decreti • 

RUBRICA XIII. 



Uhatutum, Se ordinatimi eft, quod si contingat aliquam li- 
tem , quaefiionem , seu causam rnoveri contra absentem in 
longinquis partibus , vel extra jurisdicTiionem Poteftatis Gua- 
stala , Potefias , vel alius Jusdicens teneatur dare , &C assi- 
gnare tali absenti , ut supra citato , vel citando ad locum 
habitationis, in quo solitus erat habitare , ad inftantiam Acì:o- 
ris , facT:a prius fide summatim , prout Jusdicenti videbitur , 
de tali absenua, terminum competentem ad comparendum 
per se, vel legitimum procuratorem , singulos dies prò sin- 
guhs XX. milliariis prò eundo , Se totidem prò redéundo , 
ik. ultra arbitrio ipsius Jusdicentis , dummodo tale arbitrium 
non excedat ultra terminum unius mensis continui ; ck si 
in tei mino prsefixo venerit , &l personaliter comparuerit , vel 
per iigitimam personam , tunc quneftio , sive causa inter eos 
terminetur: Si vero ad terminum , seu terminos citatus non 
venerit , nec persona legitima prò eo , séd tuerit contumax 
in non comparendo , si adtor voluerit quod procedatur ad 
senientiam definitivam , producat , &. producere possit li- 
bellum in scriptis infra unum diem utilerft proxime subse- 
quentem pofi: citationem prasiicìam , ck elapso dicìo termi- 
no, ut supra fiatato corani Potefiate , vel alio Jusdicente , 
de qua produzione prae.i'cla fiat, &: fieri debeat notificatio 
parti adversa? personaliter , si personaliter inveniatur , vel 

d 2 ad 



xxvni STATUTA CIVILIA 

ad domum sua? habitationis , vel in qua solitus fuerit habU 
tare ipse citatus ante praeclicìam citationem, infra diem unum 
utiiem proxime subsequentem : Qua notiricatione sic facìa , 
Si de qua appareat in acìis , &. elapso termino ad respon- 
dendum, lis sit, habeatur ) Se intelligatur conteftata , 6c prò 
contefiaia , & ukerius in causa procedatur , ac procedi pos- 
sit eriam usque ad sententtam definitivarn ipsius causae , seti 
contro versice , condemnando , seu absol vendo , prout Pote- 
itati , vel alii Jusdicenti liquebit , ck fuerit probatum , con- 
tumacia Rei non obflante , dummodo servaverit formam Sta- 
tuti in Rubrica , Quomodo, Se qualiter dividi debeant tem- 
pora prssrlxa ckc. ; Se talis sententia lata servato dicto or- 
dine perinde vaieat , ac teneat , sicuti si fuisset lata contra 
pisesentem non contumacem , sed qui semper comparuisset . 
Qua sententia sic in absentem lata , debeat pars , in cujus 
favorem fuerit lata , prius de ipsius tenore , ek efì'ecìu infra 
tres dies continuos numerandos poli prolationem didlae sen- 
tentias notificare parti adversas personaliter si invenietur , 
alias ad domum solita? sua? habitationis , seu in qua habita- 
bat , antequam se absemasset , Se in loco Casella , in quo 
Jus redditur per Poteftatem , seu ad Bancum jiiris publice > 
Se alta voce , de qua notiiicatione' appareat in scriptis , seu 
fìat infirumentum publicum , Se quod dicìa sententia con- 
tra absentem , vel prò absente lata , ek notificata in om- 
nibus , ck per omnia sic vaieat , Se teneat > ac si inter pree- 
sentes fuisset lata , Si executioni mandetur , ek mandati de- 
beat per Poteftatem Guaflallas , aliqua exceptione iniquitatis , 
vel nuìlitatis non obliarne , nisi foret exceptio nullitatis de- 
scendens ex defediti jurisdiétionis illius , qui tulisset dicìrtm 
sententiam , de qua possit opponi ; vel nisi fuerit exceptio 
solutionis facìa? poli dicìam sententiam , vel exceptio com- 

pen- 



GUASTALLA lib. i. xxix 

pensationis debiti liquidi , de quo appareat publicum instru- 
mentum , vel alia exceptio , quse possit competere ex forma 
ahcujus Statuti Guaftallce , de quibus ramen possit excipi , 
«Se opponi . Et hoc locum habeat , si ab ipsa sententia non 
fuerit appellatum .- si autem ab ipsa fuerìt appellatum, mo- 
dus , «Se forma traditus suora in appellationibus interpositis 
observetur . Si autem Acìor noluerit preducere libellum 
modo praedidlo , nec expe«£ìare sententiam definitivam con- 
tra talem absentem y «Se contumacem , tunc liceat , & lici- 
tum sit Aclorì , ad cujus infìantiam Reus fuerit citatus r 
contra ipsum Reum contumacem procedere per modum pri- 
mi., Se secundì Decreti , «Se tunc servetur Ordo Statutorum 
super hoc disponentium . 

De ?nodo procede adi contra Pupiltum , Minor em , Mentecaptum , 

Furiosum r & similes persona* carentes Tutore , 

vel Curatore » 

RUBRICA XIV. 



s 



tatutum efl , quod si deinceps contingat aliquam litem , 
causam , vel controversiam moveri alieni Pupillo, Minori , 
vel Mentecapto , Furioso , a ut simili persona? Tutore , vel 
Curatore carenti , ne talis persona remaneat indefensa , «Se 
ne jus suum pereat per carentiam legnimi defensoris , tenea- 
tur , &C debeat agere volens contra aliquem ex proedicìis 
prius citari , <Sc moneri facere aliquos ex ejus proximioribus, 
vel attinentibus , si qui erunt prassentes, &. si non adessent, 
aliquos ex proximioribus Amicis , & Vicinis ejusdem , «Se 
una cum eis pisesentibus, aut legitime citatis inftare , »Sc re- 

qui- 



xxx STATUTA CIVILIA 

quiri coram Judice competente , quod ipsi, contra quem li- 
tem, causarti, vel eontroversiam movere voHierit, d-etur, 6c 
decernatur per D. Jusdicemem Tutor r vel Curaror idoneus 
secundum conditionem persona? , cui dicernendus erit , gene- 
ra-Iis-, vel salterai specialis ad lìtem prcedlclam , in qua pos- 
sit Judicium inchoari , 6c qui jura illius-, cui dabitur, difen- 
dere debeat . Qui Judex teneatur infra quind'ecim dies con- 
tinuos a die requisitionis sibi factae computandos providere 
eidem de idoneo Tutore , vel Curatore , ut supra , & ad 
dicftam tutelam , seu curam subeundana teneatur competlere 
illos Agnatos , vel Affines , aut Vicinos , alias idoneos , pro- 
ut sibi Jusdicenti videbitur , cum cautionibus , obligationi- 
bus , sacramentis , decretis , &. solemnitatibus juris opportu- 
nis sub poena ipsi Judici librarum XXX. Imperialium appli- 
candarum prò duabus partibus Gamerae Magnifìcorum Co- 
mitum , prò alia parte Communi Guastalla?. 

Qualiter Testes passim compelli ad jurandum , & pcrhibendum 

testimomum , & qualiter facer e debeant Notarti eletti 

ad examinandum • 

RUBRICA XV. 



i3tatutum, ck ordiriatam eiì, quod in omni causa, <Sc quae- 
stiene omnes-, ck singuli telìes producendi per aiiquam par- 
tium cogantur statim per Potefiatem , vel alluna Jusdicen- 
tem litis realiter , & personaliter omnibus juris rerriedìis ad 
jurandum , «Se veritatis teftimonium perhibendum in dieta 
causa , & quaeftione' sub poena cuilibet tetti inobedienti lfc 
brarum XII. Imperialium, & plus ^ &: minus, arbitrio Jusdi- 

cen- 



GUASTALLA lib. i. xxxi 

centìs , inspecla qualitate factl , &. condizione personarum , 
applicali da rum prò una tantum parte Camerae Magnifìcorum 
Comitum , Se prò alia parte Communi Gualiaììae , Se prò 
alia tenia ipsi parti volenti producere ipsum tefìem , quas 
poena ftatim per Poteflatem aut Judicem litis exìgatur , Se 
exigi debeat, si fuerìt requisitus, sub poena librarum XXV. 
Imperialium applicandarum , ut supra. Insuper ftatutum eft., 
quod Notarii deputati ad examinandum , & recipiendum te- 
fies ilatim quod fuerint elecìi ? & antequam ad examinatio- 
nem aliquorum teftium procedatur , teneantur jurare corani 
Potevate , vel alio Judice , coram quo causa agitabitur, ad 
Sarcta Dei Evangelia , tadlis scripturis , quod tefìes produ- 
<ftos , Se producendos bene , 5c diligenter examinabunt * Se 
inrerrogabunt , eorumque dicla , Se tefiimonia fldeliter reei- 
pient , Se scribent , Se scribi facient prò utraque parte , bo- 
na fide , Se sine fraude , omni dolo cessante, emendo a di- 
esis teftibus veritatem ejus , quod sciverint de negotio , su- 
per quo fuerunt produci cura debitis ìnterrogationibus , 8c 
non superfluis , nec cavillosis, ubi per alteram partium non 
fuerint producile interrogationes , ck cura interrogationibus 
per parte m producìis , Se corre cYis , ubi per partem fuerint 
producìse , Se non deviando aliquo modo a tramite verita- 
tis, Se juflitia? , Se quod non propalabunt ullo modo dire- 
eie , vel indirete , verbo , nutu , vel occasione dicìa te- 
flium alicui partium, nec alteri persona , sed ea tenebunt , 
& teneri facient secreta, donec fuerint pablicata, sub poena 
librarum XXV. Imperialium prò qualibet vice , qua contra- 
fecerint , appiicandarum prò duabus partibus Camera? Ma- 
gnificorum Comitum , & prò alia parte Communi Gua- 
tali» . 



Quo* 



xxxn STATUTA CIVILIA 

Q uomo do , & qua dilatìo sit danda partibus volentibus examinare 
teftes absentes, vel producere rnjirumenta , qua essent ex- 
tra Territorium GuaftalU . 

RUBRICA XVI. 



Otatutum , &: ordinatum eft , quod si aliqua pars litigan- 
tium sub Poteftate •> vel alio Jusdicente Guaftallae , volueric 
producere in aliqua lite , vel controversia aliquos teftes ab- 
sentes , vel inftrumenta , quae essent extra territorium Gua- 
ftallae, tunc nominatis prius dicTis teftibus , & inftrumentis , 
quibus semel nominatis nihil addi possit ; <St fadta fide 
summatim de hujusmodi absentia , Se carentia inftrumento- 
rum extra Territorium Guaftallae exiftentium ipsi Jusdicenti 
litis , prò ut sibi videbitur , 6c parti juranti ad sacra Dei 
Evangelia tadlis scripturis , quod hoc non facit , nec fieri 
petit dolo , vel calumnia , vel in fraudem], vel animo pro- 
telandi lìtem , sed putans ipsis teftibus , & inftrumentis in- 
digere ad probationem sui Juris ; eo casu assignetur sibi 
per Poteftatem , aut alium Jusdicentem litis terminus com- 
petens secundum diftantiam locorum, 6c negotii qualitatem , 
intra quem dicTi teftes recipi , 6c examinari possint debita 
forma juris, coramque Judice litis solemniter praesentari, ck 
ipsa inftrumenta produci in eo termino assignando , ut su- 
pra; possitque interim alia pars etiam oftendere , & proba- 
re de jure suo legitime quidquid voluerit : quo tempore 
pendente non currant tempora inftantise XLV. dierum uti- 
lium , de quibus supra in alio Statuto ; nec termini Statuti 
ad probandum , nisi quo ad teftes , &: alias probationes te- 

ftìum, 



GUASTALLA lib. i. xxxiii 

ftium , «Se inftrumentorum pr^sentes' , nec etiam termini fta- 
niti ad reprobandum probationes teftium , <Sc inflrumento- 
rum extra Territorium habitorum , &: receptorum , si quas 
fecerit in termino sibi statuto propter didìam absentiam 7 
& carente, ck durante dicl:a dilatione data prò t&ftibus ab- 
sentibus non currant etiam tempora ad probationes pr^esen- 
tes, Se nulla teftium etiam praesentium interim fiat publica- 
tio . Sed quia saepe numero sunt tales nominationes Potefta- 
ti ad finem calumniandi &: litem in longum protelandì y 
quam quod teftibus y & inftrumentis indigeant : Ideo ad 
obviandum talibus malitiis ftatutum eft , quod si fiat nomi- 
natio aliquorura teftium extra Territorium Guaftallse , nisi 
nominans miserit ad locum ipsum ad ex a mi nari facìen- 
dum in loco nominationis , solvat parti adversae nominans 
solidos duos Imperiales prò quolibet milliari usque ad quan- 
titatem milliarium centum, 6c a centum milliaribus ultra sol- 
vat libras XX. Imperiales parti , contra quam faéìa fue- 
rit nominano • Quas denariorum quantitates si non solve- 
rit non audiatur , oc processus agitatus in ejus favorem non 
valeat, nec teneat . 



Quo- 



xxxiv STATUTA CIVILIA 

Qualiter Pars , qu& semel produxit infirumentum , aut alias 

scripturas , facere teneatur copiam alteri 

Parti petenti* 

R VERI C A XV IL 



Otatutum eft , quod quaelibet partium , qua? in judicio pro- 
duxerit aliqua inftrumenta , acìa , vel scripturas,, teneatur , 
6c debeat non obftante produzione semel fodta , quando- 
cunque durantibus mftantiis caasarum vertentium inter ip- 
sas partes , ad inftantiam partis , cujus intersit , eas ^ vel ea 
reprobare volentis , &: jurantis se non dolo , nec calumniae 
causa hoc petere , ipsa inftrumenta ., adla , vel scripturas , 
quibus alias usa fuerit , iterum , & de novo producere , & 
in acìis dimittere cogatur ., & cogi possit per Poteflatem , 
Vel alium Jusdicentem litis , omnibus juris re-mediis , etiam 
per personalem detentionem. 

Qualiter examinandi sint Teftes , & poni in Libro , & de 

copia danda per Notarium , tam in Civilibus , 

quam in Criminalibus . 

R U B R I C A XVI IL 

jTjLrticuli, seu capitula , super quibus Teftes aliqui recipi 
debuerint , ponantur in Libro per Notarium , cui committa- 
tur examinare , & recipere teftes super ipsis capitulis lecTis 

an- 



GUASTALLA lib. i. xxxv 

ante receptionem teflium , ita quod capitulum prascedat , 5c 
dieta teflium sequantur ; ck in omnibus capitulis , ck teflifi- 
cationibus teflium scribantur millesimus , mensis , & dies , 
òk teneatur didlus Notarius, qui tefles recipit, facere interro- 
gatìones omnes didlis teflibus , secundum quod in ipsis in- 
terrogationibus producìis , ck corredtis continebitur , ubi in- 
terrogationes per partem fuerint productae . Et si non fue- 
rint producìae cum interrogationibus debitis , & non super- 
fluis , bona fide , 6c sine fraude emendo ab ipsis teflibus 
veritatem , ut supra continetur in alio Statuto , faciendo 
semper ad minus quatuor interrogatoria generalia , videli- 
cet , de causa scientiae , de loco , tempore , <Sc conteflibus • 
Et omnes tefles , qui producentur a partibus , ck qui etiam 
recipìentur ex officio , oflendantur partibus , ck de eis fiat 
copia cum nominibus, \k. pronominibus ipsorum teflium poli 
ipsorum publicationem , ck possint removeri , ck reprobari , 
ck etiam ante aperturam teflium dentur in scriptis nomina , 
ck pronomina teflium receptorum partibus , si petierint . Et 
praedicìa omnia habeant locum tam in Civilibus , quam in 
Criminahbus . Et quaelibet partium possiti, ck liceat petere 
quod ponatur prò parte sua unus Notarius, qui intersit exa- 
minationi ipsorum teflium una cum Notano Caus?e. Et Po- 
teflas , sive alius Jusdicens teneatur hoc capitulum observa- 
re sub pcena lìbrarum XXV. Imperialium applìcandarum 
prò una tenia parte Camere Magnificorum Comitum , prò 
alia tenia Communi Guailallael ck prò alia tertia petenti . 
Et non possint fieri super aliquo capitulo , seu positione 
alicujus causai in examinationibus Teflium ultra decerci in- 
terrogationes , quas pars , contra quam examinentur teiles , 
fieri voluerit , cum correcìione tamtn de ipsis fienda per 

e 2 Po- 



xxxvi STATUTA CIVILIA 

Poteftatem , aut alium Corredlorem ad hoc; eligendum de 
confidentibus parti u m . 

De DeUtionc Jur amenti , & de Jur amento pr&ftando , 
vel deferendo • 



RUBRICA XIX. 



e 



um maximum remedium decidendarum litium sit religio 
jusjurandi, Statutum eft , quod si quis coram Poteftate Gua- 
ftallae querimoniam proposuerit de aliqua re , vel pecunia , 
jure , vel actione , 6c conquer er.s e petens ilare voluerit 
sacramento ejus , de quo conqueritur , vel a quo petitur , 
teneatur ille , de quo proposita efl querimonia , seu a quo 
petitur , jurare , an debeat , vel non debeat dare , vel an 
promiserit , vel non promiserit , vel an teneatur , vel non 
teneatur in totum , vel prò parte , id quod petitur , vel de 
quo querimonia faceta fuerit ; & si juraverit , ejus sacramen- 
to ftetur ; si autem jurare noluerit, condemnetur in petitis 
per Poteftatem , coram quo quaeftio mota fuerit , & hoc lo- 
cum habeat in iis , qui principaliter con veni untur ex facto 
proprio eorum; Non autem in haeredibus aliquorum, seu eo- 
rum , qui ex alieno facìo conveniuntur . Salvo quod si is , 
a quo petitur juramentum , referre voluerit tale juramentum 
illi, qui sibi hoc detulit , vel deferre vult, teneatur, 6c de- 
beat tunc ille , cui refertur sic , quicunque sit ille petitor, 
jurare . Quod si jurare noluerit ipse petitor , absolvatur per 
Poteftatem ille , a quo petebatur . Et si ille , cui sacramen- 
tum delatum fuerit % suo sacramento juraverit se debuisse > 

seu 



v *'. 



GUASTALLA lib. i. xxxvii 

seu promìsisse illud quod petitur , tamen dixerit suo sacra- 
mento se soluisse poflea , vel debitum sibi esse reraissum , 
vel aliquid aliud adjecerit in suo sacramento , liberans eum 
ab obligatione in totum , vel in parte , tunc ille qui detu- 
lerit tale juramentum volens ilare fidei , &: sacramento ejus- 
dem , teneatur , 6c debeat accipere sacramentum illius ju- 
rantis in totum , sicuti juraverit tam prò se , quam centra 
se , 6c aliter sibi non praejudicet . Et in quolibet didtorura 
casuum detur congrua dilatio illi , qui jurare debebit , si 
petatur ad deliberandum , qua dilatio non excedat duos 
dies utiles . > 

De modo , & ordine procedendo ad primum , & secundum 
decretum contro, Debitorem . 

RUBRICA XX. 



z\d providendum quod Creditores suum consequi possint 
sine longitudine temporis, Statutum, & ordinatum efl, quod 
si Reus ad petitionem Adìoris citatus secundum formam Sta- 
tutorum hujus Voluminis non comparuerit in termino cita- 
tionis de eo fa<flse , & Acftor ejus contumaciam accusaverit , 
& Adlor voluerit pervenire ad satisfa di ione m de , ck in bo- 
nis immobilibus didlì Rei de didlis denariis , aut rebus in 
dieta citatione specificatis per modum primi, & secundi De- 
creti, talis solemnitas observetur . Quod adimpletis supra spe- 
cificatis Adlor faciat citare , seu ad inflantiam Adìoris Pote- 
ftas faciat citare ipsum Reum personaliter , velut supra in 
Statutis loquentibus de citationibus , quod certa die , & ho- 

ra 



xxxvni STATUTA CIVILIA 

ra ipse Reus debeat comparere coram dicìo Potevate ad 
infiantiam diéti Actoris ad videndum produci per ipsum 
Aélorem coram didlo Poteftate , ik. contra ipsum Reum 
quamdam petitionem , quam prod ucere vult, ck ipsa die , 
& hora ipse actor -dicìam ejus petitionem producat coram 
Poteftate , quse in efFecìu contineat , sfcut ipse Actor accu- 
saverit contumaciam de ipso Reo , de ipsa denariorum , aut 
rerum quantitate , & quod pefat a dicto Potefìate se mitti , 
&c poni debere in tenutam , òk corporalem possessionem ex 
primo Decreto de bonis immobilibus dicìi Rei prò dicla de- 
nariorum, aut rerum quantitate , ck prò expensis fadtis, ck 
iìendis , ck ipsa petitio producatur coram ipso Poteflate in 
absentia dicti Rei , si non comparuerit , vel in ejus prsesen- 
tia si comparuerit , ck non contradixerit ; Et in casu quo 
ipse Reus comparuerit, non audiatur ad contradicendum , ni- 
si purgaverit dieftam contumaciam , Si refìituerit expensas 
faéìas occasionibus praedicìis , ck praeftiterit dicTio Adìori 
idoneum fidejussorem juditio sifti, ac de judicatum solvendo, 
&. in casu , quo dicìa petitio produrla fuerit in abscntia 
Rei, vel ejus praesentia non purgantis dicìam contumaciam , 
non reftituentis expensas , &c non prseftantis idoneum fide- 
jussorem , ut supra . Pofìea quandocunque ad inftantiam di- 
cti Aétoris ipse Potefìas faciat citare dicìum Reum persona- 
liter , vel ut supra , quod certa die , ck hora coram di*5to 
Poteftate debeat comparere ad videndum proferri per ip- 
sum Potefìatem contra ipsum Reum , ck in favorem dicfti 
Acloris , sententiam primi Decreti de bonis ipsius Rei , prò 
quantitate dicìorum denariorum , aut rerum , ck expensarum 
faétarum, seu fiendarum , ac fieri Commissionem de immit- 
tendo ipsum Acìorem in ipsam tenutam, Sa corporalem pos* 

ses- 



GUASTALLA lib. i. xxxix 

sessionem ex primo decreto . Et ipse Poteftas teneatur ipsa 
die , & hora ipsam sententiam primi Decreti ferre , Se com- 
missionem de immittendo ipsum Acìorem , vel legitimarrì 
personam prò eO in tenutam , & corporalem possessionem 
ex primo decreto de bonis immobilibus divti Rei prò dieta 
sumrna denariorum aut rerum quantitate , & exrensarum 
fec/tarum , & taxandarum , Tacere uni Correrlo Communi* 
Guaftallas , & hoc absente didìo Reo , 5c citato ut supra , 
vel etiam pi assente eo , in casu quo non purget coocuma- 
ciam , ck non reftituat dicìas expensas , & non sansdet ut 
supra ; Poftque apprehensa prius dìéìa possessione primi 
Decreti , veì apprehensa etl^m possessione , ck tenuta ex 
causa judicati per aliquem volentem sibi solai , vel in soia- 
tum accipere etiam ex causa judicati de bonis aiicujus quan- 
docunque ad inftantiam Actoris; Poteftas faciat citare ipsum 
Reum personaliter , vel ut supra , quod certa die, & hora 
ipse Reus cuoi suis confìdentibus debeat comparere coram 
dicto Poteftate ad ipsos confidentes producendos ili scriptis , 
& ad videndum eligi per ipsum Poteftatem tres aeftlmato- 
res , qui aeftiment bona iramobilia , in, ck de quibus ipse 
Acìor ex parte Poteftatis missu's eft in tenutam , & corpo- 
ralem possessionem ex primo Decreto, vel ex causa indica- 
ti , congrue referendo prò dieta rerum , aut denariorum 
quantitate , 6c prò expensis factis , 6c fiendis de Confìden- 
tibus ipsorum Acìoris , & Rei , in casu quo Reus producat 
ipsos in scriptis , ck alias de Confìdentibus tantum Acìoris 
praedìcìi . Dièta quoque die , <Sc hora Poteftas ad inftantiam 
Ac/toris ipsos aeftimatores eligat de confìdentibus partium , 
&: ipsis partibus discordantibas ipse eligat arbitrio suo , qui- 
bus sic elecìis ipse Poteftas deferat eis sac^amentum , quod 

aeftì- 



xl STATUTA CIV1LIA 

aeftimabunt ipsa bona bene , diligente r , bona fide , sine 
fraude, remotis odio, prece» ek precibus, ek eis praecipiat , 
quod extirnum ipsorum bonorum eidem referant, Se facta 
«relatione de dicìo extimo ipsi Poteftati per praedicìos ae {li- 
ma tores , dicìus Poteftas ad inftantiam dicìi Acìoris debeat 
intimari, ac notificari facere dicìo Reo personaliter , vel ut 
supra , dicìorum bonorum extimum factum per ipsos gefti- 
matores , Se facere praecipi ipsi Reo personaliter , vel ut su- 
pra, si vellet contradicere , ne per ipsum Poteftatem dentur 
ei , Se judicentur in solutum ex secundo Decreto , vel ex 
causa judicati , ut supra , dicìo Acìori ipsa bona prò ipso 
extimo prò dicìa summa denariorum , aut rerum , ck expen- 
sarum facìarum , Se fiendarum , certa die , Se hora coram 
dicìo Poteftate debeat comparere ad contradicendum quid- 
quid vult ; ck si dièta die , Se hora dicìus Reus comparue- 
rit , Se contumaciam purgaverit , Se cum eftècìu reftituerit 
expensas ab inde retro facìas , Se idoneum fidejussorem 
prseftiterit , ut supra, de juditio siili , ac judicatum solven- 
do , audiatur , ck processus deinde retrofaeìus annulletur , 
ck Acìor jure suo contra Reum utatur. Et casu quo dicìam 
contumaciam non purgaverit , ck dicìas expensas non refti- 
tuerit , vel in termino dicìi praecepti non comparuerit ipse 
Reu3 , ek ipse Acìor etiam accusaverit contumaciam de ip- 
so Reo ; poftea quandocunque tempore tamen juridico , ad 
inftantiam dicìi Acìoris Poteftas recipiat fidem per inftru- 
menta , seu teftes , aut aliter de dìcìis denariis , aut rebus 
debitis ipsi Aélori ab ipso Reo , vel sicut apparet ipsum 
Acìorem ipsos denarios , aut res habere debere ab ipso Reo, 
ad quam fidem recipiendam modo , de quo supra , debeat 
citari ipse Reus personaliter f vel ut supra; , vel ad viden- 

dum 



GUASTALLA lib. i. xli 

dum jurare tefles: Qua citatione faéla, didta fides recipi de- 
beat per Poteflatem ipso Reo presente , seu absente , 6c 
contumace, ck recepta fide , seu probationibus per Potefla- 
tem de ipso debito , seu de eo , quod asserit Àdlor habere 
debere ab ipso per inflrumentum , aut tefles , aut aliter et- 
iam didlis teflibus , & eorum atteflationibus publicatis , vel 
non , <Sc semper pubiicata sint peries Poteflatem . Poftea 
quandocunque ad inflantiam dicìi AcTxms dictus Poteftas 
teneatur ipsa bona prò extimo de eis faclo tanquam de bo- 
nis dici! Rei adjudicare in solutum«»ex secundo Decreto , 
vel ex causa judicati , ut supra, diflo Actori prò summa di- 
<fti debiti , & prò expensis inde fadlis , quas taxare tunc te- 
neatur , ck sententiam secundi Decreti , èk adjudicationis , 
vel dationis in solutum ex causa judicati ut supra contra ip- 
sum Reum proferre : Ad quam sententiam proferrì audien- 
dam per ipsum Poteflatem d.dlus Reus citali debeat perem- 
ptorie personaliter , vel ut supra , ex parte dicìi Poteflads , 
ck qua? sententia secundi Decreti , oc adjudicationis , ut su-, 
pra , fiat , ac fieri debeat per ipsum Poteflatem didlo Reo 
presente , aut absente , cum citatus fuerìt , ut supra . Hoc 
intelleC/lo , ck declarato , quod si Reus ad audiendum 
proferri didìam sententiam secundi Decreti , vel ut supra in 
termino ipsìus citationis comparuerit , ck purgaverit contu- 
macias ab inde retro de eo accusatas , ac reflituerit cum e& 
fecì:u omnes expensas ab inde retro facìas occasione diifli 
processus , ck prsefliterit idoneum fidejussorem, ut supra, di- 
ilo Adlori de judicio sifli , òX de judicatum solvendo , quod 
ipse Poteftas diélam sententiam secundi Decreti , èk adjudì- 
cationem praedidtam ferre , ck facere aliqualiter non debeat, 
imo processum inde factum annullare debeat . Si vero bona 

F pr«- 



xLii STATUTA CIVILIA 

pra^didta secundum extimum de eis fadtum ascenderent ad 
majoretti summara , quam sit debitum , de quo sit fadta fi- 
des , ut supra, & éxpensae exinde fadìae, tunc ipse Poteftas 
debeat adjudicare , solemnitatibus prsed'dtJs servatìs , ipsi A- 
dtori de didììs bonis , qua? secundum extimum de eis fa- 
dtum ascendant tantum ad quaniitatem didii debiti , & ex- 
pensarum. Qua? bona sic in solutum habita ex secundo De- 
creto , vel ut supra, ipso jure , &: faclo fiant , 6c sint didti 
Adloris , &: ea ipse Adtor possit , ac valeat , & debeat te- 
nere , & possidere , &:msufrucì:uare prò suis , & tamquam 
siiis, & frudìus eorum lucretur, &c ipse vendere, <k obliga- 
re , ac de eis disponere valeat , oc possit , prout sibi piacue- 
rit in prasjudicium didti Rei , «Se etiam omnium ad prsedidta 
citatorum non comparentium , «Se non contradicentium, in 
omnibus , & per omnia , ac si didìa bona in solutum ex 
secundo Decreto , vel ut supra ., obtinuisset , quacunque so- 
lemnitate juris communis servata; 6c didìus processus primi , 
fk. secundi Decreti , vel ut supra , possit fieri in duobus 
mensibus continuis , vel in breviori , aut longiori termino 
ad inftantiara didti Adloris servatìs solemnitatibus supradi- 
dtis , ita tamen quod in ipsis primo , & secundo Decretis , 
vel ut supra , non currat aliqua temporis inflantia , etiamsi 
jus de aliqua inflantia disponeret , Antequam autem ipse 
Adìor didla bona in solutum ex secundo Decreto , vel ut 
supra , obtinuerit , frudrus eorum non lucretur , sed si quos 
ex eis perceperit, computentur eidem, &. computaridebeant 
in debito. Et praedidlum Siatutum , & omnia in eo conten- 
ta vindicent sibi locum , & serventur in omnibus causis , & 
casibus , in quibus de jure communi efl permissum procedi 
ex primo, & secundo Decreto. 

De 



GUASTALLA lib. i. xliu 

De modo , & ordine p^oce deridi , & perveniendi ad primum , 

& secundum Decretum in bonis , ac bar editate 

alictijus Defuntii . 

RUBRICA XXL 



i3tatutum, & ordinatum efl: , quod si quis habere debeat , 
vel habere se praetendat aliquam quantitatem denariorum , 
aut rerum ab aliquo defuncìo , seu ab ejus hasredibus occa- 
sione didli defuncìi , Se in haereditate ejusdem , & velie con- 
sequi solutionem , vel satisfacì:ionem in bonis, ac haereditate 
dicfti defuncìi , /de ipsis denariis , aut rebus , &: ignoret , aut 
se ignorare dicat quis sit haeres praedicì:'. quondam defuncì:i , 
talìs ordo observetur , videlicet : Quod ad infìantiam dicYi 
creditoris , seu se creditorem praetendentis , Poteftas per 
unum ex Correriis Guaftallae faciat fieri Cridam , & requi- 
sitionem palam , &: alta voce sub Casella , seu ad Bancum , 
in quo jus redditur per ipsum Poteflatem , & etiam in Pla- 
tea Guaflallae , & in Vicinia , seu Terra , aut Villa , in 
qua defunctus tempore mortis snse habitabat , si decesserit 
in Territorio Guaftallae , <3c si alibi decesserit , tunc in Lo- 
co , seu Villa , in qua ultimate habitavit per residentiam 
tempore vitae suae , antequam hinc discederet . Quod si et* 
iam aliqua persona , Commune , Collegium , vel Communi* 
tas, qua? sit, vel esse velit haeres praedidli quondam defun- 
gi , vel quae velit prò ejus haerede respondere ; vel quae ve- 
lit , ac intendat ejus haereditatem , res , & bona defendere , 
vel quae velit aliquid contradicere , vel allegare , aut quae 

f 2 pu- 



xliv STATUTA CIVILIA 

pntat sua interesse , ne creditor , aut prcetcndens se credito- 
rem mittatur , ponatur , & inducatur ex parte dicTi Pote- 
fìatis in tenutam , Se corporalem possessionem ex primo 
Decreto honorum , Se bsereditatis dicTi quondam defuncìi 
prò tanta denariorum, aut rerum quantitate , Se prò expen- 
sis faéìis , Se fìendis , certa die , Se. hora, qui terminus non 
sit minor sex dierum continuorum , coram dicT:o Potefìate 
debeat legitime comparere ad respondendum de jure dicTio 
Acìori super eo , quod in dìc/tis bonìs, Se hsereditate petere 
vult , Se intendit in prsedìcTis , & ad totani causam . Et si 
in termino diclse procìamationis , Se ciiationis aliquis com- 
paruerit ad respondendum prò hserede , vel ad contradicen- 
dum , ut supra , quaefUo inter eos definiatur , servato ordi- 
ne , ac modo specificato in Statuto Civiiium causarum . Et 
si aliquis non comparuerit in dictis termlnis specificatis , 
adlor accuset contumaciam de omnibus citatis -in genere , 
poflque iterato ad infìantiam dicli Acì:oris ex parte dicìl 
Potefìatis fiat alia Grida , Se requisitio per unum ex diclis 
Correriis in locis prsedicìis , Se modo supra specificato , 
quod si eiì aliquis , qui sit hseres praedicìi quondam De- 
fungi , vel velit respondere prò ejus haerede , vel velit ejus 
heereditatem , res , & bona defendere , Se sua putat aliqua- 
iiter interesse ^ vel aliquid opponere , vel allegare , ne ipse 
Adlor mittatur , Se inducatur ex parte dicìi Potefìatis in 
tenutam, & corporalem possessionem ex primo Decreto bo- 
ncrum hcereditatis dicìi quondam Defuncìi prò dicìis dena- 
riis , aut rebus , Se prò expensis facTis , Se rlendis , certa 
die , Se hora coram diéfco Poteflate debeat comparere ad 
videndum , Se audiendum ferri per ipsum Poteflatem sen- 
tentiam primi Decreti . Et si ipsa die > Se hora aliquis erom- 
pa- 



GUASTALLA lib. i. xlv 

paruerit ad aliqualiter contradlcendum , tali modo , ck for- 
ma , quod de jure debeat audiri , ek admitti , refìitutis ex- 
pensis , Sl praeftita fidejussione idonea, ut supra , iterato 
quaeitio inter eos termlnetur , ek defìniarur ut supra . Si ve- 
ro nerno comparuerit contradictor ipsa die, òk hora , dicìus 
Poteflas ad inftantiam Atftoris diesarci sentemiam primi De- 
creti proferat iu favorem dicli Adloris , ek committatur uni 
ex Correriis dicìi Communis , ut ipsum Aclorem mittat , 
ponat , & inducat in tenutam , ek corporalem possessionem 
ex primo decreto honorum , ck hasreditatis elicli quondam 
Defuudti prò prsedicì's denariis, aut rebus , ck prò expensis 
facìis , &. quas fierent , taxandis ut supra . Et praaditfìa om- 
nia etiam vindicant sibi locum in rebus mobilibus , èk se 
moventibus , poflque apprehensa prius dié\ì tenuta primi 
Decreti , vel apprehensa etiam possessione , ac tenuta ex 
causa judicati per aliquem volentem sibi solvi , ve! in solu- 
tum accipere ex causa etiam judicati de bonis alicujus de- 
functi , vel haereditatis jacentis , Aclor volens pervenire ad 
accipiendum bona prxdicìa in solutum ex secundo Decreto, 
vel ex causa judicati, ut supra , inftet cum dicìo Potefìate , 
quod per ipsum Poteftatem ad inftantiam diiìi creditoria 
detur Curator hsreditati jacenti quondam defuncìi saltem 
specialis ad hoc : qui curator specialis non teneatur confìce- 
re inventarium : Quo curatore sic dato, ipse Actor procedat 
contra ipsum curatorem ad accipiendum , ck causa accipien- 
di , seu obtinendi praedidta bona in solutum ex secundo De- 
creto , vel ex causa judicati , ut supra , prout in pjasceden- 
ti Statuto, ac servata iila forma , quando proceditur contra 
Reum occasione praedidìa .* quae forma in omnibus , ck per 
omnia debeat observari in ifto casu , ck bona in solutum 

sic 



xLvi STATUTA CIVILIA 

sic habita ex secundo Decreto , vel ut supra contra ipsum 
Curatorem , ipso jure , ck fa dio efficiantur , ck sint dicYi 
Aftoris, «Se ipse Acftor possit habere , ck possidere , 6c usu- 
frucìuare, ac frudìus lucrari , ck ipsa vendere, ck alienare > 
ac de ipsìs disponere possic , 3c valeat in praejudicium h<e- 
redum dicTi quondam Defungi , sicut si ipsa bona obtinuis- 
set in solutum ex secundo decreto , vel ut supra > quacun- 
que solemnitate juris servata , 6c a jure requisita . Et talis 
processus primi & secundi Decreti , vel ut supra modo , ck 
forma praedidlis, fadìus sit, et esse intelligatur rite, tSc redle 
facìus , ck valeat , ac teneat , &c roboris fìrmitatem perpe- 
tuam habea; in omnibus , ck per omnia , ac si facìus csset 
omnibus solemnitatìbus juris servatis . Et praedictum Statu- 
tum , ac omnia in eo contenta vindicent sibi locum , ac 
serventur in omnibus causis , ck casibus , in quibus de ju- 
re communi efl permissum procedi ex primo , &L secundo 
Decreto . 

De Executione Sententi*. , & per quem , & infra qua 
tempora fieri possit* 

RUBRICA XXII. 



i3tatutum, ck ordinatum eft, quod qusslibet sente ntia defi- 
nitiva s ecundum ordinem Statutorum praed'dtorum lata tam 
super causa principali 9 si non extitit appellatum , quam su- 
per causa appellaiionis , ck etiam qusslibet sententia habita 
prò definitiva per Statina Guaflallas , possit 7 ck debeat exe- 
cutioni mandari per Poteftatem Guaitallaa , ck nulla senten- 
tia 



GUASTALLA lib. i. xlvii 

da lata in causa principali , a qua non fuerit appellatum , 
vel lata in causa appellationis , possit dici nulla per viam 
agendi , aut excipiendi , nisi ipsa nullitas fuerit ex. defedìu 
Jurisdicfìionis Judicis taiem sententiam proferenris , aut ex 
defcéìu , ut infra continetur . Et quod omnis sententia lata 
secundum ordinem Statutorum prasdlvflorum pofìquam tran- 
siverit in rem judicatam , si lata fuerit Reo presente , ck in- 
telligatur lata Reo presente , si ipse Reus comparuerit , seu 
alia persona legitima prò eo in requisitione de eo facta , 
quod veniat responsurus de jure Actori , Se ipsi Reo , seu 
procuratori oblatus fuerit libellus per agentem in termino li- 
mitato per Statuta prsedidla , debeat executioni mandar! rea- 
liter, ac personalità, ac omnibus aliis Juris remediis , etiam 
uno remedio aliud non expeiìante , vel excludente , oc hoc 
non obflantibus aliquibus exceptionibus juris , vel fadìi , ni- 
si sit exceptio nullitatis , quse proveniat ex defectu Jurisdi- 
«flionis illius , qui tulit sententiam, vel nisi sit exceptio com- 
pensatìonis debiti liquidi , de quo conftaret publicum infìru- 
mentum, vel exceptio quod fuisset lata die feriata in hono- 
rem Dei, vel quod esset lata extra infìantiam praefìxam per 
Statuta Guafìallse , vel nisi exceptio , vel defensio , quae ei- 
dem permitteretur per Statuta Guastalla? , <Sc quse sententia 
sic lata contra prassentem si fuerit lata in actione personali , 
executioni mandetur pofì: decem dies , poftquam transiverit 
in rem judicatam , & in adlione reali executioni mandetur 
pofì quinque dies , nisi fonasse extaret exceptio solutionis 
facìae pofì: ipsam sententiam . Si vero lata fuerit sententia 
contra absentem, & intelligatur absens , qui in lite, causa , 
aut sententia per se , vel legitimam personam nunquam 
comparuerit in acìione reali , vel personali pofì; duos men- 

ses, 



xLviii STATUTA CIVILIA 

ses , poftquam lata fuerit , ck in rem judicatam transierit ; 
Qua executione sententi® centra absentem latae Reus pofìea 
com par ens in irritando praedicTiam executionem nullatenus 
audiatur. Et nulius extraneus qui non fuerit in litigio, pos- 
sit executionem alicujus sententi», sive fuerit lata in adlione 
personali , sive in reali , impedire , nisi ipse extraneus fuerit 
in vera possessione , ck non confìituta rei ante tempus pri- 
mae citationis facìae litigio , in quo lata fuerit dicffca senten- 
za , nisi principalis debitor esset evidenter solvendo , òk 
in Territorio Guaflallse prò quadruplo in bonis immobilibus 
ultra denarios ; salvo tamen omni jure ipsi extraneo, quod 
haberet in dicTia re , in qua faefta fuerit executio , vel nisi 
didìus extraneus primo obtinuisset aliquam derinitivam con- 
tra illum , contra quem fìeret executio , quo casu diélus 
extraneus audiatur ad jus suum , quod habet vigore diete 
sententiae non obfìantibus supradiiìis . Super quibus exce- 
ptionibus supradicTis Poteftas , coram quo propositi fuerint , 
teneatur pronunciasse , ck terminasse infra quindecim dies 
utiles sub poena librarum viginti quinque Imperialium appii- 
candarum prò una tertia parte Camera? Magnificorum Do» 
minorum Comitum , òk prò alia tertia parte Communi Gua- 
flallse , ck prò alia tertia parte petenti executionem , in qua 
poena ipso jure 6c facto intelligatur condemnatus absque 
alia declaratione . Et quod sub poena teneatur condemnare 
partem , quae succubuerit in praedidlis exceptionibus, in uno 
solido prò qualibet libra ejus , quod vertitur in lite , ul- 
tra legitimam condernnationem expensarum applicandarum 
parti . 



De 



GUASTALLA lib. i. xlix 

De modo procedenti super debito confesso per debitorem 
in Judtcio • 

RUBRICA XXIII. 



^tatutum eft , quod si Debitor in judicio confessus fuerit 
debitum pure , 6c simpliciter , infilante ac petente Creditore 
non teneatur Poteftas , vel alius Jusdicens ferre aliquam 
sententiam , sed teneatur , & debeat praecipere debitoribus 
praesentibus , 6c confitentibus , ut supra , quod solvant, si 
debitum fuerit a libris quinque Imperialibus infra , usque ad 
decem dies continuos continuandos a die praecepti facìi : Si 
vero debitum fuerit a libris quinque supra usque in decem 
libras Impcriales , infra XX. dies continuos ; Et si debitum 
fuerit af libris decem supra , quantacumque sit quantitas , in- 
fra XL. dies continuos . Possint tamen dicti termini proro- 
gari de consensu Partium : Quod praecepium sic factum 
scribatur in acìis , & fiat per ipsum Poteflatem , aut alium 
Jusdicentem , antequam discedat a Banco ; & quod praece- 
ptum factum sit , & habeatur loco sententiae definitiva? . Et 
quibus terminis elapsis dicìum praeceptum ita exequatur , <Sc 
executioni mandetur , sicut sententiae definitiva? , quas tran- 
sivissent in rem judicatam , ita ut compellatur , 6c compelli 
debeat ipse debitor realiter , Se personaliter ad faciendam 
diesarci solutionem absque alio novo processu . Et contra 
quod praeceptum non possint opponi exceptiones aliquae , 
nisi esset una ex exceptionibus , quas posset opponi contra 
executionern sententiae definitivae , qust transivisset in rem 

g ju- 



l STATUTA CIVILIA 

judicatam , de quibus in Statuto praecedenti , quas hic ha 
beaatur prò i epetìtis . 

De modo procedendo super debito , de quo appareat 
Instrumentum . 

RUBRICA XXIV. 



*3tatutum , & ordinatum eft , quod si de debito oftenda- 
tur publicum inflrumentum inter easdem personas confe- 
ttimi , non vitiatum , non cancellatimi , nec abolkum , nec 
in aliqua sui parte suspedturn Poteftati , aut alii Jusdicenti , 
& debitum sit purum , vel in di un , aut sub conditione , 
sed cum dies venerit , aut conditio fuerit purificata, tunc 
ipse Poteftas , aut alius Jusdicens non debeat aliquam sen- 
tenriam ferre ., sed teneatur , ck debeat praecipere debitori- 
bus prsesentibus , ck citatis , aut absentìbus , sed contamaci- 
bus , ck sic citatis , ck non comparentibus , quod solvant , 
si debitum fuerit a ìibris quinque Imperialibus infra , us- 
que ad dies decem continuos cominuandos a die praecepti 
facli , si debitor fuerit prassens; ck si fuerit contumax, a die 
intimationis sibi fadtse de dicìo praecepto . Si vero debitum 
fuerit a Ìibris quinque supra usque in decem Ìibris Imperia- 
libus, infra XX. dies continuos . Et si debitum fuerit a de- 
cem Ìibris supra , quantacumque fuerit quantitas , infra XL. 
dies continuos continuandos, ut supra: Et intelligantur con- 
tumaces , si fuerint citati personaliter , vel ad domum solita? 
habitationis , &c non comparuerint in termino : &l quod 
prseeeptum sic factum scribatur in acìis . Et si factum fuerit 

con- 



GUASTALLA lib. i. li 

contumaci , ut supra, cidem intimetur eodem die, vel duo- 
bus sequentibus , quo fuerit factum praereptum debitori per- 
sonaliter , vel ad domam soliiae habitationis , & loco sen- 
tenti^ definitivae sit , ck habeatur : Et quibus terminis eia- 
psis dicium praeceptum ita executioni mandetur per ipsum 
Potefìatem , quemadmodum sententias derlnitivoe , quae tfan- 
sivissent in rem judicatam, nisiabipso prsecepto fìdlo de de- 
bito excedente summam librarum quinque Imperialium fue- 
rit appellatum , vel de nullitate didtum infra quinque dies 
continuandos a die notitias ipsius prae:epti fadli; vel nisi in- 
fra didlos terrhinos probatjm, òk orlensum fuerit tale quid, 
propter quod dicìum prse.eptum non mereatur executionem ; 
puta quod inflrumentum sit falsum , vel simulatum , vel 
quod fuerit factum padtum de non petendo , vel aliae exce- 
ptiones probentur , de quibus infra . Et possit appellari se- 
rali tantum per quamlibet partem , procedaturque super 
utraque appellatione , Se decidatur prout in appellationibus 
a sententiis definitivis eft supra flatutum : Et sic quse dici: a 
sunt in aliis appellationibus, ck earum processibus , «Se sen- 
tentiis, intelligantur , ck sint omnia hic repetita . Et conrra 
quod prceceptum in rem judicatam transactum non possit 
opponi aliqua exceptio ; nisi fuerit ex ilìis exceptionibus , 
quas possit opponi contra executionem sententiae de finiti yas, 
quae transivisset in rem judicatam , de quibus in duobus 
Statutis praecedentibus . Et quod a prascepto fadlo de debito 
usque ad summam librarum quinque Imperialium , ck ab in- 
de infra non possit appellari, nec de nullitate dici, sed ela- 
pso termino ftatim possit executioni mandari . 



Quod 



lii STATUTA CIVILIA 

Quod Debittr volens satisfacere de honis suìs Creditori 
suo non possit dttineri , nec carcerari . 

RUBRICA XXV. 

c 

Otamtum eft, quod nullus Debitor possit detineri persona- 
liter ad iniìanuam sui Creditoris prò aliquo debito privato, 
si debitor vcluerit eidem creditori satisfacere de boni< suis 
expeditis in elezione Creditoris usque ad integram satisfa- 
cci: ionem crediti , Se expensarum factarum cum erìeclu, se- 
cundum extimationem bonorum virorum eligendoruni per 
partes , & secundum formam Statuti infra positi sub Rubri- 
ca , De prohib.ta subhaiìatione bonorum . Imo si debitor 
ad infìantiam creditoris esset carceratus , tunc fadla dic~ta 
oblatione bonorum suorum , debucr statina retaxetur e car- 
eer ibus , & hoc habeat locum non ondante quod debitor 
pn miserit , ac etiam juraverit solvere in pecunia numerata, 
& etiam renunciaverit huic Statuto . Et facìa oblatione ali- 
quorum honorum per Debitorem Creditori , <Sc creditor ob- 
tulerit se velie accipere in solutum d^éla bona prò rata sui 
crediti, tunc non possit amplius debitor alienare aliquid de 
dìdtis bonis , nisi prius fuerit secuta datio in solutum , «Se 
omnis alienatio , qua; interim rieret , sit ipso jure nulla : Et 
secuta exumatione didìorum bonorum per extimatores eli- 
gendos , ut supi a , tunc utraque ipsarum partium teneatur 
dare , ck recipere dicti bona in solutum singula singulis 
congrue referendo prò ilio aeiìimo 9 quo extimabuntur per 
ipsos extimatores , aut mijorem partem ipsorum : Et hoc 
Statutum sit pia^cisum , &. precise observetur^ 

Quid 



GUASTALLA lib. i. mii 

Quid fieri debett de Pigncre capto debitori ad infiantiam 
creditori* in executionem Sententi a . 

RUBRICA XXVh 



ijtatutum eft , quod si Greditor in executione sententi» 
definitiva, vel habenns vim definitiva, obtinuerit licentiam 
pignorandi debitorem suum , virtute cujus licenti» ipsum pi- 
gnorari fecerit , tunc ipsa pignora capta deponantur penes 
idoneam personam eligendam per Poteftatem . Quo fadto, ip- 
se Poteftas , aut alius Jusdicens debeat praecipere , seu prae- 
cìpi facere digito debitori personaliter , vel ad domum soli- 
ta? habitationis , quod infra odio dies proxime subsequentes 
a die d\i\ pra&cepti debeat recuperasse ipsum pignus , ck 
creditori suo solvisse id totum , prò quo debitor fuerit pi- 
gnoratus , ckexpensas facT^s ab inde retro cum comminano* 
ne , quod alias ipsi creditori dabitur licentia possendi impi- 
gnare penes quemcumque mutuatorem , oc Hebraeum , aut 
vendere , aut alienare prò didlis denariis , prò quibus fuit 
debitor pignoratus , ck prò expensis facliis ; & casu quo ip- 
se debitor dicìum pignus non recuperaverit in termino prae- 
dicT:o , ck dicìos denarios cum expensis non solverit ipsi 
creditori , praedidlus Poteftas teneatur , ck debeat ad inflan^ 
tiam dìdlì creditoris concedere licentiam didlo creditori de 
impigliando, ck vendendo, seu alio modo alienando diclum 
pignus , ita quod possit impignari etiam sub usuris prò cre- 
dito , ck expensis fadììs , ck etiam alienari occasione praedì- 
dla ipso debitore pi aesente , vel absente , ck non citato: Et 

si 



Liv STATUTA CIVILIA 

si contigerit ipsum pignus perdi penes mutuatorem , hoc 
tendat ad damnum debitoris . Si vero pignus venderetur 
prò majori summa , quam esset creditum , &: expensae credi- 
torìs , tunc illud plus reftituatur , òk reftìtui debeat debitori : 
Et ifìud , qood pignus fuerit venditum prò pretio majori, 
decidatur juramento creditoris vendentis , & emptoris pigno- 
ris, quando alise clari<$res probationes haberi non possent . 
Et sì dicìus creditor nollet , quod ipsum pignus impignare- 
tur , aut venderetur , quia super eo non possent haberi tot 
denari!, qui ascenderent ad sumraara crediti cum expensis , 
&: propterea noluerit accìpere d:cìum pignus in solutum , 
tunc si ipsa pignoratio fuerit facìa prò summa librarum de- 
cem Imperialium , &L ab inde supra , <Sc non infra , proce- 
datur in praedidiis secundum formam superius per Statmum 
datam circa modum accipiendi bona immobUia in solutum 
ex secundo Decreto , quae omnia hic habeantur prò repe- 
tìtis ; vel secundum modum , 6c formam Siatuti sequentis . 
Si vero diiSla pignoratio fuerit fadìa a libris decem Imperia- 
libus infra , tunc procedatur , & procedi possit in praedicìis 
summarie , & de plano , & sine figura judicii , & quam ce- 
lerius fieri possit ad infìantiam creditoris arbitrio Poteftatis ; 
&: quidquid Poteftas in hoc fecerit, debeat observari , 3c hoc 
Statutum sit prsecisum. 



De 



GUASTALLA lib. i. lv 

Ve prohibita Subhaftatione honorum Debìto-is , & quomodo sit 
satisfaciendam de dittis Bonis . 

RUBRICA XXVII. 

Otatutum , Se ordinatum eft , Se militate Hommum , Se 
Communis Guaftallae , quod de csetero subhaflationes , sta 
venditiones ad incantum non habeant locum , & quod .Po- 
teftas, aut alius Jusdicens non possit , nec debeat ponere bo- 
na alicujus jurisdiélionis , Se habitatorìs Guadala , vel Coi- 
ìegii, aut Universitatis ad subhaftationem , seu incantum prò 
vendendo, vel alienando , vel in solutum dando prò aliquo 
debito privato ad petitionem alicujus creditoria , vel qui se 
praetendat creditorem alicujus persona? , Collegu, vel Univer- 
sitatis: quod si contrafactum fuerìt, quidquid factum fuerit , 
sit nullius momenti . Sed credìtores volentes consequi suum 
creditum , possint , Se valeant illud consequi , percipeve , Se 
habere aliis juris remediis . Verum per viam primi , Se se- 
cundi Decreti , vel aliis remediis ordinatìs ex forma Statu- 
torum , de quibus supra, accipiendo ea bona in solutum prò 
extimatione rlenda per duos bonos viros eligendos per cre- 
ditorem , Se debitorem , Se in casu discordia? per tertium 
eligendum per Poterlatem , aut alium Jusdicentem , coram 
quo quceilio erit , de confidentibus partium , Se quos conrì- 
dentes amba? partes dare teneantur , Se ad hoc possint com- 
pelli per ipsum Jusdicentem in tantum quod concordet in 
unum . Et casu quo altera partium recusaiet , aut esset ne- 
gligens suos dare confidentes , Se tot numero , quot altera 

pars, 



lvi STATUTA CIVILIA 

pars, tunc ipse Jusdicens debeat eligere unum de confHen- 
tibus illius partis, quae daret suos , aut plures . bt fa<£la ex- 
timatione diétorum bonorum , Se per juramentum ipsoium 
extimatorum electorum , aut per majorem partem ipsoru m f 
didlus Poteiias , aut .alius Jusdicens possiti teneatu** , «Se de- 
beat dare , 6c adjudicare in solutum diiìa bona , sicut , ut 
supra , extimata . 

Qualiter faiia datione in solutum Creditori non possit alienare 
intra stnnum de rebus datis in solutum» 

RUBRICA XXVI IL 



\3tatutum , & ordinatum eft , ^uod facta datione in solu- 
tum de aliqua re immobili creditori prò ejus credito , & se- 
cundum «ìodum , & in casibus ., de quibus in Statuto praj- 
cedenti , 6c in Statuto supra posito sub Rubrica , Quod de- 
feitor volens satisfacere de bonis suis creditori ; debitor ha- 
beat licentiam , & terminum unius anni inchoandi a die da- 
tionis in solutum solvendo dicto creditori id quod habere 
debet , & ideo dictus credìtor non possit , nec valeat ven- 
dere , alienare, nec obligare dicla bona in totum , vel in 
partem , imo durante dicìo anno sit interdicta , & prohibi- 
ta omnis alienatio , ek obligatio ; Interim tamen ipse credi- 
tor lucretur fru<5lus didìorum bonorum sic datorum in solu- 
tum . Et facla dièta solutione per dictum debitorem credi- 
tori intra didlum annuiti , didla bona sic data in solutum 
ipsi creditori ipso jure , &. facto efficiantur ipsius debitoris , 
quo ad domini um & possessione!]» , quemadmodum erat 

ante 



GUASTALLA lib. i. lvh 

ante di<fìam in solutum dationera , & quod resolvatur , 6c 
resolucum esse intelligatur omne dominium , & jus , quod 
habuit ipse creditor , perinde ac si nunquam aliquod doini- 
nium , vel ali quod jus acquisivisset in dìcYis bonis ; Liceat- 
que tunc ipsi debitori ingredi , & apprehendere possessio- 
nem dicìorum bonorum aucìoritate propria. Elapso vero di- 
cfto anno, sì debitor non solverit diélum debitum, didla bo- 
na remaneant libera , &: pieno jure ipsius creditoris , ita 
quod de ipsis possit ad ejus libitum disponere: & praedidla 
intelligantur habere locum circa res immobiles , non autem 
circa res mobiles , nec se moventes . Item prsedicT:a etiam 
non habeant locum in debitore dante in solutum creditori 
rem immobilem simpliciter , & de se , absque eo quod Jus- 
dicens interveniat , quia tunc creditor efficitur Dominus ip- 
sius rei daiae in solutum statim , ita quod possit de ea dis- 
ponere, aliter non expectato lapsu anni . 

De modo , & forma cedendi bonis per Debitorem • 

RUBRICA XXIX. 



Otatutum eft , quod quilibet , qui noluerit cedere bonis in 
casibus sibi permissis, debeat cedere hac forma; videlicet , 
quod primo citatis omnibus creditoribus cedere volentis , 
personaliter , vel ad domos eorum solita? habitationis , si quam 
habent in Guafìalla , vel ejus Territorio , vel, si non habent, 
citentur per Correrium alta voce & publice ad Bancum , 
ubi redditur jus per Poteftatem Guaftalla?, Se in platea Gua- 
fìallse, & de qua citatione appareat in scriptis, sive in acìis 

h per 



lvhi STATUTA CIVILIA 

per Notarium didli Poteflatis , ac edam dummodo ipsis citatis 
prius dederit in scriptis omnia sua bona mobilia , & immo- 
bilia , & se moventia , &: nomina debitorum ipsi Poteflati 
ad ejus officium : rune pu'sato postea arringo , vtl Consilio 
generali , aut pulsata Campanella Juris , poli quam pulsatio- 
nem , vel ante tertias, vel ante vesperas , cedens expolieiur 
in camixìa , & ducatur in loco , in quo jus redditur , & in 
medio didli loci percutiat lapidem , vel terram natibus , <Sc 
ter dicat alta voce , Cedo bonis ; & tunc liberetur a carce- 
ribus . Et cessio aliter fa èia non valeat , nec teneat , nec ta- 
lis cessio fa di a didto modo noceat creditoribus , qui non 
fuissent citati, nec etiam creditoribus futuris . Si tamen talis 
cedens pofl cessionem fadlam pervenisset ad pinguiorem 
fortunam , ita quod posset satisfacere suis creditoribus , tunc 
adhuc possit conveniri ab ipsis , reservato semper , ut non 
condemnetur, nisi in quantum facere poteri , ck sic deducìo 
tanto ne egeat . Nec talis cessio prosit fidejussoribus suis . 
Nec etiam talis cessio possit fieri prò eo , qui esset deten- 
tus, & condemnatus in pecuniam prò delidlo , vel quasi , 
sed tunc poena pecuniaria resolvatur in corporalem arbitrio 
Poteflatis : & nullus possit personaliter detineri , &: carcera- 
ri , si voluerit cedere bonis suis , & cesserit cum effecìu , 
servata forma prsedidla . Et si creditores citati asserant ha- 
bere plura bona cedentem , quam dederit in scriptis , te- 
neantur , & possint hoc probare infra decem dies continuos, 
inter quos non computentur dies feriati in honorem Dei , 
vel Sandlorum ejus : quod si probaverint , non valeat , nec 
amplius cedere bonis possit prò debito , prò quo cesserat . 
Si autem hoc non probaverint creditores , cessio valeat , & 
teneat , & debitor detineri non possit , sed de carceribus 

re- 



GUASTALLA lib. i. lix 

relaxetur . Et non intelligatur cedentem omisisse dare om 
nia bona sua in scriptis , omutendo rem, veì res valoris li- 
brarum quinque Imperialium . 

De modo vendenài bona eorum , qui tesserint bonis. 

RUBRICA XXX. 



Otatutum eft , quód facìa oblatione , & consignatione bo- 
noi um , & jurium per cedentem bonis D. Poteflati Guafìal- 
Jae , &: secundum modum Statuti prsecedentis , vendantur , 
&: diftribuantur in hunc modum , videlicet ; Quod Potefìas 
Guastalla? faciat publice cridari per suum Correrium in Pla- 
tea Guastai!^ , vel ad Bancum , ubi jus redditur per Pote- 
flacem Guaftallas > & ad domum solitae habitationis ejus , qui 
cesserit , prasdidìa bona fore venalia , òk quod omnes Credi- 
tores veniant , & cum inftrumentis , ck juribus suis ad fa- 
ciendum se scribi : poft quam citationem Poteftas expeéìet 
per decem dies utiles , antequam vendat didìa bona , ad 
hoc ut creditores possint venire cum /uribus suis : quibus 
elapsis ponat Poteftas publice dicfta bona ad incantum, seu 
subhafìationem v tenendo ipsa sub mcantu per tres dies conti- 
nuos , antequam ea deliberet , Se plus offerenti poftea de- 
liberet, ck pretium, quod ex ipsis bonis habuerit, solvatur, 
&: dìftribuatur inter creditores ibi praesentes , vel , si aliqui 
essent absentes , pretium deponatur penes idoneum virum 
elig^ndum per ipsum Poteftatem ; òk in qua diftributione 
fienda consideretur semper prioritas creditorum , ita quod 
anteriores praeferantur ; ck si aliqui ex diesis creditoribus 

h 2 vel- 



lx STATUTA CIVILIA 

vellent accipere in solutum aliqua ex di<ftis bonis prò ilio 
pretìo , quod fuerit oblatum per aliarci personam , tunc Po- 
teftas teneatur ipsi creditori eam rem, vel res dare in solu- 
tum , &; adjudicare dicto creditori , servata semper didìa 
prioritate creditorum , ut didlum eli . Qua datione in solu- 
tum facìa , flatim ipse creditor efliciatur dominus ipsarum 
rerum, ita quod possit de ipsis disponere ad ejus libitum , 
& prsedicìa venditio , 6c in soluium datio facta ad incan- 
tum , seu subhaftationem , ifto casu teneat , &; valeat , non 
obliarne Statuto, de quo supra , oc prohibente vendi dieta 
bona debitorum, ad subhaftationem , Se quae venditio, seu 
in soluium datio nullo modo possit revocali per aliquam 
pei sonarci , vel per creditores , nisi inveniatur deceptio ul- 
tra dimidiam jufti pretii , habito respecìu ad tempus vendi- 
ticnis, vel dationis in solutum . Et hoc Statutum sit prseci- 
sura, ck pi accise observetur. 

Qma res non possint pignoravi , aut scqueftrari ad inftantiam 

Cr e ditori s . 

RUBRICA XXXI. 



vjtatutum prò bono publico Hominum Guaftallae , quod 
nulli Laboratori tenarum suarum , vel alienarum Territorìi 
Guaftallae possint, seu debeant accipi, pignorari, aut seque- 
ftrari Boves , vel Beftae deputata? ad agriculturam , nec ali- 
qua utensilia, cum quibus liborantur terrai propignore, vel 
aliquo debito privato , nisi in subsidium alioium honorum 
non exiitentìum , 6c hoc sub poena librarum sex Imperia- 

lium 



GUASTALLA lib. i. lxi 

lium prò qualibet vice applicandarum prò duabus partibus 
Cam -ras Magniflcorum Dorriinorum Comitum ,] ek prò alia 
parte Communi Guafialise , auferendarum ab eo , qui tales 
res pignorari fecerit , &. edam in rerìitutionem dicìarum Be- 
ftiarum , 6c Utensilium , ck damni passi occasione praedidla . 
Et haec non habeant locum in Dominis centra suos Meza- 
dros , vei Socidales ; vel aliis jurantibus animalia esse sua > 
òk res esse suas ; vel iilis , qui obtinuissent expressam licen- 
tiam, & specialem pignorando dicìas Beftias , ck res in de- 
fecìum aliorum bonorum , ut supra dictum eli . 

Qualiter puniatur qui acceperit , seti qui arripuerit debhorem 

condemnatum , & captum de manibus Fami/ia 

Potefiatis • 

RUBRICA XXXII. 



*3tatutum eft , quod si quis ausu temeràrio aliquem contu- 
macem , vel condemnatum ex causa pecuniaria, captum, vel 
detentum mandato Potefiatis , vel aiterius Jusdicentis Gua- 
ftal^ae ad poftulationem creditoris talis contumacis , vel con- 
densati, auferat de manibus alicujus Correrli , militis , aut 
aiterius Officialis Guafialise per fortiam , aut aliter contra 
voluntatem diéli Correrli, militis, aut aiterius Officialis, aut 
de manibus eorum faceret aufugere , dando in hoc ipsi ca- 
pto auxilium , ut aufugiat , aut prohiberet ne duceretur ad 
earceres Communis Guafìallae; teneatur , Sz debeat talis ille 
praeJidla committéns , vel contrafaciens in aliquo de prasdi- 
étis casibus , ck compellatur solvere , ck satisfacere ipsì cre- 
di- 



lxii STATUTA CIVILIA 

ditori , ad cujus inftantiam fuerat captus , omne id , Se to- 
tum , in quo dicìus captus tenebatur , ck obligatus erat ei- 
dem creditori, &L ulterius teneatur in poeua lib.arum XXV. 
]m r <erialium , applicandarum prò duabus partibus Camera? 
Magnirìcorum Dominorum Comiium , ck prò alia pane Com- 
munitati Guaiìaìla?. 

De poena prohibentium fieri executionem in rebus Debitoris • 

RUBRICA XXXIII. 



v3tatututn eft , quod quicumque prohibuerit , seu prohiberì 
fecerit pignus fieri legitims fìenJum per Correrium Commu- 
rùs Gu*. fiali» , tunc taiis prohiòens , aut prohibere faciens 
incurrat poer-am librar um ttium Imperialium applicandarum 
prò tenia pane Camerae Magnificorum Dominorum Comi- 
tum , prò alia tertia parte Communi Guaftallae, & prò alia 
tenia ipsi Creditori , ad cujus inftantiam fìebat executio , 
6c ad omne damnum , quod ex hoc paiitur ipse creditor . 
Et qua? poena exigi debeat absque processu , sed simpliciter 
fa eia fide de hac prohibitione per Correrium per ejus Sa- 
cramentum. 



De 



GUASTALLA lib. i. lxiii 

De Saximentis , aut Sequeftris fiendis , vel non ^ & de 
Forma ipsorum • 

RUBRICA XX XIV. 



N 



ullum Saximentum , aut Sequeftrum fieri possit de bo 
nis alicujus de Territorio Guaftallae , nisi primo fuerit contu- 
max , vel condemnatus ille , de cujus bouìs debuerit fieri 
sequeftrum , vel nisi Poteftati , vel alio Jusdicenti fuerit 
oftensum inftrumentum pubìicum debiti ceìebratum in per> 
sonam ejus , qui petierit saximentum , vel sequeft um , 6c 
ejus contra quem fieri petierit , non vitiatum , non suspe- 
flum , non cancellatum , nec in alìqua parte subftannali 
abolitum , vel nisi per petentem saximentum , vel seq re- 
ftrum fuerit allegata causa suspicionis > &: fugae , de qua 
credatur sacramento partis petentis . De quibus contumacia, 
vel condemnatione , seu infttumento publico, seu juramento 
debeat fieri mentio in concessione licentise Saximentì , vel 
sequeftri fiendi • Et in iftis casibus Poteflas a parte requisi- 
tus teneatur facere praed.clum saximentum , vel sequeftrum 
ck. fiat in scriptis , &: contineat res , vel pecunias , & .>er- 
sonaro, seu persona» , cujus , vel quarum res , seu pecunia 
praeJicìae esse dicantur , &: nomina eorum , penes quos di- 
dìae res, seu pecunia? esse censeantur : Item personani , seu 
personas, ad inftantiam quarum dtc/ta saximenta , vel seque- 
ftra fiunt, vel fient , ck fiaut cum clausula gravatoria , vi- 
delicet, quod si illa persona , penes quam res , vel pecunia? 
sequeftretìtur , senserit se giavatam, compareat infra certum 

tem- 



Lxiv STATUTA CIVILIA 

tempus per Judices flatuendum ; & aliter , & alio modo , 
&: aliis casibus saximenta , seu sequeftra fadìa non valeant; 
&: omnes Consules Villarum , ck Locorum , &. persola? sin- 
gulares Guaftallae teneantur, & debeant accipere saximenta, 
aut sequeftra , & etìam pignora , qua? apud ipsos fieri con- 
tigerit , & quae eis , & in eorum arbitrio , ck talia traden- 
tur 6c assignabuntur, sub poena librarum sex Imperialium 
prò quolibet Consule , &: librarum trium Imperialium prò 
qualibet singularì persona , quae recusaret recipere saximen- 
ta , veì pignora ,, quae sibi assignarentur , &c traderentur , 
ut supra . Et si essent res , quae commode assignari , vel 
tradì, vel moveri non possent , puta frucìus in campis , vel 
vineis, tunc cuftodiri debeant dieii frudtus , ck redditus se- 
queftrati per Consules <, vel speciales Personas , quibus fa- 
ctum esset dictum saximentum , vel per alios prò eis, 5c 
hoc expensis ejus , qui di<fì:um saximentum fieri fecerit, con- 
grue taxandis per Poteftatem , ck pofìmodum reftituendis 
ei, qui solverli: * per debitorem , vel de didìis rebus , ut su- 
pra sequefìratis . Et si dieta? res non essent iilius , contra 
quem factum eli didlum saximentum, vel sequeftrum, tune 
ille , qui saxiri, vel sequefìrari, seu pignorari fecerit, tenea- 
tur solvere omnes expensas . Et nisi infra quadraginta dics 
inchoandos a relatione facì:a de didlo saximento facto fue- 
rit detinitum , &: expeditum -, cujus esse debuerint , vel cui 
sìnt obligatae res saxitae , vel pignorata?, ulterius non tenean- 
tur Consules , vel speciales personae , penes quos , èk quas 
res essent saxitae, ad prsesentandum , ck cuftodiendum res 
ipsas , sed de ipsis rebus possint impune disponere absque 
licentia Poteftatis . Insuper Statutum efl , quod omne saxi~ 
mentum, quod contingat fieri in casibus praemissis^, de qui- 

bus 



GUASTALLA lib. r. lxv 

bus supra , debeat relaxare illi , contra quem fa&um fuerit , 
ipso legitime satisdante de re saxita praesentanda Judici , 
quando per Judicem fuerit requisitus . 

De poena lnobedientium y & Contumacium • 

RUBRICA XXXV. 



N, 



e Judicum JurisdicYiones , Processus , & Judicia fiant 
ludibria , oc derisoria ; fìatutum eft quod quilibet legitime 
contumax non audiatur , nisi prius resarcitis expensis parti , 
excepta expensa facìa prò prima eitatione , hoc eft de mer- 
cede Correrii : ck hoc habeat locum tam in Acftore , quam 
in Reo contumacibus , ne partes fatigentur expensis , 6c la- 
boribus . Et hoc Statutum sit pi ascisum , nec per Poteftatem 
possit derogari , nisi de consensu ambarum partium , Se per 
consequens partis , cui talis expensa fadìa venit solvenda : 
& si ipse contumax audiretur per Poteftatem non solutis 
expensis , tunc quidquid fuerit factum in ejus utilitatem , sit 
nuliius efficaciae , Se momenti . 



Quod 



•Lxvi STATUTA CIVJLIA 

Quod non subjecli JurisdiElioni Poteftatis Guaftalh , & sic Fo- 
renses non audiamur ni si prajtiia satisdationt • 

RUBRICA XXX VI. 



L^atutum , & ordinatum eft , qucd Forensis non subjedtus 

Jurisdidtioni Poteftatis Guaftalbe , si ve conveniat , si ve con- 

vei):atur per subje.cìum Jurisdìcì.on d.dì; Poteilaus, non 

possidens bona immobilia in Territorio , seu Curia Guaftal- 

lae possit , & debeat parte inflante , 6c petente compelli 

piallare idoneum fidejussorem de judicio siili , & judicato 

solvendo, <Sc de refiituendo expensas dic1;o subiesfto , singu- 

la singulis congrue reperendo ; oc quae ridejussio possit peti 

tSc ante litis •comeiiati.onem , Se poffc ., in quacumque parte 

udicii petatur, praeìtari debeat : alioquin ipse, Forensis non 

audiatur , nlsi didlum fidejussorem paefliterit • Quod si se- 

cus fiat, omne ìd , &. totum 9 quod fuerit fadlum , & agita- 

tum in ejus favorenti., sit nullius mementi; 6c qua? fidejussio 

duret etiam lata sententia conti a ipsum Fcrensem , ck a quo 

fuisset appellatum. Ita quod non sit necesse praedare alium 

iì iejussorem in ipsa causa appellationis , <Sc corani ipso Ju- 

dice appellationis. Fidejussor vero datus in diesis casibus ab- 

sque excussione Principalis &C bonorum ejusdem % possit , & 

valeat personaliter detineri etiam & coltra eum , ck ejus 

bona , ck in bonis procedi possit , & fieri executio senten- 

tiae latae contra principalem , etiam absque alio novo pro- 

cessu , sicut si ipse fidejussor esset principalis obligatus , òk 

contra eum esset lata sententia . Et prasuicla locum non 

.ha- 



GUASTALLA lib. i. lxvii 

habeant in quasftionibus rerum extimationis librarum quin- 
que Imperialium, 6c abinde infra. Et hoc Statutum sit prae- 
cisum , &: praedse observetur . 

Quoti Mulier non possit esse in Judicio , nisi satisdederit . 

RUBRICA XXXVII. 



v3tatutum efì, quod aliqua mulier non possit esse in Judi- 
cio agendo, vel defendendo per se , vel Procuratorem , vel 
aliam Personam , nisi idoneum fidejussorem prseiliterit de 
judicio siili, & de judicato solvendo, & de reftìtuendis ex- 
pensis per se , vei per personam habentem mandatum suf- 
flciens ad hoc ; Et qus fldejussio possit quandocunque pe- 
ti , <Sc teneatur talis ridejussor , &: conveniatur in omnibus, 
&: per omnia , prò ut dietimi efl in praecedenti Statuto , 
quae omnia habeantur hic prò repetitis ; 6c salvo quod hoc 
non habeat locum in Mulieribus , quae peterent quantitatem 
librarum quinque Imperialium , vel ab inde infra , vel ab 
eis dieta quantitas peteretur , vel ejus aefiimatio , tunc non 
teneatur predare dictam satisdationem. 



i 2 Quod 



lxviii STATUTA CIVILIA 

Quod Filius familias possit esse in ludici o sine solente 
nitatibus requisitis • 

RUBRICA XXXVIII. 



i3tatutum eft, quod filius familias, 6t ftans cum Patre pos- 
sit uti Procurator esse in judicio sine consensu Patris , in 
cujus sit poteftate , sive agendo, sive defendendo, dummodo 
sit major XXV. annis, 6c sic aetatis perfeclae , secus si esset 
minor XXV. annis ; Ifto casu non possit esse in judicio 
tamquam Procurator, nisi cum eo fuerit dispensatum per Su- 
periores . Si vero filius famìlias , 6c major XXV. annis face- 
ret familiam separatam a suo Patre , tunc possit etiam esse 
in judicio proprio nomine , òk sic prò negotiis proprìis , sine 
consensu Patris , 6c valeat sicut , ck quemadmodum esset 
Pater familias . Sicut etiam ifto casu possit facere omnes 
contractus , vel quasi sine consensu Patris perinde ac si es- 
set Pater familias. 

Quod nullus Minor XXV. annis possit esse in Judicio sine 
Curatore , & aliis solemmtatibus requisitis . 

RUBRICA XXXIX. 



^tatutum eft, quod nullus minor XXA^. annis sui juris pos- 
sit esse judicio agendo, nisi legitime , Se sic cum audloritate 
Tutoris , vel Curatoris decreti per Judicern , & si aliter fa- 
ctum 



GUASTALLA lib. k lxix 

dlum fuerit judicium , & processus sit nullius momenti , & 
efficacia, si tenderet ad incommodum ipsius Minorls . SI ve- 
ro tenderei ad ejus commodum , quia fadlo processu, sen- 
tentia veniret in favorem Minoris , & in damnum partis ad- 
versae, tunc valeat ipse processus , 6c sententia • Si tamen 
fuerit oppositum per partem contra minorem de minoritate •> 
tunc processus etiam fadìus in utilitatem ipsius minoris sit 
nullus , &: possit ifìa exceptio minoritatis quandocumque op- 
poni , & sic etiam per litem contefìatam , & etiam probari , 
dummodo non sit conclusum in causa, quo probato totum 
judicium factum reddetur ipso jure nullum . Et praedidla ha- 
beant locum in Minore agente : quando autem conveniatur 
in judicio per alium , & sic tamquam reus ; quomodo de- 
beat tunc comparere, ordinatum eli supra in Statuto XIV. 
hujus primi Libri in Rubrica , De modo procedendi contra 
Pupillum &c 

Quod lìcet Minor XXV. annis juraverit se esse majorem , tamen 
adirne probari possit ipsum esse minorem . 

RUBRICA XL. 



N, 



ullus Minor XXV. annis jurans in judicio se fore majo- 
rem XXV. annorum excludatur a dicìo juramento , quando 
probari possit tam per ipsum , quam per partem , cum qua 
litigat , se tunc fuisse minorem , & ad sic probandum admit- 
tatur per Judicem tam per teftes, & inftrumenta , quam per 
aliud genus probationis : qua probatione facTia tale judicium 
faeftum sit nullius momenti , & efHcaciae . Et praedicta om- 
nia 



L xx STATUTA CIVILIA 

nia etiam habeant locum in Minore jurante in aliquo coa- 
tracìu, vel difì radia , vel quasi, se fore majorem XXV. an- 
nis , aut non venire contra contradìum , diftractum , vel 
quasi , quia non obftante tali juramento possit contraveni- 
re, & probare se esse minorerai , ut supra : Qua probatione 
facta talìs contractus , diftracftus , vel quasi, habeatur prò 
nullo , Se simulato . 

De modo procedendo contra Fidejussores Debitorum* 

RUBRICA XLL 



i3tatutum eft, quod si quis fuerit fidejussor alicujus, qui sit 
obligatus in contradìu prò aliqua re , vel quantitate , 6t re- 
nunciaverit beneficio excussionis fiendas , &: sic quod possit 
prius conveniri quam principalis debitor , tunc ipse fidejus- 
sor possit conveniri per Creditorem , nulla faefta excussione 
prmeipalis debitoris, neque in ejus personam , neque in bo- 
nis; 6c sic dato quod debitor principalis non sit conventus 
per creditorem acTJone personali , neque fuerit fadla aliqua 
excussio in ipsius bonis , & contra quem possit procedi eis 
modo, 8l forma, prò ut conveniri possent debitores princi- 
pales . Et prssdicfta vindicent sibi locum in fidejussore judi- 
cii , 6c sic in eo, qui fidejussisset simpliciter de judicio siili ^ 
& de judicato solvendo , etiamsi non esset renunciatum be- 
nefìcio excussionis fiendae , sed lata sententia contra cura , 
prò quo fidejussit, 6c quee trarrsi vit in rem judicatam , pos- 
sit conveniri eo modo , & forma , ut supra , ck prò ut in 
alio Statuto posito sub Rubriea XXXVI. , Quod non subje- 

Aì 



GUASTALI. iE lib. i. lxxi 

di' Jurisd'dliom Potefìatis Guaflal'as 3cc. Iterai prae.-Tdla vin- 
diccnt etiam sibi locum in fiijjassore , qui negas^et se fuis- 
se fi lejus^ore m , tunc convidlas de mendacio perdat benefi- 
cium excussiouis , ita quod possit conveniri nulla fadla ex- 
cassione de debitore principali. Item p asceti etiam ha- 
beant locum in fidejussore , qui intercederet prò eo , qui 
non obligaie^ur efficaciter , puta prò Minore , Pupillo, Pro- 
digo, vel aliis similibus personis tantummodo naturaliter obli- 
ghtis, & sic quae non possent cuna effédiu conveniri : tunc 
fìdejusbor possit conveniri nulla fa di a excussione didlarum 
personarum principalium , etiam^i non fuisset renunciarum 
dcìo beneficio excussionis , quud competit ex disposinone 
juris Fidejussoi ibus . 

Quid ordinatum sit in favor em Fidejussorum • 

RUBRICA XLIL 



vJtatutum efl , quod si quis fidejusserit , vel aliter se obli- 
gaverit, vel se obligabit prò aliquo, vel aliquibus , Se pecu- 
niam solverit , a ut alio modo creditori satisfecerit; Poteflas 
Guaflails aut alius Jusdicens , a quo, poflulabitur, teneatur 
dare tantum de bonis iliius , prò quo solverit , unde possit 
ipsi satisfieri , si bona poterunt inveniri . Si vero fid-jussor 
nondum solverit clebitum , vel pecuniam , prò qua fidejusse- 
rit , ck voluerit eximì , Se liberari ab obligatione , prò qua 
fidejusserit , tunc si debitor principalis pofl obligationem 
contradlam pervenerit ad paupertatem , vel ceptrit uti ma- 
le bonis suis , & facultatibus , vel ipsi fidejussori fuent fa- 
di um 



lxxk STATUTA CIVILIA 

<?tum prasceptum per Poteftatem de solvendo, vel vìrtute in- 
fìrumentì , quod habet executionem paratam ex forma Sta- 
tutorum Guafìallae, aut virtute eonfessionis facìae in judicio , 
aut fuerit fidejussor prò aliquo obligatus ad certuni termi- 
num, & terminus solvendae pecunia;, prò qua intercessero , 
fuerit transadlus , aut fidejussor fuerit per Poteftatem con- 
demnatus per sententiam defìnitivam , aut esset fidejussor y 
qui simpiìciter intercessisset prò obligato pure , & absquc 
termino dato ad solvendurn , & fteterit per unum annura 
completimi in dicìa obhgatione , computandum a die , quo 
fidejussit prò principali. > vel esset fidejussor Judicii ; iiìis 
omnibus casibus Poteflas , aut alius Jusdicens teneatur com- 
pellere ipsum , vel ipsos principales eximere , & liberare di- 
giuni fìdejussorem , & absolvi facere ab omni obligatione , 
fidejussione,, &: intercessione , quam fecerit principali debi- 
tori , capiendo , &: definendo ipsos debitores personaliter , 
& contra eos etiam procedendo realiter ^ 6t sic in bonis ip- 
sorum , & omnibus juris remediis , quibus melius fieri pote- 
rit ad voluntatem ipsius iidejussoris • Et in prsdicTis omni- 
bus casibus procedatur , & procedi possit tempore fèriato 9 
non tamen in honorem Dei , summarie , de plano, & sine 
flrepitu , «Se figura judicii ., & absque libello 9 & nulla sole» 
mnitate Juris Civilis servata . Et prasdicla omnia etiam ha- 
beant locum in fidejussoribus solventibus ad versus confide- 
ussores , qui non solvissent partem suam . 



De 



GUASTALLA lib. i. txxm 

Z)e Excussione principalis Debitoris , & Fidejussorum > & borio- 

rum ipsorum , & ejus forma , ad hoc ut possit agi 

contra tertios Possessores . 

RUBRICA XLIII. 



A 



d excussionem principalis debitoris , & honorum suorum 
talis solemnitas , &: ordo observetur ; videlicet , quod debi- 
tor principalis si vivit , vel eo mortuo ejus hseredes citentur 
per unum Correrium Communis Guafìallae, si notitia habea- 
tur de ipsis ha?redibus *> personaliter , vel ad domum solita? 
habitationis , sì habitabat Defuncìus in Territorio Guaftallse 
Si vero ignoretur de ejus certo hasrede , fiat citatio genera- 
lis per Correrium alta voce in tribus locis , videlicet in Lo- 
co , vel Vicinia , ubi morabatur DefuncT:us tempore mortis 
sua? , item in Loco , ubi redditur jus per Poteftatem Gua- 
ftallae , «Se in Platea Guaftalla? cum cedula citationis dimitten- 
da ad domum defunc/ti ; Vel , si ibidem non habeat habita- 
tionem , affigenda ad unam columnam lodia? ante locum su- 
pradictum , ubi jus redditur ; qua? citatio in effec/tu conti- 
neat : Si quis vult esse haeres , vel respondere prò haerede 
defundìi debeat comparere legitime infra terminum pra?rìxum 
in citatione appositum arbitrio Potefiatis . Et etiam citentur 
extranei , sive tertii possessores diéli defundìi , contra quos 
agere voluerit , quod interesse debeant ad videndum inchoa- 
ri processum dicìa? excussionis fienda? , 6c sufficiat quod se- 
mel citentur praedicìi possessores cum clausula apposita in 
supradidìa citatione , quod successive debeant interesse ad 

k quos- 



Lxxiv STATUTA CIVILIA 

quoscumque ac/tus fiendos usque ad terminationem dicìae e x- 
cussionis . Et prsedidìis observatis , nulloque comparente, 6c 
contumacia accusata , Poteftas ad petitionem Acìoris , vel il- 
lius , qui debitorem , aut ejus haeredes citari feeerit , ut su- 
pra , diligentem perquisitionem faciat , seu fieri faciat de bo- , 
nis illius debitoris , qua? non possideantur , vel detineantur 
ab alio , quam ab ipso debitore , vel ejus haerede, per unum 
Correrium in Villa , seu Vicinia , vel Loco , in quibus de- 
bitor habitare solebat , cujus relationi cura ejus juramento 
credatur. Et qui Correrius debeat inquirere ad minus qua- 
tuor de proximis vicinis dicSìi debitoris, vel hseredum Villa?, 
Viciniae, vel Loci, in quo, vel quibus debitor, vel hseredes 
habitare solebant : Et si ibidem non fuerint tot Vicini , fiat 
inquisito a Vicinis , ut supra , & a Vicinis Viciniae, Terra; 
vel Villae proximioris in supplementumj & in relatione Cor- 
reni contineatur nomen , & cognomen omnium Vicinorum , 
a quibus fecerit inquisitionem . Et praedidla etìam habeant 
locum , & observari debeant in pluribus debitoribus , & et- 
ìam in ride/ussoribus , 6c mandatoribus , antequam per venia- 
tur ad extraneum possessorem bonorum aliciyus ex debito- 
ribus obligatis . Et hoc facfto , & habita relatione a dicalo 
Correrlo, ut supra , quod aliqua bona non invenerit, Pote- 
ftas, vel alius Jusdìcens teneatur pronunciare , excussionem 
esse legitime facì:am : À qua pronuncia non possit appellari, 
nec de nullitate dici . Et tunc creditor possit convenire ex- 
traneum possessorem aétionehypothecaria. Possit tamen ipse 
extraneus possessor intra tempus , quo durabit didta excus- 
sio, oftendere principale m debitorem , vel e/us haeredes pos- 
sidere tot res in Territorio Guaftallas , quibus possit satisfie- 
ri creditori : quo oftenso , in ipsis rebus sibi satisfiat , ante- 
quam 



GUASTALLA lib. i. lxxv 

quam pcssit conveniri ipse extraneus possessor . Possit et- 
iam didìus extraneus possessor , poftquam fuerit conventus 
aditone hypoihecaria , durante termino probatorio ipsius cau- 
sae , demonticare adesse de bonis dicti debitoris principalis , 
vel haeredum , quo facto de ipsa re satisflat , ut supra . 

Quando, & quis debeat pr&ferri in hypoth ecaria AElione , & 
in Publiciana, & quid sit probandum in hypoihecaria, 

RUBRICA XLIV. 



i3tatutum ejft, si fuerit contentio inter duas, vel plures per- 
sonas agentes , vel agere volentes contra aliquam personam , 
velUniversitatem acftione hypothecaria , de aliqua re, nomi- 
ne , vel ;uie sibi obligata , vel obligato tacite , vel expres- 
se , quacumque de causa, «Se habeant causam ab eadem per- 
sona , tunc in ilio casu /us commune servetur , ita quod il- 
le piseferatur , ck obtineat qui fuit prior tempore in hypothe- 
ca . Si vero causam habeant a diversis personis , qua? non 
repuientur una, sive eadem persona de jure , tunc ifto casu 
melior sit conditio illius personae, «Se prseferatur , «Se obtineat 
qui probaverit suum debitorem rem petitam , nemen, seti 
jus , de qua, sive quo erit contentio, possedisse prò sua, «Se 
tamquam sua antiquiori tempore , dummodo tunc temporis 
fuerit debitor, & res, vel noraen debitoris fuerit obligatum , 
sive hypothecatum . Et intelligatur rem fuìsse in bonis debito- 
ris, si probetur , quod debitor ipsam tenebat , «Se possidebat 
prò sua, «Se tamquarn sua , «Se prò ut faciunt veri Domini , 
«Se possessores rerum suarum, tempore obligationis praedicìae, 

k 2 vel 



lxxvi STATUTA CIVILTÀ 

vel hypothecas contradtae expresse , vel tacite , ita quod 
non sit necesse agenti hypothecaria ad hoc ut possit obtine- 
re , quod probet rem fuisse in bonis , & dominio ipsius de- 
bitoris . Et praedicìa habeant locum, & observentur in duo- 
bus habentibus Publicianam , 6c sic ementibus a non Domi- 
no, ut ille piaeferatur, Se obtineat , qui habet , vel habebit 
antiquiorem Publicianam , nisi aliud obftet , ita quod possi- 
dens non praeferatur eo solo , quod possidet , & habeat ti- 
tulum a diverso non Domino. 

Quod unui Creditor teneatur cedere jura sua alteri Creditori . 

RUBRICA XLV. 



s 



tatutum eli:, quod si duo Creditores agant actione hypo- 
thecaria , ita quod uterque contendat consequi possessionem 
rei hypothscatas ; tunc si primus Creditor velit excludere 
secundum , adeo ut ipse solus admittatur ad avocandam di- 
cT:am rem , possit cum eflècìu ofTerre , 6c solvere debitum 
secundo creditori ; ck tunc ille secundus creditor teneatur 
cedere ;ura sua, quse habebat in didìare, ipsi primo credito- 
ri. Et e converso si primus creditor prasjidla non fecerit , 
possit facere secundus Creditor : qua oblatione , se.u solutio- 
ne facìa per ipsum , primus creditor teneatur cedere sua /li- 
ra ipsi secundo creditori , ita quod secundus creditor solus 
admittatur ad consequendam possessionem ipsius rei hypo- 
thecatae. Et praeiicìa habeant locurn in duobus Emptoribus, 
Donatariis , Legatariis, & aliis similibus. 



Quod 



GUASTALLA lib, i. lxxvh 

Quod Creditor , qui possldet rem debitoris excedentem valorem 

sai debiti, non possìt eam defendere ultra quantitatem 

sui debiti . 

RUBRICA XLVL 



v3<atutum efì , quod si Creditor, etiam anterior, reperiatur 
possidere rem , vel res sui debitoris , sed excedentem; quan- 
titatem sui debiti , & non possideat virtute dationis in so- 
lutum , vel ady'udicationis faclse secundum forraam Statuto- 
rum, de quibus supra , sed ita eam , vel eas possideat , as- 
serens se possidere , ac tenere vigore sui debiti ; tunc non 
possit eam, vel eas defendere adversus alios creditores ul- 
tra quantitatem sui debiti , ck expensarum fadlarum , sed 
prse diéìae res aenV.mentur per aeiìimatores eiigendos secundum 
formam Statutorum, ut supra. Qua aeftimatione facìa, tenea- 
tur Potefìas summatim , sine fìrepitu , ck figura judicii , & 
absque libello facere , quod dictus Creditor relaxet totum 
id quod fuerit repertum babere , Se possidere de rebus de- 
bitoris sui ultra praedìcìam quantitatem sui debiti , Se ex- 
pensarum, quod difìribui debeat inter creditores alios , ser- 
vata tamen prioiitate temporis inter ipsos , ita quod ante- 
riores Creditores prseferaruur . 



H0> 



Lxxvin STATUTA CIVILIA 

Quomodo re sponderi debeat litis Interro gat or il s , & de fan a ne* 
gantis possidere rem , quam possidebat • 

RUBRICA XLVII. 



tjtatutum eft, quod si quis volens agere adlione reali, pu- 
la , Rei Vindicatione , Publiciana , vel Hy^othecaria , aut 
alia , &: fecerit interrogatoria pr sparatoria litis, interrogando 
Reum, an possideat, vel detineat certam rem, quam intendit 
avocare aliqua acftìone sib: m^lius competente; 3t qui Reus 
interrogatus respondendo dixerit se non tenere , nec possi dere, 
nec dolo desiisse possidere, sipofìea fuerit conviéìus de men- 
dacio, &: sic Actcr probaverit quod tempore praedidìae res- 
ponsionis factae possidebat , vel detinebat , Poteiìas ad in- 
ftantiam Actoris teneatur incontinenti hoc ofìenso , auferre 
possessionem didtae rei ab ipso Reo convinto de mendacio , 
<k eam transferre in Acìorem in praejudicium ipsius Rei 
convidti respondentis , etiamsi Aéìor non probet de jure 
Suo; ita quod Reus conventus de Reo efficiatur Adlor . Et 
quae responsìo si teneat , vel possideat , vel ron, possit rie- 
ri absente , vel pi assente parte contraria , & praesente , & 
absente Potefiate , vel alio Jusdicente , & valeat perinde ac 
si esset fadìa presente parte , ck in praesentia Poteflatis , 
aut alterius Jusdicentis ^ Et hoc Statutum sit prascisum , & 
■praecise observetur. 



De 



GUASTALLA lìb. i. lxxix 

De Possessione reftìtttenda , in qua quis intraverit 

auttoritate propria . 

RUBRICA XLVIIL 



v3i aliqua persona intraverit in possessionem , vel tenutam 
alicujus rei mobilis , vel immobilis , quam alius habeat , vel 
teneat , Potefìas compellat eam ad reflituendum ei , qui ip- 
sam possessionem habebat , & tenebat, una cum frudlsbus 
perceptis , & qui verisìmiliter percipi potuerunt ; Se ulterius 
puniatur in libris XXV. Imperiaiibus applicandis Camerae 
Magoificorum Dominorum Comitum prò una tertia parte , 
prò alia vero tertia Communi Guastalla? , òk prò alia tertia 
ipsi spoliato, 6c espulso. Et super praedicYis possit Potefìas 
cognoscere summarie , sine fìrepitu, & figura judicii > <3c sine 
libello , ck litis conteflatione , quemadmodum etiam possit 
hoc modo cognoscere de aiiqua re rapta , vel furtive sub- 
tracia , aut alio modo illicite ablata . Et praedidla non ha- 
beant locum in eo , qui ingressus fuìsset possessionem ali- 
quam virtute padti , vel licernise sibi attributi, & concessa 
per partem , contra quam fuisset ingressus possessionem , <Sc 
sic a quo habuisset causam , puta in vendente , donante , 
dante in solutum , 6t similibus cura didto pailo; tunc liceat 
emptori , donatario , Se aliis similibus intrare impune in 
possessionem audloritaie propria contra dicìas personas , & 
earum hasredes , non autem possit exerceri talis licentia 
contra singularem successorem possidentem praedictas res 
venditas , donatas > vel in solutum datas, sed agendum sit 

via 



lxxx STATUTA CIVILIA 

via juris . Item prasdicìa etiam non habeant locum in Lega- 
tario, cui esset factum legatam àlicujus rei certas , 6c eum li- 
centia concessa per Teftatorera apprehendendi , vel posses- 
sionem ingrediendi auéloritate propria . Tunc possit impune 
ipse legatarius ingredi , & apprehendere possessionem ipsius 
rei legata?, etiam invito h.aerede . 

De Iure addendo Forensibus , & non subjeUis JurisdiBioMt 
Poteftatis GuaftalU • 

RUBRICA XLIX. 



v3tatutum efì , quod Poteftas Guaftallae , vel alius Jusdicens 
nriniftret, Se minifìrare debeat jus circa decisoria Causarum 
in Civilibus , .& Criminalìbus,, Forensibus , & non subjecTts 
Jurisdiélioni Guaftalla?, eo modo , & forma, quibus fit Jus 
Hominibus ipsius Terra? Guaftalla? : & hoc tantum de sorte 
capitali •> & expensis legitimis , non autem fiat ipsis jus de 
aliqua pcena . Et haec omnia , & singula habeant locum in 
prseteritis , praesentibus , & futuris . Dicìus tamen Forensis 
non audiatur in judicio per dicìum Poteftatem , aut alium 
Jusdicentem, nisi prius prsefìiterit idoneum fidejussorem* se- 
cundum modum , &. formam Statuti , de quo supra positi 
sub Rubrica , Quod non subjetfìus Jurisdictioni &c. 



De 



GUASTALLA lib. u lxxxi 

De modo probandi aliqmm esse mortuum . 
RUBRICA L. 



^taiutum eft, quod si aliquis dicatur mortuus a decerti an* 
nis retro in longinquis partibus , &: probetur de publica vo- 
ce , Se fama per plures tefìes bona? famae , & opinionis , 
quod communiter habeatur , & reputetur prò raortuo i ók 
prò tali fuerit habitus, òk reputatus, tunc sit probata mors . 
Si vero quis dicatur mortuus a decem annis , & circa in 
dicìis partibus , ók sit in locis remotis a Terra Guastalla? , 
probetur de visu , òk etiam possit fieri probatio per tefles 
bonoe famae , &; opinionis , deponentes , quod non fuerit vi- 
sus , nec eum videri in Territorio Guaftallae , sive Curia a 
dicTis decem annis , èk citra ; òk etiam ijfto casu probetur 
de publica voce , òk fama , quod sit mortuus , òk habeatur 
prò mortuo , tunc sit probata Mors . Ac etiam probato , 
quod e/'us consanguinei , òk aflines propter novum , quod 
fuit portatum de Morte , fecerint luctum > officia & alia , 
qua? rieri consueverunt prò morientìbus in Terra Guaftallse. 



De 



Lxxxu STATUTA CIVILIA 

De poena neganti s aliquem mortuum , si fuerìt mortuàs 
in Territorio GuaftalU . 

RUBRICA LI. 



Otatutum eft , quod si quis fuerit mortuus in Territorio 
Guaftallae , Se sit necesse quod didìa mors verificetur in 
aliquo judicio , vel Processu , puta , quia creditor defuncTt vo- 
lebat exigere suum creditum ab ejus haeredibus, & conven- 
tus in judicio , si interrogatus fuerit , vel fuerit ei posiium 
per positiones cura /tiramento , quod talis erat mortuus, & 
conventus respondendo negaverit mortuum , vel dixerit se 
nescire ; tunc si prolatum fuerit illud , quod fuit negatum , 
esse , vel fuisse verum , negans condemnetur per Potefta* 
tem, vel alium Jusdicentem , coram quo negatum fuerit, in 
libris XXV. Imperialibus applicando prò tenia parte Came- 
ra? Magnifìcorum Comitum , prò alia tertia parte Communi 
Guastalla? , ck prò alia tertia ipsi parti , qua? probavit ; Se 
ultra teneatur ad omnia damna , expensas , & interesse , 
qure occasione prsedicT:a passa fuerit didìa pars . Et eadem 
poena puniatur negans in judicio filiationem , cognationem , 
sive con/uncìionem sanguini*, tam in Ascendentibus, quam 
in Descendentibus 9 & Transversalibus usque ad tertium 
gradum inclusive de /ure Canonico . Et intelligatur quis ne* 
gasse prsedifta , etiam si responderit non credere , vel non 
exiflimare, «Se eadem poena puniatur quicumque negaverit ali- 
quam positionem, qua? pendeat a facT:o proprio , si per pò- 
nentem probata fuerh, nisi esset positio de fadlo antiquo. 

/ De 



GUASTALLA lib. i. lxxxiii 

De posna petentis illud, qnod efi sìhi solutum* 
RUBRICA LIL 



i3tatutum eft, quod si creditor , qui recepit debitum a suo 
debitore , & cui fecerit inftrumentum finis , ck solutionis , 
iterum petat tale debitum solutum a quondam debitore suo, 
& forte debkor non posset ita subito offendere , vel reperi- 
re inftrumentum solutionis , &. finis praedicìse , tunc , 5c eo 
casu talis creditor condemnatus sit ipso /ure in tantum , 
quantum petet a debitore suo indebite , applicandum , 6c 
dandum incontinenti , & sine cxceptione debitori , a quo 
indebite petitur , 6c hoc debitore ofìendente infìrumentum 
finis , & solutionis , ck non aliter ; cura creditor ex malitia 
sua damnum , Se penam consequi debeat , petendo bis debi- 
tum , in quo non possit pretendere ìgnorantiam . Et intelli- 
gatur petere per solam oblationem libelli coram quocumque 
Judice . Et praedicìa solum locum habeant in creditore , ck 
aliis habentibus causam ab eo idem facientibus , videlicet 
bis idem debitum petentìbus , non autem in haerede , sive 
haeredibus ipsius creditoris , qui vensimiliter poteri: praeten- 
dere ignorantiam fadti Defundli. 



l 2 De 



lxxxiv STATUTA CIVILIA 

De Cessione debiti non facienda pofl solution em , & quod cessione 
fatta cedens non possit amplius agere . 

RUBRICA LUI. 



Otatutum efl; , quod si aliquis Creditor cesserit ;ura sui cre- 
diti alicui persona , non possit pofl diiftam cessionem fa- 
dìam facere fines solutionis creditori > nec padtum de non 
petendo , & si contra fecerit , fines non valeant , nec pa- 
<ftum pr2edicT;um valeat , sed ipso jure sint nullce y ck nul- 
lum , ck puniatur in libris decem Imperiaìibus applicandis 
prò duabus partibus Camerae Magnifìcorum Comitum , prò 
alia parte Cessionario . Et similiter didlus cedens faéìa ces- 
sione , non possit amplius aliquid petere occasione dicTii de- 
biti cessi a suo debitore , forte propter acìionem direéìam , 
quae eidem remansisset , non obftante didla cessione facT:a . 
Et si quis creditor cesserit jura alicui de debito , quod erat 
sìbi solutum , òk de quo conftabat inftrumentum finis solu- 
tionis, vel fecerat pacT:um de non petendo, tunc talis cessio 
sit ipso jure , òk immediate nulla , ck puniatur poetia, de qua 
supra, ck applicanda ubi supra. 



De 



GUASTALLA lib. t. lxxxv 

De Creditoribns compellendis t rade re Injlrumentum Debiti , & 
facere Injìrumentum solutionis Debitoribus , soluto ejus debi- 
to , & de Vendìtoribus compellendis face re Injìrumentum 
venditionis Emptorìbus . 

^ RUBRICA LIV. 



A. 



.d obviandum, ne in futurum Homines Guafìallae damna $ 
& expensas paterentur , ck indebite propter hoc , quod non 
possint docere de juribus suis , ideo statutum , 6c ordinatum 
eft, quod creditores de pecunia, vel alia re eis soluta tenean- 
tur reddere inflrumenta debitorihus de ipsis debitis , Se in- 
flrumenta solutionis , & pagamenti ipsis debitorihus ad vo- 
luntatem ipsorum . Et si Creditores juraverint se non habere 
inflrumenta praedicla , &. ea dolo non retinere , teneatur 
facere inflrumenta solutionis , & pagamenti ipsis debitori- 
bus , ad voluntatem ipsorum debitorum , Se expensis ipso- 
rum : & hoc sub poena librarum decem Imperialium appli- 
candarum prò dimìdia Carrserse Magnificorum Dominorum 
Comitum , & alia dimidia ipsi debitori : Et Poteflas , vel 
alius Jusdieens , coram quo movebitur quaeftio de praedidìis , 
teneatur sacramento compellere illuni , vel illos , qui solu- 
tiones perceperint , ad voluntatem ejus , qui eam fecerit , fa- 
cere iniìrumenta de ipsa solutione . Possitque , & teneatur 
Noiarius , qui fuit rogarus de infìrumento debiti , vel alius, 
cui essent concessa Ere viaria , Protocolla aliorum Notario- 
rum , de voiuntate debitoris , òt creditoris cancellare in 
Protocollo , vel Breviario infìrumentum debiti , vel alfce 

obli- 



lxxxvi STATUTA CIVILIA 

obligationis , dummodo iilud faciat in prsesentia trium te- 
ftium , ad hoc vocatorum , sive ipsum inflrumentum fue* 
rit expletum , sive non ; & faciat mentionem apud ipsum 
inflrumentum debiti , vel obligationis de praejicìa cancella- 
tone, 6c de voluntate praedidlorum, &. de Millesimo, Men- 
se, &: Die didtce cancellationis , de de causa ipsius cancella- 
tionis , 6c de praesentia diélorum Teflium . Et prasdidla ha- 
beant locum etiam in venditoribus alicujus rei mobilis , vel 
immobìlis , vel juris , & soluto pretio per Emptores com- 
peiiantur facere inflrumentum vendìtionis eis modo , & 
forma , ut supra di(ftum efl , ipsis tamen Emptoribus sol- 
ventibus mercedem Notarli . Idem etiam observetur in per- 
mutationibus , dationibus in solutum , Locationibus ad lon- 
gum tempus , Se ad modicum , Se in aliis similibus con- 
tracTihus celebratis , ut possint compelli , Se compellantur , 
ut supra . 

De Stìpulatione fatta alteri , & cjuomodo ipsi acquira- 
tur , & de aliis ContraElibus • 

RUBRICA LV. 



s 



tatutum efl , quod si quis fuerit flipulatus, vel pacìus , 
vel contraxerit nomine alterius , sive habuerit mandatum 
ad hoc, sive non, acquiratur aclio, exceptio , sive jus ei , 
cujus nomine ftipulatio , vel padtum , seu contractus fadlus 
fuerit , etiam sine aliqua cessione fienda per eum , qui 
fuerit flipulatus , vel contraxerit modo, prsedicto ; Ita quod 
ipse talis, cujus nomine fuerit facìa flipulatio , padìum , vel 

con- 



GUASTALLA lib. u lxxxvii 

contracflus, possk agere , vel excipere ad ejus libitum . Et 
praed cTa ha beane locum si ve pra?dicT:.i ftipulatio , paéiuin > 
vel contrac/tus fuerint facTi per Notaiium , òk sic personarn 
publicam, sive per aliarci privatami personarn, d ammodo de 
tali ilipulatione , pacto , & contraila appareat publicurn in- 
ftrumentum , Se tale inftrumentum habeat executionem pa- 
ratam , sicut si esset confeétum inter easdem personas, Se 
censeatur faótum inter easdem personas . 

Quomcdo^ & quando possint tefles recipi ad aternam 
rei memoriam . 



RUBRICA LVL 



s 



tatutum efi, quod tefles ad inflantiam Adloris , sive age- 
re volentis ad aeternam rei memoriam , 6c sic ante litem 
conteftatam non recipiantur , nec examinentur , nisi essent 
aliqui Tefles morituri, vel infirmi , senes , &: futuri absen- 
tes ; ck intelligantur infirmi , & senes arbitrio Judicis ; vel 
nisi in Causis criminalibus , & in causis , in quibus proce- 
diti de plano sine flrepitu , ek figura judicii ; ck in causis , 
ubi lis non conteftatur . Et super exceptione emergente an- 
te litis conteflationem , ck in causa expensarum , vel nisi 
admitterentur de consensu partium , Se in iflis casibus , in 
quibus possint recipi teiles ad «ternani rei memoriam , ser- 
vetur tahs modus : Quod citetur Reus , ut compareat ad 
certam diem coram Poteflate ad videndum per Adìorem , 
seu agere volentem produci imam scripturam cura certis ca- 
pitulis intentionis sua; ; & si comparuerit , detur sibi copia 

cum 



lkxxviii STATUTA CIVILIA 

cum termino competente ad faciendum sua interrogatoria \ 
& si non comparuerit, intimetur sibi didla scrìptura cum ca- 
pitulis , & cum termino ftatuto , vel ftatuendo ad facien- 
dum sua interrogatoria personaliter , vel ad domum scinse 
hab'uationis, ck deinde examinetur eodem modo & diiigen- 
tia ea , & cum debitis interrogatoriis , pio ut examinamur 
Teftes poft litem conteftatam . Quibus examinatis , tunc non 
publicentur eorum dieta, & atteitationes , sed teneantnr se- 
creta per Notarium , qui scripserit , vel rogaverit , donec 
ipse , qui examinari fecerit , voluerit agere . Ad inftantiam 
vero Rei possint teftes examinari ìndiftin&e ad aeternam 
rei memoriam , & in omnibus casibus , cum non sit in ejus 
facultate agere , sed defendere - Quibus examnatis, eorum 
ó\{ìa. teneantur secreta per Notarium , ut supra dicftum eft, 
donec ipse Reus fuerit conventus in judicio per Adljrera • 
Et hoc Statutum sit praecisum ck prascise observetur. 

Quomodo agenàum sit contro. Procuratore! 9 qui pcctmìas 
Dominorum exegissent . 

RUBRICA LVIL 



e 



um saepe numero contingat , quod Procuratores , & AcTx> 
res conftituantur per Dominos , vel quasi, ad exigendum , 
&: debita recipiendum , & ad vendendum bona ipsorum 
Conftituentium , &: poftquam pecunias exegerint , & vendi- 
derint , ck pretium receperint , ipsas pecunias sic exadìas , 
3c pretium receptum non dant ipsis Dominis , sed , quod 
pejus eft , se absentant a Territorio Guaflalls in grave dam- 

num 



GUASTALLA lib. i. lxxxix 

num ipsorum Dominorum, vel quasi ; ira quod non possunt 
eos convenire personaliter acìdone mandati > tee possunt de 
/ure habere regressum contra bona ipsorum : Id circo ftatu- 
tum , Se ordinatimi efl: , quod bona tal'nun Procuratorum , 
Se Acìorum intellìgantur , Se sinc obligata eo die, qu> cae- 
perint esse debitores ipsorum Conflhuenttum , Se sic quo 
receperint dicìas pecunias occasione prsedicìi mandati; Ira 
quod possint conveniri per ipsos Conilituentes , Se eorum 
haeredes personaliter , Se edam hypothecaria , Se sic quod 
bona ipsorum sint obligata , ita quod possint agere contra 
quemeunque extraneum possessorem , praecedente tamen ex- 
cussione debita , Se praeferantur aliis , qui poft pecunias re- 
ceptas cum ipsis contraherent , Se expresse omnia bona sua 
obligassent ; Se hoc non obfìantibus quibuscumque in con- 
trarium facientibus . 

Quomodo puniantur non obedìentes praceptis Potefiatis 
in Civilibus • 

RUBRICA LV11I. 



i3tatutum efl , quod si Poteftas fecerit prseceptum alicui * 
quod faciat aliqurd , Se ipse non paruerit Poteitati , tunc 
pio primo praecepto spreto > Se non servato non possit con- 
demnari nisi in solidis XX. imperialibus . Si vero non pa- 
ruerit secundo praecepto , tunc non possit gravari nisi in 
solidis XL. ImperialiDus , quae poenae debeant ab ipsis con- 
tumacibus exigi , ipsis tamen prius citatis , Se audita prius 
eorum defensione , Se summarie sine ftrepitu , Se figura judi- 

m cii; 



xc STATUTA CIVILIA 

cii ; & quae àpplicentur Camerae Magnificorum Dominorum 
Cernitura prò dimidia , & prò alia dimidia illi, ad cujus 
infìamiam fuerint fadta dicìa praccepta . Ultra vero praedi- 
<£tas quantitates non possit aliquid exigi , nec possint pigno- 
rari : Et prasdiéta habeant locum in Causis Civilibus , sed 
in maleficiis , & sic in causis Criminalibus Poteftas possit 
praecipere, ck praecipi facere , prò ut sibi placuerit, inspécìa 
qualitate facli , ck conditione personarum . 

Quando aliquis citatus possit comparere , & de 
effetti* ipsius comparitionis • 



RUBRICA LIX. 



A 



,d obviandum dubiis , quae in dies oriri possent propter 
eos, qui non comparent in termino praefixo , & ftatuto per 
Judicem ad comparendum , ftatutum eri , quod dies praece- 
pti facti, vel citationis fadlae per Judicem , ut quis compa- 
reat coram eo infra tot dies , non cemputentur in ipso ter- 
mino , ita quod non computato ipso die termini , si poftea 
compareat in termino flatuto , non possit dici contumax . Et 
si dies alicujus termini prsefixi per Judicem cadat in diem 
feriatam , teneatur , Se possit comparere die sequenti juridi- 
ca , qua die comparente non possit dici contumax . Possit- 
que etiam citàri die feriato quis , non ut ipso die fenato 
compareat , sed ut compareat die sequenti juridico . Et si 
per Potefratem fuerit alieni fadìum praeceptum , ut aliquid 
faciat etiam cura comminatione , sive tale praeceptum habeat 
clausulam , videlicet , salvo , quod si de prsediclis senserit 

se 



GUASTALLA lib. i. xci 

se gravatum, comparere debeat òkc. sive non, &: talis coni- 
paruerit , facta comparitione , diclum prseceptum intelliga- 
tur , & sit resolutum in vim simplicis citationis . 

De Arbitratoribus elìgendìs inter Con]unUos . 

RUBRICA LX. 



N, 



e conjuncìi sanguine , vel affiniate sumptibus , ck ex- 
pensis fatigentur per judicia , flatutum efì quod si inter Pa- 
ttern , &. fìlium sive legitimum , òk naturalem , sive natura- 
lem tantum, sive legitimatum , ck inter fratres , òk natura- 
les, òk iliegitime natos , ck inter consanguineos germanos , 
ck eorum filios , òk inter agnatos , ck cognatos usque ad 
quartum gradum inclusive, intelligendo gradum de jure Ca- 
nonico, vel inter affines usque ad tertium gradum , intelli- 
gendo gradum , ut supra , esset aliqua lis , vel discordia 
prò aliquibus bonis, Se rebus, vel quantitate pecuniarum , 
ck alio quocumque modo , jure, vel causa, prò quibus inter 
praediclos esset discordia,- Potefìas Guaflalla? , vel alius Jus- 
dicens teneatur &L debeat ad inftantiam partium , seu partis 
eos compellere omnibus juris remediis ad eligendum unum 
bonum Virum prò utraque parte, 6c unum tertium de con- 
fìdentibus partium habitatores , òk considentes in Territorio 
Guaftalte , nisi concordarent in eligendo unum solum confì- 
dentem , in quos , seu quem , tamquam ipsarum partium 
Arbitros , òk Arbitratores compromittant de jure 6k de facìo 
super didlis controversiis , òk quidquid terminatum fuerit per 
ipsos , seu majorem partem ipsorum, Potefìas faciat observa- 



m 2 ri 



xcii STATUTA CIVILIA 

ri inter prsedlcftas partes . Qui Arbitri , Se Àrbitratorcs sic 
teneantur suam sententìam , ck arbitramentum tulisse cla- 
ram , ck apertam infra triginta duos dies continuos incipien- 
do a die notifìcationis fadìae ipsis arbitratoribus de compro- 
misso fa ciò , ubi in compromisso terminus non sit praefixus , 
sub pcena librarum XXV. Imperialium prò quolibet ipsorum 
applicanda prò dimidia parte Camerae Magnifìcorum Domi- 
norum Comiturn , ck prò alia Communi Guaftallse , ck quae 
notificano fieri debeat ipsis Arbitratoribus per partes , aut 
alteram ipsarum infra tres dies continuos a die compromissi 
facìi, si fuerint prsesentes; si vero fuerint absenr.es> infra de- 
cem dies continuos , aìioquin compromissum sit nullum, ck 
sententia poflea per eos lata , elapso termino didìorum die- 
rum triginta duorum , non valeat . Possint tamen ipsae par- 
tes de novo compelli per Poteiìatem ad faciendum aliud 
compromissum secundum modum prsedidtum in alios arbi- 
tratores novos, Se qui teneantur terminare, ut supra dicium 
efì . Et intelligatur lis , ck: controversia in presenti Sta- 
tuto inter praedicìos omnes attinentes , etiam per solam 
citationem continentem causarci , ck rem , seu qi|iantitatem . 
Teneatur etiam Potefias, aut alius Jusdicens compellere pras- 
dicios ad acceptandum compromissum, ck terminandum sub 
poena imponenda , ck applicanda arbitrio praedicTi Potefta- 
tis, vel alterius Jusdicentis . Et a diilis sententiis, seu arbi- 
tramentis latis non possit dici de nullitate , nisi ipsa nullitas 
proveniret ex deftcìu jurisdidtionis ipsam sententìam , seu 
arbitramentum proferentis: quo casu tunc possit dici de nul- 
litate, nisi talis sententia, seu arbitramentum nullum, Fuisset 
expresse per partes approbatum j quia tunc licet non valeat 
in vim sententi^ , ck arbitramenti , tamen valeat , Se effe- 
cium 



GUASTALLA lib. i. xeni 

cì;um sortiatur in vim padìi , sive conventionis initse inter 
partes ipsas . Et praedicìa edam habeant locum in necessa- 
rio defensore; puta, si quis vendiderit rem alicui ,, òk frater , 
aut alter attinens ipsius venditoris moverit litem super ipsa 
re dlcìo emptori, qui emptor si denunciat litem sibi motam 
venditori a fratre, vel aliter conjundlo ipsius venditoris, pos- 
sit ifìe venditor petere , ck compellere ipsum fratrem , aut 
aliter attinentem agentem ad faciendum compromissum , ck 
iia Poteflas teneatur eos compellere . Supradidta omnia prò* 
cedunt in casibus dubiis : secus esser in casibus claris , ubi 
quis attinens haberet inflrumentum publicum , purum , vel 
in diem , vel conditionale , sed condirio esset purificata, vel 
haberet sententiam , quae transivisset in rem judicatam , vel 
prasceptum factum in confessum , ck peteret executionem , 
dumniodo talia infìrumenta , sententia , Se praeceptum fuis- 
sent confessa , ck lata inter easdem personas , vel quia ha- 
beret aliquam exceptionem litis finitae , seu impedientem li- 
tis ingressum , ck de qua conftaret inflrumentum confecìum 
inter easdem personas, ut puta transadttonis , /uramenti, ac 
etiam pacìi de non petendo . liìis casibus non possint com- 
pelli ad compromissum . Idem in casibus dubiis , & libellus 
esset porrecìus coram Poteftate , ck notificatus parti , òk 
non peteret infra XII. dies continuos a die didìi libelli no- 
tificati compromissum fieri. Et multo plus , si essent produ- 
cili , Se examinati tefies , ck publicati , ck didìa teflium di- 
dicita per partes super aliqua causa , tunc non possint am- 
plius partes compelli ad faciendum compromissum . Similiter 
si non fuerit petitum in causa principali, non possit peti in 
causa appellationis , casu quo fuisset sententiatum per Potè- 
jftatem, òk fuisset appellatum- 

De 



xciv STATUTA CIVILIA 

De Compromissis facVs Inter Extraneos , & infra quantum 

tempus Arbitratores teneantnr proferre suum 

Arbitramentum • 

RUBRICA LXI. 

Quia aliquando edam extranei non conjunai sanguine , 

ut parcant laboribus , & expensis , qux in dies fiunt in ju- 

dicio , faciunt compromissa in Amicos communi ; Idoneo 

Staratura eft , quod si aliquod compromìssum fattura fuent 

sponte per aliquas perlonas , non conjunttas sanguine, nec 

aflinitate, in aliquos arbitros, vel arbitratores, seu armcabi- 

les compositoi , & non sit profili» terminus certus in 

ipso compromisso per partes , ipse , vel ipsi teneantur , Se 

debeant ipsam causam terminare , aot araicabilera composi- 

tionem infra spatium triginta dnorum dierum uuhum , in- 

choandorum a die not.ficationis eidem fattae exclusive nu- 

j _ ^ «^tifirarìn ìDsius fieri debeat intra termi- 
mcrandorum > quae notincatio jp&iu» 

num, de quo in Statuto praecedenti. Et teneantur ditti Ar- 
bitratores ad sententiandum , & terminandum sub poeaa 
contenta in precedenti Statuto , & applicanda ut ibi . Pos- 
sintque compelli per Poteftatem ad inftantiam partium om- 
nibus juris remediis ad acceptandum dicium Compromis- 
sum , & ferendum eorum sententias , seu arbitramenta . Si 
tamen tales Arbitri , seu Arbitratores neglexerint sentent.a- 
re, vel amìcabiliter componete infra dittum tempus, dittum 
compromissum sit cassum , penitus irritum , & nuilius mo- 
menti , & efficacie , ita quod contenta in ipso comprom.s- 



GUASTALLA lib. i. xcv 

so nlhil habeant firmitatis , cum arbitri , 5c arbitratorcs eli- 
gantur occasione litium finiendarum , &: noa differendarum . 

Quomodo , & quali ter possit appellavi a Sententi Is lati* per Ar- 

bitratores , & infra quantum tempus terminetur Causa 

Appellationis , & per quos . 

RUBRICA LXIL 



*3tati>tum eft , quod latis arbitriis ,* seu arbitramentis per 
Arbitros, seu Arbitratores , in casibus , de quibus in duobus 
pr3ecedentibus Statutis , possit , oc valeat pars conqueri per 
viam appellationis tantum , 5t non nuìlitatis , & teneatur 
appellare , & appellationem prosequi in omnibus , ek per 
omnia, & intra tempora concessa super aliis appellationibus 
interpositis a sententiis latis per Poteftatem , vel alium Judi- 
cem ordinarium , ck secundum forma m traditam per Statu- 
ra supra posila in Rubrica , De appellationibus interponen- 
dis , & infra quantum tempus &c. ; ck in Rubrica , Quo- 
modo dividi debeant tempora data ad prosequendam Appel- 
lationem èkc. : dum tamen non possit appellari nlsi semel a 
qualibet parte , ut eft supra ordinatum de Sententiis defìni- 
tivis in dicìa Rubica , Quomodo dividi debeant tempora &c. 
Et prsedicìa locum habeant in sententiis , seu arbitramentis 
latis super Compromissis facTis per personas extra neas , de 
quibus in Statuto precedenti . Si vero fuissent ìatae senten- 
tiae super compromissis factis per personas coniun<£las san- 
guine , vel affinitate , de quibus in alio Statuto anteceden- 
te , & fuerit appellatum , & intra tempus debitum , tunc 

Po- 



xcvi STATUTA CIVILIA 

Poteftas, vel Me, ad quem fuerit appellatimi, teneatur parte, 
vel partibus inftantibus infra tres dies cogere ipsas partes 
ad faciendum aliud compromissum in alios tres bonos Viros 
eligendos , ut supra , vel unum solum , si de uno solo con- 
cordaverint ipsse partes , in quem , vel quos ipsae partes se 
compromittant , coram quibus , vel quo causa appellarionis 
prosequi debeat per partes , & quae debeat durare viginti 
quinque dies continuos , ìnchoandos a die notiricationis fa- 
dìae exclusive de didlo compromisso ; qua? notificano ipsis 
fieri debeat prò ut ordinatimi eli supra in alio Statuto . Ita 
quod ipsi Arbitratores teneantur terminare infra dicìos vi- 
ginti quinque dies continuos sub poena , de qua in diesis 
Statutis prsecedentibus , applicanda ., ut ibi. Et si ipsì Arbi- 
tratores ex aliqua causa non possent expedire infra dicìum 
terminum , tunc ipsse partes ante finem ipsius termini pos- 
sint prorogare dicìum terminum , seu novum compromissum 
Tacere super didta Causa appellationis interpositse , nec pos- 
sit appellari nisi semel per quamlibet partem , ut dicìum 
cfì . Et hoc intellecìo , quod omnia alia juris remedia , 
tam recisoria , quam reftitutoria , & tam minoribus , quam 
majoribus competentia , sive per modum reftitutionis in in- 
tegrum , sive aliter , sint sublata, &: penitus preclusa. 



Quo* 



GUASTALLA lib. i. xcvii 

Quomodo Sententi*, y & Arbitr amento* lata 9 qu& trmnerunt in 
rem judicatam , sìnt exequenda , & per quem , 

RUBRICA LXIIL 



ijtatutum eù. , quod sententiae , & arbitramenta lata super 
definitìone controversiae modo , & forma , de quibus in Sta- 
tutis prcecedentibus , tam in Causa principali, quam in Cau- 
sa appellationis , s!nt definiti vse, seu definitiva » ck prò de- 
finitivis , &C definitiva sententia reputentur . Et pofìquara 
transiverint in rem judicatam, possint , & debeant per Potè- 
ftatem , qui fuerit requisitus realiter , Se personaliter execu- 
tioni mandari in omnibus , 8z per omnia , prò ut quaelibet 
sententia definitiva , ita quod Statutum supra positum sub 
Rubrica , De executione sententiae - y in omnibus , & per 
omnia habeat locum in ifììs sententiis , seu arbitramentis , 
6c contra ipsam executionem solum possint opponi illse met 
exceptiones, de quibus in didto Statuto, quae omnia hic ha- 
beantur prò repetitis j nec etiam super dicla executione 
sententiae possit peti fieri compromissum , prò ut ordinatum 
efì supra in Rubrica , De Arbitratoribus eligendis inter 
Conjunc/tos . 



N 



xcviii STATUTA CIVILIA 

De Ordine servando per Notar ios in conficiendis Infirumentis . 
Ji U ERIC A LXIV. 

V^/uilibet Notarius suppositus Jurisdicìioni Guaftall» , & 
etiam Forensis suppositus , vel non suppositus prasiicT:^ 
JUrisdicìioni , qui de csetero tradet , vel rogabit aliqua in- 
ftrumenta ., seu Cartas , vel aliquos coritraclus , vel quasi , 
seu diftracftus , Teftamenta, Codicillos , vèi ultimas volunta- 
tes , teneantur scribere primo in Protocollo, seu Cedula sal- 
tem subftantiam facìi , & principia . clausularum necessaria- 
rum , & hoc antequam legat , &: ftipuletur ipsum Inftru- 
mentum , seu Cartam . Nec liceat poftea dicì:o Notano ali- 
quid addere primse Cedulae , vel Protocollo ., nec Breviatu- 
ras , seu expleturae dicìarum Cartarum, quod non sit de na- 
tura ipsarum , nisi de hoc fecerit mentionem in dicì:a Ce- 
dula , seu Protocollo , saltem in subftantia , & in efìedlu • 
Et maxime teneantur in primo Protocollo, seu Carta exten- 
dere pacTLa , ck: conventiones saltem in subfìantia , ck poftea 
lecYis , Sl rogatis diesis inftrumentis de consensu partium , 
vel partis , ubi inftrumentum posset fieri de consensu unius 
partis tantum , teneatur diéìus Notarius ipsa inftrumenta , 
seu Cartas sic imbreviatas ponere in quodam Quaterno , 
ponendo unum poft aliud ita continuative , quod inter 
unum inftrumentum, & aliud non possit fieri fraus, & ho« 
ponat infra dies decem poft breviata, & rogata ipsa inftru- 
menta sub poena contenta supra in primo Libro sub Rubri- 
ca , Quod Notarii teneantur ponere imbreviaturas &c; nisi 

fue- 



GUASTALLA lib. i. xcix 

facrit impeditus aliquo jufto impedimento , de quo fìetur 
arbitrio Potefìatis , teneaturque in quolibet infìrumento ,. seu 
carta ponere Ànnum millesimum , mensem , diem certuni , 
& Indicìionem tunc currentes , &: tam in infìrumento bre- 
viato, ck sic Protocollo, quam in infìrumento pofìea exple- 
to. Et qui millesimus scribatur extense , òk non per litteras 
denotantes quantìtatem, vel numerura ; & Notarìus, qui at- 
teflabitur aliqua infìrumenta, vel scripturas publicas, se no- 
mine proprio subscribat , ponendo nomen , ck cognomen 
suum , ck Patris , Se locum , cujus sìt , ck ubi habitat , ck 
signum consuetum sui Tabellionatus . Item apponantur ad 
minus in quolibet infìrumento tres tefìes , quorum unus 
saìtem cognoscat ipsos contrahentes , ck ita scribatur per 
Notarium , V. G. scribat, talibus teflibus praesentibus , ck ad 
hoc vocatis . Et si prsedidta non fuerint observata , dicììs in- 
fìrumentis non adhibeatur fìdes , ck sint nulla , nullamque 
habeant executionem » 

Quod Notarti teneanmr tradere Inftrumentum expletum 
farti bus fetentibus . 

RUBRICA LXV 



i3tatutum efì , quod imbreviato 9 seu notato infìrumento , 
seu Carta per Notarium secundum formam Statuti prsece- 
dentis, teneatur Notarius ipsa explere , Se dare sic expleta , 
Se in formam authenticam partibus infra tres dies ipsis pe- 
tentibus , ex quo solutio suae mercedis facìa fuerit; vel, eo 
Nocario recusante recipere , fuerit depositata penes idoneum 

n 2 de- 



a STATUTA CIVILIA 

depositarium , nisi ipse Notarius fuisset aliquo jufto impedi- 
mento impeditùs , Se an fuerit juftum impedimentum, ftetur 
Arbitrio Poteftatis , Se hoc sub poena imponenda arbitrio 
Poteftatis praedidli , vel secundum qualitatem negotii , Se 
personarum , sì contra fecerit , Se applicanda arbitrio prae- 
didli Poteftatis. 

Quod Notarli cogamur rogare , & facere Inftrumenta , & omrtes 
possi/H impune denunciare , & protejlari Poteftati . 

RUBRICA LXVI. 



O^atutum , quod quilibet Notarius suppositus Jurisdicflioni 
Guaftallae, vel etiam Forensis ibidem habitans, teneatur , Se 
compelli possit confìcere , Se rogare inftrumenta , seu Cartas 
contradluum , vel quasi , Se diftracluum , Se ultimarum vo- 
luntatum, dummodo sìnt licita, Se non reprobata a jure; Se 
etiam inftrumenta, seu cartas cujuslibet denunciationis , pro- 
teftationis , Se appellationis ad poftulationem cujuslibet per- 
sonae petentis prsedidla fieri , Se sic tam cartas , contracìus , 
quasi, Se diftracìus , Se ultimarum voluntatum , quarti etiam 
denunciationis , proteftationis , Se appellationis , ck hoc sub 
poena librarum trium Imperiaìium prò quajibet vice , qua 
contravenerit ipse notarius., applicandarum prò dimidia Ca- 
merae Magnificorum Dominorum Comitum , Se prò alia di- 
midia ipsi parti petenti ; liccatque omnibus denunciare , 6c 
proteftari Poteftati Se aliis Officialibus Guaftallae , quod ob- 
servent Statuta , Se reformationes Guaftallae, Se appellare a 
sententiis , Se aliis gravaminibus , Se omnibus acìibus eorum . 

Et 



GUASTALL/E lib. u ci 

Et in casibus , in quibus poteri: appellari secundum formarti 
Statutorum, de quibus supra ; Et quam denunciationem, 3z 
proteftationem continentem quandunque causam possit qui- 
Jibet facere impune , ck Notarius possit impune facere car- 
ta m de hoc : Ita quod nec denuncians , proteflans, appel- 
lare , nec Notarius , qui fecerit cartam, possint in aliquo gra- 
vari, vel debeant per Poteftatem sub poena ipsi Poteftati -, 
si ob praedicìas causas gravaret , librarum XX V r . Imperia- 
lium applicandarum prò duabus partibus Camera? Magnifì- 
corum Comitum , òk prò alia parte Communi Guaitaila? . 

Quod Notarli etiam teneantur , & compelli possint cuìcumque 
Tento petenti facere copiam . 



RUBRICA LXVIb 



e 



um multa? quseiìiones in dies oriantur de contracìibus , 
vel quasi , de quibus adsunt infìrumenta r òk imbreviaturae 
penes Notarios , tk aliqui petant sibi dati copiam authenti- 
cam alicujus iniirumenti , & ridem facientem ratione juris , 
òk interesse eorum , ck habentes inftrumentum penes se, re- 
eusent dare , vel facere copiam , qua? fidem faciat ; ideirco 
Statutum efl , quod quilibet Notarius "habens imbreviaturas , 
vel inftrumenta penes se, teneatur , & debeat ad petitionem 
petentis sibi dare , òk facere copiam facientem fidem dicti 
iniìrumenti, ipsa parte solvente debitam mercedem Notano > 
òk dummodo prius , òk ante omnia pars probet de interesse 
suo coram Potefìate, de quo cognoscatur, òk terminetur per 
ipsum Poteftatem summarie sine figura judicii , òk sine libel- 
lo, 



cu STATUTA CIVILIA 

lo , Se terminetur infra decem dies utiles inchoandos a die 
primo , quo petierit sibi dari didìam copiarti . Et reperto , 
quod agatur de jure suo, Poteftas compellat ipsumNotarium 
per viam prsecepti , ut supra , sub poena ipsi Notarlo non 
obtemperanti librarum decem Imperialium prò qualibet vice 
applicandarum prò dimìdia Camerae Magnificorum Comi- 
tum , & prò alia dimidia parti petenti , & qua? prsecepta 
scribi debeant in adtis , ad hoc , ut quilibet de ipso , seu 
ipsìs habere possit copiarci , &. eis contradicere , 6c dentur 
sex dies, qui dicantur utiles. 

Quod Scripturis extraHis per Notarium ex Libris Communitatis 
GuaJìalU piene credatur. 

RUBRICA LXVIIL 



*3tatuturn eft , quod Notarius Officii , seu Poteftatis Gua- 
flallse possit omnes scripturas , teftes , ek omnia adta facta 
ad Officium suum exemplare , &: in publicam formam redu- 
cere sine consensu Poteftatis , vel alterius Judicis ibi con- 
fituri , & tales scripturse hoc modo facìas piene probent • 
Similiter Statutum eft, prsedidta habere locum in Bannis , &. 
Condemnationibus , & omnibus aiiis acìis , & scripturis , 
quae sunt in Libris Communitatis Guaftallas , ut dictus No- 
tarius possit exemplare , & extrahere . Quibus exemplatis 
probent piene, &: haec locum habeant in praesentibus , pra> 
teritis, 6c futuris. 



Quod 



GUASTALLiE lib. i. ciu 

Quod liceat Notariis posse explere Inftrumenta , & Atta i?nbre< 

viata per alios Netarios de voluntate ipsius 

Imbreviantìs • 

RUBRICA LXIX* 



i3' at utum eft, quod quiìibet Notarius possit explere, Se in 
pubiicam formam redigere Inftrumenta omnia imbreviata 
per aìium Notarium , & explere adta rogata per alios No- 
tarios , de voluntate ipsìus Notarli , qui ea imbreviaverit , 
& rogaverit , favfìa auscultatione, &C subscriptione illius No- 
tarli , qui ea imbreviaverit , 6c rogaverit ; Et sìnt Initru- 
menta ejusdem valoris , & audloritatis , siculi si essent im- 
breviata , & redatta in pubblicani formam per unum , <Sc 
eundem Notarium . 

Quod Inftrumenta redatta in formam pubiicam probent . 

RUBRICA LXX. 



*3tatutum eli , quod si in aliqua quaeftione , vel causa 
pendente, seu futura, pars aliqua usa fuerit aliquo inftrumen- 
to , quod babeat formam publici Inflrumenti , Se praesuma- 
tur esse publicum Inftrumentum , 6c a Tabellione confe- 
<£tum , nisi in contrarium doceatur , probet . Et hoc locum 
habeat in praesentibus , & futuris. 



Qua^ 



civ STATUTA CIVILIA 

Qualiter Imbreviatura Notariomm mortuorum , vel absentìum 
commini possim alteri Notario^ ut expleantur . 

RUBRICA IXXI. 



w3tatutum eft, quod si aliquis Notarius fuerit mortuus , vel 
absens , vel .aliquo modo inhabiiis , quod Poteftas Guaftal- 
3se possit , 6c debeat committere imbreviaturas illius Notarli 
mortili , vel absentis , vel inhabiiis alteri borio, Se legali 
Notarlo; 6c diclus Notarius, cui commissce fuerint diclae Im- 
breviaturae possit facere , & explere Inftrumema pubìica 7 
sicut poterat Notarius , qui scripsit dicìas Imbreviaturas r 
dummodo talis Notarius , cui fuerint commissae Imbreviatu- 
rae , se subscribat , •& in subscriptione nominet flatum , seu 
causam , quare Imbreviaturas fuerint commissae, puta , vel 
propter mortem , vel absentiam , aut aliam inhabilitatem 
Notarli, & citatis partibus , quas negotium tangit , videlicet 
Notarii mortui tantummodo in casu , 6c quse partes debeant 
expedìari per tres dies , quibus elapsis possint inflrumenta 
extrahi , seu rerlci de didììs Imbreviaturis : Et quod fa dia 
commissione Imbreviaturarum Notarii, qui dicatur moituus , 
credatur quod sìt mortuus , nisi contrarium probetur* . Et 
quod credatur etiam de inhabilitate , 6c absentia , si de hoc 
habeatur mentio in Inftrumento commissionis fadìae , vel et- 
iam refectionis , sive expleturae in subscriptione dicTi Nota* 
rii , cui fuerint commissae diclae imbreviaturae . Teneaturque 
Notarius , cui fuerint commissae ipsae imbreviaturae > jurare 
tempore commissionis sibi fadìse , quod fldeliter faeiet, ck 

re- 



GUASTALLA lib. U cv 

reficiet , sive explebit inftrumenta de dictis imbreviaturis * 
& secundum tenorera ipsarum , nihil addendo , vel minuen- 
do , quod mutet subftantiam negotii : Et sì fuerint aliquce 
clausulae imperfedhie , seti initiatae , vel derìciant in aliqua 
imbreviatura j tamen sint de natura contracìus ,' possit ipse 
Nocarius ipsas extendere , &: de novo apponere , semper 
extendendo secundum ftìlum aliorum infìrumentorum ejus- 
dem Notarii mortui absentis , vel aliter inhabllis . Et sì in 
suis Quaternis non esset aliquod inftrumentum , sive imbre- 
viatura ejusdera facili , de quo adesset ipsa imbreviatura , 
quae debet explerì , tunc possit extendere , 6c de novo ap- 
ponere clausulas ccnsuetas apponi in similibus imbreviaturis 
per alios Notarios ; ^C hoc propter bonum public um homi- 
num Guaftailae , ne propter pigritiam , aut negligentiam 
Notariorum mortuorum, absentium , vel inhabiliurn damnum 
patiantur indebite. Et Notarius , cui commissce fuerint didìae 
imbreviatui ce , «Se qui se subscribere debet , teneatur se sub- 
scribere nomine proprio , ek apponendo cognomen , nomen 
Patris sui , & locum , seu nomen loci , in quo habitet , & 
signum consuetum sui Tabellionatus , &z exprimere in didìa 
subscriptione millesimum, indic/honem, mensem, 6k dìem cer- 
tum extracTionis , seu confedìiionis dicftì inftrumentì , & etiam 
de inftrumento commissionis ipsarum imbreviaturarum fa- 
cìre , ita quod credatur , quod fuerit fadìa commissio perin- 
de ac si conftaret inftrumentum didte commissionis fadìae : 
Et inftrumenta sic , ut supra, confedta ex prcedidtis imbre- 
viaturis ita probent , & executionem mereantur perinde ac 
si fuissent expleta per ipsos Notarios , qni ea legissent , 6c 
rogassent . Et hoc Statutum sit prcecisum . 



De 



evi STA TUTA CIVILIA 

De subscriptionibus fiendis loco Notar ii mortui, vel inhabilis , qui 
se subscribere debeat in Injlrumentis . 

RUBRICA LXXIL 



Otatutum eft, quod si aliquis Notarius, qui debeat se sub- 
scribere in Teliamentis , Codicillis , seu Inventariis , vel In- 
ftrumentis , fuerit mortuus , vel absens , aut aliter fuerit in- 
habilis , quod Poteftas Guaftall.se possit, & debeat committe- 
re subscriptionem illius Notarii mortui ., vel absentis , seu 
inhabilis, alicui bono , &: legali Notario , qui se subscribere 
debeat loco dicìi Notarii mortui , absentis , vel inhabilis , <Sc 
credatur de morte, absentia , vel inhabilitate prsedictis , ut 
supra in precedenti Statuto continetur ; videlicet si dica- 
tur in inftrumento commissionis , seu habeatur mentio de 
anorte , absentia ., vel inhabilitate praedicTis , vel Notarius 
subscribens loco alicujus faciat mentionem de morte , absen- 
tia , vel inhabilitate ejus , 6c dicat se vidisse inftrumentum 
suae commissionis . Teneatur tamen in dieta subscriptione 
apponere ea omnia , de quibus in Statuto precedenti , qu* 
jbìc habeantur prò repetitis. 



Quod 



GUASTALLA lib. i. cvii 

Quod Filius familias non oblìgetur ex aliquo contratta y 
vel quasi , sine consensit Patris •• 

RUBRICA L XXI II, 



L^tatutum eft, quod Filius familias non possit facere aliquos 
contracìus , vel quasi , obligatorios , nec se obligare ex ali- 
qua causa , sive tanquam principalis , sive tanquam fidejus- 
sor sine consensu sui Patris , vel Avi y in cujus potevate 
efi , sed in talibus contracìibus, vel obligationibus requiratur 
consensus Patris , vel Avi , qui solus consensus sufììciat, si 
Filius sit major XXV. annis , ita quod non requiratur De- 
cretum Potefìatis Guafìallse . Si filius vero fuerit minor XXV. 
annis, tunc requiratur consensus Patris , vel Avi , & decre- 
tum pisefati Poteflatis , alias contraélus , vel obligatio cele- 
brata non valeant , etiamsi esset appositum juramentum . Et 
prcedicta habeant locum , nisi esset Filius familias major XXV. 
annis , qui ftaret seorsum , & faceret familiam separatam a 
Patre gerens negotia sua separata ; tunc possit ex quacun- 
que causa, &C con tra di u , vel quasi, obligari tanquam Pater 
familias , etiam sine consensu Patris , 6c habeatur , 3c repu- 
tetur in omnibus supradicìis tanquam Pater familias ; Ita 
quod etiam possit agere , & convenjri in quocunque judicio 
sine consensu Patris , prò ut ordinatum ed saprà sub Ru- 
brica , Quod filius familias possit esse in judicio &c. Item 
praedicìa omnia habeant etiam locum in filiis familias furio- 
si , vel mentecapti non habentium consensum , qui si sint 
majores XXV. annis possint facere omnes contradlus , vel 

o 2 qua- 






cvin STATUTA CIVILIA 

quasi, ck se obligare ex quacunque obligatione , llcet flent 
in eadem familia cum Patribus . Similiter Filii emancipati 
majores XXV. annis indìfìinéte possint facere quoscunque 
contracìus , vel quasi , perinde ac si essent Patres fami- 
lias , dato quod flarent cum eorum Patre in eadem domo , 
ck familia . 

De Forma , & Solemnitate , qua requiritur in ContraUibm 
celebrandis per Minore* XXV. annis. 



RUBRICA LXXLV. 



s 



tatutum, & ordinatum eft, quod Minores XXV. annis sui 
juris, sive habeant Curatores , sive non , non possint obliga- 
ri ex aliquibus contradìibus, difìracìi-bus , vel quasi, sed ad 
hoc ut praed^dìi contradìus, diiìraéìus, vel quasi, valeant , 
adhibeatur aucìoritas , vel consensus curatorum suorum, òk 
fiat in conspecìu Potefìatis Guafìall« , ck cum ejus consen- 
si! , ck Decreto adhibito , causa cognita , ck si aliter facili 
fuerint quoquo modo contracìus illi , vei quasi , vel quam- 
cunque obligationem contineant , habeantur prò simulatis , 
6c simulata, ck sint nuìlius valoris, quantum ad praejudicium 
ipscrum Minorum , ck bonorum suorum . Nec Sacraraentum 
ipsorum Minorum XXV. ìiabcat convalidare ipsos contra- 
dtus , vel quasi , vel obligationes in praejudicium ipsorum , 
Si bonorum suorum . Similiter Minor XXV. annis non pos- 
sit facere compromissum super aliqua controversia sine ipsis 
soiemnitatibus , ck aliter factum sit ipso jure nullum , & 
nullius momenti , *k nullus audiatur , nec habeat petendi 

jus , 



GUASTALLA lib. r. ox 

jus , nec acfHonem aliquam contra didìos Minores , nec eo 
rum bona , prsedicta solemnitate non servata : Se prsedidìa 
omnia sint prayeisa , 6c precise observentur • Quomodo au- 
tem Minor XXV. annis possit esse in judicio , agendo , sive 
conveniendo , Se quse solemnitates requirantur , ordinatum 
efr. supra eodem Libro , sub Rubrica , Quod nuiltis Minor 
XXV. annis &c. , & in Rubrica, De modo procedendo con- 
tra pupillum . 

De Contracìibus Filiarum familias majorum XXV. annis 
fublice exercemìum mercantias . 

RUBRICA LXXK 



i3tatutum efl:, quod quilibet Filius familias major XXV. an- 
nis , qui publice exercuerit mercantias licilas, possit contra- 
here libere cum quacumque persona voluerit , &: etiam se 
obligare in facto suae artis , &: etiam conveniri ob praedi- 
dlum casum etiam sine Patrìs consensi! ,• non obftantibus 
aliquibus Statutis , de quibus supra, in contrarium loquenti- 
bus, quibus prsesens Statutum deroget in hac parte , &: ali- 
quo alio jure in contrarium non obftante * Intelligendo ta- 
men in filio, qui probaretur exercere mercantiam per veras 
probationes, ita quod non ftaretur confessioni ipsorum con- 
trahentium ; puta , si in infìrumento diceretur , quod talis rl- 
lius familias , qui contrahit , erat mercator ;. sed necesse eft 
probare aliter ipsum esse mercatorem ad hoc ut obligetur 
efficaciter. 



De 



ex STATUTA CIVILIA 

De EmaKcipatione Liberorum, & eorum Solemnkatibus , 
RUBRICA LXXVI. 



u, 



t Filiorum Emancipatorum notitia sit omnibus , & ne 
fraudes per eos in aliquibus possint commuti , Statutum efl« t 
quod sì alicjuis fìlius aut nepos in poteftate fuerit emano ipa- 
tus , & sic corani Poteftate , fllio , vel nepote petente se 
emancipari per Patrem , aut Avum paternum , fuerit dimis- 
sus , & liberatus ab neoru*i raanu Se poteftate , faciat inftru- 
mentum Emancipationis publicari in Consilio Communis Gua- 
ftalise , «Se poftea faciat ad Offici uhi Poteftatis Guaftallae per 
dìcYi Officii Notarium , «Se super Libro dicìi Officii regiftrari 
infirumenta suae Emancipationis, & publicationi* cum Mille- 
simo , Indizione , Mense , & die , quibus facta fuerit , curri 
nominibus Notariorum , qui ipsa fecerint , «Se publicaverint » 
ita quod quilibet possit habere Copiam de ipsis emancipa- 
tionibus, 6c inftrumentis . Et quae emancipationes edam pos- 
sint fieri coram dicìo Poteftate , ut supra didimi) eft . Qui- 
bus emancipationibus , Se publicationibtis sic regiftratis ad di- 
cium Officium, dicfli rilii, vel nepoies servatis didlis solemni* 
tatìbus , sive maneant cum Patre , vel Avo ad unum Pa- 
nerai, Se Vinum , & Focum in una domo , Se iti una famì- 
lìa , sive alibi , habeantur prò emancipatisi , Se tanquam pa- 
tres familias, Se homines sui juris , Se poteftatis suae in orn- 
ili eventu, Se casu . Et ad fldem faciendum de regiftratione 
ipsa sufficìat, si Notarius , qui ipsam regiftraverit manti pro- 
pria , 



GUASTALLA lib. i. cxi 

pria , Se cum sigillo suo subscripserit , òk attefìetur dictam 
e ili irìeipàtS onèm , <k. publicationem regifìrasse . Et hoc Statu- 
tum sit prsecìsum , ck praecise observetur . 

De parte assignanda Filio emancipato non pr&]udicativa 
Creditonbus Patris. 

RUBRICA LXXVII. 



i3ì quis de Territorio Guaflallse emancipaverit fìlium , vel 
fìlìos, &C ei , vel eis aliquid dederit in partem , vel remise- 
rit , puta usumfrucìum honorum adventitiorum , qui specìa- 
bat ipsi Patri , in praemium emancipationis , vel diclus filius , 
vel h'iii habuerint , vel habuerit aliquid in solutum de bo- 
nis Patris , vel etiam solum tenutam occasio ne dotis Matris 
6c dicì:us Pater jam erat debitor alicujus , vel aliquorum , 
talis datio in solutum , remissio , òk tenuta , ipso Patre vi- 
vente , eodemque debitore, non praejudicet Creditoribus Pa- 
tris aliquo modo, vel ingenio in usufruétu , quem habiturus 
ipse Pater , vd habere debeat in didìis rebus . Et hoc Sta- 
tutum sit przecisum, & precise observetur. 



- 



Qua* 



exit STATUTA CIVILIA 

Quali ter in ContrattìbHS Filiorum e man cip cuor um sufficiat , si fìat 

mcntìo per Notarium , qui fecerit contraUus , se yidisse 

Inftrnmenta Emancipationis 9 & Publicationis . 

RUBRICA LXXVIIL 



s 



atutum eft , quod si aliquis Ernancipatus inveniatur obli- 
gatus in aliquo contradlu , vel quasi , & facìa fuerit in ipso 
contraili , vel quasi , naemio de rnftrumenio Emancipatio- 
nis, & Publicationis fadlas in Consilio , ck regiftrationis fa- 
élae ad Officium di<5li Poteftatis Giiaftalia? , «Se scriptus Mil- 
lesimus , Indiélio , Mensis , & dies in ipso contradtu , vel 
quasi, & nomina Notariorum , qui fecerint inftrumenta ipsa, 
«Se scriptum sit in ilio contraili! , vel quasi , qualiter Nota- 
rius , qui scripserit , viderit ipsum Inftrumentum Emancipa- 
tionis, & Publicationis, &: Regiftrationis , Aliquìs , in cujus 
favorem fuerìnt celebrati difti comrailus , vel quasi , non 
habeat necessitatem ofìendendi in aliquo Judicio Inftrumen- 
tum Emancipationis, nec publicationis, nec regiftrationis prae- 
dìcÌ32 , & rejecìa omni exceptione quilibet contratflus , vel 
quasi , in quo scripta? fuerint prsedidte solemnitates , nulla- 
tenus possit infringi prò eo , quod ille , ad quem pertineat , 
non possit oftendere inftrumentum emancipationis , publica- 
tionis, & regiftrationis . Et non audiatur ipse filius , qui di- 
ceret se non esse emancipatimi- , si Notarius in contracflu 
dixerit se vidisse prsedicìa inftrumenta emancipationis , pu- 
blicationis , & regiftrationis, ut supra dicìum eft . 



Quod 



GUASTALLA lib. i. cxih 

Quod Pater non patiatur aliquod damnum prò Filio emancipato * 
RUBRICA LXXIX. 



i^tatutum eft, quod si Filìus familias fuerk emancipatus , 
6c in didìa Emancipatione fuerint servata solemnitates , de 
quibus supra , tunc Pater occasione ipsius filii non possit in 
aliqao moleflari si ve a Communi , si ve a Potefìate , si ve a 
personis privatis , &. particuiaribus , ita quod nullum patia- 
tur damnum , vel detrimentum prò tali Filio > poflquam ap- 
pareat quod sit ìegitime emancipatus , & per publìea infìru- 
menta , etiamsi fìaret ad unum Panem , & Vinum , & Fo* 
cum , 6c in eadem domo , 6c Familia ipse Filìus emancipa* 
tus cum Patre • 

De ContraUibus faBis per metum , & per exifientes in carceri- 
bus y & quomodo -exifiens detentus in carceribus 
publicis possit teftari* 

RUBRICA LXXX. 



i3tatutum eft, quod omnes contracìus vi , vel metu > pu- 
ta, Vendìtio, Donatio , Permutatio, Cessìo jurium, & omnes 
alii contracftus , vel obligationes , cujuscunque conditionis 
sint, & qui fuerint vel fieri possent in futurum vi, vel me- 
tu, sint cassi , & vani , & nullius valoris , vel momenti , Se 
prò cassis , & vanis habeantur* &: occasione talium contra- 

p cìuum , 



cxiv STATUTA CIVILIA 

«ftuum , vel obligationum , nullus possit gravari, & inquie- 
tari , vel moleftari . Et si quaeffio moveretur corani Potefta- 
te Guaftallae de talibus contracìibus , vel obligationibus , sit 
piena probatio sic oppressi in dicìis contracìibus , vel obli- 
gationibus facienda cum publica voce , & fama , quae publi- 
ca vox , «Se fama probetur per sex teftes omni exceptione 
majores , seu fide dignos . Et super omnibus , ck singulis 
prasciicftis Potefìas Guafialiaj possit , & debeat cognosccre 
etiam ex officio suo , summarie , sine ftrepitu , & figura ju- 
dicii , & absque solemnitate aliqua juris , ck omni tempore 
etiam feriato , dummodo non sint ferias introduci:^ in hono- 
rem Dei , ck ejus Sanctorum , deci arando di<ftos contracìus , 
Tel obligationes faétas per vim , vel metum , fuisse , òk esse 
nullos, ck nullius momenti : Et teneatur reducere ipsum op- 
pressum in priftinum fìatum ac si dicYi contractus , òk obli- 
gationes facftae non fuissent ; nec ab aliqua pronuncia, vel 
ab aliquo facìo fiendo occasione prsedicla per Poteffcatem 
possit appellari , de nullitate dici , òk querelar! . Et quod di- 
ftum eft supra, quod Sacramentum oppressi sit piena proba- 
tio cum publica voce òk fama intelligatur , vel ejus hsere- 
dis , vel haeredum , vel personarum legitimarum agentium 
prò eo, vel eis , si forte haeredes non essent legitimae aeta- 
tis. Et prajdicta etiam locum habeant in contracflu, vel ob- 
lìgatione contraeva per aliquem exifientem in privatis, vel 
etiam publicis carceribus , si contracvtus , ck obligationes iie- 
rent ad utilitatem ejus , qui fecisset ipsum carcerari • Iflis 
casibus talee contracìius , «Se obligationes sint nulli , oc va- 
ni, ck nullius efficacia , ck momenti . Possit tamen exiftens 
in carceribus publicis teftari , òk codicillari , \k per aliam 
ultimam voluntatem disponere , 6k ita valeant perinde ac si 

non 



GUASTALLA lib. i. cxv 

non fuisset in carceribus , dummodo alia? solemnitates requi- 
sitae intervenerint . 

Quomodo , & qnibus ex cttusis Contraftus innllìganmr simnlan . 

RUBRICA LXXXL 



*3i quis' fecerit venditionem , vel donationem etiara cum 
insinuatione , de qua infra in Statato sub Rubrica , Quomo- 
do debeant donationes insinuari ; vel alienationem , intelli- 
gendo alienationem per quam transferatur dominium rei , 
vel rerum de bonis suis , & poftea poli dicìam venditio- 
nem , vel donationem , vel alienationem fleterit ipse ven- 
dens , donans, vel alienans in possessione, Se frucT:us perce- 
perit d'else rei vendita , donatas , vel alienata? per duos an- 
nos , vel ultra , prsesente , sciente , <Sc non contradicente il- 
io, in quem faóìa fuit venditio, donatio, vel alienatro , con- 
tracìus ipso jure sit , & intelligatur esse simulatus , non ob- 
liarne quod venditor , donans , vel alienans alio modo in 
inlìrumento conlìituerit se tenere , & possidere nomine il- 
lius , in quem eli fadla venditio, donatio, vel alienatio, ac 
etiam non obfìante quod juramentum fuerit appositum in 
didlis contradìibus , & per qualunque verba , <Sc renuncia* 
verit exceptioni simulationis , adhuc talia verba , ck renun- 
ciatio non tollant , quìn contradus dicantur , «Se sint simula- 
ti, & inlìrumenta dicìorum contradluum nullam mereantur 
executìonem , salvo nisi ipse venditor , donatcr , aut alio 
modo alienans conduxisset ad afficìum ipsam rem ab ipso 
emptore , donatario , vel eo in quem alio modo fuerit facta 

p * alie- 



cxyi STATUTA CIV1LIA 

alienatio , vel nisi reservassent sibi usumfrucìum diète rei 
vendita?, donala? , vel allo modo alienata . Iftis enim casi- 
bus contracìus non inteliigatur simulatus , quamvis vendi- 
tor, donator, vel alienator fteterit in possessione , vel fru- 
dlus perceperit . 

De modo observando in quibuscumque Donationibus tam 
in ter vivos , qnam causa morti s . 

RUBRICA L XXX IL 



*3tatutum ed, quod in omnibus , & singulis donationibus-, 
quae de caetero fient in Territorio Guaflallce tam inter vi- 
vos, quam causa mortis, conficiattir inftrumentum publicum , 
ck deinde infia duodecim dies continuo* compareat donata- 
rio, & donans , vel partes habentes mandatum speciale ad 
hoc coram Poteflate , vel ejus Notario , vel ad Bancum ju- 
ris , vel alibi , Se sic faciat ipsum insinuar! , Se poiìea Pote- 
flas , vel Notarius interroget donantem , & donatarium , si 
dicìus contracìus esset verus , deferendo juramentum utrique 
parti : quod si ambo responderint eum juramento contra- 
rrci esse verum, & non simulatimi , tunc ita scribatur per 
eumdem Notarium , & valeat contradìus , <Sc dicatur dona- 
tio insinuata . Et si in aliquo fu&rit contrafactum , donatio 
sit nullius momenti , nec aliter donatio dicatur insinuata . Et 
priedicìa etiam habeant locum , si in iniìrumento donaiionis 
facìae fuisset appositum juramentum , òt renunciatum insi- 
nuationi , & solemnitati introduci^ per praesens Statutum , 
adhuc tale juramentum , &c renunciatio nihii operetur quo 

ad 



GUASTALLA lib. i. cxvh 

ad validitatem ipsius contradìus donationls ; & praedicìa so- 
lemnitas, de qua supra, quamvis sufficiat ad faciendunl quod 
donatio dicatur insinuata , tamen non operatur quin diifìus 
contracftus donationis possit dici , 6c probari simulatus , 6c 
tam per ipsummet donatorem , quam ptr tertium . Et hoc 
ftatutum sit prascisum 6c prsecise , ac inviolabiliter observe- 
tur : non tamen prsedidta habeant loeum in liberationibus , 
nec pacìis liberatoriis * 

Qualùer Mulieres non fossint alienare leghimam Filiorum 
aliquo titulo . 

RUBRICA LXXXIIIr 

V^uia plerumque Mulieres metu, persuasione, aut compla- 
centia Maritorum inducuntur ad alienandum , 6c disponen- 
dum de earum parafernalibus , vel aliis bonis H quae sint 
dotalia, in maximum detrimentum ipsarum, & filiorum suo- 
rum, cum sit quod postmodum mariti persuasionibus , blandi- 
tiis , aut meticulosis angariationibus extorqueant pretia rece- 
pta propter dtvflas res alienatas a didlis Uxoribus; Idcirco 
Statutum , atque ordinatum eft , quod nulla m-ulier nupta , 
sìve vidua habens filios possit alienare bona sua sive dota- 
lìa , sive parafernalia , vel alia qualunque , quin legitlmae 
remaneant fìliis suis cujuslibet matrimonii ; A qua legitima 
non possint privari dicli filii , nisi redarguerentur commisis- 
se , & vere ìngratitudìnem aliquam adversus ipsam Matrem , 
6c talem ingratitudinem , ^pro qua Pater posset filios exhsre- 
dare sua legitinia , salvo tamen quod in casibus urgentis 

ne- 



cxvm STATUTA CIVILIA 

necessitatis , in quibus indifìinc/te possit alienare de dldtis 
bonis , sed cum consensu unius ex proximioribus Agnatis * 
vel Ccgnatis didtse Mulieris , & in conspeftu Potefìatis Gua- 
fiallae, qui causa cognita habet interponere suam audìorita- 
tem , 6c Decretum, . Si vero Mulier non haberet filios , vel 
alios descendenr.es , tunc indiftincte possit de suis bonis dis- 
ponere tam in contrac/tu inter vivos , quam in ultima vo- 
luntate , praeter quam in casu , quando haberet Maritum , 
quo casu de dote non possit disponere , sed 6erventur ordi- 
nata per Statutum infra sub Rubrìca, De Dote lucranda per 
Maritum ; Et de aliis bonis servetur Statutum infra positura 
sub Rubrica , Quomodo , & quando Mulier .possit in ejus 
Tefìamento ckc 

Qualiter Marito vergente ad inopiam provide atur Uxori, etiam 

conflante matrimonio . 

RUBRICA LXXXIV. 



p 



ro bono, & utilitate Jugalium, ac eorum filiorum , &ne 
Creditores Mariti fraudentur , Statutum , & ordinatum eft , 
quod si contingat Maritum conflante Matrimonio quod coepe- 
ìit vergere ad inopiam, <3c male uti subflantia sua, ita quod 
sit permissum a jure Uxori exigere dotem suam conflante 
matrimonio, & ipsa velit exigere dotem suam in bonis Viri 
in casu prsedicìo , tunc primo satisfiat , &: satisfieri debeat 
eidem Uxori primo de bonis immobilibus , & ipsis defìcien- 
tìbus , de bonis mobili biis , &: se moventibus , & deinde in 
exigendo jura , & acìiones , quae competebant Marito in re- 

cu- 



GUASTALLA lib. i. cxix 

cuperando dotem prsedidìam , ita tamen quod non possit 
petere , 6c exigere , nec etiam agere hypothecaria prò ma- 
jori quantitate , quam fuerit , & sit ipsa dos , & augmen- 
tum , & si plus exegerit, illud plus reflituatur , & reftitui 
debeat creditoribus ipsius Mariti . Possit etiam in casu prse- 
dicì:o, quando Maritus vergeret ad inopiam , alitar non ex- 
pedtato, quod Uxor agat, vel petat in judicio , ipsi assigna- 
re Uxori suas imam rem , vel plures prò dote sua , & va- 
leat talis assignatio , dummodo non assignaverit ultra quan- 
tità tem dotis res excedentes in fraudejn Creditorum Mariti , 
quia tunc fatta sedimatione per bonos Viros eligendos , il- 
lud plus , quod fuerit repertum ultra dotem cum augmento, 
reflituatur Creditoribus Mariti . 

Quomodo Dos r eflit ucnda sit Muli eri , & qtt aliter ipsi sit 
provi de ndum de Alimenti s . 

RUBRICA LXXXV. 



*3tatutum eft , quod lata sententi a in favorem Mulieris pe- 
tentis suam dotem , vel ejus hseredum , continente certam 
quantitatem dotis, &: augmenti, non currant alimenta , nec 
interesse ultra quantitatem praefixam in sententia , vel in- 
flrumento dotis , nisi usque ad rationem trium denariorum 
prò quolibet mense , usque ad quam quantitatem possit fie- 
ri taxatio diélorum alimentorum, Se non ultra, «Se quae ali- 
menta currant incontinenti a die dotis in judicio petitae , 
& usquequo cum cffeélu fuerit soluta ipsa dos mulieribus, 
aut suis haeredibus . Et praediviìa non habeant locusn, si in- 

tc- 



cxx STATUTA CIVILIA 

termi di£te Mulieres fuissent alimentata? de bonìs ipsorum 
Maritorum . Possint autern Mulieres mortuo Maino exigere 
dotes secundum formam jurls communis , non obfìantibus 
alìquibus alimentis perceptis , Se habitls , vel qua? habere * 
& percipere possent , & sic si dos fuerit in quantitate , non 
possint eam exigere , nisi elapso anno pofl; mortem Marino- 
rum , etiamsi Mariti prò ipsa dote hypotecassent aliquam rem 
immobiiem , sed interim habeant alimenta vi£tus , & vefti- 
tus condecentia m bonis mariti > & in domibus Maritorum , 
si ibi commode habitare potuerint , & voluerint . Possk ta- 
men hseres Mariti defuriifli orlerre , 6c solvere dotem in- 
tra annum, ck eo casu sit liberatus a. praeftatione alimento- 
rum - Si vero dos fuerit in re > vel rebus immobìlibus , tunc 
poli: mortem maritorum possint ipsam dotem exigere ad ejus 
liberanti voluntatem ab hsredibus Mariti , aliter non expe- 
flato anni lapsu . Si tamen ipsa Mulier vellet ducere vitam 
Vìdualem , & honeftam , tunc indiftincìe debeat alimenta- 
ri in bonis Mariti defungi , dummodo nolit exigere dotem 
suam p 

De Dote reftìtuenda Mulierlbus etìam de Bonis subjeBis 
reftkutioni Fìdeicommissi . 

RUBRICA LXXXVL 



A 



d providendum indemnitati mulierum^ ne aliquando re- 
maneant indotatas , ac etiam ad tollenda certa dubia , quse 
oriri possent in jure occasione suarum dotium; Statutum eft» 
quod si Socer receperit dotem a Nuru sua, Se sic Uxore fi- 

lii 



GUASTALLA lib. i. cxxr 

lii sui in poteftate* seu ab Agentibus prò ea , prout de ju- 
re recipere teneatur reddendo ipsam cautam in casu dotis 
reftituendae , «Se deinde suum condiderit teftamentum , iridi - 
tuendo ipsum filium , vel ólios suos hasredes , & quos gra- 
vaverit per ndeicommissum reftituere ddtam hrereditatem , 
sub conditione si decesserint sine filìis , &C qui filii , òt hae- 
redes consumpserint legitimam , & alia bona haereditaria , 
adeo quod solum reftent bona subjedla reftitutioni fideicom- 
missi , ck poftea moriatur ipse fllius , & marirus , & sine fi- 
liis , ita quod sit locus reftitutioni fideicommissi , Se dotis re- 
ftituendae , quod tunc prò solutione , ck reftitutione prasdi- 
tìae dotis possint alienari de dicTis bonis sabjecftis fideicom- 
misso , seu ipsa dari in solutum prò rata dotis praediiipe • 
Et praedicTia vindicent sibi locum etiam in filio haerede inftì- 
tuto , &: gravato , ut supra , qui poft mortem Patris , òk fi- 
deicommissum fadlum accepisset Uxorem , & dotem , òk quam 
Uxorem reddidisset cautam in casu dotis reftituendse , èk si 
poftea moriatur ipse Filius , òk Maritus sine riliis , & con- 
sumpta prius sua legitima , òk trebellianica , ita quod ève- 
nerit tempus reftituendi fideicommissi , òk dotis reftituendse , 
quod etiam ifto casu dos prasdidla solvi , reftituique possit , 
& debeat ipsi mulieri de praedidtis bonis subjecìis reftitutio- 
ni fideicommissi 9 ut supra didìum eft . Et hoc Statutum sit 
prsecisum , òk precise observetur. 



'Hd~ 



cxxn STATUTA CIVILIA 

Qnaliter Maritus teneatur alimentare Uxortm 9 & ipso 
re cns ante yualiter Dos possit exigi . 

RUBRICA LXXXVIL 



Otatutum eft, quod Maritus constante Matrimonio teneatur^ 
ck possit compellì omnibus juris remediis predare alimenta 
vidtus ., & veftitus condecentia ejus Uxori in domo sua , 
vel extra domum , quando Uxor ipsa prò aliqua jufta cau- 
sa ilare t extra domum mariti ; ck si fadta debita inter- 
pellatione per dicìam Uxorem , ut sibi praeftentur alimenta 
prsedidta, ck maritus cessaverit per duos annos , quo minus 
prseflet dieta alimenta, tunc iiceat, Se sit licitum Uxori exi- 
gere dotem suam , ck tam comra ejus Maritum , quam ejirs 
bona, quas dicantur, & intelligantur hypcthecata, dummodo 
appareat iuftrumentum dotis receptae ab eo tempore , & ci- 
tra . Et in prsedidlo casu ., ac etiam in aliis omnibus , in 
quibus dos exigi possit conftante Matrimonio, vel poft mor- 
te m Mariti , Mulier possit defendere de bonis Mariti sui a 
creditoribus pofterioribus , & habentibus hypothecam exprcs- 
sani, ck etiam anterioribus , sed nullam hypothecam habenti- 
bus , sed usque ad quantitatem dotis suas cum augmento 
monet.se , juxta aeftimationem faclam , ck non ultra, ck se- 
cundum id quod efl ordinatum supra sub Rubrica, Qualiter 
marito vergente ad inopiam ckc. 



Qu+ 



GUASTALLA lib. i. cxxiii 

Qualitcr Mulieri non liceat petere , vel exigere ultra Dotem 
suam cum augmento moneta • 

RUBRICA LXXXV1IL 



A, 



d magnam utilitatem Hominum Guaftallae Statutum eft , 
quod nulla mulier , vel hseres ejus ? aut filii , vel habenies 
causam ab ea praetextu alicujus donationis propter nuptias , 
seu incontri dotìs possit , vel debeat petere , agere y vel exi- 
gere , vel retìnere, sed solummodo dotem f ck didlam dona- 
tionem, seu incontrum dotis , non possit , nec debeat pete- 
re, exigere, vel retinere. Et quae donatio propter nuptias * 
seu incontrum dotis succedat loco dotis receptas , dummodo 
non excedat summam dici» dotis , ita quod ipsa dos rece- 
pta , 6c donatio propter nuptias sint aequales * Et quod nulla 
mulier possit petere nisi quantitatem dotis una cum augmen- 
to moneta? , de qua conftet per inftrumentum ; vel aliter 
probetur per legitimas probationes, & dicatur dos probata , 
si conftat inftrumentum , in quo Maritus etiam conriteatur 
habuisse dotem ante confectionem dicìi inftrumenti , ita 
quod ipsa Uxor , ac ejus haeredes , & filii habentes causam 
ab ea habeant idem privilegium prò dote confessa , quod 
haberent prò dote vere , 6c acftualiter urne numerata in 
praesentiam Notarii , & teftium . Et hoc ideo ftatutum eft , 
,quia saepe numero , ck fratres , sive Parentes , aut alii atti- 
nentes ipsarum mulierum dant dotes, vel partem Viris , seu 
Maritis , aut Parentibus Maritorum , nec tunc curant quod 
coniiciatur inftrumentum dotis , merito Mariti tenentur agno- 

q z sce- 



cxxiv STATUTA CIVILIA 

scere bonam fidem , & conflteri dotem recepisse . Et hoc 
Statutum sit prsecisum, & piaecise observetur. 

De Angmento Moneta. , quod cresca in Dotibns , & non 
in aliis Contrattibns • 

H U B R I C A LXXXIX. 



Otatutum , & ordinatum eft , quod si evenerit tempus do- 
tis reftituendas Mulieribus , quod ipsas Mulieres possint pete- 
re , 6c exigere non solum dotes suas exiftentes in quantita- 
te , prò ut ordinatum eft supra in Rubrica , Quomodo dos 
sit reftituenda &c. ; sed etiam augmentum monetse , quod 
crevisset poft dotem solutam , habendo respecìum ad vaio- 
rem Ducati , vel monetae ad tempus receptae dotis , 6c ad 
tempus 9 quo ipsa dos petitur, ita quod Judex, aut Poteftas 
habeant informationem quantum valeant Ducati tempore > 
quo dos petitur, 6c ita aeftimabit summam , vel quantitatem 
ipsius Dotis cum augmento reperto . In aliis autem contrae 
cTibus celebratis , cujuscunque conditionis exiftant , non ha- 
beat locum augmentum monetx , sed solutio fiat , prò ut 
debitum verum apparebit , vel per inftrumentum , vel per 
alias legitimas probatìones . 



Qua. 



GUASTALLA lib* i. cxxv 

Qualiter Mulieri habenti tenutam y vel rem in solutum de Bonis 
Mariti sui y causa Doris sua conservando , possint Hit , qui- 
bus essent obligata -, probare ipsa Bona plus valere , & de» 
bitum off erre Uxori • 

RUBRICA XC. 



»3tatutum eft , quod si àliqua Mulier habuerit tenutam de 
Bonis Mariti sui causa Dotis conservando , etiamsi ea ha- 
buerit in solutum prò dote sua , sive conftante matrimonio 
in casibus , in quibus eri; permissum exigere dotem conftan- 
te matrimonio , prò ut supra ordinatum eli per duo Statuta •> 
Sive etiam poft mortem Mariti ; nihilominus ille , qui habe- 
bit didìa bona obligata , possit probare didla bona plus va- 
lere , quam fuerit dieta dos , vel ofFerre dotem si voluerit 
habere dieta bona , 6c consequi , dummodo reftituat ipsi 
Mulieri omnes expensas legitime facìas per ipsam in acci- 
piendo ipsa bona in solutum prò dote sua , & augmento 
dotis , sitque interdilla omnis alienatio ipsorum bonorum 
intra annum per ipsam Mulierem a die , quo habuerit ipsa 
bona in solutum : quae si interim fuerit facla , sit nullius 
mementi . Et hoc locum etiam habeat, si ipsi Mulieri fuerit 
satisfactum de dote sua cum augmento in dictis bonis per 
ejus Marìtum, vel ejus haeredes, absque eo quod aucìoritate 
judìciali dicìa bona fuerint data in solutum. 



De 



cxxvi STATUTA CIVILIA 

De Alimenti* praftandis Marito propter Dotem non solutam » 
RUBRICA XCh 

*3tatutum eft, quod si Dos fuerit promissa Marito, & con-» 
tingat ducere Uxorem suam ad domum, &: onera matrimonii 
suftinere , & ei adhuc dos tradita non fuerit , possit Mari- 
tus in casu mora? traditionis , seu solutionis didlae dotis , pe- 
tere &: exigere ab ilio , qui promisit dotem , alimenta ad 
rationem trium denariorum prò libra prò quolibet mense do- 
tis promissa? , donec tradita , vel soluta fuerit ipsa Dos Ma- 
rito * 

De Dote lucrando* per Maritum Uxore pr&moriente . 

RUBRICA XCIL 



ijtatutum efì: , quod si quisTerritorii Guaftallse accepit, vel 
acceperit aliquam Mulierem in Uxorem, & contigerit ip&am prae- 
morì in domo Mariti transducìam , vel qua? duxerit Maritum 
in ejus domo , vel domo Patris sui , nullis relidtis fìliis, vel 
filiabus ex ipso marito , vel alio , & fteterit in dieta domo 
transdudìa per annum unum , tunc Maritus lucretur dotem 
datam , vel promissam . Et si contingat decedere sine filiis in- 
tra annum , lucretur tantum dimidiam partem didfoe dotis . 
Sed si dictus Maritus habuerit filios , vel filias ex ea , aut 
etiam superessent filii , vel filia? ipsius mulieris ex alio Ma- 
ri- 



GUASTALLA lib. i. cxxvii 

rito, tunc di(fla Dos pertineat ad ipsos omnes filios, vel fi- 
lias dividenda aequaliter inter eos , & per capita , reservato 
semper usufruita dotis pjaedidlse ipsi marito tempore vitae 
suas , ita quod non possit prò dufìo usufruiti moleftari • 
Si vero ipsa mulier Uxor haberet alia bona extra dotem 
suam , puta parafernalia , vel alia , & moriatur ab interna- 
to, relicìis filiis , velfiliabus, tunc ipsi omnes aequaliter suc- 
cedant . Si vero non haberet filios , vel filias , vel alios de- 
scendentes , tunc succedant ejus Agnati usque ad quartum 
gradum , intelligendo gradum de jure Canonico , &c eis non 
exiftentibus succedant Cognati usque ad tertium gradum > 
ut supra, ita tamen quod quarta portio ipsorum bonorum 
speftet , &C pertineat ipsi Marito ipso jure edam strie ali- 
qua declaratione , 6c apprehensione fienda per ipsum Ma- 
ritum , adeo quod si poftea Maritus moreretur , dicìa por- 
tio spedlet, 6c pertineat ad suos haeredes . Et prsedidla om- 
nia non harbeant locum in Marito occidente , sive occidi fa- 
ciente Uxorem , vel ipsam Uxorem infirmam non curante , 
seu non curari faciente , & remedia necessaria non adhiben- 
te juxta posse suum , & mortua sic , tunc non lucretur do- 
tem , nec in aliquo succedat. 



De 



cxxvhi STATUTA CIVILIA 

De Teftamentis , & solemnitatibus Tejlamemorum , & Co 
dicillis y & de Trebelli unica debita, . 

RUBRICA XCIII. 



Otatutum, & ordinatum eft , quod quodlibet teftamentum 
Muncupativum de caetero ita probet , & valeat , perinde ac 
si esset factum in scriptis , dummodo si de eo fuerit factum 
inftrumentum publicum , adsint septem teftes vocali , èk ro- 
gati , 6c subscriptio ipsius Notarli , 6c alise solemnitates » 
qua? requiruntur in inftrumentis pablicis 7 de quibus supra 
ordinatum eft . Si vero non fuerit fd<£tum inftrumentum pu- 
blicum , tunc probetur , quod in ordinatione di<£ìi testamen- 
ti fuerint septem teftes , etiam non rogati , 6c hoc possit 
probari per tres teftes idoneos > «Se omni exceptione majores • 
Si vero quis nollet condere teftamentum , sed Codicillos , 
tunc quinque teftes sufHciant , etiam non rogati . Et praedi- 
éìae solemnitates non habeant locum in teftamento condito , 
seu Codicillis conditis inter liberos , quia in illis servatur 
jus Comraune . Insuper Statutum eft , quod si in teftamen- 
to , vel alia ultima voluntate fuerit apposita clausula Codi- 
cillaris , & si non valeat jure Teftamenti , valeat jure Codi- 
cillorum y vel cujuslibet alterius ultimai voiuntatis , vel per 
alia verba aequipollentia , tunc praedicìa clausula , «Se verba 
operentur, & sint hujus efFe<£lus , videlicet quod si non va- 
leret. teftamentum ex aliquo defecì:u , quod tunc ipse Te- 
ftator censeatur decessisse ab inteftato , & quod venientes 
ab inteftato sint rogati reftituere dichiara haereditatem scri- 
ptis 



GUASTALLA lib. t. cxxix 

ptis in ipso Testamento , seu ultima voluntate , & ad hoe 
compellantur , &: compelli possint refìituere praedicìam hae- 
reditatem , retenta sibi quarta Trebellianica , quam sibi reti- 
nere possint , & sic quartam partem supradiclas hseredita- 
tis , nisi per Teflatorem fuisset expresse prohibita detrahi , 
& detineri : Et quae prohibitio possit fieri , Se valeat, etiamsi 
fuisset facta per Patrem , vel Avum ; & quae Trebellianica , 
si non fuerit prohibita per Teflatorem, non perdatur per 
haeredem succedentem ex teflamento , vel ab inteilato ex 
eo quod non confeeerit inventarium bonorum , &: haeredita- 
tis praedicìae , ut etiam ordinatum efl sub Rubrica , Quod 
nullus excludatur a successione; infra. 

Quomodo , & in quibus casibtts Bona snbjetta rcftit attorti 
Fideicommissi possint étticnari . 

RUBRICA JCCIK 



i3tatutum, & ordinatum eft, quod si Pater, vel Avus con* 
diderit teflamentum , in quo inflituerit filios , vel nepotes , 
seu ablaticos haeredes , & ipsos gravaverit refìituere haeredi- 
tatem alicui sub condiiione si decesserint sine masculis libe- 
ris; si evenerit casus, quod dicìi filii, vel abiatici non ha- 
buerint filios masculos , sed solum filias , vel neptes , aut 
sorores , & non habeant alia bona , nisi bona praedicla re* 
ftitutioni fideicommissi subjecìa , tunc possit Poteflas dotare 
mulieres de prasdicìis bonis subjedtis reflitutioni fideicom- 
missi , non obflante dicìo fideicommisso facìo . Possintque 
ctiam dicìa bona alienari prò alimentis ipsorum filiorum , 

r vel 



cxxx STATUTA CIVILIA 

vel ablaticorura , quando non haberent aliunde , unde pos- 
sent se alimentare. Et si didìi filii , seu abiatici hseredes in- 
itituti, & gravati, ut supra, habuerint filios masculos , di Ai 
fìlii non censeanuir esse in disposinone , sed tantummodo 
in conditione , 6c sic non intelligantur per Teftatorem sub- 
fiituti , 6c per consequens ipsis non obftantibus possint di- 
Ai rllii , seu abiatici disponere de diAis bonis . Pcssintque 
ipsi Pater & Avus prohibere diAos filios , vel nepotes , seu 
abìaticos , ne detrahant Trebellianicam , uf etiam ordinatum 
eft supra in Statuto precedenti. 

Quomodo , & quando Mulier -possit in ejus Tefiamtnto disponere 

de Bonis saìs Parafernahbus , vel aliis Bonis ultra 

Dotem , & etiam de JDotalibns . 

RUBRICA XCV. 



i3tatutum eft, quod si mulier nupta habeat bona paraferna» 
iia, vel alia bona ultra dotem, & habeat filios ex ipso ma- 
rito , vel ex alio , ck velit condere teftamentum , vel aliam 
ultimam voluntatem , possit de diAis bonis libere dispone- 
re , dummodo non privet filios ., vel aliquem eorum sua le- 
gitima , a qua non possint privari, salvo nisi fuissent ingra- 
ti adversus ipsam Matrem , ck talem ingratitudinem com- 
misissent , prò qua pater posset filios exhaeredare . Quae 
omnia habeant locum etiam in Vidua , ut non possit dispo- 
nere de diAis bonis parafernalibus , nec aliis bonis ultra do- 
tem , nec etiam de bonis dotalibus , ut supra dìAum eft . 
Si vero Mulier nupta non baberet filios , vel alios descen- 

den- 



GUASTALLA lib. i. cxxxi 

dentes , tunc possit in sua ultima voluntate disponere de 
dicYis bonis sine consensu Mariti ; ita tamen quod teneatur 
relinquere quartam partem honorum suorum ipsi Marito ; 
Quod si non reliquerit, per hoc non vitietur ipsa ultima vo- 
luntas , sed Maritus possit ipsam quartam partem honorum 
consequi , vel retìnere , èk censeatur hasres in dièta quarta 
parte . Quantum vero ad Dotem servetur Statutum supra 
positura sub Rubrica , De Dote lucranda per Maritum . Et 
ibidem simìliter ordinatum eft , quando Mulier haberet de 
dictis bonis , & moreretur ab inteftato , quis debeat succe- 
dere de -dictis Bonis . 

Quod bona immobili* non possint aliquo mulo alienar* 
in Forenses . 

RUBRICA XCVL 



i3tatutimf$ ck ordinatum eft ad bonum publicum hominum 
Guaflallae, quod nullus Forensis , ck non subjecìus Jurisdi- 
ctioni Guaflallae possit de caetero acquirere aliquo titulo ha* 
bili ad translationem dominìi aliqua bona immobilia exiften- 
tia in Territorio Guaflallae , sive per acìus inter vivos , si- 
ve ex quacunque disposìtìone ultimae voluntatis , ita quod 
quicunque acìus , qui fadìus fuerit quomodocunque per Ho*- 
mines , vel aliquem ipsorum Guaflallae , tendens ut Foren- 
sis consequatur aliquas res immobiles, sive dominium earum* 
sit nullius momenti , 6c efricaciae , Se ulterius qui contrafece- 
rit , amittat ipsas res , & applicentur ipso jure , òk facto 
Camerae Magnifìcorum Comitum , ck absque alia declaratio- 

r 2 ne 



cxxxn STATUTA CIVILIA 

ne Judicis fienda. Et hoc sit > ut dicìum eft , propter bonum 
publicum ipsurum Hominum Guaflallse , ut ipsa bona immo- 
bilia conserventur inter didlos Homines , 6c ne aliquis Fo- 
rensis aliquando acquireret potius prò semulatione , quam 
alio respèélu . Et inteìligatur Forensis , etiam si sit origina- 
rius , ck natus Galiallas , sed ftetisset absens decem annis 
impletis a Terra Guaftallae , ipse cum tota ejus Familia , si 
habeat familiam , nec ibidem aliqua bona immobilia posse- 
dit per didìa tempora , nec possidet , nec etiam per dieta 
tempora aliqua onera suftinuit cum dicYis Hominibus , sal- 
vo nisi fulsset aliquis fìlius familias , vei alius descendens 
qui ftetisset absens per dieta tempora , & nihil possedis- 
set , cum nihil habeat , sed Pater suus , vel Avus posse- 
disset , iste talis non censeatur forensis, nec comprehenda- 
tur in praesenti Statuto. Et hocStatutum sit praecisum. 

Quo modo Filidt , & ali a Descendemes dotata de Bonis Ascen* 

dentium , non possint succedere ab intefiato ipsis 

Ascendenttbus . 

RUBRICA XCVIL 

\J t bona conserventur in Agnatione , & Familia , Statu- 
tum eft quod si Filia , Neptis , vel Ablatica , vel Soror me- 
rini dotata? a Patre , Avo paterno , vel Fratre > non possint 
succedere Patri , vel Avo decedentibus ab inteftato . Et 
idem, si Frater dicìae Sororis, vel Nepos ipsius Avi ex fllio 
defuncìo dotaverit Sororem , vel Neptem , & sic Amitam 
poft mortem Patris , vel Avi , aut cum effectu obtulerint 

se 



GUASTALLA lib. i. cxxxhi 

se paratos dotare condecente!" , &. secundum qualitatem , «Se 
facultatem ejus Ascendentis , de cujus hsereditate agitur y in- 
specìa consuetudine , «Se more Guaflalìae , tunc non possint 
succedere , nec habere regressum ad bona Patris^^el Avi 
decedentium ab inte/lato , exiftentibus riliis , seu fratribus 
ipsius Mulieris, Nepotibus, vel Pronepotibus masculis, uno, 
vel pluribus , & aliis descendentibus masculis , ck de Casali 
ejus , de cujus haereditate agitur , sed sint contentae dotibus 
suis daiis , vel cum effectu oblatis , «Se quae oblatio possk 
fieri quandocunque ante interpellationem facìam de ipsa 
dotatione , «Se pori interpellationem intra sex menses , qui- 
bus elapsis non prosit oblatio . Et si advenerit casus y quod 
dicìae mulieres dotando decederent ab inteilato , vel sine 
teflamento , antequam dotentur , ck moriantur , tunc, ck eo 
casu adveniente , ìli L tales masculi, qui habeant talem facul- 
tatem dotandi , ut supra, succedant ipsis mulieribus in ea 
dote , quam habere debebant , ut supra 7 omnibus aliis hai 
dote exclusis . Et prcedicìa intelligantur de successionibus 
Ascendentium , ck Descendentium : de succesionibus autem 
Transversalium efì ordinatum in Statuto sequenti . Si tamen 
Pater decederet ab inteflato nullis relitflis filiis masculis , 
nec aliis descendentibus masculis , sed relicìa rllia , vel fi- 
liabus legitimis , &c naturalibus , tunc talis fili a , vel filiae 
succedant ipsi Patri decedenti ab inteilato , dummodo non 
esset nupta , vel se nubere vellet extra Territorium Gua- 
flalìae, ut ordinatum eft infra in Statuto sub Rubrica, Quo- 
modo Mulier , quse nupta eiì extra Territorium Guaflalìae , 
non succeciat «Sec. 



Qui* 



cxxxiv STATUTA CIVILIA 

Quomodo Sorores , & alidi Foemins, non succedavi ab inteftato 

Fratribus , vel aliis Agnatis exiftentibus , 

sed excludantur . 

RUBRICA XCVIII. 



i3tatutum, & ordinatum efl, quod aiortuo aliquo, vel ali- 
quibus > vel aliqua ab inteftato , vel sine teftamento , ex 
quo , vel ex quibus filli , vel fìliae , vel alii Descendentes 
legitimi , & naturales non supersint , & qui sint de Casali 
defungi , oc qui non habeant Patrera , vel Avum superfti- 
tem ; talibus sic defuncTis debeant succedere fratres utrinque 
conjundìi , vel ex altero parente tantum , si adsint , Se qui 
sint. de Casali defunéti , ac nepotes ex fratribus defuncTis 
ut supra , una cum ipsis fratribus , seu Patruis in flirpe , 
non autem in ordine successivo, exclusis Sororibus defuncìi, 
& aliis foeminis , qua? aliter de jure communi succederent 
cum dicTis masculis , dummodo ipsa? feminae fuerint dotatse 
in bonis Patris . Si vero non fuerint dotata , tunc dotentur 
competenter de bonis illius , de cujus hasreditate agitur , ita 
tamen quod unica dote sint contentae , ac tacitai praedidtae 
foeminse . Non exiftent'bus autem fratribus , vel nepotibu» 
ex fratribus, tunc succedant ejus Patrui , vel alii Transver- 
sales masculi de Casali Patris, ut supra, usque ad tertium 
gradum inclusive , intelligendo gradum secundum jus Cano- 
nicum , ipsis defunéìis , exclusis similiter foeminis , quae ali- 
ter de jure communi deberent succedere , vel qua? debe- 
rent praeferri ipsis Transversalibus de Casali defuncìi , 

dum- 



GUASTALLA lib. i. cxxxv 

dummodo fuerint dotatae , ut supra, uti dotandae , ut supra . 
Salvo quod si ex didlo defuncìo , vel defundla supersit Pa- 
ter , Àvus , vel alius Ascendens masculus per lineam Pa- 
ternam , tunc praedidli Ascendentes admittantur , ck vocen- 
tur ad hasreditatem talium defuncìorum , una cum praedidlis 
fratribus , ac nepotibus , secundum quod disponit jus corri- 
mune , exclusis semper praedictis foeminis . Dericientibus au- 
tem prasdidlis omnibus Transversalibus , ck Ascendentibus ^ 
ac fratribus, Patruelibus , <k aliis Transversalibus usque ad 
teruum gradum, ut supra, de Casali Patris , vel Patre , vel 
aliis Ascendentibus , ut supra , tunc succedant, £k succede- 
re dcbeant talibus defunclis , ut supra , praadicìse Sorores , 
6c alìae Agnatae, &: etiam Cognati , quae , ck qui etiam de 
jure communi succedunt etiam usque ad quartum gradum , 
intelligendo gradum, ut supra, servata tamen semper priori- 
tate gradus inier eos , ita quod proxirnior ipsi defuncìo pri- 
mo admittatur ; salvo nisi tali , vel talibus defunc/tis super- 
viveret Mater , tunc observetur quod dicìum eli , ck ordi- 
natum in Statuto sequenti . Deficienubus autem omnibus 
supradidlis Agnatis , ck Cognatis usque ad quartum gradum, 
intelligendo gradum, ut supra, tunc succedant, ck succedere 
debeant tali , vel talibus defuncìis ab inteflato , &: sine te- 
fìamento Magnifici Comites , seu eorum Camera, salvo sem- 
per nisi superesset Mater ipsius defundli, tunc servetur illud , 
quod flatim dicìum eli. 



Quo- 



cxxxvi STATUTA CIVILIA 

Quomodo Mater succedat Filio , vel Filid ab imeftato 
prò quarta parte. 

RUBRICA IC. 



Otatutum, & ordinatum efl: , quod mortuo filio , vel filia 
ab intefìato , vel sine teftamento , sine filiis , vel aliis de- 
scendentibus legitimis , &: naturalibus , nec aliis Ascendenti- 
bus masculis , sed relieta Matre , & fratribus , sive Patruis , 
vel fratribus patruellibus , aut filiis ex fratribus , vel aliis 
transversalibus per lineanti masculinam usque ad tertium 
gradum inclusive , intelligendo gradum de jure Canonico, 
tunc prasdicìas omnes persona? habeant excludere matrem a 
successione filii , vel filiae defuncta? , ut supra, salvo quam 
a quarta parte dictse hcereditatis . In qua quarta parte ipsa 
Mater succedat , & efficiatur hseres ipso jure , & absque 
alia declaratione , Se apprehensione rlenda per ipsam , adeo 
quod si poftea moreretur, dieta portio spectet ad suos hae- 
redes y 6c ad quam portionem dumtaxat etìam admittatur , 
si fllius , vel filia moreretur , nullis ex praedicYis personis 
poft se relidlis , sed solum aliquibus Agnatis exifìentibus in 
quarto gradii , intelligendo gradum , ut supra , vel etiam 
Cognatis, «Se sic conjuncìis per lineam feemininam . In aliis 
vero tribus partibus praedidlas haereditaiis servetur illud , 
quod ordinatum eft in precedenti Statuto , salvo semper 
quod in omnibus praedicìis casibus , ck sic etiam prcedicìis 
personis exiftentibus , de quibus in principio prae^entis Sta- 
tuti , ultra illam quartam partem haereditatis praedicìae , quse 

de- 



GUASTALLA lib. i. cxxxvri 

debetur Matri , si ipsa velit ftare Vidua , 6c honefle vive- 
re, possit toto tempore viiae suse usufrudluare integram hx- 
reduatem , ac omnia bona filii sui , vei filiae suae pras.nor- 
tui , vel prsemortuae , Poft mortem vero didlas M^rris ipse 
usufruélus reservetur , <Sc consolidetur cum hrere'ditate , 
quantum sit prò dìdtìs tribus partibus prasdidtae haeredita- 
tis , & applicentur supradidtis personis , singula singulis 
congrue referendo. 

Quid, & quantum posnnt legare Mariti Uxoribus . 

RUBRICA C. 



s 



tatutum , &: ordinatum efl , cjuod Maritus non possit ali- 
quo modo relinquere Uxori suce direste , vel indircele , & 
sic per viam fideicommissi de bonis suis in quantitate , nec 
in specie , sive supersint filii , sive non , nisi libras XXV. 
Imperiales , salvo quod possit etiam eidem relinquere prò 
alimentis libras XX. Imperiales prò quolibet anno , quas 
poterit consequi, si non alimentaretur ab hreredibus mariti y 
sed ftaret aliunde, & ducerei vitam viduam , Se honefìam: 
si ftaret in domo mariti , & ibidem haberet alimenta , prò 
ut habere debebit in omnem eventum , ipsa fìante in vi- 
dimate , tunc non possit habere prsedidlas libras XX. Impe- 
riales prò dicìo legato . Et si Maritus in suo teflamento y 
vel in qualibet alia ultima voluntate reliquerit uxorem suam 
dominam , Massariam , Usufrucìuariam , & possidetricem 
omnium honorum suorum , tunc sive maritus habeat filios , 
sive non , uxor tantummodo habeat alimenta ab hseredibus 

s ma- 



cxxxviii STATUTA CIVILIA 

mariti , &: quse alimenta iflo casu debeantur Uxori ipsì per 
diétos hc^eredes in domo quondam mariti , &: domo hsere- 
dum, si pacifice cum ipsis ipsa Uxor possit habitare. Si ve- 
ro non possit pacince ftare cum diótis haeredibus, tunc prae- 
stari debe'ant alimenta extra ipsam dcmum , & in qua habi- 
taverit ipsa Uxor , secundum modum , & facultatem redi- 
tuum , & proventuum bonorum , &L haereditatis mariti , <$C 
secundum taxationem , «Se declarationem fieadam per tres 
bonos ¥iros , aut unum , eligendos , aut eligendum . Et si 
praedidta Uxor in omnibus supradicTis casibus noluerit , aut 
recusaverit difta alimenta, possit, ck debeat petere, ck exi- 
gere dotem suam a flliis , vel aliis hasredibus mariti, serva- 
to tamen modo, de quo supra in Statuto posito sub Rubri- 
ca , Quomodo dos sit reflituenda Uxori . Et ad evitandum 
fraudcs , quae quotidie riunt , ilatutum efl: , quod si contin- 
gat maritum in suo tefìamento , vel qualibet alia ultima 
voluntate confiteri se aliquid tenere , vel debere , aut pro- 
mittere , vel ad id se obligare , talis confessio , & promis- 
sio , & obligatio sit nullius momenti , nec aliquid prosit 
ìpsi Uxori , nisi de sic confesso , promisso , vel obligato ali- 
ter legitime doceatur* 



Quo* 



GUASTALLA lib. r. cxxxix 

Quomodo Mulier 9 qua nupta eft extra Territorium QuaftalU^ 

non succedati 



RUBRICA CL 



A 



d bonum publicum Ccmmunis Guaftallae , Sa ut bona , 
& hsereditates remaneant , &: conserventur inter homines 
Guaital.'ae ; Statutum efl , quod nulla mulier se nubat cum 
haereditate extra Jurisddìic nem Guaftallae; oc si fuerit nupta 
extra Jurisdiftìonem Guaftallae , poftquam ei fuerit delata 
hcereditas, non succedat alìcui de Jurìsdidìione Guaflallae > 
sed dia haereditas proveniat in Agnatos proximiores , vel 
alios propinquos secundum gradus pi se ogativam , oc prout 
supra ordinatum eft in Statutis proe:edentibus , perinde ac 
si talis mulier non esset in medio . Et hoc habeat locum si* 
ve talis haereditas proveniat ex testamento , vel ab intenta- 
to. Idem observetur, si hae.reditas proveniret ex tellamento 
mulieri , vel ab inteiiato , jam exiftente ipsa muliere nupta 
extra Jurisdidlionem Guaftallae, vel Vidua, tunc diéla haere- 
ditas proveniat in Agnatos , vel Propinquos, ut supra, ipsa 
exclusa. Idem sit, & intelligatur in omnibus descendentibus 
taliuin Mulierum , qui nati fuerint ex non subjedìo Jurisdi- 
élioni Guaftallae , & tales non admittantur ad praediétas suo 
cessiones. 



Quod 



cxl STATUTA CIVILIA 

Quod mortuo Aliano vel ex Testamento , vel ab Inteftato , Po$« 

se s s'io Defunfti , seu Bonorum Defungi continnetur 

in H&reaem . 

RUBRICA CU. 



i3tatutum efl: , quod mortuo Aliquo , condito teftamento } 
vel ab intentato , possessio omnium bonorum , quse reperta 
fuerint in bonis , Se hsereditate ipsius Defundti , sive propria 
dicYt DefuncTi, sive aliena, contìnuet in haeredem ipso jure , 
ita quod absque alia apprehensione ipse haeres dicatur , &■ 
sit possessor ipsorum omnium bonorum quoad omnes effè- 
dlus , adeo quod possit contra quamcunque personam , quse 
occuparet aliqua bona prasdidt^ hcereditatis , agere , Se expe- 
riri virtute diétae possessionis fadlse omni remedio , Se non 
solum petitorio , sed possessorio , Se sic tam interdidto adi- 
piscendae possessionis , quam etiam recuperandae . Et si quis 
non fuerit haeres , Se audtoritate propria ingrediatur posses- 
sionem bonorum haereditatis , talis ingressus sit nullius mo- 
menti , & solvat prò pcena libras quinque Imperiales vero 
haeredi é Ad quam solutionem Poteiias , vel alius JusdicenS 
Guaflailas compellat summarie sine figura judicii , «Se omni 
solemnitate ? Se ordine juris omisso , Se sine libello . 



Quod 



GUÀSTALUE LiB. i. cxli 

Quod Nullus excludatur a Successione ex eo quod non vendicava 

rit mortem Defilili , nec excludatur a Trebellianica 

propter Inventarium non confettura . 

RUBRICA CIIL 



Cytatutum eft, quod nulla persona cujuscumque sexus , vel 
conditionis exiftat , vel astatis excludatur a successione Pa- 
tris , vel Avi , vel alicujus Agnati , sive propinqui ex eo 
quod non vendicaverit necem defuncìi , sed perinde succe- 
dati ac si non fuisset mortuus , vel vendicasse! necem ejus . 
Similiter si hsres infìitutus non confecerit inventarium , per 
hoc non perdat quartam Trebellianicam . 

Qualiter Consilìum generale non possit fieri sine expressa Ucenti.i 
Magnificorum Dominorum Comitum , sive Vicegerentium prò 
ipsis : & quod non possit in ipso Consilio aliquid delibetari 9 
ni si in ter si t Poteftas GuaflalU . 

RUBRICA C1V. 



e 



um ssepe numero contingat , 8t sit necesse congregari 
tacere Consilium generale Hominum Guaftallse prò tracTian- 
dis negotiis , quae in dies occurrunt , specìantibus ad bonum 
publicum Communis Guafìallae, possetque aliquando oriri ali- 
qua siniflra suspicio occasione prssdicìa Magniiìcis Dominis 
Comitibus , & Dominis Guaftalìae , &C tam prcesentibus , 

quam 



cxlii STATUTA CIVILIA 

quam futuris , ita quod de bono posset aliquando sequi sal- 
tem suspicio mali , idcirco ut tollatur omnis siniftra suspicio, 
flatutum , 3c ordinatum eri: , quod de estero non possint 
Consiliarii , sive Homines Guafìalla? elcvfti , ac deputati prò 
Consilio generali dicYi Communis Guaflallae se congregare 
prò dicTio Consilio generali in aliquo loco prò aliquibus ne- 
gotiis tracìandis , absque expressa licentia prsefatorum Do- 
minorum Comitum , ck hoc in poena librarum quatuor Im- 
perialium prò quolibet contrafaciente , 6c qualibet vice 
appUcanda ipso jure , ck facto , ck absque alia declaratione 
Judicis Camerae prsefatcrum D. D. Comitum • Item flatutum 
efi , quod non possit aliquid terminari in dicto Consilio 
Generali , nisi semper intersit Potefias Gualìalla? , aut alius 
loco ipsius , ck ejus personam reprsesentans , Se si aliter fa- 
ctum fuerit, quidquid factum, ck obtentum fuerit, sit nullìus 
momenti , ck efficaciae . Et hoc Statutum sit prsecisum , ck 
inviolabiliter observetur . 

De \Aggeribvis , Dugalibus , Pontibus , & Stratis publicis Gua- 
fialU , ejusque Diftriffns , & Curia reficienàis. 

RUBRICA CV. 

V^/uoniam ex ruptione Aggerum, òk definizione Dugalium, 
ek Pontium òk Stratarum publicarum Guaflallse , ejusque Di- 
lli ictus, ck Curias saepe numero multa mala Vicinis circum- 
colentibus , atque ftantibus solent provenire , idcirco, ut di- 
ctis malis , qusepossunt accidere, salubriter accurratur, Stacu- 
tum , & ordinatum efl , quod singalis annis in prima heb- 

do- 



GUASTALLA lib. i. cxliii 

domada de Mensibus eligantur , Se deputentur Sapientes de 
Consilio generali Guaftalla? , & tot , prout visura fuerit, & 
placuerit diifìo Consilio, qui Sapientes taliter eledti > Se de- 
putati delato eis prius juramento , & ab eis prseftito de eo- 
rum officio bene, &.diligenter, & absque fraude exercendo, 
teneantur , & debeant ire cum Domino Potevate Guaitallss , 
vei alio suo familiari , vel alio nomine eledlo idoneo , Se 
sufficienti, quem sibi elegerit , «Se deputaverit ipse Dominus 
Potellas , per Guaftallam , ejusque Diftrictum , & Curiam 
ìnquirere , Se vidcre , & examinaré Aggeres , Dugalia, Pon- 
tes , & vias publicas Guaftalis , Se ejus Diftridtus , Se Cu- 
rile . Et si viderint , Se cognoverint in aliqua parie indigere 
tefectione , tunc illud , quod viderint , Se cognoverint indi- 
gere refezione, referant in Consilio generali, Se tunc illud, 
quod consultum , & obtentum fuerit in diclo Consilio de 
refezione facienda , 6c per quem modum , Se per quos, Se 
quorum expensis , executioni mandetur per ipsum Dominum 
Poteflatem Guaftallas , Se hoc quam citius fieri poterit pro- 
pter periculum , Se damnum , quod posset sequi propter 
moram, quas fleret. 

De Consilio fiendo prò cuftodia Ctausorum . 

RUBRICA CVL 



i 



tem propter bonum publicum Communis Guaftalla; Statu- 
tum eft, quod Potefìas Guaftallae teneatur , Se debeat serri- 
per quolibet anno de mense commodiore facere , Se curare, 
quod congregetur Consilium generale Guastalla^ more soli- 
to, 



cxliv STATUTA CIVILTÀ 

to , quod cridari debeat ante per unum diem , quam pul- 
setur, quod omnes de dieìo Consilio venire debeant ad di- 
<ftum Consilium in loco solito con^regari , occasione Guar- 
dai Clausorum , Se Terrarum Guafialia? , èk ejus Terrhorii , 
Se Curia? , Se in ipso Consilio facere proposi tum de Curio- 
dia Clausorum , Terrarum , Se Doraorum , òk aliarum re- 
rum , quae sint in Guaftalla , ck ejus Territorio, Se Curia. 
Et procedatur , 6k executioni mandetur in gmnibus , 6c per 
omnia secundum quod fuerit ordinatum , ck reformatum in 
didto Consilio generali . 

Qualiter in sponda. Muri edificata super Confinibas 
adificari possit . 

RUBRICA CVII. 



i3iatutum, & ordinatum eri:, quod quilibet Vicinus habens 
domum contiguam , Se cohaerentem domui Vicini possit, Se 
ei liceat in sponda muri codificata super confinibus Domi , 
sive soli ipsìus convicini, Se quse sponda incipiendo in fun- 
do , ek deveniendo sursum per aliquam partem ipsius spon- 
da sit , sive appareat esse communis per Feneftrellas , Co- 
lumbaria, sive per alia signa, facere sedifìcare, Se tigna, si- 
ve caementa ck alia sedificia in ipsa sponda communi, etiam 
invito ipso vicino . Si ver^ non appareret per aliqua signa, 
quod didla sponda sit communis, Se communiter faifta , sed 
potius appareret , quod in totum esset ipsius Vicini , tunc 
etiam possit ipse Vicinus compelli prsefìare patientiam con- 
vicino volenti edificare, sive tigna , sive alia cementa po- 
ne- 



GUASTALL/E lib. i. cxlv 

nere in dieta sponda , sive muro Convicinì , ipso tamen 
Convicino volente aedificare , ut supra , prius solvente, &L 
cum effectu efferente , & deponente pretium prò medietate 
ipsius sponda? , sive muri , quod aeilimabitur per tres bonos 
viros , 5c expertos in similibus eligendos de contidentibus 
Partium , òk in casu discordia per Dominum Poteftaterrv 
Guadali», 

Qualiter Fossato, exiftentia penes Stratas cavavi dcbeant . 

RUBRICA CVI IL 



i 



tem Statutum efl , quod quselibet persona teneatur cava- 
re , seu cavare facere omnia Fossata, qua? habet penes Stra- 
tas Magiftras ck alias vias publicas juxta Campum suum in- 
fra tertiam diem a die prsecepti sibi fadii parte Poteliatis 
Guaflallse ampia per unum brachium ad minus in fundo , 
ck desuper ampia per quatuor brachia ad minus & alta 
prout placuerit pra?dicT:o Domino Potefìati Guafialla? , vel 
alio nomini ad hoc deputato , & eie et o , ck medietatem 
terra? super fìratam projicere, & levare omnes Zapellos Cam- 
pi sui, nec Zapellos ibi tenere , sed solum Pontem , ck ipsa 
Fossata manutenere sic cavata pendentia , ordinata , ck ex- 
pedita , quod aquae discolentur ad Pontes ipsius ftrata? , ck 
Dugalia antiqua, vel nova , vel alia loca penJentia, ck hoc 
sub poena solidorum XL Imperialium prò quolibet contrafa- 
ciente in aliquo pra?dictorum casuum , Si prò qualibet vice 
applicandorum prò dimidia parte Camerae Magnificorum Do- 
minorum Comitum , ck prò alia dimidia Communi Guaftal- 

t la?, 



cxLVi STATUTA CIVILIA 

ìx , (Se nihilominus teneatur , & comoelli possit per prsedi« 
cium Dominum Potefìatem ad praedidìa . 

Quomodo Terrenum Fossatorum cavatorum reduci , 
& e xp lanari debeat» 

RUBRICA CIX. 



Otatutum quod oranes debentes aptare praejicftas ftratas , 
teneantur, 5c debeant reducere, & explanare terram didto- 
rum Fossatorum asqualiter per ipsas fìratas culmando eas in 
medio sic ordinate , quod pendeant , & aquae pluviae subito 
discolari possint ad Fossata prsediéìa ; ck si terra dicìorum 
Fossatorum non sufficiat ad aptandum bene , 5c sufficien- 
ter didìas fìratas , quod possint impune accipere de terra 
propinquorum agrorum prò aptatione prsedidla penes dicìas 
fìratas cum minori damno agrorum . Provideatque Potefìas 
Guafìallae, quod si domini, vel possessores agrorum prsedi- 
étorum paterentur damnum occasione prsedidìa , quod ipsis 
resarciatur didtum damnum . 



Qua- 



GUASTALLA lib. i. cxlvii 

Qualiter Vicinus inferior possit cogi ad cavandum Fossatum 

Agri sui , quando superior velit cavare Fossatum 

sui Campi . 

RUBRICA CX. 



i, 



tem Statutum efl > ut Campi faciliter discolentur per Fos- 
sata scolatoria ad Dugalia solita , quod quotiescunque ali- 
quis vicinus superior cavare voluerit Fossatum Campi sui , 
ut discoletur, teneantur vicini inferiores cavare fossata agro- 
rum suorum infra terminum eis assignandum per Dominum 
Potefìatem Guaiìallas , sive per alium ad hoc deputatimi ad 
petitionem, sive ad inftantiam praedieti vicini superioris sub 
poena solidorum XX. Imperialium applicandorum prò dimi- 
dia parte Camerae Magnirlcorum Dominorum Comitum , 6c 
prò alia dimidia Communi Guaflallse , Se nihilominus facere 
teneantur, «Se compelli possint per pr^eiicTtum Poteftatem . 

De Via danda per % & super Campum Vicini* 

RUBRICA CXL 



i 



tem Statutum eft> quod si Dominus, vel possessor alicujus 
campi non habeat viam habilem , vel consuetam implendi , 
&: evacuandì campum suum , quod propinqui teneantur ei- 
dem dare viam sufficientem , & habiliorem per campos suos 
cum minori damno > ipso Vicino solvente , & solvere offe- 

t 2 ren- 



cxLviii STATUTA CIVILIA 

rente cum efFecìu terram dicìa? viae in duplo plusquam va- 
leat , ac fuerit oefìimata secundum asfìirnationem , ck dispo- 
sitionem Poteftatis Guaftallae, 6c duorum honorum Virorum 
eligendorum per eum de partium conrìdentibus , vel unius 
partis altera parte recusante , aut negligente , sive contuma- 
ce in eligendo suum confidentem * 

De Viis vicinalibus tortuosis , vel ìnutilibus dirlgendis 9 
vel mutandis . 



RUBRICA CXIL 



i 



tem Statutum efì , quod si aliqua Via , seu Viazzolus es- 
set tortuosus , vel aliter inutìlis , &: Vicini utentes ea , vel 
habentes praedia , vellent eam dirigere , vel mutare, vel 
tollere , aut melius reformare in , ck super campos aliquos, 
hoc facere possint , <3c compelii possint ipsi , quorum sunt 
Campi praediéli, vel sint Possessores, per Poteflatem Guaftal- 
]ae 9 provideatque , quod ìpsis Dominis , vel Possessoribus re- 
sarciantur omnia damna , quae paterentur prsedicìa occasio- 
ne domini praedidìì , vel possessores camporum . Et idem 
intellìgatur in Viazzolis Terrae, & Burgorum Guastalla. 



De 



GUASTALLA lib. i. cxlix 

De Clan deridi s fieri di s Inter Vicinos % & de Terminis » 
RUBRICA CXIIL 



i 



tem cum multae quaeillones oriantur inter Vicinos de fien- 
dis Claudendìs, &. reformandis ; idcirco Statutum efì , quod 
vicinus possit compellere ad faciendum Claudendas , si de 
parietìbus fiat* de parietibus . 9 si de lapidibus , fiat de lapi- 
dibus , & si de sepibus , vel frattis , fiat de sepibus , 6c 
frattis , 6c hoc breviter , ck summatim sine ftrepitu , <St fi- 
gura judicii, sine aliqtio libello , vel petitione , salvo si vi* 
cini fuerint concordes , quod fiat claudenda murorum , sivc 
solita sit esse ibi claudenda murorum , vel non in Caftro 
Guafiallse, vel fuerint vicini boni, Sl idonei de facultatibus 
ad claudendam murorum , tunc fiat claudenda murorum :• 
Et quod nulla persona audeat , vel prsesumat amovere , nec 
ponere , nec amoveri , nec poni facere termìnos aliquos in- 
ter se, &: Convicinum suum , nisì super hoc habuerit licen- 
tiam a prasfato Domino Poteflate Guaflallae , vel nisi hoc 
fecerit de voluntate convicinorum suorum , in quorum prae- 
judicium talis amotio , vel positio redundaret , ck hoc sub 
pcena librarum decem prò quolibet , &; qualìbet vice appH- 
candarum prò dimidia Camerae Magnificorum Dominorurrt 
Comitum , & prò alia Communi Guafiallae . 



Qua- 



ex STATUTA CIVILIA 

Qualiter medietas terra, Fossatorum cavatorum prof e Vias 

publicas projici debeat super Viis 

publids . 

RUBRICA CXIV. 



i 



tem Statutum eft, quod quaslibet persona, quas cavari fe- 
cerit aliqua Fossata in Jurisdidìione Guaftallse prope aliquas 
vias , teneatur projicere medietatem terrae , quae e xtrahitur 
de dictis fossatìs, super ipsis Viis publicis, & quod de prae- 
di<fì:is quilibet Poteflas Guaftallae , vel alius OfFicialis ad 
hoc, Se ad praedidta in proximìsStatutis contenta deputatus 
possit inquirere , &: punire contrafacientes in solidis XX. Im- 
periai ibus prò quolibet , &: qualibet vice applicandis prò 
dimidia parte Camerae Magnificorum Dominorum Comitum 9 
& prò alia dimidia Communi Guaftallae , <$C quilibet admit- 
tatur ad accusandum . 

Qualiter per Campos exiftentes penes Vias non reaptatas 
iri possit impune . 

RUBRICA CXV. 



i 



tem Statutum eft , quod quaelibet persona impune possit 
transitimi facere pedefìer , & equefler , ck cum bobus , & 
plauflris , ck Carretis per , &. super campos personarum , 
quae penes ipsos Campos non reaptaverint Viazzolas , &c 

hoc 



GUASTALLA lib. u cli 

hoc penes, seu tenus Viazzolas , quae reaptatae non essent 
Et hoc fieri possit impune. 

De solutione fienda prò Beftiis ., qu& pignorantur , & 
consignantur in Hospitiis . 



RUBRICA CX FI. 



I 



tem Sratutum efl , quod quaelibet Beflia Bovina a labo- 
rerio pignorata , & reposita penes aliquem Tabernarium in 
Hospitio suo ad cuftodiendum , & nutriendum , solvat, «Se 
solvere debeat iili Tabernario, penes quem reposita fuerit 
ad nutriendum , & cuftodiendum tam in Caiiro , & Burgis 
Guaflallae, quam in ejus Villis , & DiflricTu prò Mensibus, 
& de Mensibus Martii usque ad Septembrem inclusive , de- 
narios XII. prò qualibet Beflia, & quolibet die integro com- 
putando nocìem ad rationem diei : prò alìis , & de aliis 
mensibus denarios XVIII. Imperiales prò qualibet Beflia , &: 
quolibet die , ut supra . De qualibet Beflia a nudrumo , seu 
apta ad nutriendum tantum, solvat , 6c solvere debeat ad 
nutriendum , & cuflodiendum ut supra de mensibus prandi- 
cTis Martii, Aprilis, Maji , Junii, Julii, Augufti , Se Septem- 
bris denarios ocTo Imperiales prò qualibet Beflia , &: quoli- 
bet die, et de aliis Mensibus Octobris , Novembris, Decerci- 
bris , Januarii , ck Februarii denarios XII. De quolibet 
Equo , Equa, Mulo, Mula solvat , ck solvere debeat ìli ì 
Tabernario prò omni tempore anni denarios decem & 
odio Imperiales . Et quod prò quolibet Asino , vel Asina 
repositis , ut supra , sint obligati solvere prò toto tempore 

anni 



cLii STATUTA CIVILIA 

anni denarios odio Imperiales prò quolibet die , & quolibet 
Asino , seu Asina. 



De Inftamiis Causar um prorogar! dis . 
R U B R I £ A CXVIL 



D 



ie Dominico secunda Manli 1550 Guaftallae . Illuftrissi- 
mus , Se Excelientissimus Dominus Don Ferdinandus Gon- 
zaga Dominus, Se Patronus Terree GuaflaHae Capitaneus Ge- 
neralis , &: Locum Tenens in Italia Cassareae Majeftatis òcc. 
Ex relatione Magnifici D. Auguftini Moccia Fadijiis , & 
Commissarii generalis Excellentiae sus , Statuit , Se ordina- 
vit , quod de carerò Potefìas prcesens , Se qui prò tempore 
erunt Terrse Guaftallas, possit , Se possint prorogare, Se dif- 
ferre tempora infìantiae Statutariae Cauiarum , Se Quaeftio- 
mim quarumeunque Civilium Ordinaxiarum Extraordinaria- 
rum , Se Delegatarum cujuscunque qualitaus praesentium , & 
futuramm , & tam in terminis probatoriis , quam in repro- 
batoriis , «Se aliis quibuscunque ejusdem infìaritiae , &: pro- 
nunciare tempus cursum prò non curso ipsius inftantice quo- 
modocunque, attenta semper , Se inspecl:a qualitate faéli , Se 
causarum . Et hoc fìt ex brevitate temporis ipsius inftantiss 
limitati ex forma Statuti Terrae prsedicT:^ sub Rubrica , De 
Modo , & ordine procedendi in Causis Cìvilibus , Se de In- 
ftantia ipsarum Causarum tam ordinariarum , quam extra- 
ordinariarum ; Cui Statuto , Se aliis quibuscunque Statutis 
super inde disponentibus , Se maxime Statuto sub Rubrica , 
De ordine > Se modo suspensionum Causarum ; ex relatione 

ipsa 



GUASTALLA iab. i. cliii 

ipsa in nac parte tantum derogatum esse voluit , & manda- 
vit prseiiidlus flluftrissimus , &: Excellentiss : <mus Dominus , 
nec non etiam attentis multipiicibus Precibus , quae in ciies 
porriguntur prsediifto Illuftrissimo , 6c Exceilentissirao Domi- 
ni ino diversarura personarum litigantium , petentìum novas 
dilationes, 6c terminos in Causis , seu litibus earum a pise- 
dicìo Illuforissimo, &: Excellentissimo Domino concedi, pro- 
pterea quod causa? ipsa? in ipsa brevi inftautia (latutaria 
non possunt expediri , <k terminari , quod cedit in grave 
damnum , ck jacìuram litigantium , potissimum cum expen- 
sx dupiieentur in formando novos , seu alios processus su- 
per una, eademque re exposita , &: magis iites differuntur , 
aliquibus Statutis , ac aliis quibuseunque in contrariis facien- 
tibus , non obftantibus omni meliori modo. Praesentibus Ma- 
gnifico D. Pomponio Cignacco , D. Sigismundo Sometino , 
6c D. Joanne Francisco cognominato Miorello didlo Roma- 
no Teftibus notis, idoneis , &. ad hoc specialiter vocatis . 



Die Marti $ quinta Majì de anno ug8, 



i 



lluftrissimus , & Excellentissimus D. Ferdinandus Gonzaga 
dedit , &. concessit aucìoritatem praedìcìam , Se potefUtem 
Illuftrissimo D. ludici Appellationum presenti , & futuro in 
Causis appellationum pronunciandi , «Se declarandi tempus 
cursum prò non curso , &: terminum inftantia? prorogandi , 
prout Illuftris D. Prastor virtute supradicìi Ordinis facere 
poteft , ek de prasdicìis rogatus fuit Magnificus D. Ocftavius 
Baronus Notarius Guaftallas tunc Notarius didìi Domini Ju- 
dicis Appellationum , ut in Filcia appellationum diéìi anni 
1598, ad quod de verbo ad verbum, prout infra. 

V Die 



cliv STATUTA CIVILIA 

Die Martis quinta Mensis Maji isgS. 



c 



um ob brevitatem temporìs infìantiae appellatlonis Illu- 
fìris Judcx d'ctarum Causarum appellationum diélas causas 
expeditioni demandare non valeat y Se potissim un cum in 
judicando requiratur matura consideratici , Se pr o ventate 
indaganda multoties opeise pretium sit dubia addere , Se ea 
resolvi facere , quae requirunt majorem temporìs dilationem , 
quam ex didlo Statuto habetur , Se propterea prò majori 
militate > & commodo tum litigantium , tum etiam Illuflris 
Domini Judicis 9 Illuftrissimus , Se Excellentissimus Dominus 
Nofter ad evitandas expensas , quse solent fieri a dicTis Li- 
tigantibus in Rescriptis , quae occasione prasdidla fìunt , de- 
dit , Se concessit eandem audtoritatem , Se poteflatem ipsi 
Domino Judici prsedidlo pronunciandi , & declarandi in hu- 
usmodi causis Appellationum tempus cursum prò non cur- 
so , et didtum terminimi inflantice prorogandi , habita sem- 
per ratione ad qualitatem facYi , Se quando aderit legitima 
causa didlam prorogationem faciendi, Se prout, Se quemad- 
modum Illuflris Dominus Praetor hujusmodi pronuncias face- 
re potefl: virtute Statuti alias facìi per Illuftrissimum , Se Ex- 
cellentissimum Dominum Don Ferdinandum Gonzagam bo« 
nx memoria , mandans quatenus de prsedidVis me rogare ha- 
beam juxta mentem Excellentiae Suss, Se ita omni meliori 
modo Sec. 

Ocìavius Baronus Notarius rogatus de Mandato ócc. 

Finis Libri primi . 

STA- 



CLV 



•,a#ftr • F ^E 






'£ 



STATUTA 

C I V I L I A 

GUASTALLA. 

LIBER SECUUDUS. 

De Campariis eligendis in Villis , & Locis GuaflalU . 
RUBRICA CX Vili. 

£\à hoc ut damna cessent , & ut damnum dantes inve- 
niantur , 6c pandantur* Statutum eft , quod per quamlibet 
villam , &: locum Territorii Guaftallse de Mense Januarii 
eligatur unus Camparius , sive cuflos generalis prò uno an- 
no idoneus , qui exerceat suum officium expensis Villas , & 
Loci» 6c omnium habitantium in ea , 6c qui sic elecftus de 
didlo mense promittat , 6c juret coram Domino Poteflate 
Guaftallae de exercendo ejus officium bene , <Sc diligenter , 
ac fideliter y «Se de accusando omnes , & singulos damna 

v 2 dan- 



cLVi STATUTA CIVILIA 

dantes, seu qui damna dederint in ejus Villa , vel loco qno- 
vis modo , sive tempore tam nodìurno , quam diurno; Et 
fìdejubeat idonee, & promittat prò prsedidlis , 6c aliis infra- 
scriptis Capitulis speélantibus ad officium Camparli ; Et hoc 
sub poena Villae negligenti , vel omittenti eligere diftum 
Campai iurn , vel curlodem , ut supra, librarum X. Imperia- 
lium applicandarum prò dimidia Camelee Magnifìcorum Do- 
minorum Comitum , ck prò alia dimidia Communitati Gua- 
ftallae: in quam poenam incurrant ipso fadìo didte Villae ne- 
gligentes , ut supra , ck eledìus in Camparium non servata 
di<£ta forma non habeatur prò Campano , & quòd dicìus 
Potefìas teneatur , & debeat ad requisitionem cujuslibet in- 
colse ipsius Villae , vel alterius persona? habeniis terras in 
didla Villa cogere Commune , 6c homines incolas ipsius 
Villce omnibus juris remediis ad eligendum dicìum Campa- 
rium , seu Cufìodem > qui promittat , de juret , Se fìdeju- 
beat r ut supra , sub poena ipsi Potentati librarum X. Impe- 
rialium prò qublibet Campario , <Sc prò qualibet vice, qua 
requisitus fuerit, ut supra , 6c negligens fuerit in pr^edidlis 
infra decem dies a die requisitionis fodtae , ut supra , 6c ap- 
plicandarum , ut supra . Et hoc Statutum sit praecisum , & 
prsecise observetur. 



De 



X 

GUASTALLA lib. ir. clvh 



De Officio Comparii , & quomodo ipsi credatur , Ó* de poena 
ipsiiis Campar ii negligentis accusare damna dantes • 

RUBRICA CXIX. 



v3tatutum, & crdinatum eft, quod omnes, «Se singuii Cam- 
parli eletti secundum formam Statuti proxime prsecedentis , 
possint, «Se debeant inquirere omnia damna , quae fient, «Se 
facìa fuerint tempore eorum oirìcii tam de die , quam de 
nceìe in eorum Villa tam cum personis , quam cum befìiis , 
6e plaufl:ris,«Se Carrettis, «Se accusare omnes dantes damna, (Se 
qui damna dederint in eorum Villa , Se tam tempore no- 
tturno, quam diurno, coram Potevate Guadali^ infra deccm 
dies continuos a die damni dati , Se eidem Camparlo cre- 
datur de quolibet damno cum ejus Sacramento . Et si non 
accusaveiit in diclo termino damnum dantes , teneatur , ac 
sit , 6c intelligatur ipso jure , & radio condemnatus ad 
emendandum damnum passo , «Se de quo damno tunc cre- 
datur sacramento damnum passi . Ad quod Sacramentum 
picqftandum citari debeat Camparius , «Se prseftito juramento 
damnum passo presente, vel absente ipso Camparlo citato, 
tunc , ut supra, compellatur Camparius ad solvendum di- 
cium damnum per did'tum Poteftatem Guadali» sine ulla 
alia citatione, vel alio processa agitando. 



clvhi STATUTA CIVILIA 

De forma Accusa facl<& , & infra quantum tempus debeat Accn* 
satus comparere , & quomodo procedendum sit . 

RUBRICA CXX. 



*3tatutum, & ordinatum eft, quod fiat accusa per Ca mpa- 
rium eledìum, ut supra, coram Poteflate Guaftallse, vel ejus 
Notario in seriptis , vel oretenus reducenda , vel scribenda 
in Libro elidente penes ipsum Notarium, oc ad hoc specia- 
liter deputatum , antequam intimetur, sive mittatur persona? 
accusata?, sive inventae damnum dare , Ita quod possit vi- 
deri ; &: qua? accusa contineat , &: continere debeat nomen 
accusantis, &. damnum passi, & damnum dantis , 6c Villae , 
in qua fuerit damnum datum , & qualitatem , &: quantita- 
tem damni dati , «Se Campum cum suis. confinibus saltem 
duobus , in quo damnum datum fuerit, 6c annuiti , «Se men- 
sem ad minus, & numerum personarum, & Animalium , ac 
inflrumentorum , cum quibus damnum fuerit datum : hoc 
tamen intellecìo , quod praediefìa non habeantur prò solem- 
nitate subftantiali , & neccessaria dictae Accusae , <Sc quod 
omissio , ve! excessus ipsorum , vel aliquorum praeciicìo- 
rum non vitiet ipsam accusam . Et Notarius praedìctus te- 
neatur , & debeat scribere dicìam accusam in disfìo Libro 
sub poena solidorum X. Imperialium prò qualibet vice , qua 
contrafecerit , applicanda Communi Guaftallae , Se quae ac- 
cusa intimari debeat personae accusatae , ck secundum mo- 
dum Statuti sequentis . Ec teneatur accusai us comparere co- 
ram didlo Potevate infra quinque dies continuos a die in- 

ti- 



GUASTALLA lib. ir. clix 

timationis faciae exclusive ad faciendum quascunque defen- 
siones , quas facere intendit . Quibus elapsis , & Accusato 
ipso non comparente infra diȣtum terminimi, non audratur, 
&C terminetur didta causa per dici ira Poteftatem , proceden- 
do summarie , sine ftrepitu , 6c absque alio libello , sed ipsa 
accusa succedat, ck habeatur prò libello, & loco libelli. 

De intimutione Accusarum faBarum • 

RUBRICA CXXL 



t3tatuCum , & ordinatum eft -, quod omnes accusae , quae 
fieri contigerit per Camparios elecìos , ut supra , vel per 
passos damna, intimari debeant Accusatis ad inftantiam eo- 
rum , qui eos prosequi voluerint, in scriptis personaliter, vel 
ad domum solitae habitationis , 6c quae intimatio fieri de- 
beat infra decem dies continuos inchoandos a die , quo ipsa 
accusa fuerit redudla in scriptis in Libro exiftente penes 
Notarium . Et quam intimationem portet Correrius Commu- 
nis Guaftallae, ut supra, qui pofìmodum referat , prout fit 
de aliis citationibus ; aliter non valeat ipsa intimatio , nec 
possit dici contumax ipse accusatus . 



'm 



clx STATUTA CIVILIA 

Qui possint accusare , & quid probari debeat in causa 
damni dati. 

RUBRICA CXXIb 



i3tatutum, & ordinatimi eft , quod quilibet dans , Emphy- 
teuta ficìabilis , vel habens jus in re , puta usufrudtua ius , 
vel habens rem immobilem in pignus, vel quilibet alius pos- 
sessor quandocunque possit accusare sibi damnum dantem > 
vel qui damnum dederit , quae accusa si contineat locum , 
& coufinia saltem duo loci , in quo damnum datum fuerit , 
& nomen dantis damnum , & damnum , & qualitatem , 6c 
quantitatem damni dati , & annum , <Sc mensem , prò legiti- 
ma habeatur . Hoc tamen intelledlo , quod p-aedic/ta non 
habeantur prò solemnitate slibfìantiali , Se necessaria diélae 
accusae , & quod omissio , vel excessus ipsorum , vel ali- 
quorum ex praedicì:is non vitiet ipsam accusam . Et si ac- 
cusatus infra terminum decem dierum continuorum datorum, 
inchoandorum a die intimationis sibi fac/tae de dicìa accusa 
ad faciendum suam defensionem , nullam fecerit defensio- 
nem , tunc ipso termino decem dierum elapso , ck nulla fa- 
éla defensione legitime per accusatum, didlus Poteflas prae* 
sente accusato , vel absente , sed citato , teneatur deferre ju- 
ramentum accusatori damnum passo , & ipso jurante conde- 
mnet ipsum accusatum in eo , quod fuerit juratum per ac- 
cusameli! , respedìu damni dati . Et quam condemnationem 
ipse Poteftas ipso jure &: facto sine alio processu excutioni 
mandet, vel alia solemnitate juris , vel faftì , & absque aliqua 

ap- 



GUASTALLA lib. ii. clxi 

appellatione • Si vero accusatus comparuerit infra terminimi 
decem dierum , de quo supra, Se negaverit ipsam accusarli, 
&: contenta in ca , <Sc accusa excedat summam solidorum 
quinque prò damno dato ; irlo casu , ad hoc ut accusator 
possit obtinere , ipse teneatur probare damnum datum per 
ipsum accusatum , vel per alias personas , prò qui bus ipse 
accusatus teneatur ex forma Statuti sequentis : alias si dam- 
num non excedat summam solidorum quinque , credatur ac- 
cusanti de damno dato usque ad diélam summam cum ejus 
juramento , prout etiam ordinatimi efl infra in Statuto sub 
Rubrica , De pceuis damnum dantium . Icem teneatur pro- 
bare possessionem terrae, in qua dicit damnum datum , & 
prout ordinatum efl infra in Rubrica , Qualiter probari de- 
beat possessio 6cc. 

Quod prò damno dato per Fìlios , F amalo s , ac alios de Familìa 

alicujus non solum ipsi obligentur , sed Pater , & Do- 

minus , dummodo ftent in eadem F amili a , 

& Domo . 

RUBRICA CXXIIL 



Cjtatutum , & ordinatum eft , quod omnes , & singuli in 
una , ck eadem Familìa commorantes , sive sic major XXV. 
annorum , sive minor y sive famuli , sive mercenarii sint , 
qui damna intulerint , vel fecerint , teneantur , & obligati 
sint ad emendam damni dati , dummodo non sint pupilli 
non capaces doli , òk quiiibet Pater , sive Dominus , vel 
Domina familìas teneatur prò filio suo , sive legitimo 6c 

x na- 



cLxu STATUTA CIVILIA 

naturali , sive naturali & legitimato , sive etiam aliter ille- 
gitime nato , «Se etiam prò femilio , vel alio de dìdta fami- 
lia damnum dante , reservato omni suo jure solventi comra 
famulum , vel mercenarium , prò quo solvent , ita quod con- 
tra ipsos possit agere , aut retinere , vel detrahere tantum 
de mercede , 6c salario suo , quantum solverit prò eo . De- 
clarantes , quod Pater , qui tenetur solvere prò filio , qui 
dedit damnum, intelligi debeat dummodo tale damnum non 
excedat poenam librarum quinque Imperialium: quod si ex- 
cesserit , Pater non teneatur prò Filio . Declarantes etiam , 
quod si fuerit Minor , qui dederit damnum , valeat proces- 
sus contra ipsum , citato ipso Minore, òcPatre famìiias , vel 
Domino , absque eo quod decernatur eidem Minori Curator , 
sed loco illìus Curatoris succedat Pater , vel Dorninus , òv 
sententia lata contra Minorem exequatur contra Patrem , vel 
Dominum , ut supra . 

Qualiter Campani teneantur aà emendam damnì . 

RUBRICA CXXIV. 



^tatutum eft, quod si damnum datum fuerit alicui perso- 
na , de quo damno credatur sacramento Domini , Emphy- 
teutas , Possessoris , vel habentis jus in re , eo modo quo 
creditur contra damnum dantes , 6c non reperiatur quis de- 
derit damnum , quod Camparli eledìi ad cuftodiam illius 
Villae , in qua damnum datura fuerit , teneantur ad emen- 
dam damni dati. 



De 



GUASTALLA lib. h. clxih 

De poena facientis falsas , & calumniosas Accusai • 
RUBRICA CXXV. 

\J uoniam aliquando accidit , quod Camparli deputati ad 
accusandum damna dantes , ck quibus creditur com eorum 
juramento de damno dato , ut supra ordinatum eft , vel 
etiam alice persona? aliquando falsas accusationes faciunt in 
grave damnum hominum Guaflallae ; ìdcirco Statutum efl , 
quod licet Camparli , vel alias persona? accusaverint aliquem 
de damno dato, ck quibus creditur cum eorum juramento * 
possit semper accusatus, dummodo comparuerit infra annum 
praefìxum a Statuto , de quo supra, comparere corani Pote- 
vate , ck inflare cum eo , quod a:cedat super loco , super 
quo efl accusatus damnum dedisse , quia videbitur cum 
oculis damnum nullum datum esse ; & ita Poteftas teneatur 
accedere ad dicìum locum , citata tamen parte accusante , 
ut tali die , ck hora se reperiat super dkfto loco ; & si fa- 
età diligenti inquisitione super ipso loco viderit , ck invene- 
rit nullum damnum fuisse datum de tempore accusa? facìae , 
tunc iftud faciat scribi per suum Notarium , quem secum 
conduxerit, ck poiìmodum absolvat ipsum accusatum , ck in 
expensis facìiscondemnet accusantem. Et ulterius ipse Pote- 
fìas teneatur, ck debeat condemnare tales , qui fecerint fai- 
sam , & calumniosam accusam prò qualibet vice , qua deli- 
querint , in libris decem Impenalibus applicandis prò dìmi- 
dia Camera? Magn : n\:orum Dominorum Comitum , ck prò 
alia dimidia Communi Guaflailac . Si vero, alio modo dicìa 

x 2 ac- 



clxiv STATUTA CIVILIA 

accusatio videretur calumniosa ex qualitate fadti , & perso- 
nae ipsi Poteftati , & quod Poteflas declaraverit eam esse 
calumniosam , prout declamare poterit , tunc possit condem- 
nare usque ad quantitatem solidorum quadraginta Imperia- 
lium, & ab inde infra prò qualibet vice, inspecìa qualitate 
fa£ti, &: persona? , applicandorum ut supra. 

Infra quantum tempus Quis possit accusam facere 
de àamno dato . 

RUBRICA CXXVL 



Cjtatutum efl , quod quilibet Dominus , Emphyteuta , vel 
habens jus in re y sive possessor alicujus rei , qui voluerit 
accusare aliquam personam prò damno sibi dato in re , vel 
fundo cum personìs , aut befìiis , vel plaufìris , sive carret- 
tis, teneatur , 6c debeat accusare infra decem dies continuos 
computandos a die damni sibi dati , & quod liceat ipsi ac- 
cusatori , 6c sufficiat ei dicere in accusatione fadla sibi 
damnum fuisse datum infra diiìos decem dies , cui credatur 
absque eo quod ponatur dies , Se nomen diei determinati . 
Sa Ivo quod si accusator juraverit , se ignorare dic/to tempo- 
re sibi damnum fuisse datum , &: juraverit qua die coeperit 
notitiam habere de praedidto damno dato , quod tunc di- 
cium tempus decem dierum incipiat currere a die scientia? , 
&: non ante . 



Qua- 



GUASTALLA lib. ii. clxv 

Qualiter pcen& duplicentur dantibus damnum de notte • 
RUBRICA CXXVIL 



v3tatutum eft , quod si quis faerit accusatus dedisse dam- 
num per se , vel cura beftiis suis de nocfte , quod tunc ora- 
nes poenas impositae prò damnis datis per Statutum y de quo 
infra , sint , &. esse debeant duplicata? , & quod Campariis 
accusantibus de damno dato de noéìe credatur cum eorum 
juramento . Domino vero , vel Emphyteutse , vel habenti 
jus in re , si ve possessori , aut laboratori accusantibus de 
damao dato credatur cum ejus juramento , aut uno Telie 
idoneo, si damnum excedat summam solidorum quadraginta 
Imperialium; videlicet usque ad didlam summam, ck ab in- 
de infra credatur Accusanti cum ejus juramento tantum . 

Quomodo -procedi debeat in Causis damnorum datorum , & infra 

quantum tèmpus debeant expedrri Causa damnorum àa- 

torum , & quomodo possit appellar* . 

R U £ R I C A CXXVIIL 



*3tatutum eft, quod super Causis damnorum datorum , St 
dandorum, & processibus fiendis super ipsis, fìat jus quovis 
tempore fenato , dummodo non sint feria? introduci:^ in ho- 
norem Dei, «Se SancT:orum ejus, procedatur summarie , sim- 
pliciter , & nulla juris solemnitate servata , & absque libel^ 

lo, 



clxvi STATUTA CIVILIA 

lo , sed accusa data sit , & habeatur loco libelli , nec in- 
fìantia ipsius excedere possit LX. dies continuos computan- 
dos a die intimationis factae de praedifta accusa ipsi accu- 
sato , intra quos Poteflas Guaitallae teneatur causam termi- 
nare , condemnando , vel absolvendo secundum formam 
Starutorum super hoc disponentium , sub poena librarum X. 
Imperialium applicandarum prò dimidia Camerae Magnifico- 
rum Dominorum Comitum , & prò alia dimidia Communi 
Guaflallae . Et quod a sententiis latis super damnis datis 
non possit appellar!, nec de nullitate dici, & appellano in- 
terposita sit nullius momenti , nisi quantitas condemnationis 
excederet summam librarum quinque Imperialium , quo ca- 
su tunc possit appellari ab ipsa condemnatione , & qu33 
causa appellationis cognoscatur, «Se terminetur , prout termi- 
nantur appellationes alienarum Causarum , & ordinatimi eft 
supra in primo Libro. 

Quomodo possit remitti Accusa, & quomodo, & de poena cancel- 
lanti* ipsam Accusar» sine consensu Accusanti* • 

RUBRICA CXXIX. 



ijtatutum eft , quod quilibet damnum passus possit remit- 
tere causam , seu accusas accusato , quomodocunque fuerit 
facTia accusa , sive per carnparios > sive per ipsum , qui pas- 
sus fuerit damnum , &: hoc fieri possit quanriocunque ante 
sententiam iatam , inielligendo semper quantum ad dam- 
num , &: praejudicium ipsius remittentis , non autem possit 
fieri remissio ad pr aejudicium Carnei se Magnificorum Domi- 
no- 



GUASTALLA lib. iù clxvii 

norum Comitum , vel Communis Guaftallas , seu prò tali 
accusa facla occasione aliqua aliquid esset applicaadum . Et 
quod ipsa accusa non possit cancellari , vel aboleri de Li- 
bro accusationum ad hoc deputato per ipsum Notariali Po- 
teftatis sine expresso consensu accusantis , sub pcena libra- 
rum decem Imperialium applicandaruvti prò dimidia Camera? 
Magniflcorum Dominorum Comitum , & prò alia dimidia 
Communi Guaflallse. Et etiam teneatur ad emendarli damno- 
rum datorum contentorum in accusa , de quibus ^redatur 
sacramento accusantis , 6c teneatur (lare ipse cancellare. Et 
prò remissione accusa? facT:a? non possit ipse Notarili* acci- 
pere prò scriptura remissionis nisi denarios sex Imperiaies . 

Quod prò uno damno dato non possit fieri nisi una Accusa . 

RUBRICA CXXX. 



ijtatutum eft, quod prò uno damno dato , vel fa dìo , prò 
quo limitata eri:, ck limitari debeat una emenda , non fìat , 
nec fieri possit nisi una accusa , quamvis plures persona? , 
vel animalia fuerint ad ipsum damnum dandum , vel facien- 
dum , & super una tantum accusa procedi possit; &. si plu- 
res accusae fadìa? fuerint, sint nullius valoris, 6c momenti , 
& eancellentur , 6c cancellari debeant ad simplicem requisi- 
tionem accusati, expensis accusantis» 



Quod 



CLxvin STATUTA CIVILIA 

Quod Principalis comparere debeat ad jurandum Accusarti 
esse veram , si fuerit per Partes petitum , 

RUBRICA CXXXL 



i3tatutum eft, si contingat aliquem accusari per procurato- 
rem alicujus , possit talis accusatus inftare , èk petere, quod 
principalis personalker veniat ad jurandum, accusala ejus no- 
mine facftam esse veram, infra sex dies continuos a die pras- 
cepti fadìi Procuratori per Poteftatem GuaJftallae , vel alium 
jusdicentem . Et si petitum fuerit , & Juratum non fuerit , 
ut supra, procedi non possit super dicT:a Causa ; salvo nisi 
Principalis fuerit Mulier , quo casu Poteiìas , vel alius Jus- 
dicens teneatur ire , vel mittere suum Notarium ad domum 
habiiationis diétse Mulieris ad deferendum , 6c recipiendum 
dicìum juramentum . 

De Befiiis non subjeElis detinendis prò damno dato . 

RUBRICA CXXXII. 

V^uoniam ssepe numero multa? personse non subjecftae Ju- 
risdidìioni Guaftalls reperiuntur habere Befìias , & dare 
darnnum in Terris , &: Possessionibus Hominum Guaftalias ; 
idcirco Statutum eft, quod si Befltae ipsarum personarum 
fuerint inventa? dare darnnum alicui personae in possessioni- 
bus, & terris Guafìallae, per Gamparios Guaftallae, vel Do- 
mi- 



GUASTALLA lib. ih glxix 

minos , seu possessores ipsarum terrarum , in quibus damnum 
dabant , quod tunc liceat , & licitum sit ipsis Campariis , 
vel Dominis , seu possessoribus praeiicììs capere , & retine- 
re dicìas Befìias repertas ut supra , donec òk usquequo 
fuerit satisfadìum de damno per ipsas Befìias ; ita quod Do- 
rninus ipsarum Befìiarum, qui accusabitur prò didìo damno, 
prout ex Statuto praesenti accusari poterit , teneatur solvere 
condemnationem , ad quam fuerit condemnatus per Potefta- 
tem Guafìallae , & etiam expensàs fadìas in pascendo ipsas 
Befìias repertas, òk quas non teneatur reftituere , sed impu- 
ne possit eas retinere , donec fuerit integre satisfacìum , òk 

solutum prò emenda damni , & expensa fadta in refììtuen* 

do ipsas Befìias . 

De Arboribus non plantandis penes Confine* Vicinorum . 
RUBRICA CXXXIIL 



e 



um verum fuerit , «Se sit , quod superioribus diebus per 
quam plures homines Guafìaliae reclamatum fuerit Domino 
Petro de Pellizzariis Potefìati Guaiìaliaa , & Hominìbus de 
Consilio ejusdem Terras , ut providere debeant plantationi- 
bus arborum , quas in dies plantantur , òk plantatas fuerunt 
in Jurisdidlione Guaiìallas penes Campos Vicinorum eorum- 
dem, & volentes, òk iutendentes praedicTi Domini de Con- 
silio providere indemnitati Communis , òk Hominum dicìas 
Terrai , ne in futurum amplius per Homines didtas Terrae 
reclametur; Idcirco convocati, ck congregati infrascripti de 
Consilio Communis , & Hominum Guafìaliae in Camera Al- 

Y lo- 



clxx STATUTA CIVILIA 

lodii Communis de mandato dicYi Poteflatis , sono Campa- 
na prius prsem'sso , ut morie efl , occasione dicìae reclama- 
tìonis , Se prò nonnullis aliis concernentibus utìlitatem didli 
Communis & Universitari* Terrae ejusdem ^ Deere verunt , 
Statuerunt, & Ordinaverunt , quod non sit aliqua persona > 
•cujuscunque conditionis sit , .& esse velit , quae de caerero 
audeat , ck praesumat plantare seu plantari facere aliquas 
Arbores penes Vicinos Terrarum suarum , nisi eas plantave- 
rit per spatium brachiorum sex versus mane , brachiorum 
trium versus sero , ck alias oras . Et si quis conuafecerit, 
teneatur infra duos dies ab habito prsecepto ipsas arbores 
incidere, seu incidi facere sub poena solidorum quinque Im- 
perialium prò singula arbore piantata , ut supra, appiicanda 
Camerse didtorum D. D. Comìtum toties quoties contra- 
faclum fuerit • Et si quis reperiretur piantasse aliquas arbo- 
res ab annis quatuor ante prassentem ordinationem penes vi- 
cinos suos , ut supra , quod similiter teneatur ipsas arbores 
incidere., seu incidi facere sub poena prsediifta , èk appiican- 
da , ut supra . Et si quis ante diclos annos quatuor planta- 
verit, èk habuerit penes vicinos suos aliquas arbores haben- 
tes vites, ipsas arbores possit , ckvaleat tenere, Se possidere, 
dummodo non pendeant , ck pluviant super solo Vicino» um 
suoni m , impune non obliarne praesenti ordinatione , quam in 
ilio casu derogaverunt , ck derogatum esse voluerunt , sed 
solum teneantur incidere ramos , Se alios diélorum penden- 
tium, ck pluventium , ut supra, sub poena prasdidta. Intelli- 
gendo tamen , quod arbores portantes frucìum de sui natu- 
ra possunt ftare , Se teneri super solo domini possessoris 
earundem tantum , & prout disponitur ex Statuto Guaftal- 
1« super hoc disponente. Ordinantes didli de Consilio, Sta- 

tuen- 



GUASTALLA lib. ir. clxxi 

tuentes , & Declarantes hanc praesentem suam ordinatio- 
nem perpetuo valere, & observari debere in Terra Guafìal- 
Jae . Et praecHctus Poteilas sedens òkc. suam audtoritatem 
pariter , & Decretum Terrae Guaftallse interposuit , causa 
cognita &c. Declarans , Arbores a cima facientes damnum 
Vicino , ad iniìantiam Vicini taliari debeant sub peana soli- 
dorum quinque Imperialium . Die 4 Julii 149 1 . Antonius de 
Parmesana , Dominicus Bojanus , Joannes Allarius , Jacobus 
Crema , Jacobus Scaravellus , Dominicus Borellus , Julius 
Benattus , Bernardinus Paralupus , Peregrinus Mantuanus , 
Andreas Ungarus , Melchior Aldrovandus» 

Quousque Mezzadri possint licentiarl , & e contro, • 

RUBRICA CX XXIV. 



e 



um saepe contingat discordias oriri inter Mezadros , si ve 
laboratores possessionum , seu Terrarum r & Dominos ea- 
rum , propter quas aut Domini volunt licentiare Mezadros , 
aut Mezadri nolunt amplius colere , aut laborare possessio- 
nes , seu terras tempore futuro , & tamen tempore debito 
quandoque de ejus voluntate alteram partem non admonent 
in maximum iliius partis damnum , & detrimentum; ideo- 
que ad obvìandum fraudibus , ac litigiis , Statutum , ck or- 
dinatum efl: , quod de coetero unusquisque Dominus , seu 
Fiéìabilis, vel Usufrudluarius , aut quilibet alius 9 qui habe- 
ret jus in terrìs datis ad laborandum , sive ad coltivandum 
ad medium , seu ad Mezadriam , non possit , nec valeat , ck 
e contra Laboratores , sive Mezadri non possint , nec va- 

y 2 leant 



cLxxn STATUTA CIVILIA 

leant quoquo modo licentiare, seu licentiam petere respecTi- 
ve a didlo laborerio prò anno futuro , nisi per totum Men- 
sem Julii anni infìantis ; & si talis licentia poft dicftum Men- 
sem data , vel perita fuerit , sit nullius valoris , Se momen- 
ti , imo prò non data , seu petita habeatur in praejudicium , 
& centra voluntatem alterius perseverare volentis in di- 
èta Mezadria , etiam quod essemus in prima hora Mensis 
Augufti. 

Quod salvum sit lus Mezzadria • 

RUBRICA CX XXV. 



i 



tem Statutum , & Ordinatum eft , quod in quolibet con- 
traélu terrarum , qui de coetero fieri contingat in Terra , 
& Territorio Guaftallae , salvum sit , & esse debeat jus La- 
boratoris , 6c Mezadriae etiam quod de eo contraélu nulla 
facla fuerit mentio specifica . Publicatum die ultima Janua- 
rii 1574. 

Decretum etnee ssum Monafterio Santti Fremisci TerrA Guaftal- 
U prò exaUione Livellorum , & Legatorum* 

RUBRICA C XX XVI. 



X 1 errando Gonzaga Prencipe di Molfetta , Signore di Gua- 
stalla &c. Havendo il Signor Noflro . Padre di felice me- 
moria assignati alcuni livelli per elemosina al Monaftero di 

San 



GUASTALLA lib. h. glxxiii 

San Francesco de' Frati Minori Osservanti della Provincia 
di Bologna , poflo in quella Terra nofìra di Guaflalla , li 
quali Noi ci siamo poi contentati di aumentare per soflen- 
tamento di detti Frati , che celebrano continuamente le Mes- 
se , ck altri Divini Offitii . Et essendosi a nofìra imitatione , 
per quanto intendiamo, mossi alcuni altri a fare legati per- 
petui; e venutoci a notizia, che coloro, che sono obbligati 
a corrispondere tali livelli , e legati rispettivamente a detti 
Frati,, non danno loro sodisfazìone a tempi debiti, in modo 
che essi , che vivono d' elemosina , ck è a loro vietato da- 
gli Ordini della Regola loro a fare alcuna diligenza giudi- 
ziale per riscuotere detti livelli , e lasciti , vengono a patire 
notabilmente j Noi perciò di moto proprio con la presente , 
quale vogliamo che abbia forza di perpetua Legge , e De- 
creto , Ordiniamo , oc espressamente comandiamo alli Po- 
deflà noftri presenti r e futuri , che abbiano appresso di se 
una nota di tutti li Livelli , e legati fatti , e che di mano 
in mano per V avvenire s' anderanno facendo al detto Mo- 
naflero , e che sforzino con ogni rimedio più pronto di ra- 
gione tutti li debitori di detto Monaflero per le dette cause 
a pagare ai tempi debiti ciò saranno tenuti , senza aspetta- 
re di essere ricercati a queflo dai Frati , o dal loro Procu- 
ratore , ck queflo non orlante altro , che tale è la mente 
Nofìra. Dato in Guaflalla adi 7 Aprile 1584. Ferrando Gon- 
zaga . Luogo del Sigillo . Bernardino Mariani Segretario . 



De. 



clxxiv STATUTA CIVILIA 

Deere tum quod Terra exempta teneamur conferre Aggeribm, 
& Cavamentis , front infra . 

RUBRICA C XXXVII. 



JL erdinandus Gonzaga Princeps Melrlcìai , Dominus Gua- 
ftallae ckc Cum a Nobìs , nofìrisque Prsedecessoribus mukse 
immimitates Terrarum quam pluribus subditis nofìris per 
tempora concessse fuerint , quibus tamen in prsejuditia»m alio- 
rum non nullos uti velie intelleximus y volentes hujusmodi 
abusibus providere > ita ut omnes querelai , & disputationes 
cessent, hoc generali , &: in perpetuum valituro Ediéìo De- 
cernimus > Mandarnus , oc Declaramus nullam immunitatem 
quovìs modo alicui concessane adeo extendi , seu intelligi 
posse •> nec debere , ut de quibuscunque expensis unquam 
excusetur, quae prò Aggeribus conlìruendis , manutenendis , 
seu Dugalibus, vulgo Cavi appellantur , faciendis , manute- 
nendisque fieri oportebit oportueritque ■> seu etiam prò 
quibuscunque aliis operibus * ex quibus diclae immunes ter- 
rai commodum ullum sentiant , aut sentire valeant , non au- 
ferendum efl; , aut qua de re commodum tutelai , ut ha- 
beant de eodem aliquid incommodum ferre recusent , om* 
nesque impensas ad aliarum terrarum non immunium gra- 
vamen relaxari. Itaque scientes volentes omnino jubemus , 
ut universse terrai immunes quacunque immunitate , quovis 
modo, quavis forma , etiam ex contradlu natee , 6t affectae 
omnibus , Se singulis impensis , quas ex praemissis causis 
fiunt , vel facìse sunt , ad ratam subjaceant perinde ac si 

im- 



GUASTALL/E lib. h. clxxv 

immunes mìnime essent , non obflantibus quibuscunque con- 
cessionibus etiam per publica inflrumenta , & sub quibus- 
cunque elausuìis qucmodoeunque , & qualitercunque conces- 
sis > & tlcìis huic Edicflo Nojlro contrariantibus , etiamsi 
talia forent, de quibus speciali*, & individua expressio rie- 
ri oporteret . Quibus omnibus , 6c singulis sic habitis prò 
sufficienter expressis ex certa scientia, ck de poteftatis Noftrae 
plenitudine in hac parte tantum derogamus . Datum GuafiaJlae 
die prima ' Maji 1585. Locus Sigilli. Paulus Emilius Ponte- 
vicus Canceliarius . 

De Condemnatìone Delinquentium , ejusque subscriptione* fienài 

per Judicem , de poena condemnMionum exigenda , & de 

Syndi catti Deptitatorum ad Regimen 

Commnnis GuajialU • 

RUBRICA CXXXVIIl. 



JL erdinandus Gonzaga Guaflalla? Dux , Princeps Melfi- 
élse ckc. Cum noftras sollicitudinis sit abusibus , qui in hac 
Noilra Jurisdicìione Guailallae fieri contingunt , vigilanter 
providere , ut qui jufle vivunt commodo quietis , <Sc pacis 
(iuantur , 3c violatores Legum y & Statutorum noilrorum 
debitis pcenis coerceantur : Ideo hoc generali , 6c in perpe^ 
tuum valituro Edicfto , quod vim legis perpetuai , & invio- 
labilis cbtinere volumus , prius sano accedente Consilio,- &C 
cum piena causae cognitione , 6c ex certa noilra scientia or- 
dinavimus , &. decrevimus infrascripta Decreta noilra perpe- 
tuo tempore valitura, sub poena indignationis noilra? , aliis- 

que 



clxxvi STATUTA CIVILIA 

que poenif arbitrio ncflro , & Successorum Noftròrum impo- 
nends observanda , quibus ormano Subditos , 3l Ofliciales 
noftros ornnes obtemperare volumus. 

Et primo quidem cum alias in Statuto Guafìàl'se fuerit 
ordinatimi , quod nullus possit puniri corporaliter nisi prae- 
d ; cto hoc Statuto caveatur, eveniatque propterea maltcties 
committì delictà , propter qua? poena corporis afflittiva et- 
iam mortis naturalis ad arbitrìum Judicis veniret imponen- 
da , «Se fìan|e hujusmodi Statuto , idem Judex in delictis 
etiam atrocibus condemnare non queat , nisi in poena pecu- 
niaria , 6c ut pi urini um non possit indagare veritatem hu- 
jusmodi delidtorum , quia si Reus non eli convictus , cuna 
procedi non possit ad rigorosum examen , veritas remanet 
occulta , delicìaque remaneant impunita ; cumque malitia 
hominum ita creverit , ut requiràt conditio horum tfmpo- 
ruvn acriter in delinquentes animum verti , ut saltem formi- 
dine pcens a delinquendo se abitineant: Ideo ex plenitudi- 
ne poteflatis noilrae ftatuimus , ordinavimus , 6c decrevimus 
hoc noftro perpetuo , & irrevocabili , ac valituro Edidto , 
quod quilibet delinquens possit puniri in pcenis corporali- 
bus, etiam ad mortem naturalem juxta qualitatem delicìi , 
licet a Statuto Guaflallse hoc non fuerit sancitum , & fuerit 
arbitrarium Judicis Causse . Qui tamen Judex in scntentia 
declarare teneatur ad quam poenam inclusive extendatur 
arbitrium , nec in eam Reum condemnet praecise , sed hoc 
remaneat ad arbitrium noiìrum, 5c successorum Nostrorum, 
quorum cura erit, habita consideratione qualitatis hujusmodi 
delidtorum , oc delinquentium, committere Judici causse , in 
quam poenam eos praecise punire debeat , &. k hoc manda- 
mus , ut supra, non obftantibus quibuscunque in contrarium 

fa- 



GUASTALLA lib. ii. clxxvii 

facientibus , praesertim prenominato Statuto , quibus omni- 
bus , ck singulis praesertim dicìo Statuto hlc habitis prò suf- 
fìcienter expressis, ex certa noftra scientia , & de poteftatis 
nofìrae plenitudine in hac parte tantum derogamus . 

Item ex eadem scientia , ck potefìate , jufìisque de cau- 
sis animum nollrum moventibus ordinamus , decernimus, <Sc 
mandamus , quod nullus Notarius impofterum audeat sub 
quovis praetextu aliquam commissionem , seu executionem 
perJudicem, corani quo causa agitatur, concessam , parti seu 
executoribus tradere , antequam a Judice Causa? non fuerit 
subscripta , sub posna ipsi Notario Nobis arbitraria , nullita- 
tisque ipsius executionis , & executori , qui hujusmodi coni- 
missiones sine subscriptione Judicis exequeretur, scutorum 
duorum prò qualibet vice Imperialium : Qui Judex prò hu- 
jusmodi subscriptione nihil possit pretendere , ck hic Ordo 
habeat locum in omnibus Causis tam Civilibus , quam Cri- 
minalibus , ck Mixtis &Z etiam damnorum datorurn , & m 
Causis Hebrreorum , ck cujuscunque qualitatis sint, habeat- 
que vim Legis perpetua?, Se irrevocabilis . 

Et quia etiam multoties contingat multas fieri condem- 
nationes a Praetore noflro , ck aìiis Judicibus, quae non exi- 
guntur , cum de illis nullam habeant notitiam Miniftri no- 
ftri , nec condemnati curent illas solvere , minusque a nobis 
gratiam obtinere , ideo eadem noflra certa scientia , ck po- 
tevate , ut supra , juftisque de causis animum noilrum mo- 
ventibus hoc itidem perpetuo , ck irrevocabiliter valituro 
Edicìo, decernimus, mandamus , &C ordinamus, quod quilU 
bet Notarius , qui fuerit rogatus de hujusmodi condemnatio- 
ne, teneatur infra mensem a die lata? sententia? dare notulam 
praediétse condemnationis ejus manu subscriptam Racionato- 

z ri- 



CLxxvm STATUTA CIVILTÀ 

ribus noftris , & qui fuerlnt prò tempore , qua? notula de* 
heat continere diem , annum , & mensem condemnationis , 
nomina , & cognomina condemnatorum , quantìtatem con-, 
demnationis , Librum , in quo eft scripta , & fcllum sub 
pcena ipsi Notano privationis Officii , solvendo de proprio 
di<5lam condemnationem , & alia , & majora ad arbitrimi* 
noftrum , & Successorum Noftrorum . 

Et etiam quia in Ordinibus per nos facìis sub die 20 
Januarii 1583 circa servanda a Deputatis ad Regimen ncftra? 
Communitatis Guaftallas inter alia num. 15 decrevimus De- 
putatos ad Regimen Communitatis praedicTtum , & alios , 
quos continget pertradìare negotia Communitatis praediclae , 
ftare debeant Sindicatui in fine eorum admimftrationis , & 
etiam ante ad arbitrium noftrum coram Persona a Nobis 
duputanda , ck reddere rationem eorum adminiftrationis % 
quod huc usque parum observari comperimus : Idcirco au- 
floritate , qua fungimur , ordinamus , 6c mandamus , quod 
impofterum in fine dicla? adminiftrationis , & etiam ad Ar- 
bitrium noftrum Sindicus , Consiiiarii, & omnes alii Ofrìcia- 
les ipsius Communitatis 9 cujuscunque qualitatis , & conditio* 
nis essent , debeant ftare coram Auditore Noftro , vel in ejus 
absentia coram alio Judice a Nobis , vel a Successoribus 
noftris deputando 9 Sindicatui , & singuli eorum adminiftra- 
tionis reddere rationem, non obftantibus &c. Datum Gua- 
ftallae Nonis Januariis 1622 . Ferdinandus Gonzaga . Locus 
Sigilli . Alexander Donesmundus de mandato didti Excellen- 
tissimi Domini . 



De 



GUASTALLA lib. K. clxxix 

Ve AUis , d" Causis Criminalibus celeriter expediendis . 
RUBRICA CXXXIX. 



X erdinandus Gonzaga Guaftallae Dux , & Melfidtae Prin- 
ceps . Volentes , quantum in Nobis efl , abusibus , qui in hac 
nofìra Jurisdic/Hone oriuntur , providere , ad Nosque dela- 
tum Causas Criminales in longum trahi , eo potìssimum 
quod prò earum expeditìane Ministri , quorum curse illse 
sunt, certam horam interesse conveniendi non habeant, ma- 
ximumque inde pauperes Carcerati incommodum sentiant : 
Propterea animo bene deliberato ,• & ex certa noilra scien- 
tia , ac cum piena causae cognitione > hoc noftro perpetuo 
Decreto , quod vim Legis inviolabilis , «Se perpetuai sortiri 
volumus, decernimus , atque ordinamus , quod impofìerum 
qualibet die in honorem Dei non feriata Dominus Judex 
Crim'inalis ante prandium per imam horam continuam , òe 
poiì prandium per duas horas debeat simul cum Procurato- 
re Fiscali , & ejus Notano convenire in Prsetorio hujus no- 
(Iras Civitatis in Camera , in qua consilium initur , & ibidem 
omni possibili celeritate expedìre ea omnia , qua? ad Causas 
Criminales quomodolibet specflabunt , hocque observare de- 
beant , etsi nullam haberent Causam particulàrem ; Sem- 
serque adsit unus executor , qui adsiftat , ad hoc ut qua? 
prò expeditione ipsarum Causarum Crimìnalium per supra- 
didtos coadunatos ordinatum fuerit executioni demandarì va- 
leat . Declaramus autem horam praecisam debere declararì 
prò tempore ad libitum, & commoditatem majorem per Do- 

z 2 mi- 



clxxx STATUTA CIVILIA 

minum Judicem Criminalem , qui prò tempore erlt . Supra- 
didta autem inviolabiliter observari sub pcena nobis arbi- 
traria , 6c privationis officii mandamus ; declarantes nihilo- 
minus, si quis legitimo impedimento infirmitatis , vel simili 
modo arbitrio noftro declarando fuerit occupatus , ad prse- 
dictorum observationem non teneri ; mandantes pra?sens 
noflrum decretum ad Aringheriam publicari , ut quilibet il- 
lius notitiam habeat , ac in fine Statutorum per Notarium 
Consulta? regiftrari. DatumGuaftalla? die 28 Septembris 16*27. 
Ferdinandus Gonzaga. Locus Sigilli . Alexander Donesmun- 
dus. Vidit Villanus Auditor . Die Veneris 15 Mensis Odlo- 
bris 16*27 Indidlione X. publicatum fuit supradidìum Decre- 
tum Sua? Excellentia? ad soiitam Palatii Aringheriam per 
Franciscum Gambettam Correrium Guaftalla? previo ter , ut 
moris eft , sono Tuba?, me Notano infrascripto diesante ma- 
terno idiomate , magnaque populi adilante , & congregata 
multitudine , praesentibus Ìbidem Magnifico Ferrante de Ni- 
gris , alias Manfredino , Baptiflino Bonalea , alias di Nulla , 
& Hieronymo de Mantuanis omnibus de Guaflalla, teftibus 
vocàtis . Ego Alphonsus PecTinarius Causarum omnium Illu- 
iìrissimi D. Ocìavii Villani Aulici Consiliarii Sac. Ca?s. Ma- 
jeflatìs Nobilis de Pontremulo , nec non Illuforissimi & Ex- 
cellentissimi D. Ducis Nofìri Auditoris generalis , atque Ex- 
celsaa Consulta? Sua? Exceilentia? , ac Illuftrissimi D Pra?toris 
Guaftalla? Notarius speciaiiter deputatus de praedicìis rogatus 
fui , ac suprascriptum Decretum in illius executione hic in 
prsèseDtium Statutorum calce manu propria fideluer regiftra- 
vi &c. ornai &£. 



M- 



GUASTALLA lib. ir. clxxxi 

Moderatio , & Forma exequenài Statutum GuafialU sub Rubri- 
ca l De prohtbita Subhaftatione bonorum Debitori* • 

RUBRICA CXL. 



JT erdinandus Gonzaga Guaftallce Dux, MelrTcTias Princeps ckc. 
Ad tollendos abusus introdudtos in executione prsedidli Sta- 
tuti , & ad providendum indernnitati Creditorum hoc prae- 
senti Decreto inviolabihter observando ex certa nofìra scien- 
tia, òk animo deliberato , ac de noflrse potefìatis plenitudi- 
ne mandamus , quod in omnibus casibus , in quibus debitor 
sit obligatus ad solvendum in pecunia numerata , liqùfdum- 
que sit creditum , fadto prius prascepto debitori de solven- 
do in pecunia numerata in terminis juxta formam alterius 
Statuti sub Rubrica , De modo procedendi super debito , 
de quo apparet Instrumentum ; & sub Rubrica XXIII , <3c 
XXIV., quibus elapsis , &l non solvente in dicTts terminis, 
subhafìentur ejus bona , ut creditori satisfacere possit , & 
tunc si debitor efl: Minor, Pupillus , Furiosus, Mentecaptus , 
habeat terminum duorum Mensium ; Si vero Major , unius 
Mensis ad se conquerendum coram Judice de sua re nimis 
vili pretio alienata ; quod si ita esse Judici confìabit , tenea- 
tur alienationem reducere ad duas partes ad utìlitatem de- 
bitoris ex tribus verae aefìimationis bonorum facrendse per 
Peritos eligendos a partibus , &. in casu discordia? ab ipso 
Judice : In casibus vero aliis prseterquam simplicis fìili, vel 
livelli , pensionis , crediti Communitatis per Massarium exi- 
gendi , expensarum litis , mercedis , veri depositi, &. realis 

pre- 



cLxxxrt STATUTA CIVILIA 

pretii rei venditae, onerum datìorum mercimonii , litterartim 
Cambii veri , & realis , fidejussionis , & redemptionis capti- 
vorum , vel Carceratorum , in quibus volumas procedi ad 
subhafìationem modo , quo supra ; in reliquis , inquarti , ubi 
debitor teneretur solvere aliter quam in pecunia numerata * 
possit ipse debitor dare de bonis suis in solutum creditori , 
dedudta tamen dicìa tertia parte veri pretii , ck verse aeftx- 
mationis eorundem honorum, ut supra, faciendae, quae bona 
possit debitor solvens , &: in solutum dans infra annua» prò 
eodemmet pretio redimere : Derogando de eadem n olirà? 
poteflatis plenitudine prsedidto Statuto sub Rubrica , De prò- 
bibita subhaflatione honorum &c in omnibus partibus huic 
noftro Statuto contrafacientibus , prout derogatum esse vo- 
Jumus , &. mandamus , nihilo obftante . Datum Guaftal'ae 
die prima Augufti 16^53 . Ferdinandus Gonzaga. Locus Sigil- 
li- Pomponìus Spilimbergua Secretarius. 

Die Sabathi 13 Augufti publicatum fuit supradidtum 
Decretum , & moderatio in loco , <St more solito alta , & 
Intelligibili voce in culma Mercati , prsecedentibus prius tri- 
bus vocibus Tubse per Joannem Casellum Correrium , & 
Tubatorem Guarlallae , meque Notario legente ad przesen- 
tiam inter multos alios Jlluftris D. Hyacinti de Filippis , D. 
Joannis de Banzolis , D. Jacobi de Gattis filii qu. Simonis , 
& Antonii de Spagnis filii qu. Francisci , omnium de Gua- 
flalla Teftium prsesentium , &: vocatorum , sic mihi Notario 
referente omni &c. Et quia ego Antonius Marignanus ol. D. 
Fabii Notarii fìlìus de S. Joanne in Marignano Ariminensis 
Dìcecesis , publicus Imperiali Auctoritate Notarius , ac Judex 
ordinarius causarum , nec non ad praesens Civitatis Guaftal- 
]<e Notarius Acìuarius ac Civilis de prsedictis omnibus , ut 

su- 



GUASTALLiE lib. ir. clxxxiii 

supra, in forma rogatus fui; ideo in fidem praemissorum hic 
me ^ubscripsi T & meo solito Sigillo signavi . GuaftaLae sub 
die, prout in margine ckc. 

De Fide pr<tflanda Teftamcntis tempore Peftis , fatUs a 
Parochis cum quinqne Tefiibus • 



RUBRICA CXLL 



e 



um ex ordine Exccllentissimi Domini Caesaris Gonzaga 
Domini Colendissimi nobis ordinatimi fuerit , ut per Decre- 
tum per nos faciendum de, Teftamentis a Parochis rogatis 
tempore Peftis cum numero Teftium a Dodtoribus ordinato 
fides adhibeatur; Propterea inhxrentes dicìo Ordini per hoc 
prae^ens Decretum declaramus fbre , &: esse adhibendam om- 
nibus Taftamentis per Parochos rogatis tempore Peftis in 
hac Civitate Guaftallae, ejusque Jurisdidtione , 6c Territorio, 
in quibus tamen teftamentis reperiantur quinque Teftes , 6c 
rogati, &C scripti sint, Se fide digni; mandantes illieo D. Pra> 
tori Guaftallae , ut hoc praesens Statutum regiftrari faciat in 
Libro Àcìuum Civìlium praesentis anni 1632 ad effecìum &c. 
& ita &c. omni de jure meliori modo &c. Datum Guaftal- 
lae die 12 Januarii 1632 . Locus Sigilli • Alexander Dones- 
mundus Gubernator Guaftallae . Ego Franciscus Ghisellerius 
publicus Guaftallae Notarius , penes quem asservatum eli , 
ut supraduftum Decretum , & supradicìam Copiam ex suo 
Originali per me fideliter extradlam de verbo ad verbura 
nil addendo &c. hic me fide subscripsi > & ut soleo signavi 
rogatus • 

De 



clxxxiv STATUTA CIVILIA 

De Sportulis solvendls per Fidejussores Debitorum Personarum 

subjeUarum Sportulis » 

RUBRICA CXLII. 



tergo . All' Illuforissimo Sig. mio Osservandissimo il Sig. 
Podeflà di Guaflalla. Intus : Illuforissimo Sig. mio Sig. Osser- 
vandissimo . Sopra le rimoftranze fatte da V. S. Illuflrissima 
intorno le confusioni praticate dalle sigortà de' Debitori di 
persone soggette ad essere sportulate nelf Offitio suo Preto- 
no con line doloso di defraudare detto suo Offitio delle 
dovute Sportale , e diritti ragionevolmente spettanti ai me- 
desimo ; Comanda il Serenissimo Padrone , che occorrendo 
casi di simile natura, e ne quali costi di fi ode diretta a to- 
glierle ciò, che di ragione si deve a V. S. Illuflrissima, pos- 
sa , e debba essa sportulare , «Se esigere dalle medesime Si- 
gortà lo che dovrebbero pagare , e contribuire li creditori 
sottoporli alle sportule espresse nella Tassa , il che seguirà 
ella indiferentemente in adempimento de' sovrani voleri , e 
reflo . Di Casa li 2 Maggio 1700. Di V. S. Illuflrissima Af- 
fettuosissimo , e Prontissimo Servidore Marc' Antonio Tor- 
resini . 

Copiam suprascripta? Epiflolae extracìam de verbo ad 
verbum per manum mihi fidarci ab ejus Originali in AcTJs 
meis exiflente sub die 12 Maii 1700, oc cum eo concordare 
cuncYis atteflor . Ego Franciscus Cataneus Notarius Acìuarius 
Guaflallae in quorum robur hic me subscripsi • 



Sub. 



GUASTALLA lib. ii. clxxxv 

Subititi habitantes extra Statura etiam cum lìcentia Serenissimi 
Domini teneantur ad solutionem Sportularum • 

RUBRICA CX LUI. 



i 



n Chrìfti nomine Amen . Excelsa Ducalis Consulta visis , 
ck matura indagine consideratis juribus prò parte Alexandri 
Basaleae oretenus propositis ad evitandam eorum munimine 
sportulariam solutionem ipsi Ducali Consulta debituram in 
Causa cum Jugalibus de Bosiìs , ek precipue licentia Sere- 
nissimi Domini Ducis extra ejus flatum habitandi : 

Visa renovatione Taxarum de mandato Suae Celsitudi- 
nis Serenissima? fadla usque de Anno 169J ad beneficium 
ejus subditorum , ut patet ex ejusdem renovationis procemio , 
causam finalem , aut totius dispositionis regulativam deno- 
tante : Visaque Consultatione Domini Gobii J. C. Mantuani 
magiflraliter omnibus juribus per didlum Basaleam deducìis 
obviante , eorumque insubsiiìentiam plenis numeris compro- 
bante : 

Censuit, eundem Basaleam , prout ck quoscunque alios 
Subditos habitantes extra Statuiti Celsitudinis suae Serenis- 
sima? teneri , ck obligatos esse ad solutionem Sportularum 
in omnibus Tribunalibus Celsitudinis Sua? , etiamsi cum illius 
permissione , ac licentia extra Statum ejus habitent , ac in 
eo domum apertam suftineant, vei bona {labilia possideant , 
prout ita &Cc. non solum modo ut supra òkc. sed òk orn- 
ili ckc. Guaflallae die 11 Februarii 1701 . Marcus Antonius 
Turresinus . Nicolaus Camerinus Prauor , ck Conjudex. Mi- 

aa chael 



clxxxvi STATUTA CIVILTÀ 

chat) Angelus Guazellus Pisstor Luzzara , & Conjudex ; 
Locus Sigili . 

Copiim Voti suprascriptì fuisse extracìam de verbo ad 
ve*burn per manum mihi fidam ab ejus Originali in acYis 
msis exìftentem sub die lì Februarii 1701, & cum eo con- 
cordantem cunclis atteftor . Ego Franciscus de Sicchis Nota- 
rius, 5c didìa? Consulta Ducalis Cancellarius . 

Statutum Guaftalh exchisivum Foeminarum quod habeat etiam 
lo cum in h&reditflte Clerici . 

RUBRICA CICLI K 



Serenissima Altezza . Il Sindico , e Deputati della Comu- 
nità Ji Gua.ftalla Umilissimi Servi , e Sudditi di V. A. Sere- 
niss : ma, riverentemente le rappresentano , come bene spes- 
so cadendo il dubbio, se lo Statuto, che esclude le Femine 
per conservare l'Agnazione, abbia anche luogo nelTheredi- 
tà di un Chierico; La Santissima Memoria del glorioso Pon- 
tefice Innocenzo XI. sin dall' anno i6%o sotto li 6 Decem- 
bre fece una Bolla particolare , con la qxiale dichiarò per 
favorire Y Agnazione , che lo Statuto esclusivo delle Femine 
procedesse ancora, quando si trattava di succedere nei be- 
ni d'un Chierico defonto ; qual Bolla come favorevole alli 
Statuti di alcuni Principi secolari per la conservazione co- 
mune delle Famiglie fu abbracciata , e ne sono sortite Com- 
missioni opportune . Quindi gli Esponenti invigilando al be- 
nefizio del Pubblico , desiderosi di veder riabilita simil Leg- 
ge favorevole a quefto Statuto per il decoroso mantenimen- 
to 



GUASTALLA lib. ii. clxxxvh 

to degli Agnati ad esclusione delle Femirie , ed avendo al- 
tresì trattato in pieno Consilio tal affare , hanno deliberato 
di ricorrere unitamente come fanno all'innata benignità di 
V. A. Serenissima con ogni dovuto ossequio. 

Supplicandola reflare benignamente servita ordinare con 
prudentissime deliberazioni , mediante una di lei precisa , e 
particolare Commissione , che riavendosi in avvenire a dis- 
putare sopra Fheredità di un Chierico, abbino a succedere 
solamente gli Agnati , e che detta Commissione abbia forza 
di vera, e perpetua legge, che della grazia &c. 

Consulta Ducalis, prout juris provideat Mandante Sere- 
nìssimo Domino die 14 Aprilis -1701 . Marcus Antonius Tur- 
resinus . 

Attenta Relatione » 



A 



ureum Ariadnse filum ad Litium inextrìcabiles su per an- 
dos anfracìus in Successionibus inteftatis Personarum Eccle- 
siafticarum tam acTivis , quam passivis , nec non in bonis 
de Ecclesiarum directo dominio , attentis Statutariis disposi- 
tionibus Foeminas propter Masculos excludentibus ; Cum 
Sandtissimus Paftor semper colenda? memoria? D. N. Inno- 
centius XI. media Confìitutione sua Statutariis cuncìis Ita- 
lia? Principibus digna , &. commendabilis provisìone prae- 
buerit : 

Nos , extindlione litium fìammae tranquillitatem, coni- 
modum , atque utilitatem nofìris dilecTissimis Subditis afrer- 
re cupientes , & familiarum decorem , Nobiliumque divitia- 
rum afduentium in Agnationibus conservando prospicien- 

aa 2 tes . 



cLxxxvin STATUTA CIVILIA 

tes . Annuentes quoque humillimis precibus Nobis porredlis 
prò pane hujus noftrae tìdelissimae Civitatis Guaftallae , hoc 
noftro perpetuo vafituro decreto praecipimus , ftatuimus , 
ordinamus , òt mandamus ejusdem Apoftolicae Conftitutionis 
observantiam , iliaeque in Successionibus inteftatis Personarum 
Ecc!esiafticaru:n tam adii vis , quam passi vis & in bonis de 
dominio direcìo Ecclesiarum morigerari debere , volumus 
Municipales, oc Statutarias dispositiones Rubricar um XCVII. 
& XCVIII. hujus noflrse Civitatis , si quae sint dicìas sue- 
cessiones concernentes . 

Et ad tenorem ejusdem Apoftolicae Conftitutionis man- 
damus ìmpofterum per noftros Judices decerni , sententiari , 
u dicari , &: defìniri debere in dicìis caslbus , omneque at- 
tentatum contra illam irritum, Se nuilum declaramus. 

Mandamus ideo una cum presenti noftro decreto teno- 
rem dicìae Apoftolicae Conftitutionis regiftrari in Libro Sta- 
tutorum hujus Civitatis , ne unquam ignorantia ab aliquo 
allegari valeat &c. sed &o 

Datum Guaftallae die 20 Aprilis 1701. Vincentius Gon- 
zaga. Locus Sigilli. Marcus Antonius Turresinus. 

Damna data per MI lite s occasione Belli de Anno 1702 
cjMQtmodo jtidicari debeant • 

RUBRICA CXLV. 



v 



incenzo Gonzaga per la Grazia di Dio Duca di Gua- 
ftalla , Luzzara , Reggiolo , Prencipe del S. R. Impero &c. 
Avendo Noi a cuore dì concorrere con tutta T applicazione 

al 



GUASTAXJLE lib. h. clxxxix 

al sollievo dei Noiìri ben amati Sudditi per le frequenti con- 
troversie insorte , e che ponno verisimilmente insorgere a 
causa delle passate , e presenti contingenze di Guerra, fra 
li Locatori , Conduttori y Coloni , Padroni di diretti , e Li- 
vellarj, Creditori , e Debitori di Censi , e residui di prezzo, 
& altri, per terminare le quali converrebbe a' Litiganti con- 
sumarsi ne' Fori ; Perciò per riparo di tale sensibilissimo in- 
commodo , considerate da Noi , e fatte considerare da intel- 
ligenti le determinazioni , e decisioni compilate dalla Depu- 
tazione di Mantova, sotto li ip Agofto 1704, e che di pre- 
sente servono di norma in tinto queflo Vicinato per deci- 
dere simili litigi , siamo venuti in deliberazione di far osser- 
vare dette decisioni anche ne' Tribunali del noflro Stato , 
e però comandiamo che vengano inviolabilmente osserva- 
te , e ch'abbiano , e sortiscano forza , e Vigore , e natura 
di Leggi inalterabili , ingiungendo a tutti li Noilri Tribuna- 
li , e Giudici presenti , 6c avvenire di conformarsi onnina- 
mente con la disposizione delle medesime determinazioni , 
e decisioni nel giudicare , applicando ancora per quanto pa- 
tirà la soggetta materia , tali regole generali ad altri casi 
simili particolari , abbenchè espressamente non specificati in 
dette decisioai ; Tale essendo la ben precisa , e deliberata 
volontà noilra. In fede &c. 

Data in Guaflalla li 17 Settembre 1707 . Vincenzo 
Gonzaga . Locus Sigilli - Marc' Antonio Torresini . Francesco 
Maria Angiolini Cancelliere di S. A. Serenissima . Regiftrata 
in adis D. Francisci Catanei 6cc 



Quod 



cxc STATUTA CIVILIA 

Quod dehitoribus licitum sit offerse eorum Creditoribus botta in 
solution cttm beneficio detrattionis quinti minus» 



RUBRICA CXLVL 



v 



incentìus Gonzaga Dei gratia Dux Guafìallae, Luzzariae, 
Reggioli, Sacri Romani Imperii Princeps òtc. Maxima solli- 
citi cura Debitoribus ob Belli ingentes temporum praesentium 
calamitates , quorum, assiduis clamoribus Aula noftra resonat, 
ea, qua decet, sequitate consulere, ne in judicio a Creditorum 
tenacitate in pecunia satisfieri solertium expensis defatigen- 
tur , & sic facultatibus ulterius labantur ; Hinc ideo , & aliis 
juftis de causis Animum noflrum moventibus, serio duximus 
fìatuendum, benigneque indulgendum : Omnibus, &: quibus- 
cunque debitoribus de praeterito ex quacunque causa tam 
Census , Legati , Mutui , Fidejussionis , Confiiiutionis , vel 
Reflitutionis Dotis , quam ex quacunque alia a jure privile- 
giata etiam specialis mentionis digna , quae hic prò expres- 
sa <Scc. exceptìs tamen Debitoribus ex causa pensionis Do- 
muum , affidìusTerrarum , Livellorum, ac realis Depositi re- 
gularis, licet Creditoribus, &C Dominis Censuum prò credi- 
tis , 6c Censuum Capitalibus , etiam juratis , in solutum , 6c 
extindtionem ofTerre tot Stabilia tamen libera , 6c frugifera 
de fundis Censuum , &c de generaliter obligatis respeétive 
ad asftimationem ineundam, cum beneficio detracTionis quin- 
ti minus in singulo Centenario favore Creditorum praedidìo- 
rum , &C Dominorum Censuum, quos in solutum , &c extin- 
cvtionem , ut supra , pofl oblationem accipere coercendos om- 
nìno fore , & esse duximus . 

De- 



GUASTALLA lib. ii. cxcr 

Derogantes proinde ex certa noflra scientia , ac ex ple- 
nitudine poteftatis nofhss omnibus , & quibuscunque requi- 
sitis a Jure communi indicTis , nec non 6c dispositionibus 
Statutorum , ck Ordinum Ducatus noftri , ck Dominorum de 
materia &c. Jubentes prassens Decretum , quod prò Lege 
servandum erit , in omnibus, ck per omnia coli, 3c exequi. 

At ubi prsemissa oblatione debitorum , Creditores re- 
nuant huic noftro Decreto de mente Nofìra? Consulta efFor- 
mato parere , Judices , coram quibus &c. teneantur nihilo- 
minus ad Debitorum inftantiam procedere , non obfìante 
quacunque eorum resifìentia ad excorporationem , «Se assi- 
gnationem , ac ad infìrumentorum dationis eorundem in so- 
lutum ex officio. 

Si porro Creditores non sint Nobis subditi , Judices non 
possint nisi de Consulta? noftiae approbatione ita sese gere- 
re, nec minus Tabelliones infìrumenta conflcere * sub pcena 
Nobis arbitraria. Datum Guaflallas hac die 14 Februarii 1708 
Vincentius Gonzaga. Locus Sigilli. Marcus Antonius Turre- 
sinus. Franciscus Maria Angiolinus Canceliarius . 



Finis Libri secundi . 



STA- 



CXCtII 



0s~ y€ 






rs A^fe^ 



STATUTA 

C R I M I N A L I A 

GUASTALLA . 

LlBEll TEKTIUS. 

De Pani* Amoventis Termino* • 
RUBRICA I. 

V^/uicunque dolose > 5c scienter terminum , seu terminos 
amoverit aliquarum Possessionum , condemnetur in librls XXX. 
Imperialibus & plus, arbitrio Poteflatis , inspeéta qualitate 
fadli, & conditione personarum applicandìs, pro duabus par- 
tibus Camera Magnificorum Dominorum Comitum , & pro 
alia tenia parte Communi Guaflallae : Et nihilomìnus Pote- 
fìas teneatur flatim , cum sibi notum fuerit de prsedidì:a amo- 
tione diéìorum termìnorum , reduci facere in fìatu prime- 
vo, in quo ante prsedidlam amotionem reperiebantur. 

bb De 



cxciv STATUTA CRIMINALIA 

De Pcena Incìdentium Vites , & Arbores , & Biada , 
& de Poena Incendiario^ um • 

RUBRICA IL 



Jtem Statutum eft , quod quicunque inciderit , vel incidi 
fecerit Vites , Arbores frudìiferas , &: Domeflicas , si fuerint 
a decem infra , puniatur prò qualibet Vite , &: Àrbore in 
Floreno uno auri applicando prò una tenia parte Carne ae 
Magniricorum Dominorurn Comitum , prò alia tertia parte 
Communi Guaftallae , & prò alia tertia Isso . Si vero fuerit 
a X. usque ad XV. , puniatur in quindecim Florenis auri , 
applieandis , ut supra , 6c etiam amputetur manus dextera , 
quam possit redimere prò Florenis quinquaginta solvendis 
Infra decem dìes continuandos a tempore condemnationis 
fadte de eo : & in omnibus casibus prasdìdiis teneatur ad 
emendandum damnum passum juxta terminationem Statuti 
daranorum passorum . Qui vero inciderit , vel incidi fecerit 
arborem non frudìiferam , puniatur indiftir die arbitrio Pote- 
ftatis , & quiiibet , qui inciderit , vel exportaverit aliquam 
Vitem , Tradtoram , vel propaginem , vel endìam frudìife- 
ram , condemnetur in Libris III. Imperialibus prò qualibet 
Vite applieandis , ut supra * Qui vero secaverit , vel seca- 
re fecerit Biada , seu Fcenum -> vel damnum dederit -> aut 
aliquibus Brolis , vel Hortis Guastalla? contra voluntatem 
Domini , & Possessoris , condemnetur in Libris V. appli- 
eandis , ut supra : Et in omnibus praedìdlis casibus tenea- 
tur 



GUASTALLA lib. hi. cxcv 

tur ad reftitutionem totius damai damnurn passo. Incendiarli 
vero puniantur secundum Leges, ck Jura Comimunia . 

De Teftimoniis Mulierum recipiendis . 

RUBRICA III. 



i 



Lem Statutum eft , quod si contigerit aliquas Mulieres de- 
bere teftificari in aliquibus Causìs Criminaìibus , vel Ci vili- 
bus, quod earum dicìa , &: Teftimonium recipiantur ad do- 
mum Mulieris teftificari debentis , vcl in aliquo loco hone- 
ilo , praesentibus personis honeftis , sed tamen dìdlum Te- 
fìis non audientibus, arbitrio Poteftatis , inspecla conditione 
personarum , 6c qualitate facti • 

Quod Masculi , & Foemims, Majores XIV* annis 
possint teflificari.. 

RUBRICA IV. 



i 



tem Statutum eft, quod Masculi, & foeminas majores XIV. 
anns passini teftificari super quolibet maleficio, & proces- 
si! màleficii non obftantibus quibuscunque in contrarium 
facìentibus. 



BB 2 De 



cxcvi STATUTA CRIMINALFA 

De Defensìonibus audiendis in quolibet processa . 
RUBRICA V. 



i 



tem Statutum eft , quod omnes Poteftates Guaftallse te- 
neantur , ac debeant audire defensiones cujuslìbet in quoli- 
bet processu , & si contra factum fuerit , Processus sit ipso 
ure nullus , & nullius momenti. 

De Poena Alienantis rem duobus . 

RUBRICA VI. 



i 



tem cum multi reperiantur bona sua 'alienasse duobus , 
quod non eri juri consonum > neque bonum , idcirco Statu- 
tum eft, quod quicunque alienaverit alio titulo > quam titu- 
lo obligationis pignoris , vel hypothecas primo uni , poftea 
alteri sine voluntate primi rem aliquam , puniatur in libris 
XXX. Imperialibus applicandis prò duabus partibus Camerae 
Magnificorum Dominorum Comitum , & prò alia tenia par- 
te Communi Guafìallas . Si vero locaverit rem primo uni, 
poftea alteri sine voluntate primi , prò tempore primi Con- 
ducìoris in totum , vel in parte , puniatur in libris XX. Im* 
perialibus applicandis , ut supra , salvo quod si primus , in 
quem facìa eft alienatio , aut locatio , ut conducìor recusa- 
verit alienationem , tunc ad poenas antedidtas AUenator, vel 
Locator minime teneatur . Et praedi.éta edam habeant locum 

in 



GUASTALLA lib. hi. cxcvh 

in cessìonìbus jurium factis duobus diversis temporibus, quo- 
libet titulo per eandem personaro factis . 

De Poena Sodomitarum. 
RUBRICA VII. 



i 



tem Statutum eft , quod si quis inciderit in crimen Sodo- 
mia?, igne comburatur , ita quod in igne cremetur confeJftim, 
& morìatur. 

De Poena Judici , sive Potefiati , qui recmaverit dare consilium 
Sapienti* in casu permisso per Statutum QuafialU . 

RUBRICA Vili. 



i3tatutum efl: , quod Poteftas teneatur comrnittere Causam 
Consilio Sapìentis , si fuerit petitum per Partes , ut eli ordi- 
natum in primo Libro Statutorum Civilium sub Rubrica, 
Quomodo , & qualiter dividi debeant tempora inftantiae 
Causa? principalis . Ideo si aliqua partium litigans coram Po- 
tevate , aut alio Jusdicente Guaftalla? sibi dubita* fieri tor- 
tum , vel gravameli , &: petierit causam commuti Consilio 
Sapìentis , & secundum modum praedicli Statuti , vel etiam 
in alium casum, in quo sit permissum petere dicfhum Consi- 
litim Sapìentis , 6c petierit sibi dari suis expensis , tunc di- 
clus Poteftas , vel alius Jusdicens teneatur dare dicium Con- 
silium Sapientis , ck secundum dicium modum ; & si con- 

tra- 



cxcvm STATUTA CRIMINALIA 

trafecerit , amittat de suo Salario libras XXV. Imperiales 
prò qualibet vice , applicandas prò duabus partibus Came- 
ra Magniflcorum Domìnorum Comitum , & prò alia Com- 
muni Guaflallae, & processus, qui poftea rìeret, spreto Con- 
silio petito , sit nullius momenti . Et praxlidta non habeant 
locum in Homicidiis , Ferutis, Furtis , Robariis , Raptu Mu- 
lierum , Falsitatibus , Incendiariis , Incisoribus Vinearum , &: 
in aliis Delidiis enormibus , in quibus poena imponatur cor- 
poralis . Nec etiam prsedìcìa habeant locum in causis claris , 
& liquidis , puta in sententia , qua? transiverit in rem judi- 
catam, 6c executio peteretur ; nec in Infìrumentis publicis , 
& liquidis, & quis peteret eorum executionem, nec in cau- 
sis usque ad libras V. Imperiales , & ab inde infra , in qui- 
bus casibus possit impune denegari Consilium Sapientis . Et 
hoc Statutum sit pra^cisum , & precise observetur. 

De Correr iis Ambasciatati? falsam facientìbas . 

RUBRICA IX. 



i3i quis Correrius Ambasciatam , vel Relationem falsam fe- 
cerit, condemnetur realiter , & personaliter arbitrio Poterla» 
tis , inspecla qualitate facìi , & conditione personae , & ul- 
terius amplius uti non possit Officio Corrèrii . Eodem modo 
puniatur qui dkflam falsam Ambasciatam , seu Relationem 
fieri fecerit , & ulterius puniatur in libris 50 Imperialibus 
applicandis , ut supra , prò duabus partibus Camerse Magni- 
fìcorum Domìnorum Comlium, 6tpro alia tertia parte Com- 
muni Guaftallae • 

Ve 



GUASTALUE lib. hi. cxcix 

De P&na Volentìum corrumpere Poteftatem , aut ejus 
Officiale s . 

RUBRICA X. 



Ai 



.liquis non audeat , nec attentet corrumpere Poteftatem 
Guaftallae vel ahquem ejus Officiale!» pretio , vei muneri- 
bus , vel aliquo modo, vel ingenio, vel imperio; & si con- 
trafecerit , puniatur in libris XXV. Imperialibus applicandis 
prò duabus partibus Camelee Magnificorum Dominorum Co- 
mitum , Se prò alia tenia Commani Guaftaiiae. 

De Posna facientis , vel fieri f adenti s citationem , pignorationem , 
& sequeftrationem sine licentia Poteftatìs . 

RUBRICA XI. 



i3tatutum eft, quod quicunque citationem, pignorationem , 
vel sequeftrationem fecerit sine licentia Poteftatìs , vel~ fie- 
ri fecent , vel pignorali tentaverit , aut sub praetextu pi- 
gnorationis aliquìd extorserit , nisi in casibus prsemissis , om- 
ne damnum , quod passus fuerit is , qui citationem habue- 
rit , vel qui pignorationem , vel sequeftrationem suftinuerit y 
ei reftituere teneatur , & insuper expensas , quas proinde 
fecerit , reftituere damnum passo arbitrio Poteftatìs absque 
juramento prius quam jus suum consequatur , & insuper 
condemnetur in libris XII. Imperialibus , applicandis prò 

dua- 



ce STATUTA CRTMINAI IA 

duabus partibus Camera? Magnificorum Dominorum Comi- 
tum, & prò alia Communi GuafìaHse. 

De Pana Blasphemantis aliquem , & dicentis alieni 
turpe verbum . 

RUBRICA XII. 



i 



tem Statutum eft , quod si quis nominaverit aliquem blas- 
phemando turpe verbum , per quod appellatur Vermis , Ca- 
nis, vel aliud turpe verbum, condemnetur in libris XX. Im- 
perialibus • Et si quis dixerit alicui quod sit Falsarius, vel 
Proditor , vel Falsitatem , vel Proditionem commiserit , vel 
aequipollentia verba , puniatur in libris XII. lmperialibus , 
quarum paenarum medietas applicetur Camerae Magniflco- 
rum Dominorum Comitum > & alia medietas injuriato , sal- 
vo quod si Partes convenerint , vel remiserint sibi verba 
injuriosa quandocunque ante condemnationem -, remittatur 
dimidia pars di<5larum pcenarum . 



Qua 



GUASTÀLL/E lib, hi. cci 

Qua pcena puniri debtat Potefias negligerti in jure recidendo , & 

Notanus negligens tradere copiam Aclorum fattorwn 

Ptirtibus in Civ» Cansis . 



RUBRICA XIIL 



A, 



d obviandum calumniis , quse alìquando oriri possunt: 
culpa , & defedili Poteflatls , aut alicujus Jusdicentis Gua- 
ftallse negligentium decidere causas coram ipsis motas ; Sta- 
tutum , 6c ordinatum efì, quod Potefias Gii a fi alias, vel alias 
Jusdicens etiam delegatus teneatur , 6c debeat decidere , 6c 
terminare causas omnes, & quaeftiones coram eis motas intra 
inftantiam , & tempora prserlxa per Statutum positura supra 
in primo Libro Statutorum Civilium in Rubrica , De modo , 
&: ordine procedendi in Causis Civilibus ; sub pcena videli- 
cet , si quseilio fuerit de solidis 40 Imperialibus , sìve de re 
ejusdem aeftimationis , ck ab inde infra , librarum sex Imperia- 
lium . Si vero quaefìio fuerit a solidis 40 supra usque ad li- 
bras quinque Imperiales , sive de re asilimationis prseiicìae, 
sìt pcena librarum X. Imperiali um . Si vero quaeiìio fuerit 
de libris quinque Imperialibus usque ad libras X. Imperia- 
les, sit pcena librarum XXV. Imperialium . A libris vero X. 
Imperialibus supra, sit pcena librarum C. Imperialium: qua- 
rum pcenarum dimidia pars applicetur Camerae Magnirìco- 
rum Dominorum Comitum , & altera dimidia Communì 
Guaftallse. 

Similiter quia posset aliquando protelari causa ex defe- 
dili Notarii recusantis , seu negligentis tradere copiam parti t 

ce seu 



ccu STATUTA CRIMINALIA 

seu partibus Ailorum faéìorum ; Statutum eft , sì Notariì 
recusaverint , seu negligentes fuerint in dando copiam Acto- 
rum , &: aliorum producìorum in Judicio in Causis Civili- 
bus , partibus , & de mercede sua solvere offèrentibus , 
quod tunc incurrant in poenam librarum X. Imperialìuai ap- 
plicandarum , ut supra , & ulterius ad omne damaum , & 
interesse passum per ipsas partes hac de causa. 

Quod Filii familias , & Majores XIV. annis possint esse 
in Judicio in Causis CnmtnaUbus » 

RUBRICA XIV. 



I 



tem Statutum eft , quod Filii , &. Filile Familias Majores 
XIV. annis , £c alii minores XIV. annis possint in Causis 
Criminalibus sine consensu Parentum , vel Curatorum suo- 
rum ab accusationibus , denunciationibus , & inquisitionibus 
sesc excusare , 3t quod in Causa Criminali non habeat io- 
cum beneficium reftitutionis in integrum . 

De Poena Pmtoris , & ejus Notarti non venientium 
fid Bancum GuaftalU . 

RUBRICA XV, 



i 



tem Statutum , & ordinatimi eft , quod omnibus , & sin- 
gulìs diebus , quibus redditur jus secundum formam Statuti 
Communis Guaftallse , positi sub Rubrica , De Feriis ; tenea- 

tur ? 



GUASTAXL/E lib. hi. ceni 

tur, <Sc debeat Poteflas Guaftalla? , & ejus Notarius venire * 
& ilare personaliter , saltem semel in die in horis ordinatis, 
& consuetis ad eorum Bancum , <k reddere jus cuilibet pe- 
tenti secundum formarci Statuti Guaftallae , sub poena solido- 
rum X. Impetialium a quolibet eorum , 6c qualibet vice 
applicandorum Camera? Magnificorum Dominorum Comitum 
prò dimidia , ck prò alia Communi Guaftallas. 

De poena Occupantis , vel Turbantis, seu Molefiantis 
Aliquem in possessione rei alicujns . 

RUBRICA XVI. 



v3tatutum eft , quod quicunque moleftaverit , turbaverit , 
vel inquietaverit aliquem in possessione , vel quasi , alicu- 
jus rei mobilìs , 6c immobilis , vel juris inhaerentis alicui rei 
immobili , qua? esset penes aliquem, puniatur in libris XII. 
Imperialibus , applicandis prò duabus partibus Cameroe Ma- 
gnificorum Dominorum Comitum , oc prò alia Communi 
Guaftallae; & nihilominus teneatur , & debeat ponere molefìa- 
tum , turbatum , vel inquietatum in ejus pacifica possessio- 
ne , vel quasi , 6c insuper condemnetur , quod ipsum in fu- 
turum non debeat moleftare , turbare , vel inquietare • Si 
vero per violentiam invaserit per se , vel per alium posses- 
sorem , vel quasi , alicujus rei , qua? esset penes aliquem, pu- 
niatur , & condemnetur in libris XX. Imperialibus , ut su- 
pra , & amittat jus suum , quod habet in ipsa re , & ni- 
hiiominus condemnetur ad reilitutionem didtse corporalis 
possessionis , seu detentionis , 6c frudìuum . Si vero Inquili- 

cc 2 nus, 



ccir STATUTA CRIMINALIA 

nus , vel Colonus prodiderit , vel interverterit possessionem 
domus , vel rei sibi locata? , vel elapso termino conducticnis 
possessionem liberam recusaverit relaxare , vel locatori re- 
ftiterit , vel quomodocunque non reftituerit locatori rem lo- 
catam finito termino locationis , puniatur in libns XII. Im- 
perialibus applicandis , ut supra , & nihilominus ponatur lo- 
cator in possessione , penes quoscunque fuerit ipsa possessio , 
sive detentio, sine aliqua petitione , vel libello , & sine ali. 
quo litigio , dum tamen prius probet , quod possidebat tem- 
pore locationis , &: quod conducìor fuerit in detentione 
rei locatae poft locationem. 

De poena Blasphemamis Deum , ejus Matrem ? & Santtos • 

RUBRICA XVII. 



C5tatutnm efl: % quod si quis dixerit vituperium de Deo , Se 
contra Deum , aut contra Dominam Sandìam Mariam ejus 
Matrem, vel alios Sancìos , vel blasphemaverit ad aliquem 
ludum , vel alibi in Territorio Guaflallae , puniatur , ck con- 
demnetur per Poteftatem in libris VI. Imperiahbus applican- 
dis prò qualibet vice prò duabus partibus Camera? Magnirì- 
corum Dominorum Comitum , & prò alia parte Communì 
Guaflallse . Et si talis condemnatus solvere non possit , po- 
natur in Catena per unum diem ad pontem Caflri Guaflal- 
lae , sive in Platea , 6c ulterius teneatur in Carcere per 
unum mensem. Si vero quis fecerit ficam contra Domìnum 
Deum Noftrum , vel Sanctam Mariam * vel Sandlos ejus $ 
teneatur Poteftas facerc truncari unum digitum manus dex- 

te- 



GUASTALLA lib. hi. ccv 

terae ; & si ipsum non poterit habere in fortiam , Poteftas 
teneatur illum facere bannire, & condemnare in libi is XXX. 
Imperialibus applicandis , ut supra , de quo non possit exi- 
re , nisi solverit praedic/tam condemnationem ; 6c quilibet , 
qui audierit alìquem committere talia delizia , teneatur ma- 
nifestare Potentati , & credatur accusatori, seu ei> qui ma- 
nifeftaverit cum uno tefle bonae famae; &; teneatur secretus 
Accusatore & Tefìis , & non teneatur Poteflas iflo casu fa- 
cere copiam Accusato de Accusatione , nec de denunciamo- 
ne t nec de tefte. Et prsedicta etiam habeant locum in quo- 
libet percutiente Imaginem Chrifti , vel B. Mariae Virginis , 
vel aliquorum ejus Sandìorum . 

De foena Falsarìorum * 

RUBRICA XVIIL 



Otatutum eft, quod si quis fecerit cartam falsam , vel aita 
publica falsa , vel teftes in aliqua parte , vel in totum , 
vel super quantitate , vel re non excedente Florenos 50 au- 
ri , condemnetur prò prima vice in duplum Camera? Magni- 
ficorum Dcminorum Comitum applicandum prò duabus par- 
tibus , 6c prò alia Communi Guaftallse . Pro secunda vero 
vice puniatur in amissione manus dexterae , quam redime- 
re possit . Et prasdidla locum habeant in falsante , seu fal- 
sari faciente Librum publicum , seu scripturam publicam . 
Sed falsantes Librum privatum , seu scripturam privatam in 
casu, quo sir amputanda manus dextera , ipsam possit redi- 
mere prò libris 60 Imperialibus infra XV. dies , computan- 

dos 



ccvi STATUTA CRIMINALIA 

dos a die condemnationis facìae , si fuerit in fcrtia Com- 
munis Guafìallse , applicandis ckc , 6c si * non a tempore , 
quo pervenerit in fortiam Communis Guaftallas , applican- 
dis , ut supra. Et si quis dixerit falsum teflimonium, ut ali- 
quis condernnetur in Causa Criminali ad poenam mortis 9 
vel amissionis membri , amputetur sibi manus dextera , 
quam redimere non possit , Òt eandem poenam patiantur 
qui scienter produxerint dicìum falsum teflimonium. In aliis 
vero Causis Cìvilibus , ck Griminalibus , in quibus venit im- 
ponenda poena pecuniaria , qui falsum teflimonium dixerit , 
vel dici fecerit, condernnetur in amputatione manus dexte- 
rse , sed eam redimere possit solvendo prò poena libras cen- 
tum Imperiales usque ad XV. dies computandos a tempore 
condemnationis facìse , &. ultra non audiatur , applicandis 9 
ut supra . Et si quis falsaverit , vel falsari fecerit Sigillum 
Magniflcorum Dominorum Comitum , capite puniatur , ita 
quod moriatur • 

De Statuto precedenti vide in actis D. Dominici Ci* 
gnacchi sub die 17 Odlobris 1545 , ubi ad incontrum annul- 
latur didtum Statutum per Dominum Noilrum Ducem Fer- 
dinandum Gonzagam* 



De 



GUASTALLA lib. hi. ccvn 

De Adulteris , & Raptoribus puniendis • 
RUBRICA XIX. 



i 



em Statutum eft, quod si quis commisero adulterìum per 
vim cum Muliere nupta , de qua vi appareat manifeste, ca- 
pite puniatur ita quo] moriatur ; & eadem poena puniatur, 
si quis cognoverit per vim aliquam Virginem , vel aliquam 
Mulierem honeftam non nuptam ; 6c quicunque palarti, sive 
publice in domo sua, vel aliena tenuerit Uxorem aiterius in 
suam Amasiam , condemnetur in libris 200 Imperialibus , 
applicandis prò duabus partibus Camerae M igniricorum Do- 
minorum Comitum , & prò alia Communi Guaftal'ae, ck Mu- 
lier verberetur . Si vero clam tenuerit Uxorem aiterius , vei 
rem cum ipsa clam habuerit ubique , condemnetur in libris 
100 Imperialibus applicandis , ut supra , nec de carceribus 
relaxetur donec solverit dicìam condernnationem ; ck ipsa 
Mulier in prsedicl:is casibus perdere debeat dotem suam Ma- 
rito, vel ejus haeredibus applicandam , ck publice fuftigari 
Et si quis Maritus teneat in domo sua Amasiam , Uxore sua 
de domo expulsa , vel etiam in domo sua retenta , ck con- 
tra voluntatem expressam Uxoris suse , condemnetur in li- 
bris 50 Imperialibus applicandis , ut supra , ck in utroque 
casu talis Amasia debeat fuftigari , ck perpetuo banniri a 
Terra Guafìallas. Et qua? supra dièta sunt , quando per vim 
cognoscuntur , locum non habeant in cognoscente Meretrices 
carnaliter etiam nuptas , ck sufficiat probari per publicam 
vocem, ck famam quod sit Meretrix. 

Item 



ccviri STATUTA CRIMINALIA 

Item si quis poftquam fuerit accusatus , ve denuncìatus, 
vel inquisitus , Mulier , vel Virgo, prò qua fueSt accusatus, 
vel inquisitus , dicat se fuisse eognitam de propria voiun- 
tate , tunc coatra eura non possit procedi , & eì Mulieri , 
vel Virgini praedicìae dicere liceat , & ei credatur quando* 
cunque non obliarne aliqua confessione alias fe<£ta cum ju- 
ramento , vel sine , <$c voluntatem suam mutare liceat us- 
que ad sententiam definitivam , durnmodo talis Mu'ier eum 
in Maritum , ck Virum accipiat , & ipse eam , si sunt tales 
persona? quae de jure Canonico insimul possint contrahere . 
Si vero aliquod impedirnentum fuerit, per quod Matrimo- 
nium contraili non possit , tunc Muliere , vel Virgine dicen- 
te se eognitam de propria voluntate , non procedatur con- 
tra eum , & liceat dicere in omnibus casibus , &C per om- 
nia , ut supra * 

Item Raptores per violentiam capite puniantur, ita quod 
moriantur, nisi Rapta contraxerit Matrimonium cum RaptO" 
re, quo casu Raptor sit immunis» 

De posna Frangentis Carceres* 

RUBRICA XX. 

V^/uaslibet persona carcerata , & non carcerata rumpens , 
vel frangens Garceres , Muros , vel oftia Carcerum Commu- 
nis Guaftallas causa fugam faciendi , vel ut Carcerati possint 
inde aufugere, realiter, & personaliter puniatur arbitrio Po- 
fceftatis? considerata conditione persona , & qualitate facìi « 



GUASTALLA LiB. hi. ccix 

De Assassi/iis , & Robatoribus Stratamm * 
RUBRICA XXL 



e 



um sit quod Assassinamentum , seu Latrocinium sit gra- 
vius deKdìum furto, Statutum eli, òk ordinarum , quod qui- 
libet qui fuerit repertus assassinus in locis publicis , indifìin- 
eie non habita censideratione ad summam rei , vel quanti- 
tatem pecuniarum ablatarura , suspendatur, taliter quod rao- 
riatur; & si quis rieri fecerit aliqua malescia , vel percus- 
siones per aliquos Assassinos , si prò ipsìs percussionibus fa- 
cies homicidium fuerit subsecutum , fieri facientes , 6c rnan- 
dantes capite puniantur , taliter quod moriantur . Si vero 
prò ipsis percussionibus , vel feritis rnors non fuerit subsecu- 
ta , puniantur hoc modo , videlicet , quod eìs , ck cuilibet 
ipsorum amputetur una manus, in qua magis sint potentes , 
& ulterius puniantur in bavere, applicando prò duabus par- 
tibus Camerse Magnificorum Dommorum , & prò alia tertia 
Communi Guafìallae , oc remissio , sive pax in praedidìis 
non prosit , nec juvet ; ck intelligatur Assassinus quantum 
ad prsdiclia quilibet , qui aliquid prsedidìorum fecerit prò 
pecunia , vel ad poftulationem alicujus . Et hoc Statutum sit 
prascisum. 



/ 



dd De 



ccx STATUTA .CRIMINALIA 

De Furtìs , ac poenzs Furum , & Latrocini! s , & Bursas 
Jngidentibus , & Stratas Insultantibus . 

RUBRICA XX IL 

V^/uia cooperante Diabolo humani generis inimico specia- 
liter pauperes furta faciunt semper in suarum animarum de- 
trimentum , & prasjudicium Tertii , eft Statutum , & deter- 
minatimi , quod quicimque furtum fecerit in Territorio Gua- 
ftaliae de die , vel de nodle de rebus alicujus , prò primo 
quidera furto non ascendente ultra summam trium librarum 
Imperialium, & ab inde infra, condemnetur in quadrupìum 
Camerae Magniflcorum Dominorum Comitum prò duabus 
panibus applicandum , & prò alia tertia Communi Guaftal- 
lae, 5c ad reftitutionem damnorum passorum. A tribus vero 
libris Imperialibus usque ad decem libras Imperiales , fufti- 
getur nudus per Terram .& Burgos Guaftallae ; & si exces- 
serit quantitatem , fuftigetur , & perforetur auricula cum fer- 
ro caldo . Pro secundo vero furto non excedente libras 
quinque Imperiales fuftigetur , &: una auricula truncetur . 
Si vero secundum furtum excesserit libras quinque Imperia- 
les , fufligetur, .& una auricula truncetur , 6c perpetuo ban- 
niatur . Pro tertio vero furto cujuscunque conditionis furca 
suspendatur taliter quod moriatur , dummodo furta prasce- 
dentia inter omnia fuerint valoris librarum XX. Imperia- 
lium ; & in omnibus didlis casibus condemnetur ad refti- 
tutionem , & extimationem rerum , quas fuerit furatus , & 
retineatur in carceribus ad utilitatem ejus , vel eorum , 

qui- 



GUASTALLA lib. hi. ccxi 

quìbus furatus fuerit , quousque eis de rebus furatis satis- 
fecerit . 

Incisores vero bursarum personaliter puniantur arbitrio 
D. Poteflatis , inspecta qualitate furti ,- & conditione perso- 
na ; 3c Latrones , 6c fnsidiatores Stratarum suspendantur per 
gulam, ita quod moriantur. 

De poenis Maleficiorum •■ 

RUBRICA XXIII. 



i, 



tem Starutum efl , quod si aliquis fecerit' insultum contra 
aliquem ad domum habitationìs ejus propriam , vel condu- 
cftam, vel sub porticu ejus domus , vel in casamento ipsius, 
vel ad ftationem suam propriam, vel condudìam , siquidem 
sine armis , &C sine ferita , condemnetur in solidis 40 Impe- 
rialibus ; Et si fecerit insultum sine armis cum percussione , 
6c sanguis non exiverit , si fuerit in vultu , condemnetur in 
libris quinque Imperialibus ; Se si non in vultu , m solidis 40 
Imperialibus : Si vero fecerit insultum cum armis , &c sine 
percussione , in libris quinque Imperialibus , tSc si cum per- 
cussione sine sanguine, si fuerit in vultu, in libris X. Impe- 
rialibus ; &. si alibi, in libris 8 Imperialibus. Si vero fecerit 
insultum sine armis cum effusione sanguinis, si fuerit in vul- 
tu, in X. libris Imperialibus, & si alibi in libris quinque Im- 
perialibus . Quod si fecerit cum armis , vel cum aliquo vase 
vitreo, traneo , ferro, vel Ugno, sive alicujus alterius gene- 
ris metalli , & cum effusione sanguìnìs, in libris XXV. Im- 
perialibus. Si vero percussio fac/ta fuerit in vultu sic , quod 

dd 2 ci- 



ccxn STATUTA CRIMINALIA 

cicatrix sit perpetuo remansura , condemnetur in libris 50 
Imperialibus . Si vero membrum amputaverit , vel oculum 
effoderit , condemnetur in libris CC. Imperialibus ; Salvo 
quod , auricula detruncata , in libris 50 Imperialibus * Pro 
membro vero debilitato , in libris C. . Si vero percusserit 
aliquem sine insultu, puniatur modo supradicto . Et si quis 
fecerit insuhum in aliqua Ecclesia Guaflallae, vel coram Po- 
tevate Guafìallas, seu ad ejus ofrìcium cum armis , vel sine, 
puniatur in duplum ejus , quo punìretur , si insultum fecis- 
set in aliis locis . Et intelligatur insultus facìus in aliquem , 
si quis fecerit impetum contra aliquem amenando ,| seu ir- 
ridendo centra eum cum armis , ck sine armis : Vel si cepe- 
rìt eum per cavitium . Et si aliquis projecerit lapidem con- 
tra aliquem , vel aliquod ofFensibile , Se ipsum non percus- 
serit , puniatur in solidis XX. Imperialibus . Si vero sgrafi- 
gnaverit aliquem in vultu cum sanguine, puniatur in libris 
tribus Imperialibus ,• ck si in alia parte corporis , quam in 
facie , cum sanguine, condemnetur in solidis 40 Imperialibus , 
& si sanguis non exierit condemnetur in solidis 20 Impe- 
rialibus . Et quicunque aliquem momorderit cum dentibus , 
ck ex morsura sanguis exierit , condemnetur in libris sex 
Imperialibus. Et quicunque aliquem spinxerit , seu sburla- 
verit , ck in terram eum non projecerit , condemnetur in 
solidis quadraginta Imperialibus . Si vero projecerit in ter- 
ram , condemnetur in libris tribus Imperialibus ; & si ex 
ipsa sburlatione sanguis exierit, condemnetur in duplum ejus, 
quo veniret condemnandus si sanguis non exierit . §. Et qui- 
cunque decapellaverit aliquem , condemnetur in solidis 40 
Imperialibus , salvo quod dicla decapeliatio non habeat lo- 
cum in minoribus XII. annis , ck Meretricibus , & in aliis , 

qui 



GUASTALLA lib. in. ccxhi 

qui dilani decapellationem fecisset causa corrigendi . §• Et 
si quis injuriose dilaceraverit pannos alicujus persona?, conde- 
mnetur ìq solidis quadraginta Imperiaiibus , ck ad reftitutio- 
nem aefkimationis damni pannorum fractorum in duplum 
damno passo. §. Et si per pannos ceperit aìiquem ipsos pan- 
nos non dilacerando , condemnetur in solidis 40 Imperiaiibus 
prò qualibet vice . §. Et si quis injuriose biretum de capite 
alicuius acceperit , condemnetur in solidis 20 Imperiaiibus . 
§. Et si quis eminaverit aliquem marni , vel pede, condemne- 
tur in solidis 20 Imperiaiibus §. Et si praedidìam eminatio- 
nem fecerit cum armis, condemnetur in libris III. Imperiali- 
bus, òk ulterius deportatione armorum. §. Si vero aliquis fe- 
cerit ìnsolentiam aliquam , vel rixam , condemnetur in soli- 
dis 40 Imperiaiibus , òk nuìlus cum armis currat ad rixam , 
seu rumorum ; òk qui contrafecerit , solvat prò hanno libras 
quinque Imperiales. §. De verbis vero injuriosis in solidis 20 
Imperiaiibus , salvo quod si aliquis dixerit verba injuriosa 
coram Domino Potefìate alieni , possit condemnari in libris 
quinque Imperiaiibus , ck possit Poteftas ex officio inquirere . 
§. Si vero aliquis coadunatione facìa fecerit insultura cum 
armis ad domum propriam , vel condudlam , seu sub Porti- 
cu , seu Casamento , vel in domo , vel ad ftationem pro- 
priam , vel condudtam alicujus Guafìailae, condemnetur in li- 
bris 20 Imperiaiibus ; ck in totidem qui eum associaverit , 
condamnari debeat . §. Et si aliquis Ensem evaginaverit , vel 
cuitellum, vel gladiurn aliquem sine amenatione , percussio- 
ne , vel insultu, condemnetur in libris 20 , dz. ulterius depor- 
tatione armorum , ck eadem poena puniatur qui amenaverit 
contra aliqu?m modis praedicliis sine percussione, òk insultu, 
lancea , lanzono , faizono , speto , vel alio genere amorura 

ofc 



ccxiv STATUTA CRIMINALIA 

ofFensibilium : & ex omnibus maleficiis , in quibus irapona- 
tur poena pecuniaria , pax possit fieri , 6c remissio cum of- 
ferto, & quandocunque ante sententiam pax fiat , & fadla 
Pace, vel remissione medietas poenae tollatur , & in medie- 
tate tantum poenae condemnetur. §. Et si quis projecerit ali- 
quid turpe , puniatur usque ad quantitatem librarum quinque 
Imperialium , <Sc in majori quantitate , prout placuerit Pote- 
ftati Guaiìallae, inspecìa quaiitate factì , &: perso nae . §. Non 
confitentibus vero deliclum , prò quo sit poena imponenda 
pecuniaria ante litem conteftatam , vel in litis conteftations 
quartum remittatur omnis condemnationis ■ Et supradi ctae 
omnes poenae , de quibus in presenti Statuto , applicentur 
per Dominum Potefìatem Guaftallae prò duabus partibus 
Camera? praefatorum Magnificorum Dominorum Comitum , 
& prò alia tenia parte Communi Guafìallae • 

De poenis Accusantium non probantium Accptsam • 

RUBRICA XXIV. 



i 



tem Statutum eft, quod quilibet Àccusator teneatur prose- 
qui accusationem , 6c probàre accusationem ipsam non esse 
calumniosam , ck si non probaverit , seu indìcia non mon- 
flraverit taliter quod ex ipsa accusatione probata sequi de- 
beret de jure , vel ex forma Statuti Guaiìallae poena sangui- 
nis, condemnetur Àccusator tempore absolutionis fiendae de 
Accusato in libris 40 Imperialibus, & si non sequeretur poe- 
na sanguinis , vel pecuniaria, in libris 20 Imperialibus; sal- 
vo quod si quis accusaverit , vel denunciaverit alìquem de 

fai- 



GUASTALL/E lib. hi. ccxv 

falso Inflrumento , quod non audiatur , nisi prius deposita- 
verit penes Massarium Communis Guaflallse lib~as X. Impe- 
riales, ck in tantum debeat condemnari , si non probaverit 
ipsum Inftrumentum fore falsum , Quarum omnium poena- 
rum medietas applicetur Camera? Maqnifieorum Dominorum 
Comitum , 6c medietas ipsius dimidise Communi Guaftalla? , 
& alia Medietas ipsius dimidia? sit Accusati , & Absoluti . 

De Homicidiis , & Malefici! s . 

RUBRICA XXV. 



e 



„>um sit rationi consonum , quod Homicidia cessent , Se 
facientes homicidia, ac fieri facientes puniantur , Statutum , 
&- ordinatimi eft, quod Potefias Guailalise teneatur , «Se de- 
beat omnes , & singulos homicidiarios , qui homicidium fe- 
cerint appensate , seu fieri fecerint , vel mandaverint , puni- 
re , & condemnare ad mortem ; videlicet , si tales hornici- 
dse , vel homicidium neri facientes praesentes fuerint in for- 
tia Poteflatis ; decapitando tales homicidas , vel Mandato- 
res , vel fieri facientes homicidium , ita quod, & taliter pe- 
nitus moriantur . Et ifie Malefac'tor , qui fuerit in fortia , 
seu Carceribus Communis Guaftallae, possit teftari , & Codi- 
cillari de suis bonis , Se valeat disposino perinde ac sì non 
esset decapitando; Et si tefiamentum non fecerit , tunc ejus 
bona veniant ad hoeredes , ck successores ab intefiato, nisi 
hoc aliter per Statuta , vel Ordinationes praefatorum Magni- 
ficorum Dominorum Comitum esset provisum • Et si didìi 
Homicidse vel Malefacfìores non essent in fortia dicTi Potè- 

fta- 



ccxvi STATUTA CRIMINALI* 

flatis , urne teneatur Poreftas condemnare ipsos Homicidas , 
vel Mandatores , ac fieri facientes , ad morte m , qui capite 
puniantur sic , quod penitus morianiur , si quo tempore in 
fonia Potefìatis , vel Commuais GuaftaHae pervenerint , & 
quod ulterius omnia bona d\é\i Mali ;acT:oris deveniaat ad 
■Cameram prasdicToium Magnifìcorum Dominorum Comìtum 
prò duabus partibus, & prò alia tertia pane Communi Gua- 
fla.lla? , reservata legitima Filiis . Jit ulterius teneatur Pote- 
iìas tales Malefaéìores bannire a Terra Guaftallae , òk Terri- 
torio, & Cura , de quo banno perpetuo exire non possint 
nec debeant al.iquo modo , vel jure , etiamsi pacem habue- 
rint cum offensis • Et praedicTa omnia habeant locum in eo, 
qui dederit alicui personae bibere , vel comedere animo oc- 
cìdendi , venenum, vel ajiud genusvenenip Et hoc S tatuanti 
sit prsecisum * 

Infra quantum tempus Poteftas terminare debeai 
Causas Criminales . 



RUBRICA XXVL 

\ 



i 



tem Statutum efl: , quod omnes quaeftiones , sive Causas 
Criminales , q.uoquo modo procedatur in eis , terminentur , 
ac terminari debeant per Poteftatem Guaftallae in absolven- 
do , vel condemnando infra sex Menses continuos inchoan- 
dos a tempore litis conteftat.se contra prsesentes , 3c absen- 
tes a tempore , quo habeantur prò confessis , sub poena li- 
brarum XII. Imperialium prò quolibet denunciato y &: accu- 
sato, vel inquisito ? non condemnato , vel absoluto infra di' 

cium 



GUASTALLA lib. hi. ccxvh 

élum termlnum , & qualibet vice a Potevate Guaftallae , 
quam flatim ipso jure , & facto , & absque aliqua declara- 
tione incurrat, & ab eo exigatur, applìcandarum pio duabus 
partibus Camera Magnifìcorum Dominorum Comiium , & prò 
alia tenia parte Communi Guaftallae . 

Quod a Sententiis latis in Causis Crìminalibus non possit dpp ei- 
lari , sed flatim executioni mandemur • 

RUBRICA XXVIL 



^tatutum eft, quod sententia lata in Causa Criminali, quae 
non sit pecuniaria , sed corporalìs , ubi Reus convenitur le- 
gitime, apparebit incontinenti lata , executioni mandetur , Se 
demandari possit non obflate aìiqua appellatone , quae in- 
terponeretur . Et quod in Crìminalibus Causis appellari pos- 
sit, 6c de nullitate dici tantum, & non ultra. 

Quod in publicationibus Honorum JEdificium 
non deflruatur • 

RUBRICA XXVIIL 



i 



tem Statutum eft , quod in Causis , in quibus bona alicu- 
jus Delinquentis publicentur , nulla domus , de nullum aedifl- 
cium possit deftrui , sed dicìa domus , aediflcium ipso Jure 
applicetuf , 6c deveniat in Camera Magnifìcorum Domino- 
rum Comitum , & prò eis vendantur , 6c vendi possint, «Se 

ee etiam 



ccxvm STATUTA CBIMINALIA 

etiam locentur ad pensionem , & non deiiruantur, salvis 
Semper juribus Creditorum . 

Quibus Causis Potefias detinere non possit Volentes satisdare . 

RUBRICA XXIX. 



i 



rem Statutum efl, quod in omnibus, & singulis Maleficiis, 
vel quasi , seu casibus , in quibus secundum formam Statuti 
Communis Guaflailae , vel ipsis deficientibus secundum for- 
mam Juris Communis , poena pecuniaria efl: imponen Ja , &: 
non corporalis ; Potefias praesens , & futurus , & Officialis 
Communis Guaflallae non possit aliquem inculpatum de ipsis 
malerlciis, contra quem procederetur per accusationem , no- 
tìficationem , denunciationem, inquisitionem , vel ex officio, 
vel alio quocunque modo, detinere , vel in Carceribus pone- 
re, vel poni facere; dummodo ille talis, contra quem proce- 
ditur aliquo de praedidìis modis , voluerit dare bonos , & 
idoneos fidejussores &. habiles ad conveniendum ad solven- 
dum totum illud , in quo condemnaretur , si reperiretur cul- 
pabilis de maleficio , cujus occasione contra eum proceda- 
tur , & de se presentando occasione ipsius maleficii , vel 
quasi , seu condemnationis fìendae de ipso , sive sit proba- 
tum , sive non , ck quod incontinenti , poflquam ipse incul- 
patus dederit ridejussores , seu cum effedlu obtulerit se pa- 
ratimi dare , quod ille Potefias , & Officialis , coram quo 
fuerit faiìus talis processus , incontinenti teneatur ipsura 
relaxaré , & relaxari facere : & si contra prsedìdla ali- 
quis Potefias , vel Officialis fecerit , aut facere commise- 

rit, 



GUASTALLA lib. hi. ccxix 

rit , puniatur in libris XXV. Imperialibus , applicandis ut 



supra 



Qiiod Tefies non torqueantur . 
RUBRICA XXX. 



i 



tem Statutum eft , quod aliqui Teftes non possint torque- 
ri , nisi in dicfìo suo variaverint , aut alio modo falsum de- 
posuerint , nec in Turri poni , nec detineri , sed sacramento 
eorum ftetur, nisi in crimine laesae Majeftatis, Homicidii, 6c 
Raptus Mulierum , oc falsae monetas : Se Poteftas contrafa- 
ciens puniatur prò quolìbet Tefte , 6c qualibet vice in X. li- 
bris Imperiaiibus , applicandis , ut supra. 

De Condemnationibus fiendis in Causis Criminalibiis , 

& earttm executionibus . 

RUBRICA XXXI. 



i 



tem Statutum eft , quod publicatis teftibus receptis super 
accusatione , denunciatione , vel Inquisìtìone , «Se elapsis ter- 
minis ad reprobandum, Poteftas Guaitallae teneatur , Se de- 
beat personae accusata^ denunciata?, vel contra quam inquisì- 
tìone fuerit processum , ftatuere terminum sex dierum conti- 
nuorum ad allegandum , <$C allcgari faciendum quidquid vo- 
Juerit super innocentia ipsius : quo elapso dicìus Dominus 
Poteftas teneatur personam inculpatam absolvere , si fuerit 

' ee 2 ab- 



ccxx STATUTA CRIMINALIA 

absolvenda , & condemnare , si fuerit condemnanda , secun- 
dum formam Statuti Guaftallae , 6c eis defìcientibus , secun- 
dum formam Juris Communis: quam absolutionem, vel con- 
demnationem facere debeat in scriptis . Et si condemnave- 
rit aliquem in pecunia , ipsum condemnare debeat dando ei 
terminum X. dierum ad solvendum condemnatìonem : Et si 
condemnatus infra terminum praedicìum ipsam condemnatio- 
nem solverit , aut solvere obtulerit , quod eidem quartum 
condemnationis ipsius remittatur , <$€ remissum esse intelliga- 
tur . Et si non solverit infra diétum terminum , vel in for- 
tiam Guaftallae non fuerit , vel se non prassentaverit prò 
ftando determinationi infra terminum praedicìum X. dierum , 
quartum plus ipsius condemnationis de eo fadlae ab ipso exi- 
gatur , ipso quarto pluri facto absque aliqua condemnatio- 
ne , quae fuerit super furris ,' ck rebus dérobatis , ac damnis 
datis , seu altero eorum fieri debeat condemnatio rei fura- 
ta? , &c derobatae ac damni dati passo damnum , furtum , ac 
robariam , seu alterum eorum ad aeftimationem probatam 
rei furata? , ac derobatae, ac damai dati, salvo quod contra 
contumaces fiat condemnatio praedìcìo modo , nec tunc sic 
neccessaria aliqua probatk», sed contumacia eos faciat habe- 
re prò confessis de contentis in accusatione , denunciatione, 
inquisitione , etiam si civiliter agatur ; & quod in omnibus, 
& singulis casibus , in quibus secundum formam Statuto- 
rum Guaftallae pcenae pecuniariae sunt limitata? , quod Pote- 
ftas Guaftallae praesens , & qui prò temporibus futuris erit » 
teneatur , & debeat in condemnationibus » quas faciet de 
aliquibus Malefaéloribus , condemnando ipsos MalefacT:ores 
ad paenas pecuniarias in ipsis Statutis comprehensas , & 
quod in ipsis condemnationibus , seu sententiis condemnato- 

riis 



GUASTALLA LiB. hi. ccxxi 

riis quantìtatem insertam in ipsis Statutis non possit excede- 
re, nec etiam loco ipsius pcense pecuniaria? aliquam corpo- 
ralem ordinariam , vel extraordinariam imponere , seu ad- 
dere , nec etiara in ipsis condemnationibus possit inserere , 
quod condemnatus condemnationem pecuniariam non solve- 
rit , quod condemnatus patiatur aliquam poenam corpora- 
lem . Et si corporalis pcena per fbrmam Statuti Guaftalla? 
non fuerit imponenda , ipsam pcenam aufugere non possit . 
Et si contra prsedicla aliquid esset addictum , vel factum 
per direclum , vel indirectum, ipso jure sit nullius momenti , 
& ipso jure condemnatio ipsa in ea parte sit irrita > & exe- 
cutioni non possit demandari ; & quod Poteftas , qui contra 
praedicìa fecerit puniatur in libris XXV. Imperialibus , quam 
poenam ipso jure v ck facto incurrat , & ab eo exigatur , Se 
exigi possit absque aliqua condemnatione , nec aliqua decla- 
ratione praecedente , applicanda ut supra . Et ultra puniatur 
tempore Syndicatus arbitrio Judicantis"] secundum qualitatem 
facìi ; & quod condemnationes pecuniaria solvantur in pe- 
cunia numerata , oc executioni mandentur absque aliqua 
compensatione ,* ck quod in qualibet Causa Criminali Victus 
Victori condemnetur in expensis , si juri videbitur consenta- 
neum, legitime facìis per Poteftatem Guaftallae, quas reftitui 
faciat parti obtinentì , taxandis per ipsurn Poteftatem , dela- 
to prius juramento de dicìis expensis faclis ipsi parti obti- 
nenti . 



Quod 



ccxxii STATUTA CRIMINALIA 

Quod Capitala intentìonum dentur super Accusationibus 
RUBRICA XXXII. 



i 



tem Statutum eft , quod qutlibet accusator teneatur dare 
capitula , seu copiam Capitulorum intentionis super accusa- 
tione Accusato, ad hoc ut possit super ipsis facere interroga- 
toria sua , qui examinentur prout placuerit Poteftatì Gua- 
ftallce , ac citari faciat accusatum ad videndum jurare teftes 
accusatoris ipsius , & eo modo reus accusatori , <Sc aliter 
processus noti valeat ; Salvo quod praeiicta non habeant 
locum ex necessitate , ubi pcena venit imponenda prò libris 
quinque Imperialibus , vel ab inde infra , quo casu teftes 
possint recipi super accusatione , praedìcUs non servatis , ci- 
tata tamen parte . 

De poena Recusantis reddere Depositarti , vel Saximentum . 

RUBRICA XXXIIL 



Otatutum , &C ordinatum eft , quod quicunque recusaverit 
reddere depositum , vel Saximentum apud se factum , vel 
fiendum alicujus rei, vel pecunia? numeratae , seu consigna- 
tse aliqua occasione , puniatur in libris X. Imperialibus ap- 
plicandis prò duabus partibus Camera? Magnificorum Domi- 
norum Comitum, & prò alia tertia Communi Guafta'ìae , Se 
cogatur prsecise reftituere depositum in pecunia numerata , 



non 



GUASTALLA lib. ih. ccxxiii 

non obftante Statuto, quod loquitur, quod nullus possit de- 
tineri si voluerit satìsfacere de bonis suis , nec aliquo alio 
Statuto . Et de praedidftis possit , oc debeat per Poteftatem 
Guaftallse cognosci breviter , Se summarie , sine ftrepitu, & 
figura judicii , &C sine aliqua libelli datione . 



De Homicidis capiendis , & aliis Malefattoribus 
RUBRICA XXXIV. 



i 



tem Statutum , & ordinatimi eft , quod quilibet possit au- 
mentate propria, & non expectata commissione , seu lìcen- 
tia Poteftatis , vei alterius Jusdicentis capere , & detinere 
impune proditores , seu machinatores contra personas , & 
Statum Dominorum Terra? Guailaiia?, Homicìdas , Fures , La- 
trones , Incisores Vinearum , Invasores Viarum , Raptores 
Mulierum , Incendiarios , Falsatores , ck Expenditores falsai 
Moneta? , & Bannitos maleficio , &: ipsos conducere in for- 
tia Poteftatis Guaflalla? . 

De poena Debitorìs offerentis solvere de bonis alieni* . 

RUBRICA XXXV. 



ijtatutum eli, quod eo casu , quo Debitor poteri: satìsface- 
re Creditori suo de bonis suis secundum formam Statuti lo- 
quentis de hoc , si diclus talis debitor obtulerit Judici, vel 
Officiali Guafìallse , vel dederit in scriptis Creditori suo ali- 
qua 



ccxxiv STATUTA CRIMINALIA 

qua bona , quae sua non sìnt , nec esse reperiantur in suis 
bonis , puniatur in sohdis XL. Imperialibus , qui applicen- 
tur Creditori ipso facì;o , & non possit uti beneficio Statuti 
alicujus . 

De poma Darìarii exigentis alìquià , quod non sit el concessum « 

RUBRICA XXXVL 



i3tatutum, & ordiriatum eft, quod si quis Incantator , vel 
Datiarius , vel ejus Offrciaiìs , vel alius Exaélor , seu Offi- 
ciaiis j praetextu , seu sub colore datii , vel Incantus, vel 
Officii , vel bulle<fìae exacì:ionis petierit , exegerk , vel rece- 
perit per se , vel submissam personam aliquid , quod ei non 
sit concessum , vel ultra quam sit concessum prò parte sui 
datii, condemnetur in quadruplum, ck ad interesse, de qui- 
bus omnibus credatur usque ad quantitatem solidorum X. 
Imperialium referenti sine Sacramento , & usque ad solidos 
XX. Imperiales cum sacramento , & usque ad solidos XXX. 
cum uno tefte idoneo jurato , & ab inde supra , ut jura de- 
siderami : quarum poenarum medietas sit Camerae Magnifl- 
corum Dominorum Guaftallse , & alia medietas referentis , 
vel accusantis» 



In 



GUASTAIJLE lie. ni. ccxxv 

In qulbus casibus Poteflas ìncjuirere potefl , & per ejus o$cium 
inquisitionem facere teneamr • 

RUBRICA XXXVIL 



i 



tem Statatimi, & ordinatum -eft, quod Poteflas Guafta^ae 
possit , & debeat cognoscere > &. ìnquirere per denunciatio- 
nes , vel accusationes , &. sine , ck ejus officio , Sl quocun- 
que modo melius poterit, & ei videbitur , vidcìieet de Ho- 
micidiis , de Feritis sanguinolentis , de privatis Carceribus , 
de Incendìis , de Furtis a solidis XX. supra , de Robariis , 
Raptionibus, Raptoribus Muiierum , de Receptationibus far- 
torum , robariorum , ek malefacìorum criminum in hoc Sta- 
tuto comprehensorum , de inflrumentis , «Se teffrbus falsis , 
rasis & cancellatis , mutaiis , veì subii aéìiS, ck de falsa mo- 
neta facìa, tonsa, vel expensa , «Se de quolibet alio gemere 
falso, de Incisorbus Vinearum, & Àrborum, de produioni- 
bus, ac tradimentis tatti contra persooàs Dominorum Terrae 
GuaftaHae , quanti contra eorum Statuir* * de assassinis , ck 
facientibus assassinar! , ck de omnibus ingerentibus poenara 
sanguinis , in quibus causis , Se casibus possit etìam proce- 
dere ad torturarti praecedenribus inditiis legitimis . De alus 
vero malerìciis minime possit inqulri , nec procedi , nisi su- 
per accusaiionibus porrigendis , Se in accusationibus , 6c de* 
nunciationibus falsis non sit neeesse locum apponi. 



ff De 



ccxxvi STATUTA CRIMINALIA 

De Pcerm Fabricantis , & Tondentìs , & Exfendentis 
falsam Monetam » 

RUBRICA XXXV1IL 



Otatutum , & ordinatimi efl: , quod si quìs falsarti mone- 
tam cuderit , vel fabricaverìt , seu cudi > vel fabricari fece- 
rìt , aut monetam raserit , vel tonserit , seu quoquo alio 
modo falsa verit , vel contamina verit , igne comburatur. Sì 
vero scienter expenderit dolose falsam monetam , seu ex- 
pendi fecerit a X. libris infra , puniatur ih libris centurn 
Imperialìbus applicandis prò duabus partibus Camerae Ma- 
gnificorum Dominorum Comitum , 6c prò alia tertia par- 
te Communi Guaflallag . A decem vero libris supra , combu- 
ratur. Qui autem massam falsam confecerit , seu composue- 
rit, puniatur in havere , & persona arbitrio Poteftatis . Et 
prsedicYi sic delinquentes , Se condemnati de praedidtis ma- 
leficns ipso jure flatim sint perpetuo privati ab omnibus 
Jionoribus, £c beneficiis Communis Guaftaji.se . 



$nod 



GUASTALLA lib. hi. ccxxvh 



Quud Nullus possit punir i corporalità- *, nisi hoc eaveatur 
a Lege Municipali . 

RUBRICA XXXIX. 

\^/uoniam aliquando Poteflas Guaftallse , vei ali! Jusdicen- 
tes Guaflallae sunt multum proni in condemnando aliquem 
poena corporali , <k considerata qualitate delicìi commissi 
poena esset arbitraria , <Sc ipsi tale arbitrium extendunt ad 
pcenam corporalem , quod sane videtur absurdum , & ten- 
dit in grave damnum Hominum Guaflallae ; Ideo ad ob- 
viandum tali absurditati , & oh bonum publicum Homi- 
num , & Communitatis Guaflallae , Statutum ., &C ordinatum 
e fi > quod nullus de coetero possit puniri corporaliter prò 
aliquo delicffco , nisi expresse Statuto Guaflallae caveatur , 
sed alias puniatur in pecunia arbitrio Poteflatis , inspedla 
conditione personae , 6c qualitate delicìi * Quod si fuerit 
contrafadlum , sententia sit ipso jure nulla, Scnullam merea- 
tur execucionem . Et hoc Statutum sit prsecisum , & praecise 
obscrvetur • 



TP 2 Pro» 



ccxxvin STATUTA CRIMINALIA 

Proclama , & Ordines faUi per Dominion Comitem Achillem 
Taurèllum contro, Vendente* Lanas Mazadicas* 

RUBRICA XL. 



A 



.vendo notizia il Conte Magnifico Achille noftro Si- 
gnore , che il Dazio suo deli' Ingresso si è defraudato in 
vendere , o comprar Lane Mazadiche , che nascono in que- 
flo Loco , cosa , che è molto moietta , e deliberando la Si- 
gnoria sua provedere all' indenità sua per dette Lane , ha 
ordinato , che si faccia la presente Grida , quale comanda 
sia messa nei Volume delli Statuti , per un Decreto perpe- 
tuo , per il tenore del quale 7 e per comandamento di sua 
Signoria si è fatta pubblica Grida , Comandamento , e Ban- 
do , e stabilito per sempre mai che ogni Lana Mazadica 
raccolta sul Territorio Guastalla , o veramente fosse fatta y 
che spettasse al Dazio dell'Ingrosso secondo l' usitato mo- 
do , e che ogni persona soggetta a quefìa Giurisdizione sia 
obbligata tre giorni dopo saranno tosate le Pecore denun- 
ziare tutta quella Lana Mazadica auranno tosata , come so- 
pra, al Dazio di Sua Signoria, e pagargli il dazio suo delle 
lane , e rimanere con lui d' accordo secondo 1' Ordine pre- 
detto , sotto pena di perdere quella Lana Mazadica , che 
non sarà consegnata come sopra , e di soldi XX. per cias- 
chedun peso di Lana Mazadica d'applicarsi alla Camera 
d'esso Signor Conte per la metà , un quarto al Dazia ro, e 
1' altro quarto all' Accusatore . Si che ogni persona si guardi 
di contrafare , perchè trovandosi alcuna persona in fallo sa r 

rà 



GUASTALLA lib. in. cexxsx 

,rà punica secondo il modo predetto senza veruna remissio' 
ne, intendendosi perse le Lane. 

Decretum ordinatum a Comitissa GuaftalU contri 
FHios f amili as h omicida* .' 



RUBRICA XLL 



N, 



os Magdalena Comitissa, & Domina Guaftalte provide- 
re volentes homicidiis , 3c machinationibus , quas in dies 
perpetrantur per Filios familias , qui attendentes bona Pa- 
rentum non propter eorum homicìdia perpetranda > iicet ali- 
quando persuadeantur ab eoium Parentibus ad ipsa homici- 
dia ; Praesenti nolìro Decreto voi umus , decernirnus , ck man- 
damus , quod de costerò quicunque committet vel commit- 
tì faciet quomodocunque aliquod homicidium in personam 
alicujus officialis ncitri , vel alicujus akerius personae de 
Familia noflra , vel ad servitutem noilram deputata?., quod 
bona ipsius homicidoe ck ejus Parentum ipso jure , Se fadto 
confischentur , ck confiscata Camera? noftra? applicata , «Se 
incorporata sint , èk esse inteilìgantur , ita quod Pater ejus 
teneatur prò Filio , ck Descendente suo , ck hoc ultra alias 
poenas ìimitatas per Statuta Terra? Guaftaila? noftrse , decla- 
rando insuper , quod nomici Jae sint , Se esse intelligantur 
etiam illi , qui cum telo -, seu gladio , Se armis animo ocei- 
dendi aliqu.m insuiuveriat , iicet non occiderint , vel non 
pesequerint , cum congruum sit , ck consonum , quod punia- 
tur arTectus , Iicet non sequatur efìhélus : Mandantes qui- 
buscunque , quaienus hoc piassens Noilrum Decretum obser- 

vent, 



ccxxx STATUTA CRIMINALIA 

vent, & observari faciant , & in Volumine aliorum Statu- 
torum Guaftalise inseri faciant, quod prò Lege ex certa no- 
stra scientia , 6c de plenitudine noftrae Poteftatis servari 
volumus , <Sc mandamus . 

Datum Guaftallae ex Arce X. Luglii 1491 • 

De Ter mentis , 

RUBRICA XLIL 



JLtem Statatum , & ordinatum eft , quod Potsftas Guaftal- 
ise, & ejus Curia non possìt , nec debeat ponere ad tormen- 
ta aliquam personam Terra? Guaftalise, & de ejus Curia ali- 
cujus occasione raaleficii , vel alium , cujuscunque conditionis 
sit , ibidem delinquentem , nisi legkimis praecedentibus indi- 
tiis, quae quidem inditia primo scribantur Domino Poteftatì 
Guaftalise per Notarium ipsius Poteftatis Guaftalise , ante 
aliquam Torturarti; &: si Poteftas Guaftalise contrafecerii , per- 
dat de suo salario libras XXV. Imperiales prò qualibet vice, 
qua contravenerit , 5c confessio , & processus in totum, qui 
sequeretur exinde > nullius sit momenti , Se quod ipse Pote- 
ftas Guaftalise faciat scribi in ipsa cenfessione , qualiter tor- 
tus fuerit , &c aliter confessio non valcat : Et si per deten- 
tum fuerit petita copia ipsorum inditiorum ad hoc , ut ipse 
detentus possit ipsa purgare , tunc Poteftas teneatur , &. de- 
beat copiam ipsorum inditiorum decernere , antequam ^ro- 
cedat ad aliquam torturam , &C sub pcena Statuti sequentis , 
quod si contrafecerit puniatur poena , de qua in Statuto se- 
quenti . 

De 



GUASTALLA lib. hi. ccxxxi 

De Copia ÀBorum , Tefiium , tic aliorum Inditiorum 
decemenda , & dando. Reo . 

RUBRICA XLIII. 



i 



tem Statutum eft , quod porredla accusatone , seu denun- 
tìatione , vel inquininone in adìis conira accusatimi , vel in- 
quisituri , Se receptis teftibus , & aliis inditiis per Potefìa- 
tern Guaftalla?, teneatur , 6c debeat ipse Potefìas decernere, 
& decerni facere copiam persona? accusata , seu inquisii ae , 
Tefiium , Acìorum, & omnium inditiorum contra ipsam re- 
ceptorum , ipsa inftante , ac petente sibi decerni debere ip- 
sam copiam, ac etiam teneatur incontinenti fìatuere termi- 
num decem dierum continuorum , qui incipiant currere a 
die dlcla? copile sibi decretae 6c tradita , ad purgandum di- 
èta inditia , &: faclendum omnem suam defensam , ac etiam 
ad reprobandum Teftes contra ipsurn receptos , & hoc sub 
posna Pcteftati contrafacienti prò qualibet vice librarum XX. 
Imperialium applicandarum Camerae Magnifìcorurn Domino- 
rum Comitum • Teneaturque Notarius infra terminum duo- 
rum dierum ad plus immediate pofìquam Poteftas decreverit 
sibi dari copiam, de qua supra, facere copiam prsefatam, <Sc 
ipsam tradere persona? ipsi accusatae vei inquisita? , &t hoc 
sub poena ipsi Notario contrafacienti prò qualibet vice libra- 
rum trium Imperialium applicandarum , ut supra • Et hoc 
Statutum sit pra?cisum , &: precise observetur , aliter totus 
processus , qui fieret , non servata praedidla forma , sit nul- 
lìus roboris , Se momenti , ac efficacia? . 

Quod 



ccxxxu STATUTA CRIMINALIA 

Quod presentato Principali Fidejussor sit absolutus. 
RUBRICA XL1V. 



I 



tem Statufum efl: , quod si aliquis extiterit fidejussor prò 
aliqua persona in causa criminali , prò qua imponitur pcena 
pecuniaria , civili , vel alia quacunque causa coram Potefta- 
te , vel alio Officiale Guaftaliae , & praesentaverìt illam per- 
sonam, prò qua ndejussetit , coram Poteftate , vel alio Of- 
ficiale coram quo fidejussit , quod ipso jure sit liberatus ab 
ipsa fidejussione . Et hoc habeat locum in casibus, in qui- 
bus didtus praesentatus possit detineri . Et si quìs fidejusse- 
rit de ali quo presentando , quod teneatur presentare illam 
personam infra terminum competentem a Judice * Potefla- 
te , vel Officiale , coram quo fìdejussio facta fuerit , ftatuen- 
dum . Et si non presenta ver it, condemnetur in illam quanti- 
tatem > in qua condemnatus eli Principalis . Et hoc huic Sta- 
tuto renunciari non possit , & sì faceta fuerit renunciatio non 
valeat . Et praedicìa non habeant locum in datiis Commu» 
nis Guaftallse de coetero incantandis** 



De 



GUASTALLA lib. ini ccxxxin 

De poena Conducentis rem a dnobus . 
RUBRICA JCLV. 



i 



tem Statutum eft , quod si quis acceperit in locatione rem 
aliquam ab aliquo, & pofìea conduxerit ipsam rem, vel in 
locatione acceperit ab alio , insciente primo locatore , punia- 
tur in libris XX. Imperialibus applicandis prò duabus parti- 
bus Camerae Magnificorum Dominorum , Se prò tertia parte 
Communi Guaftalìse . Et nihilominus primus locator intellì- 
gatur possidere , 6c sibì res liberae reftituantur Judicis of- 
ficio, ck absque lite. Et eodem modo fìat , si conducTtor fi- 
nito termino non reftituat rem libere locanti , dato quod a 
secundo non conduxerit, dum tamen primus in casibuspras- 
didìis , vel aliquo eorum conftat locatam dicT:am rem pos- 
sedisse tempore diétae prima? locationis , vel pori locationem 
conducìorem fletisse in detentione rei locata . Et si pos- 
sessio , vel detentio in quocunque casu penes condutflorem 
non reperiatur, sed penes tertium , quocunque modo, pona- 
tur in possessionem per Judicem viso inflrumento locatio- 
nis , vel per teftes probata locatione ; dummodo confiet r 
quod locator possidebat tempore locationis , vel quod con- 
dudlor fuerit in detentione rei locatae poi! locationem , 
breviter , 6c summatim , sine flrepitu , & figura judicii , de- 
sine aliquo banno , vel libello ex officio Potefiatis Guaftallse 



GG De 



ccxxxiv STATUTA CRIMINALIA 

De pana Facientis sibi tributari» 
RUBRICA XLVL 



I 



te ni Statutum eft , quod sì quis fecerit aliquem sibi tribu- 
tari , puniatur in quadruplum plus , quam sibi tributari fece- 
rit , appìicandum parti prò dimidia , & prò reliqua dimidia 
Camera? Magni fi co rum Dominorum Comitum , «Se ad reflitu- 
tionem receptorum , seu fadlorum . Quod Statutum non ha- 
beat locum in iliis casibus tributorum , in quibus alias esset 
dispositum a Jure Municipali . Et intelligatur etiam tributari 
fecisse quicunque > qui aliquid petierit , vel receperit per se, 
vel submissam personam causa faciendi id quod de jure te- 
nebatur facere , Et qui minis , vel metu aliquid ab alio ac- 
ceperit, seu abftulerit, vel petierit. 

Q'Aod Communio , & Loea GuaftalU teneantur obedire Reblo- 
ribus , & Ojficialibus GuaftalU . 

RUBRICA XLVIL 



i 



tem Statutum eft , quod omnia Communia, .& Loca Di- 
ftridtus, & Curiae Guaftallae teneantur ebedire , «Se respon- 
dere Domino Potentati Guaflallas ad requisitionem ipsius fa- 
(flam per litteras , vel nuncios , <Sc communiter , & singula- 
riter venire cum rebus , & personis , & armis ad bonum 
ftatum CommuQJs Guaflallas , & non ad petitionem alicujus 

Uni. 



GUASTALLA lib. hi. cgxxxv 

Universitatis , & persona? sine expressa licentia Poteftaiis sub 
poena imponenda , 5c applicanda arbitrio praefati Domini 
Potefìatis , inspecìa qualitate faèti, vel negotii. 

De Modo citandi , & etiam procedendo contro, Inculpatum 

maleficii . 



RUBRICA XLVIIL 



i 



tem Statutum eft , quod accusationibus , vel inquisitioni- 
bus , denunciationibus fadlis , laculpatus debear admoneri , 
vel citari ad sex dies ex parte Poteflatis Guaftallse per unum 
ex Correriis suis , si ve Guaflallae personaliter , vel ad do- 
mum solitae habitationis inculpati , 6c si habitationem non 
habuerit super Territorio , Jurisdicìione , vel Curia Guaftal- 
la? , sufficiat citari inculpatum ad Bancum , ubi jus redditur , 
per Poteftatem Guaftalla? , 6c in Platea Guaftalìae ad predi- 
CÌam terminum per unum ex Correriis praedidlis publice * 
& alta voce . Et in didìa citatione , &: omni citatione pra> 
dicfta didtus Correrius teneatur , <Sc debeat portare inquisi- 
tionem , denunciationem , vel accusationem fadlam de prae- 
didlo inculpato de verbo ad verbum , ut formata fuerit , & 
eam relaxare inculpato in scriptis personaliter , vel ad do- 
mum solita? habitationis dicfìi inculpati ; Et si habitationem 
non habuerit , ut supra , eam teneatur portare , <Sc relaxare 
in platea dictae Terrae Guafìailae , eam affigendo parieti f 
seu Columnse d'uRx Platess : Et si ad didlum terminum prae- 
dictus citatus modo supradiclo non comparuerit personali- 
ter , quod tunc elapso didìo termino dicìus D. Poteftas te- 

gg 2 nea- 



ccxxxvi STATUTA CRIMINALIA 

fìcatur iterato praedidlum inculpatum citari facere personali- 
ter , vel ad donium solitae habitationis , si quam habueiit 
in Territorio, seu Jurisdidlione Guaftallse ; Et si habitatio- 
nem non habuerit , in Platea Guaftalias per unum ex Cor- 
reriis , ut supra, ad sex dies , <3c peremptorie , ut veniat 
responsurus ad se excusandum a prsedidtis accusatìone , de- 
nunciatione , vel inquisitione ; Et si non venerit in termino 
prelibato, habeatur prò confesso de contentis in accusato- 
ne , denunciatione , vel inquisitione , & procedi possit ad 
condemnationem contra eum ac si prassens esset . Salvo 
quod si terminis praelibatìs , vel aliquo eorum dictus incul- 
patus per legìtimum procuratore»! comparuerh: ad allegan- 
dum causas absentia? , prcefatus D. Poteftas , si sibì videbi- 
tur expedire , possit pra^dicìos terminos , & terminum proro- 
gare, prout sibi videbitur expedire . Qua prorogatione cur- 
sa , & diclx> inculpato personaliter non comparente praedi- 
<ìa prorogatio perinde habeatur, ac si nunquara facla esset, 
Se procedatur per ipsum D. Poteilatem , ut supra . Et si 
altquo casti condemnatus ex contumacia , ut supra , perve- 
jierit in fbrtiam D. Poteftatis , prsefatus D. Poteftas tenea- 
tur sibi dare terminum ocìo dierum continuorum ad pro- 
bandum de innocentia sua , & quidquid vult contra confes. 
sionem supradicìam praesumptam : Et si legitimam defensio- 
iiem fecerit denuo absolvatur, non obftante prasdicìa con- 
demnatione de eo facìa : Et si defensionem legitimam non 
fecerit , dieta sententia in ipsum absentem lata executioni 
demandetur per ipsum D. Poteftatem . Eo autem comparen- 
te in prima citatione , teneatur se excusare , affirmando > 
vel negando contenta in accusatione , denunciatione , vel 
inquisitione fadìa contra eum formata ; & responsione sic 



GUASTALLA lib. in. ccxxxvh 

facìa , ditfkus D. Poteftas teneatur sibi terminum dare decem 
dierum continuorum ad omnem suam defensionem facien- 
dam de praedicYis . Qui terminus mtelligatur esse perempto- 
rius: quem terminum , si videbitur praefato D. Poteftati , 
praefatus D. Poteftas prorogare possit per sex dies, &: pau- 
ciores in suo arbitrio; ultra vero terminum praedidtum, sine 
magna &: evidenti causa . Sì autem non comparuerit in 
prima citatione , sed comparuerit in secunda , primo , 6c an- 
te omnia solvat in casu , ubi venit poeaa corporalis , vel 
pecuniaria, libras viginti quinque Imperiales, & se in carce- 
ribus conftituat- antequam audiatur . Salvo quod quando 
accusatio fècìa eft > teneatur solvere expensas contumaciae 
suae , quibus sic persolutis teneatur se excusare , ut supra > 
6c praefatus Dominus Poteftas teneatur dare terminum ad se 
defendendum, ut supra, ck ipsum terminu-m possit proroga- 
re , ut supra . Et hoc Statutum sit praecisujm , & praecise 
observetur * 

Quod Consules Terrei^ & Locorum i & Viciniarum Terrà Gua- 

ftalU 9 & ejus Curia teneantur denunciare Male fida 

Potefiati GuaftalU • 



RUBRICA XLlXe 



i 



tem Statutum , & ordinatum efl: , quod Consules Vicinia- 

rum , Terrai, Locorum, & Burgorum Guaftallae oc ejus Cu- 

rise teneantur , «Se debeant denunciare Poteftati Guaftallae 

quodlibet malefìcium , de quo possit inquiri, infra quinque 

dies a die. commissi malefìcii in aliquo de praedic/fcis Locis f 

sub 



ccxxxvnt STATUTA CRIMINALIA 

sub poena , & in poena solidorum quadragìnta Imperlali um 
cuìlibet Consuìi contrafacienti , applicando! uni prò duabus 
partibus Camerae prsefatorum Magnificorum Dominorum Co- 
mitum , &C prò alia tertia parte Communi Guaftallse. Et hoc 
locum habeat , nisi de praedidìis maleficiis veniret ad noti- 
tiam Poteftatis Guaftallae infra didìum terminami per accusa- 
tores, vel denunciatores; vel nisi malefadìor venerit in for- 
tiam dicTi D. Poteftatis Guaftallae occasione dicTi malefica ; 
vel nisi Poteftas infra dicftum terminum formaverit inquisì- 
tionem de ipso maleficio : Quibus casibus non incurrant ali- 
quam poenam , sì non denunciaverint die/ti Consules Terra? , 
Loci , vel Vicinise . 

De poena prohibentis expediri tenutam super rebus immobilibus , 
& prohìhentis facere pìgnus super re mobili • 

RUBRICA L. 

\/uoniam aliquando evenit j quod lata sententia in causa 
primi Decreti per Poteftatem super rebus immobilibus , «Se 
facla commissione de rnittendo creditorem in tenutam , Se 
corporaleiti possessionem dictarum rerum immobilium , 3c 
secundum forma m positorum supra in primo Libro Statuto- 
rum Civilium sub Rubrica , De modo , & ordine perve- 
niendi ad primum Decretum ; nonnulli ausu temerario prò- 
hibent expediri talem tenutam , proliibendo ipsum Credito- 
rem mitti in tenutam bor.orum debitoris , vel per Corre- 
rium Poteftatis, vel alio modo ; ideirco Statuturn eft , quod 
si aliqua persona , cujuscuoque conduionis fuerit , prohibuerit 

ex- 



GUàSTàLL/E tiB. hi. ccxxxix 

expedirì aliquam tenutam in casu praedicTio incurrat poenam 
decem librarum Imperialium prò qualibet vice, qua probi- 
buerit , applicandarum prò tenia parte Camera Magniiìco- 
rum Comitum , prò alia tertia Communi Guaftallss , & prò 
alia tertia ipsi creditori , qui debeat mitti in diétam tenu- 
tam , £t ad omne damnum , quod ex hoc patitur ipse cre- 
ditor . Salvo nisi talìs impediens , seu prohibens tenutam 
docuerit aliquod juridicura Poteftati, propter quod prohibuit 
didlam tenutam ; ck hoc infra odio dies continuos compu- 
tandos a tempore prohibitionis factae ; tunc excusetur a tali 
pcena. Alias si hoc non docuerit, tenuta habeatur prò expe- 
dita , & reflituat expensas occasione prssdiéta facìas illi, qui 
debebat mitti in tenuta ipsa. 

Si vero quis prohibuerit facere pignus in re mobili per 
Correrìum Guaflallse ad infìantiam creditoris , tunc incurrat 
poenam limitatati! per Stattitum noftrum supra in primo Li- 
bro Statutorum Civilium sub Rubrica , De pcena prohiden- 
tium fieri executionem in rebus debitoris ; applicandam mo- 
do quo supra . Et hoc Statutum sit prascisum , & praecise 
observetur . 

Quod Notarti teneanmr foriere Imbreviaturas in quadernis. 

RUBRICA LI. 



i3tatutum, & ordinatum eft , quod omnes , & singuli No- 
tarli teneantur & debeant ponere in quaternis Jmbreviatu- 
rarum suarnm omnes , & singulas cartas tracìatas , Se roga- 
tas per ipsos infra decem dies continuos a die traclatus , Se 

ro- 



CCXL SIAIUIA ^i\iiviii>nn/i 

rogationis failae , sub poena librarum sex Imperialìum prò 
qualibet carta rogata , & qualibet vice , qua contrafecerit , 
applicandarum prò duabus partibus Camera? prssfatorum 
Magnirìcorum Dorninorum Comitum , & prò alia parte Com- 
muni Guaflallae, nisi aliquo jufto impedimento impediti fue- 
rint , quom'mus posuerint in dicìàs quadernis : quo casu 
excusentur . 

De poena Accipientis in Uxorem aliquam mulierem sine 
consensu Parentttm suorwn i 

RUBRICA LIL 



e 



um sit congruum , 3>C ad bonum Matrimonium pertmeat 
Mulieres nubere de conscientia , & consensu suorum Paren- 
rum , & Propinquorum ; Statutum e fi: , quod aliquis non au- 
deat , nec praesumat aliquam mulierem recipere in uxorem 
absque voluntate, & consensu Patris, vel Matris ipsius mu- 
lieris , si tunc mater ipsa nupta non fuerit , si patrem , aut 
matrem habeat talis mulier ; <St si non habeat matrem , aut 
patrem , absque voluntate , & consensu fratrum , òk consan- 
guineorum , & propinquorum diclas Mulieris , si fratres non 
habeat, sub poena librarum C. Imperialìum solvendarum per 
eum , qui sic taliter mulierem desponsavit , etiamsi despon- 
satìo non tenuerit ; prò duabus partibus Cam erse Magnifico- 
rum Dorninorum, òl prò alia tertia Communi Guaftallae ap- 
plicandarum . 



De 



GUASTALL/E lib. jii. ccxli 

De poena Ludentis ad Azarum , & ad Taxillos % & Mu- 
tuamium , & Stantium super Ludis . 

RUBRICA LUI. 



i 



tem Statutum eft , quod Nullus audeat , vel prsesumat lu- 
dere ad ludum Azari , nec ad alium ludum Taxillorum , 
praeter quam ad Tabulas , ad quas ludere liceat , praner- 
quam in Locìs ccncessis per Baratariam , poena, Se bamno 
solidorum XXX. Imperlalium prò quolibet , & qualibet vice 
appiicandarum prò duabus partibus Camera Maguificorum 
Dominorum , prò alia tenia parte Communi GuafìaUae : Et 
mutuanres aliquam pecuniam in LuJìs , <Sc tan Indenti , 
quam alteri ibidem exiftenti super ludo , talem pecuniam 
imituatam non possint exigere , nec eis reddatur jus de pi- 
gnoribus acceptis , nec de pecunia mutuata occasione ludi , 
ut dicium eft, ck possint lu^ores pignora recuperare sine ali- 
qua solutione . Et si contraclus inde fuerit faclus , nuliius sit 
valoris, vel momenti. Tenentes vero ludum in domo sua , 
vel conducla, vel aliena, condemnentur in libris odio Impe- 
rialibus , ut supra applicandis. Et prasdiclis omnibus , ck sin* 
guìis edam credatur , <Sc ftetur cuilibet de familia D. Pote- 
ftatis Guaftallas cum ejus juramento, tunc eunti per GuaftaU 
lam , vel ejus Territorium , sive curiam rimando de prsedi- 
clis. Item Stantes super ludis praediclis puniantur in solidis 
X. Irnperialibus prò quolibet , 6c qualibet vice applicandis , 
ut supra . Et quod de praediclis omnibus , tSc singulis fieri 
possint accusationes , denunciationes , &: inquisitiones . Et si 

HH quis 



ccxlii STATUTA CRIMINALIA 

quis credrtor fuerit publìcu? mntuator ad LudumAzari, con- 
traditis fa£tus praesumatur facìus ob causam Ludi Azari ,, & 
probatio in contrarium non admittatur . Et quod duplicen- 
tur dìcìse pcenae in omnibus inventionibus Ludorum facìo- 
rum in Ecclesiis * Et eadem poena puniantur guayroni , qui 
cuftodiunt , ne prasdidìa inveniantur per familiam D. Pote- 
ilatis Guafìaliae. Et hoc Statutum cridetur publice per Gua- 
itallam in locis consuetis in principio cujuslibet Regiminis . 

De Portantìbus Arma per Caftrum 9 vel Burgos GuaftalU , 

aut alibi • 

R U ERICA LIV. 

\ 

V^yuicunque repertus fuerit portare in Caftro , vel Burgis , 
aut Villis Jurisdiclionis Guaftallae Arma ofFensibilia , puniatur 
in libris quìnque Imperialibus 3 si vero arma defensibilia , in 
solidis XX. Imperialibus , & in utroque casu in amissione 
Àrmorum . Qua? poanae duplicentur contra portantes tempo- 
re noctis ^ 5c similiter in repertis in Plateis Caflelli ; Et tri- 
plicentur , si fuerint reperti in Casella , ubi jus redditur per 
Poteftatem : Et similiter contra Portantes arma ofFensibilia 
absconsa ; & non intelligantur absconsa , si portentur ad co- 
rigtam , vel ad latus . Et qua? poense applìcentur prò duabus 
partibus Camera? Magnificorum Domìnorum, 6c prò alia ter- 
tia parte Communi Guaftallae : salvo quod prsedicta non ha- 
beant locum in euntibus ad terras , seu possessiones suas , 
nec in forensibus, qui in adventu , & recessu possint porta- 
re arma impune usque ad hospitium, Se ab inde extra Ter- 

ri- 



GUASTALLA lib. hi. ccxLnr 

ritcrium Guaftallae . Et intelligantur arma vetita Cultellus 
cum pundta longus ultra spannam v Spata , Pugile, Pugnale, 
Giadii, Lanceas ferrata?, Speti, Ronchae , ck siiti ili a , excepta 
Ronchetta , 6c aliis aptis ad agriculturam , quae diebus labo- 
rativis tantum portari possint ad cultum praedidtum . Defen- 
sibilia vero intelligantur secundum communem usum loquen- 
di. Et hoc Statutum sit prascisum. 

Extat Proclama Serenissimi Vincentiì sub die 12 Septembris 1692. . 

De modo congregando Consilium • 
RUBRICA LV. 

V^xuia per nonnulla Statuta in hoc Volumine contenta, Se 
maxime per Statutum positum sub Rubrica , De condemna- 
tionibus fiendis , ut supra , in Criminalibus , fit mentio de 
pulsaticne Consilii generalis Guaftallae , qua? ad prassens non 
reperitur servari , nec de ipsius pulsatìonis modo , òk forma 
aliqua fit mentio , quo fit , quod Poteftas dièta? Terrae Gua- 
ftallae extitit , ck efl dubius quomodo , & qualiter debeat 
per eundem fieri sententia in Criminalibus , prout in praedi- 
clo Statuto de Condemnationibus fit memio : Idcirco ad 
tollendarn omnem dubitationem speclabilis , <k eximius Ar- 
tium, ck Legum Dodìor D. Gaspar de Su Poteftas , ck Lo- 
cumtenens dieta? Terrae Guaftallae congregavit prasdiélum 
Consilium in loco consueto congregari : Quibus sic congre- 
gatis unanimiter , concorditer , ac nemine discrepante omnes 
ordinaverunt, ftatuerunt , Se decreverunt , Quod amodo in- 
antea diclum Consilium cogregetur , ck convocetur infrascri- 

hh 2 pto 



ccxliv STAT. CRIM. GUAST. ub. m. 

pto modo. Videlicet primo quod quilibet de Consilio dicfta? 
Terrae Guaftallse debeat citari , & vocari per unum 1 ex Cor- 
reriis didtae Terrae , quod veniat ad locum consuetum , &c 
in quo consuevit congregari didlum Consilium in didla Ter- 
ra Guaftaììas , quando audiet, &: intelliget didtum Consilium 
pulsari cum Campana magna Àrcis dicìse Terrae . Quod Con- 
silium pulsari debeat ifìo modo , videlicet ; Quod pulsentur 
sexaginta toni, sive botti, intervallo tamen inter unum to- 
ri um , si ve bottum , & alium unius Ave Maria . Et cum ad 
finem dicìorum sexaginta tonorum pervenerit , fìathn suc- 
cessive , & feitinanter pulsentur decem , vel duodecim to- 
ni , & postmodum cessatis dicìo tono, & pulsatione intelli- 
gatur pulsatum Consilium . 

Item ftatuerunt, 5c decreverunt, quod in pras dici ls non 
servatis quidquid aflum , fadtum , de determinatum fuerit 
per dicTium Consilium , sit nullius momenti , oc valoris . Qui 
D. Poteftas intellecìis juri consonis , Se asquis, suum in- 
terposuit , & interponit Decretum Die xv. Mensis Septem- 
bris mcccclxxvip 



Finis Libri Ter di* 



IN* 



CCXLV 






INDEX 

RERUM OMNIUM 
QU.E IN HOC VO LUMI- NE- 

STATUTORUM GIV1LIUM 
G UÀ STALLA 

CONTINENTUR. 



XXbsens quomodo citari debeat. Rubrìca 13. 

Absens comparens polì sententiam contra cum Iatam non audiatur , quando eft in ju- 

dicatum transatta . Rubrica 22. 
Absens citatur ad domum , in qua solitus erat habitare , & ftatuitur eì termini» 

competens ad comparendum . Rubrica 13. 
Accusa non poss.'t fieri nlsi una prò uno damno dato . Rubrica 130. 
Accusa jurari debeat per Principa'em , si fuerit a partibus petitum . Rubrica 131. 
Accusa data per Camparium ccntineat nomen accusantis , damnum dantis , & iUm- 

num passi. Rubrica 120. 
Accusa si fuerit falsa, Accusator condemnetur . Rubrica 125, 
Accusa de damno dato infra quantum tempus- fieri possit . Rubrica 126. 
Accusa loco libelli habeatur , eo quia in dieta Causa procedicur tempore fenato» 

summarie &c. Rubrica 12$. 

Ac- 



ccxLvi INDEX RERUM 

Accusa damnorum datorum remitti possit ante sententiam latam ad prsejudicrum da- 
mnum passi , non autem Camera . Rubrica izp. 

Accusa inamarì debeant accnsatis intra decem dìes continuos a die , quo fuerinc 
script» . Rubrica 121. 

Accusatores qui possint esse damnorum datorum . Rubrica uà. 

Accusator , negante accusato , probet damnum, si excedat solidos quinque , si vero 
non excedat, credatur accusanti cum juramento . Rubrica 122. 

Accusator condemnerur , si accusa falsa fuer'it . Rubrica 125. 

Accusatori Domino vero , vel Emphyteuta , vel habenti jus in re de damno dato 
credatur cum juramento , aut uno tede idoneo , si damnum excedat summam 
solidorum 40 Imperialium , Se ab inde infra credatur accusanti cum ejus jura- 
mento tantum . Rubrica 127. 

Accusatori damnum passo deferatur juramentum citato accusato . Rubrica 122. 

Accusantis juramento ftetur prò obtinenda emenda damnorum a Notàrio , qui can» 
cellavit accusas a Libro .Rubrica 12?. 

Àccusatus comparere debeat in termino quinque diemm continuorum a die intima» 
tionis ad suas faciendum defensiones . Rubrica 120. Et elapso termino non ali- 
di atur , & condemnetur . Ibidem . Aut in termino dferum decem , prout Ru- 
brica 122. 

ASa, & Causa Criminales celeriter expediantur , Se ad hunc erTecìum Judex Patri- 
monialis , Se Notarius conveniant in Pretorio horis deputatis . Rubrica 139. 

Aóìip acquiratur eì , cujus nomine facìa fuid fìipulatio . Rubrica $$. 

Aclio Hypothecaria, Se Pubbliciana quando competat . Rubrica 44. Agere volens 
a&ione hypoihecaria jus commune servare teneatur . Ibidem . 

A3or procedere volens ad primum , & secundum Decretum contra Debitorem quid 
facere debeat . Rubrica 20. 

Acìor antequam bona in solutum obtinueric ex secundo Decreto , frucìus non lucrs- 
tur . Rubrica 20. 

Acìor petat se poni per Judìcem in tenutam ex primo Decreto de bouis immobili- 
bus Rei . Rubrica 20. 

Acìor nullo comparente hsrede mittatur in tenutam bonorum defuncìi ex primo De- 
creto . Rubrica 21. 

A ci ori , si voluerit producere libellum modo expresso in Rubrica, nec expe&are sen« 
tentiam contra absentem , Se contumacem , liceat procedere per modum primi f 
& secundi Decreti. Rubrica 13. 

A&oris ad inltantiam Reus citetut ad audiendam sententiam primi Decreti, sicut 
Se secundi . Rubrica 20. A&o» 



CIVILIUM. ccxlvh 

Aàor's ad inftandam fiat crida , sì quis vulc esse hares alicujus defun&i . Rubri- 
ca 20. Vide cium in verbo , Credicor . 

«tfdinca i possit : n sponda muri super conritvbus adificata . Rubrica 107. 

Agg:-nbus , Se Cavaiiiencis coaferanc terra exempta . Rubrica 137. De Aggeribus , 
Dugalibus , Poncibus , Se Scratis publiels Guailalla ejusque Diftrictus , Se Cu- 
ria reficiendis Rubrica ioj. 

Ali enatio omnis bonorum &it nulla , nisi prius satisfarti ni fuerit creditori in illis ad 
normam obligationis prius fa&a per debitorem . Rubrica 25. 

Alienano bonorum habitorum in solutum a debitore interdica eft creditori per an- 
nuiti integrum . Rubrica 28. 

Alienatio bonorum int-a annum Mulierì interdicitur , qua; illa habuit in solutum 
prò ejus dotibus . Rubrica 90. 

Alienatio bonorum subjecìorum reftitutioni fide : commissi quomodo , & in quìbus ca* 
sibus fieri possit . Rubrica 94. 

Alienatio bonorum immobilium prohibita eft in Forenses . Rubrica 96. 

Alienatio facìa in Forenses non valeat , sed devolvat Camera Magnificorurrl Domino- 
rum Coriiitum . Rubrica 96. 

Alienatio per Judicem reducatur ad duas partes ad utilitatem debitoris ex tribù? 
vera aftimationis bonorum facienda per peritos , Se in casu discordia ab ipso 
Judice . Rubrica 140. 

Alimenta qualiter provideantur Uxori . Rubrica 85. 

Alimenta curia-^t Mulieri a die dotis in judicio petita , & usque quo fuerit soluta. 
Rubrica Sj. 

Alimenta habere debeat Mulier volens vivere vitam viduilem , Se honeftam , dum- 
modo nolic exigere dotes suas . Rubrica 85. 

Alimenta praftari debeant Uxori a Marito , aliter ipsa possit exigere dotem . Ru- 
brica 87. 

Alimenta Marito praftentur propter dotem non solutam . Rubrica 91. 

Alimenta tantummodo Kabeat Uxor , etsi relitta Domina , Massaria , Usufru&uaria , 
Se possedetrix ab ejus Marito . Rubrica ioo. 

Alimenta Uxori debeantur extra domarti juxta vires hareditatis , Se taxationem fien- 
dam per tres bonos Viros , aut unum , quando Uxor non possit stare in domo 
Mariti . Rubrica 100. 

Alimenta si habeat Uxor in domo mariti, non possit habere libras 25 Imperiales ei- 
dem relicìas prò alimentis . Rubrica 100. 

Alimentorum in Causam Maritus non possit legare Uxori nisi libras z$ Imperiales . 
Rubrica 100. Ali- 



ccxlviii INDEX RERUM 



Àlimentorum ex causa possine alienari bona subje&a reftitutioni fideicommissi . Ru- 
brica 24. 
Àlimentorum Gauss cognoscancur per Poteft&tem summarie , sine strepita , 3c figura. 

.jiiilicii . Rubrica 4. 
Àlimentorum a prsftatione liberetur haeres defungi , si intra armum offerat , 3c sol- 

vat dotem . Rubriea 85. 
Ammalia non subje&a detineantur prò damno dato , donec fuerit damnum solutum . 

Rubrica 132. 
Ammalia deperdita tempore belli de anno 1702 in quorum damnum cedant. Ru> 

brica 145. 
Appellare habet terminum uniu.s anni ad prosequendam appellationem . Rubrica 9. 
Appellans quid facere teneatur coram Judice appellationis . Rubrica 10. 
Appellans poft duos dies utiles coram Judice appellationis ele&o teneatur suam por- 

rigere petitionem in scriptis . Rubrica io. 
Appellans jurare teneatur corani Judice appellationis «e non dolo , vel calunnila, 
appellasse, ac satisdare de reftituendo expensas : sin minus , renunciasse appel- 
lationi intelligatur . Rubrica io. 
Appellatio semel tantum per quamlibec partem licita sit . Rubrìca 24 , 8c 62. 
Appellano non detur a pronuncia excussionis legitime facìae . Rubrica 43. 
Appellatio a quibus sententiis detur . Rubrica ir. 
Appellatio non datur a sententia interlocutoria . Rubrica 11. 
Appellano datur a quibuscunque sententiis definitivis . Rubrica 11. 
Appellatio licita eft, quando Judex interloquitur ante litem conteftatam . Rnbrica 11. 
Appellano datur , qua&do prima sententia a Judice appellationis fuerit annullata , 
infra dies quirvque continuos ad Daminos Comites . Ibid. , & Rubrica io, 
& 22. 

Appellatio non datur a terminatione causa? solidorum 40 usque ad 5 libras Impe- 
riales . Rubrica 6. 

Appellatio datur a sententia definitiva lata per Potestatem infra terminum dierum 
quinque continuorum . Rubrica <?. 

Appellano non datur in casibus , in quibus a jure communi prohibita eft appella- 
no . Rubrica 9. 

Appellatio non datur a sententiis damnorum datorum . Rubrica 128. 

Appellatio , non nullitatis di&io datur a sententiis Arbitratorum ad normam aliarum 
appellationum a sententiis Poteftatis . Rubrica 62. 

Appellatone fatta a sententia lata inter Conjun&os per Arbitratores, Poteftas , sive 



C1VILIUM. ccxLix 

Judex ad quem , ceaeatur ad inftantiam partium infra tres dies partes cogere 
ad faciendum aliud Compromissum in alios tres bonos Viros , vei unum sì 
concordaverint . Rubrica $2. 

Appellatio non datur a sententia Poteftatis super contia&u fatto vi , vel metu . Ru- 
brica So. 

Appellaticnis causa inter Conjunctos corani novis Judicibus Arbitratoribus terminar! 
debeac infra 2$ dies continuos . Rubrica 62. 

Appellationis in causa non possit peti , nec dari Consilium Sapientis . Rubrica ?. 

Appellationis causa non duret ultra spatium 20 dierum utilium , nec prorogari pos- 
sit . Rubrica y. 

Appellationis Judex quid facere teneatur . Rubrica io. 

Appellationis causa commictatur uni ludici ex propinqui oribus Civitatibus de confi- 
dentibus partium , vel juxta eledionem Dominorum Comitum . Rubrica y. 

Appellationis Judex poft acceptationerti causa jurare teneatur . Rubrica ?. 

Appellationis in causa faci* a sententia Poteitatis non possit peti compromissum l 
Rubrica Co. 

Arbitri , & Arbitratores eligantur Inter c»njun&o« . Rubrica 60. 

Axbiiri sententiam ferant claram , Se apertam infra 32 dies continuos • Rubrica 6o. 

Arbitratores possint cogi per Poteftatem ad accipiendum , & terminandum compro- 
missum . Rubrica 60. 

Arbitratores infra terminum 32 dierum -utilium teneantur ferre éorum arbitranjentum 
inter Extranecs . Rubrica 6\. 

Arbores nequeant plantari penes Confine» Vicinorum nisi in diftantia expressa in. 

Statuto . Rubrica 133. 
Arbores ab annis quatuor plantat* contra formatti Statuti incidantur , Rubrica 133 
Arbores portantes de sui natura fructum possint Rare , & teneri super solo Domini 
possessoris . Rubrica 133. 

Arbcrum pendentium , & pluvientium rami super solo vicinorum incidantur . Ru* 
brica 133. 

Augmentum monetae in refìitutione dotis praftari debeat. Rubrica 88, & 8^ 
Augmentum moneta crescit in solis contra&ibus Dotium . Rubrica 8?. 



Belli occasione controversi* exorte quomodo deEniri debeant . Rubrica 145. 
Bestia qusHbct Bovina a laborerìo pignorata , & reposita penes Tabernarium iti 

II hos- 



ccl INDEX RERUM 

hospitio ad cuftodiendum , Se nutriendum solvat de Mensibus Martu usque ad 

Septembrem inclusive denarios iz Imperiales guolibet die , compitando no&em 

ad rationem diei . Pro aliis Mensibus 18 denarios Imperiales . Rubrica 116. 

Beftia quslibet a nudrumo solvat de Mensibus Martii , Apiilis , Maji , Junii , Julii , 

Augufti , & Sepcembris denarios ofto Imperia'es, & de aliis Mensibus OSobris, 

Novembris , Decembris , Januarii , & Februani denarios \i Imperiale. Rubrica 

iió . Equi vero, Se Muli toto tempore anni denarios j8 simiies . Ibidem . 

Asini autem denarios ofto simiies toto tempore anni prò quoìibet die . Ibidem . 

Beftiae non subje&ae detineantur prò damno dato , donec damnum fuerit solutum • 

Rubrica 132. Vide reliqua in verbo , Ammalia . 

Bona immobilia non possint aliquo titulo alienari in forenses. Rubrica 6y. 
Bona debitoris subhaftentur prò satisfacìione Creditori», quando debitor eli obliga- 
tus solvere in pecunia numerata , Se non solvit in terminis Statuti . Rubri- 
ca 140. 
Bona in solutum habita ex secundo Decreto sint creditoris , qui frucìus fadai . Ru- 
brica 20 , 21 , Se 22. 
Bona eorum qui cesserunt bonis quomodo vendantur . Rubrica 34. 

Bona Debitoris, si fuerint subhaftata ad ìnftantram Creditoris, si ed Minor, Pupil- 
Jus , Furiosus , vel Mentecaptus debitor habet terminum duorum Mensium ad 
conquerendum corani Judice de re sua nimis vili pretto alienata . Rubrica 140. 
Si vero eft major , habeat terminum unius mensis ad conquerendum ut supra 
Ibidem . 
Bona alienata reducantur per Judicem ad duas partes ad utilitatem creditoris ex 
tribus verse a'ftimationis bonorum faciendae per Peritos , Se in casu discordia 
per ipsum Judicem . Rubrica 140 , Se 147 , ubi quod quinto minus tantum 
detrahitur . 
Bona accipiantur in solutum prò ilio settimo , quo asftimantur per gftimatores . Ru- 
brica 2£. 
Bona procuratorum exigentium pecunias Dominorum , & non tradentiutu sint obliga- 

ta eo die , quo caperint esse debitore» conftituentium . Rubrica 57. 
Bona , quibus cessit debitor , ftent per tres dies continuo? ad incantimi ante eorum 

deliberationem . Rubrica 30. 
Bona subje&a reftituttoni fideicommissi , quando x & in quibus casibus possint alie- 
nari . Rubrica <).\. 
Bona subjecìa refticutioni fideicommissi possint alienari prò dotandis feeminis , Se prò 

alimentis filiorum , quando non habeant aliunde . Rubrica 74. 

Bo. 



CIVILIUM. ccLi 



Boni* q U omodo cedere possìt debicor . Rubrica 29. 

Bonis ce-Jens , Se perveniens ad pinguiorem fortunam poteiì cónvenìri ab ejus credi- 
toribus . Rubrica 29. 

Bonis cedere volens , nec detineri , nec carcerari valeat . Rubrica 29. 

Bonorurn prò seftimatione eligancur duo Perici , & in casu discordi* Poteftas eligac 
tertium de confidencibus partami , cogendo parces ad ilio* nominandum . Ru- 
brica 27. 

Bonorurn cessio non possit fieri per detentum , & condemnatum in pecunia prò deli- 
Cìo, vel quasi. Rubrica 29. 

Bonorurn subhaitatorum precium diftribuatur Creditoribus juxca eorum ancerioricatem . 
Rubrica 50. 

Bonorurn alienano ìnterdicitur mulieri intra annum , quae illa habuit in solutum prò 
ejus dece . Rubrica ?o. 



Camera Magnificorum Dottiinorum Comitum succedac ab incettato non extantibus ma- 

sculis , veJ feemìnis . Rubrica 98. 
Camparli eligancur in locis , Se Villi* Guadali*. Rubrica 118. 
Campani jurenc corani Poteftate de exercendo recte eorum officio , Se fidejubeant . 

Rubrica 118. 
Campani inquinine damna dantes cam de die , quam de no&e . Rubrica 119. 
Campani infra decem dies concìnuos a die damni dati teneancur accusare damna 

dances . Rubrica 119. 
Campani ceneancur ad emendam damni, si non inveniacur quis dederic damnum .' 

Rubrica 124. 
Campariis credacur de quolibec damno cum eorum juramento . Rubrica 119. 
Camparius non accusans infra decem dies damna dantes ceneacnr ad damnurn passo, 

cujus s:ecur sacramento . Rubrica 119. 
Capitala si producla fuerint ad reprobandurn probaca in causa appellacionis, produci 

debeanc per quacuor dies uciles ance finem termini reprobacorii , alicer produci 

non possint . Rubrica io. 
Cepicula pracedant ante receptionem teftium; Se dicìa teftium sequantur. Rubrica 18. 
Capitula , Posit'.ones , seu articoli, cujuscunque conditionis extiterint , sive pertinen» 

ces , sive non admìctancur , salvo jure impercinencium tempore definitiva senten- 
tir: . Rubrica 7. 

II 2 Ca- 



cclt! INDEX RERUM 

Capitula si fuCr'nt produca in primo termino probatorio tendentia ad reprobandum 

probata , possit pars , contra quam fuerunt produca , corroborare per lcgit<« 

mas probationes probata in di&o termino . Ribrica 7 , Se io. 
Capitulis , seu positionibus non fiant ultra decem interrogatoria. Rubrica 18. 
Carceratus poteft teftari . Rubrica 80. 

Cavamentis , Dugalibus , St Aggeribus conferant terra exempta . Rubrica 137. 
Causa damnorum datorum expediri debeat infra terminum dierum 60 continuorum ,' 

Rudrica 128. 
Causa ascendens ad solidos 40 Imperiales terminetur sine libello infra dies quìnque 

utiles per Poteftatem . Rubrica 6. 
Causa a 40. solidis Imperialibus usque ad quinque libras per PotePcetem terminetur 

cum libello infra decem dies utiles per plenas probationes . Rubrica 6. 
Causa a libris qninque usque ad decem libras Imperiales pravio libello terminar! 

debeat per Poteftatem in termino dierum 1 8 utilium . Rubrica 6. 
Causa qua cognescantur summarie , sine ftrepitu , Se figura judicii per Poteftatem l 

Rubrica 4. 
Causa principalis infìantia tempora prsfixa quomodo , & qualiter dividi debeant ì 

Rubrica 7. 
Causa crirninales , ut celeriter expediantur , conveniant in Pratorio horis deputati* 

Judex > Fiscalis , Se Notarius . Rubrica 13?. In Causis Civilibus quomodo pro- 
cedi debeat . Rubrica 6. 
Causis inftantia prafixa non possint prorogari , nec suspendi per aliquam paftium , 

nec etiam per Poteftatem Rubrica 5 . Contràrium habetur . Rubrica 117. 
Ccssio debiti non fiat poft solutionem . Rubrica .53. 
r Cess/ib bonorum per debitorem quomodo fieri debeat . Robrica 29. 
Cessione facìa cedens non possit amplius agere . Rubrica 5 3. Vide retifua in 

verbo , Bona . 
Citatio poteft fieri pi feriaia , ita tamen quod Citatus compareat die juridica se» 

quentì . Rubrica 59. 
Citatio prò habenda responsione positionibus fieri debet principali , vel procurato^ 

ri » Rubrica 8. 
Citatio fieri debeat ad sententiam primi Decreti , sicut 3 Se secundi . Rubrica 20. 
Citatio forensium quomodo fieri debeat, Se qui terminus ftatuatur . Rubrica 2. 
Citationes dantur per Correrium illi , qui debet cìtari personaliter , sin minus dimit 

tuntur ad domum . Rubrica 1. 
Citationes fienda in Causa Civili fiant per Cedulas , & in scriptis , coatineantque 

no- 



CIVILIUM ; centi 

nomcn , pronom en , & cognomen ejus , quj citarl faciae , & ejus , qui crtatur > 
locum in quo ltac , Se coram quo Officiali . Rubrica i. 
Claudendae fiant inter Vicinos de pariecibus , Lapidibus , sepibus , aut frattis secun- 

dum consuetudinem Rubrica 113. 
Clausorum custodia conimittitur Poteftatì , qui singulo anno vocare debet Consilium 

super hoc . Rubrica it>6. 
CJausuIa Codicillaris operatur quod si non valuerit teftamentum ex alìquo defeft-u , 
Teitator censeatur decessisse ab intentato, & succedane ei veniences ab ìntefta- 
to , qui refìituant hxreditatem scriptis in Teftamento , relenta sibi quarta Tre- 
bellianica, nisi prohibita fuisset per Teftatorein detineri . Rubrica 93. 
Clerici in ha?reditate habeat etiam locurn Statutum exclusivum foeminarum . Ru» 

brica 144. 
Commissio Serenìssima Celsitudini» prò damnis datis occasione belli a Militaribus de 

anno 1702 . Rubrica 145". 
Ccniprcmissum fiat de jure , & de fa&o inter ConjunSos in unum ex utraque par- 
tìum , & unum tertium de Confidentibus , nisì concordarent in eligendo unum 
tantum Confìdentem . Rubrica 60. 
Coirpromissum quando eft nullum , Se sententia lata, Poteftas denuo compellat par- 

tes ad compromittendum in novos Arbitratores . Rubrica 60. 
Compromissum fiat in necessario defensore , ut si quis emerit a fratre alicujus , &: 

frater moverit litejn . Rubrica 60. 
Compromissum fiat in casibus dubiis , non in Claris . Rubrìca 60. 
Compromissum non possit fieii in casibus dubiis , si libellus esset porrectus coram 
Potevate , Se notificatus- , & non peteretur infra 12 dies cominuos a die di&i 
libelli notificati fieri compromissum . Rubrica $0. 
Compromissum fieri non possit, si essenc prcducVi , examinati , Sé pubiicatì Teftes ; 

Rubrica 60, 
Compromissum non peti tu m in causa principali non possit peti in causa appellatio- 
nis , casu quo fuisset sententiacum per Pouftatem, Se appeilatum . Rubrica 6o* 
Compromissum fa#um inter Extraneos ab Arbitratoribus terminati debeat infra spa» 

tium 32 dìerum utilium . Rubrica 61. 
Comprom'ssurn inter extraneos s ! t cassum , Se nullum , si Arbitratores neglexerint 

ferre sententiam infra terminum dierum 32 utilium. Rubrica 61. 
Compromissum fieri nequeat super executione sententia . Rubrica 63. 
Comprcmissum fieri nequit a Minore absque solernnitatibus .. Rubrica 74, 
Conrpromissi notificatio fieri dibeat arbitratoribus infra tres dies coneinuos , si fue- 

rinc 



ccliv INDEX RERUM 

rint p-rasentes ; & si absentes , infra decem dies continuo! : alicer compromis- 

sum sic nullurn , & sententia poftea lata . Rubrica Co. 
Condtmnstionum nota , ut exigatur , tradatur per Notarium rogatum de diesis con- 

den naticnibus Rationatoribus , §. & quia. Rubrica 138. 
Consultor elecìus teneatur jurare de recte , Se jufte consulendo . Rubrica 7. 
Consilium Sapientis nec peti, nec dari poteft in causa appellationis . Rubrica 9. 
Consilio Sapientis causa commissa duret 40 dies utiles . Rubrica 7. 
Consilio Sapientis prò causa committenda elijantur Confidentes . Rubrica 7., 
Consilium generale non possit fieri s ; ne licentia Magnificorum Dominornm Corniti» m, 

nec in co aliquid delibe:ari nisi intersit Poteftas Guaftallaj . Rubrica 104. 
Consilium fiat quolibet anno de Cuftodia Clausorum , Rubrica 106. 
Concertata lis intelligatur &c. Vide in Verbo , Lig. * 

Contraótus Minorimi quomodo perficiantur. Rubrica 74. 

Contraótus Minorum non possint validari per eorum juramentum . Rubrica 74. 
Contra&us omnis possit fieri a Filio familias furiosi , & mentecapti Majore 25 an- 

nis . Rubrica 73. 
Cohtra&us filiorum emancipatorum valeant , si fìat mencio per Notarium se vidisse 

inftrumentum Emancipationis , enunciando Millesimuro , Mensem , diem , Se In- 

di&ionem . Rubrica 78. 
Contra&us omnes fzc\l vi , vel rnetu sint nulli . Rubrica 80. 
Contractus fa&us per Carceracum ad utilitatem ejus , qui eum fecic carcerari , sic 

rullus . Rubrìca 80. 
Contraili* quibus ex causis intelligantur simulati . Ruarica 81. 
Concra&us sit nullns , si minor , eciamsi juraverit se majorem , probaverit se mino- 

rem 25 annis . Rubrica 40. 
Concraótu in quoiibet terrarum salvum sit jus Mezadrias , Se Laboratoris . Rubri- 
ca 135. 
Ccntumr:ces dicuntur illi , qui citati non comparenc in termino . Rubrica 24 . Ec 

qua pcena puniantur . Rubrice 58. 
Cortumaces , Se inobedientes , non audiantur , nisi prius resarcitis expensis parti , 

dempta prima citatione . Rubrica 35. 
Correrlo referenti credatur . Rubrìca 1 , & 2. 

Creditor quomodo procedere possit ad primnm , Se secundum Decretimi . Rubrica 20, 
C reditor antequam bona debicoris in solatimi obtinuerit ex secando Decreto , fru&us 

non lucrecur . Rubrica 20. 
Creditor non capiat in sohuum bona ex secundo Decreto, nisi prò quanticace ejus 
credici . Rubrica 20. Crc- 



CIVILIUM. ^cclv 

Creditor immissus ex secundo Decreto efl: vere Domìnus bonorum in solutum dato- 
rum . Rubrica 20 , & 21. ^__ 
Creditor lelietur acceptare in solutum bona per debitorem oblata , etìamsi pronussa 

fuerit pecunia . Rubrica 25 , & 146. 
Creditor volers accipere pìgnus in solutum , eo quod non posset i!!ud vendendo sa- 

tisfieri de ejus credito , teneatur servare quod disponiti ia Statuto . Ru- 
brica 26. 
Creditor non possic vendere, alienare , seu obligare per annum integrimi bona ha- 

bita in solutum a debitore. Rubrica 28. 
Creditor durante anno bonorum datorum in solutum faciat fruclus suos , sed domi* 

ninni sit penes debitorem . Rubrica 28 . Poft annum vero sit Creditoris . 

Ibidem . 
Creditor secuta pronuncia excussionis Icgitime fafts possit convenire extraneum pos- 

sessorem a&ione hypothccaria . Rubrica 43. 
Creditor agere volens acìione hypothecaria jus Commune servare teneatur . Ru«» 

brica 44» 
Creditor uhus teneatur cedere jura sua alteri Creditori. Rubrica 45. 
Creditor possidens rem debìtoris excedentem valorem sui debiti non possit eam de- 

fendere ultra qua'ntitatem debiti sui ? Rubrica 46. 
Creditor iterum petens debitum jam solutum condemnetur in tantum , quantum petit 

applicandum debitori ofìendenti instrumentum, finis . Rubrica 52. 
Creditor qui jura sui crediti cessit , non possit poft cessionem facere fìnes solutio- 

nis . Rubrica 53. 
Creditor cedens jura de debito , quod erat solutum , §c cOnftabat instrumentum , pu- 

niatur , ut ibidem . Rubrica 53. 
Creditores teneantur facere inftrumenta ad voluntatem debitorum de debito soluto . 

Rubrica 54. 
Creditores habeant terminimi decem dierum utilium ad comparendum in bonis cessis 

per debitorem . Rubrica 30. 
Creditores , quibus bona essent obligata » si illa essent penes mulierem prò conser- 

vatione ejus dotium , possint probare illa plus valere , Se debitum ofìèrre Uxo- 
ri . Rubrica 90. 
Creditori in solutum dans debitor bona sua , id possit facere , Se debeat deduca 

tertia parte veri pretii , Se vera: asitimationis bonorum . Rubrica 140 , Sa 146 ; 

ubi quinto minus detrahitur tantum . 
Creditori res mobiles data? in solutum traaseunt ftatiift in illjus dominum . Rubrica 28. 

Cre- 



cclv* INDEX RERUM 



Creditori etiam non probanti de jure suo, quando Reus negat possidere rem, & eli 

convicV.is , assignetur . Rubrica 47. 
Creditori prò ejus crediti» faéta dacione in sojutum alicujus rei, Debitor habeap • = 

Cerminum urius anni sol vendi diAo Creditori id quod debet . Rubrica 28. 
Creditori volens Debtor sat-sfacere de bonis suis , non possit detineri , neque carce- 

rari . Rubrica 2$. 
Creditori liceat impegnare pignus penes Muiuatorem , & Hebraeum , aut alienare , 

ubi debitor non recuperet pignus in termino odo dierum . Rubrica 26 
Creditoribus juxta eorum anterioritatern solvatur pretiutn perceptum ex re subha- 

ftata . Rubrica 50. 
Creditoribus Patris non prajudicet pars assignata filio emancipato . Rubrica 77. 
Creditoris ad inftantiam quse res pignorari , aut sequeftrari nequeant . Rubrica 31. 
Creditoris- ad inftanciam prò credito in pecunia numerata , si fuerint subhaftata bo* 

na debitoris , ifte si eli: Minoi , Pupillus , Furios-us , vel Mentecaptus , habeat 

terminum onorimi Mensiuin ad conquerendum coram Judice de re sua nimis 

vili pretio alienata . Rubrica 140 . Si vero elt Major , habeat terminum unius 

anni . Ibidem . 
Creditoris sit in facukaie eligere prò ejus sacisfa&ione bona debitoris . Rubrica 25. 
Creditoris vendentis , & Emptoris juramento ftetur circa pretiutn venditionis pigna- 

ris . Rubrica 16. 
Creditoris ad inftantiam nulla possit rieri subhaftatio in bonis debitoris habitatoris 

Guadali* , Collega , vel Universitari* , sed illa accipiat in solutum prtevia 

«ilimatione . Rubrica 27. 
Creditorum in fraudem ho» poteft Maritus vergens ad inopiam assignare Uxori res 

excedeiites quantitatem dotis . Rubrica 84. 
Creditorum sit in facilitate accipere bona subhaftata in solutum prò pretio oblato 

per aliam personam . Rubrica 30 . Vide etiam in Verbo , Acìor . 
Curator datar per Judicem hareditati jacenti alicujus defuncU saltem specialis , qui 

non teneatur confìccre inventarium . Rubrica 21. 
Curator non datur Minori cbligato ex damno dato . Rubrica 123. 



Damna dantes ut inveniantur , eligautur Campani in Locis , & Villis Guaftalla: . 

Rubrica 118. 
Damna data per Milites occasione belli de anno 1702 quomodo judicari debeant 

Rubrica 145. Dam- 



CIVILIUM. cclvh 

Damr.o dato de Nocte pcens duplicentur . Rubrica 127. 

Damno dato per Beilias non subjectas , B^ftia; detineantut usque ad emendaiionem 

damni . Rubrica 1 32. 
Damno dato per Filios , Famulos , Si. alios de Familia alicujus non sohim ìpsì obli- 
gentur , scd Pater , Se Dominus , dummodo ftent in eadem domo , Se Familia . 
Rubrica 125. 
Damno uno dato, Se si per plures personas , vel ammalia non uà: nisì una accusa. 

Rubrica 130. 
Damnorum datorum in Causis procedatur quovis tempore feriato , summarie , sim- 

pliciter , Se nulla juris solemnitats servata . Rubrica 128. 
Damnorum datoruna inftantia duret do dies continuo* . Rubrica 128. 
Daffinorum datorum accusatores qui possint esse. Rubrica 122. 
Darnnum resarciatur Dominis agrorum prò apeatione Stratarum . lubrica io?. 
Damnum si non excedat summam librarum qu.nque Imperialium , Pater prò Filio ,' 

Dominus prò famulo teneantur . Rubrica 123. 
Damnum si excecì^t summam soìidorum 40 Imperialium , credatur Domino vero , vel 
Emphyteutse , vel habenti }v.$ in re cum juramento , aut uno idoneo Teli e . 
Rubrica 127. 
Damnum passus remittere poteft accusam damnorum datorum ante sententiam ad 

€jus praejudicium , non autem Camera. Rubrica 129. 
Damnum nulium patiatur pater prò filio emancipato . Rubrica 79. 
Debitor quando citari debeat a creditore volente procedere ad primum , Se secuti- 

dum Decretum . Rubrica 20. 
Debitor volens satisfacere de bonis suis Creditori, non possic detiaeri , nec carcera- 
ri . Rubrica 25. 
Debitor si esset carceratus facìa oblations ejus bonorum , statini relaxetur . Rubr. 2$. 
Debitor si promiserit numerare pecuniarn in satisfaftionem ejus debiti , attamen pò- 

teft ofl'erre bona in solutum . Rubrica 25. 
Debitor condemnatus » Se captus , si de marni Familis Poteftatis arripiatur , qua 

poena puniatur arripiens . Rubrica 32. 
Debitores Liveiorum , Se Legatorum speftantium MonaMerio San&i Francisci Gua- 
fiallse cognatur per Poteltacem ad solvendom absque inftantia Monafterii . Ru- 
brica 136. 
Debitor habeat terminimi unius anni ad recuperandovi bona data in solutum Credi- 
tori, qui ììla nequit alienare infra dietimi terminimi . Rubrica 28. Hoc tamen 
non procedit in datione in solutum fa$a de re subhaft. Rubrica 30. 

kk De- 



ccLvin INDEX RERUM 

Debitor quomodo cedere possit boni*. Rubrica j?. 

Debitor dans sìmplicicer bona in solutum Creditori noti habeat terminum unius anni 

ad illa recuperandum . Rubrica 28. Quia id procedit quando dacio in solutum 

fuit fa&a audore Judice . ìbidem . 
Debitor fa£ta oblatione bonorum prò solutione ejus debiti non possit illa amplius 

alienare , nisi prius satisfarò Creditore , alias alienatio sit nulla . Rubrica 25. 
Debitor, cui fuerunt sulhaftata bona ad inftantiam Cted'toris in pecunia numerata , 

si eft Minor Pupillus , Furiosus , vel Mentecaptus habeat terminum duorum 

Mensium ad conquerendum corani Judice ile re sua nimis vili pretio alienata . 

Rubrica 140, 
Debitor si eft Major , casu quo supra , habeat terminum unius mensis ad conquereii» 

dum , ut supra . Rubrica 140. 
Debitor dare volens de bonis suis in solutum Creditori id faciat deduca tertia parte 

veri pretii , Se verae seftimationis . Rubrica 140. 
Debitor dans modo, quo supra , bona in solutum , infra annum possit illa redimere 

prò eodem met pretio . Rubrica 140. Hodie autem non competi: redemptio , 

sed bona dantur in solutum cum detrazione quinti minus tantum . Rubrica 146. 
Debitori pignorato prscipiatur , quod infra otto dies recuperet pignus . Rubrica jatf. 
Debitori reftituatur illud plus , quod percipitur a pignora vendito . Ibidem . 
Debitori obligato ad solvendum in pecunia numerata, Se non solventi in terminis 

Statuti subhaftantur bona prò creditoris satisfa&ione . Rubrica 140. 
Debitoris in bonis prohibens fieri executionem qua pcena puniatur . Rubrica 33. 
Debiioris principalis excussio fidejussorum , & eorum bonorum quomodo fieri debeat . 

Rubrica 45. 
Debitoris in bonis rem f'uisse inteHigatur , si probetur quod Debitor ipsorum tene- 

bat , Se possidebat prò sua , & tàmquam sua tempore obligationis , & hypo* 

thecse contrada . Ibidem . Rubrica 44. 
Debitoris ad voluntatem teneantur Creditores facere inftrumenta .de debito soluto . 

Rubrica 54. 
Debitoris in bonis habitatorìs Cuaftallae , Collegii , vel Universitatis nulla possit 

fieri subhaftatio ad inftantiam Creditoris , sed illa accipiat in solutnm prasvia 

aeftimatione . Rubrica %j. 
Debitoris sit damnuni , si pignus perJitur penes Mutuatorem . Rubrica z6. 
Debitores fidejussorum quomodo conveniantur . Rubrica 41. 
Debitum quando resultat ex inftrumento , aut quando eft confessimi por Debitorem 

in judicio , salvatur juxta formam , de qua . Rubrica 2$. 

De- 



CIVILIUM. ccLix 

Debitum confessimi , aut resultans ex inftrumento a libris quìnque Imperialibus in- 
fra solvacur in termino decem dierum continuorum . Rubrica 23 , & 24. 

Debitum confessum , auc resultans ex inftrumento a libris quinque usque ad decem 
Imperiales solvatur in termino dierum 21 continuorum . Rubrica 23 , & 24. 

Debitum confessimi , aut resultans ex Inftrumento a libris d^cem supra Impsrialibus 
solvatur in termino 40 dierum continuorum . Rubrica 23 , Se 24. 

Decreti primi , & secundi proesssus possit fieri in duobus mensibus continuis • Ru- 
brica 20. 

Decretum concessum Monafterio Sancii Francisci Guadali* prò Livellorum , & Lega» 
torum exacìione . Rubrica i<6. 

Decretum primum , & secundum contra debitorem quomodo concedi debeat . Ru- 
brica 20. 

Decretum primum 9 & secundum in bonis alicujus defungi quomodo concedi debeat • 
Rubrica 21. 

Defuncìi in haerede locum habeant ea , qu* dicìa sunt , De modo citandi Forenses . 
Ibidem . Rubrica 2. 

Defuncìi possessio , seu bonorum defuncìi continuetur in haeredem mortuo aliquo , vel 
ex teftamento , vel ab inteiìaco . Rubrìca 102. 

Defuncìi moitem ex eo quod non vendicaverit nullus excludatur a successione . Ru- 
brica 103. 

Defuncìi haeres liberetur a praeftatione alimentorum Uxori , si intra annum orTerat , 
Se solvat dote» . Rubrica 8j. 

Defuncìi alicujus si quis veht esse haeres fiat Crida ad inftantiam Acìoris . Ru« 

brica 21. 
Delinquentes possint punir! in panis Corporalibns per Judicem arbitrio Domini Du- 
cis Rubrica 138. 

Deputati Communis Gualtalla subjaceant sindicatui completo eorum regimine . §. & 
etiam Rubric a 138. 

Dies termini non computantur in termino . Rubrica 59. 

Dies termini si cada in diem ferìacam referatur ad diem sequentem juridicam . Ru- 
brica 5i/. 

Dila:io qua sit danda partibus volentibus examinare teftes absentes , vel producere 
inftrumenta , quae essent extra Territorium Guadali* . Rubrica 16. 

Domini rea prohibits sequeftrari possunt pignorali , aut sequeiìrari . Rubrica 31. 

DominuS , vel pi sscssor alicujus campi non habens viam habilem implendi , & eva- 
cuandi campum suum possic illam pe&ere a Vicino , soluto duplo valoris terrae » 
Rubrica m. kk 2 Do- 



cclx INDEX RERUM 

Dominus teneatur prò famulo damnum dante . Rubrica 127. 

Domini non possint licentiare eorum Mezadros , seu Laboratores , ni»i per totum 

Mensem Julii , quo elapso non sit locus licentiae . Rubrica 134. 
Donatio possit probari simulata tam per donantem , quam per tertium . Rubrica 82. 
Donatio propcer nuptias succedic loco dotis receptx . Rubrica 88. 
Donatio propter nuptias nr n excedat summam Dotis , ita quod donatio , Se dos sint 

a-quales . Rubrica 88. Nec possit peti , exigi , aut rct'neri . Ibidem . 
Donatìones inter vivos , quam causa mortis validentur per inftrumentum , Se fiat iiv 

sinuatio per Pote'ftatem . Rubrica 82. 
Dos quo modo sit reftituenda Mulieri . Rubrica 85. 

Dos possit exigi a Muliere , mortuo Marito ad formanti Juris Communis . Rubrica 85-. 
Dos si fiierit in quantitate , Mulier non possit eam exigere , nisi elapso anno poft 

mortem Mariti . Rubrica 85. 
Dos reftituatur Mulìeribus de bonis subjecìis fideicommisso . Rubrica %6. 
Dos a Muliere peti possit, 8c exigi cum augmen to monetse . Rubrica 8S. 
Dote non soluta alimenta prailìentur Marito . Rubrica 90. 
Dote data Filiis , Se aliis Descendentibus de bonis Ascendentium non possint succede. 

re ab incelato ipsis Ascendentibus . Rubrica ?■?. 
Dotes possint exigi a Muliere , si recuset alimenta . Rubrica 100. 
Dotem ex integro lucretur Maritus , si Uxor pramoriatu r sine filiis poft annum . 

Rubrica ?2. Medietatem vero tantum si intra annum . Ibidem . 
Doiem , si fuerit in immobilibus possit Mulier ad cjus libitum esigere intra annum 

poft mortem Mariti . Rubrica 2$. 
Dotis interesse eft ad rationem crìum denariorum prò libra prò quoiibet menw .' 

Rubrica 85. 
Dotis causa conservando si Mulier haberet in solutum bona Mariti , possint credito- 

res , quibus essent oblìgata probare illa plus valere , & debitum offerre Uxori . 

Rubrida ?0. 
Dotis ex causa feeminarum possint alienari per Poteftatem bona subiecìt* refìitutioHÌ 

fideicommissi , Rubrica «?4» 
Dothan in contracìibus tantum crescat augmentum moneta . Rubrica 8?. 
Dugalia , Aggeres , Pontes , & Stratse pubblica Guafialla- , ejusque Diftriaus , & 

Curia: reficiantur . Rubrica 105. 
Du^alibus, Cavamentis , & Aggeribus conferanc terr* cxemptK . Rubrica 137. 

y 

£li- 



CIVILIUM . ccLxi 



Eligantur Confìdentes prò commìttenda causa Consilio Sapientis . Rubrica j. 

Emancipalo Iiberorum quomodo fìat: . Rubrica 76. 

Emancipato libero pars data non praejudicet creditoribus Patris . Rubrica 77. 

Ementes a non Domino praferantur qui habent antiquiorem Publicianam . Ru- 
brica 44. 

Emptores compellantur facere inftrumenta de prctio soluto venditoribus . Rubri- 
ca 54. 

Emptores teneantur solvere mercedem ìnftrumenti . Rubrica 54. 

Exarìio Livellorum , & Legatorum spe&antium Monafterio Sanai Francisci Guaftalla 
fieri debeat per Potefìatem. Rubrica 136. 

Exceptiones , Se replicationes dilatoria , Se perernptqria sint salva utrique parti in 
fine litis . Rubrica 7 , Se io. 

Exceptiones dilatoria , declinatori* , Se similes intelligantur reje&a , si de ipsis in 
sententia non fuerit rada mentio . Rubrica 7. 

Exceptiones propositi poft rem judicatam terminantur per Potefìatem in- termino 15' 
dierum utilium- . Rubrica 22. 

Exceptiones non possint opponi per debitorem confessum contra praceptum ad soì- 
vendum , nisì essent ex illis , qua retardare nt executionem sententi» . Ru- 
brica 24, 

Excussio principalis debitoris , fidejussorum , Se bonorum ipsorum quomodo fieri de- 
beat . Rubrica 43, 

Expensis refeéìis Contumaces audiantur . Rubrica 35. 

Expensa taxentur per Poteftatem in sententia secundi Decreti . Rubrica 20. In ex- 
pensis condemnetur rictus victori . Rubrica 12. 



Fama , & Vox publica probetur saltem per sex teftes omni exceptione majores , & 
fide dignos . Rubrica 80. 

Faminarum exclusivum Statutum habeat etiam locum in hareditate Clerici. Ru- 
brica 144. 

ramina non succedane ab inteftato j Agnatis exiftentibus , sed excludantur . Ru- 
brica 98. 

Fa- 



cclxii INDEX RERUM 

Fxminse non extantibus Agnatis , vel Cognatis , usque ad quartum gradum succedane 
Ibidem . Rubrica 98. 

Feri* observandas . Rubrica 3. 

Feriis non obftantibus Poteftas cognoscit causa s , in quibus proceditur summarie , sr» 
ne ftrepitu } & figura judicii . Rubrica 4. 

Fideicommissi re&iuutioni bona subje&a quomodo , & in quibus casibus possine alie- 
nari . Rubrica ^4. 

Fideicommissum non obftet refUtutioni dotis . Rubrica %6> 

Fidejussio prxfttcur per Camparios de rede exercendo eorum officium . Rubrica ulS. 

Fidejussio praeftari debeat a Reo contumace de judicio sifti , & judicatuui solveado, 
si velit a udiri ad comradicendum . Rubrica 20. 

Fidejussio possit peti ante litis conteftationem , & polì; . Rubrica \6. 

Fidejussio lata per Forensem duret etiam contra ipsuai poft sententiarii > Se in gradii 
appellationis . Rubrica 36. 

Fidejussio prosati nequeat in quseftionibus rerum librarum quinque Imperialium , & 
ab inde infra . Rubrica 36 , Se 37. 

Fidejussio de reftituendo expensàs praefìetur per appellante^ . Rubrica 10. 

Fidejussio prafìetur per mulierem in judicio venìentem . Rubrica 37. 

Fidejussio prceftanda per Mulierem possit quandocunque peti . Rubrica 37. 

Fidejussione prasftita sequeftrum relaxetur . Ibidem Rubrica 34. 

Fidejussor datus absque excussione principalis possit psrsonaliter detineri , 8c con- 
tra etim , Se ejus bona procedi . Rubrica 36 , Si 37. 

Fidejussor Judicii possit conveniri esiamsì non renunciaverit beneficio excuss'onis .' 
Rubrica 41. 

Fidejussor , qui rertunciavie benefiicìo excussionis possit prius conveniri , quam prin- 
cipalis debitor . Rubrica 41. 

Fidejussor negans se lìdejussorem , Se convictus de mendacio perdae bensficium ex- 
cussionis . Rubrica 41. 

Fidejussor intercedens prò eo , qui noi obligaretur efEcaciter puta prò Minore Scc. 
possit principalite? conveniri . Rubrica 41. 

Fidejussor volens eximi a fidejussione cura tòeterit pjr annum in obligatione pjssic 
compeJIere principalem ad eum liberandum a fidejussione . Rubrica 41. Et pro- 
cedati^ Feriis non ^bflantibuS . Ibidem . 

Fìdejussores debicorum , quomodo conveniantur . Rubrìca 41. 

Fideiussori , qui solvit prò alio Potefìas teneatur dare tantum de bonis iliiuS } prò 
quo solverit . Rubrica 42. 

Fi- 



CIVILIUxM. ccLxni 

Fidejussorum excussio quomodo fienda Rubrica 43. 

Fidejussores debitorum personarum subje&arum sportulis , solvant sportilas . Ru- 
brica 142. 

Fili* , & aliae descendentes dotata de bonis Asce.ndentlum non possint succedere ab 
inteftato ipsis Ascendettibus . Rubrica 97. 

rilise Masculis non extantibus , succedant eorum Patribus ab infettata . Rubrica ^7, 

Filli, & hxredes Uxoris habentes causam ab ea habeant idem privik-ghim prò dote 
confessa , quod competi* prò dote vere soluta . Rubrica 88. 

Filii , Se alii Descendentes ex Mulieribus nuptis extra Territorium GuaftaHae , Se na- 
ti ex non subje&o Jurisdiftioni non admittantur ad succedendum . Rubrica 101. 

Filii familias quomodo emancipentur . Rubrica j6. 

Filii mascu i non censeantur esse in disposinone , sed tantummodo in canditione t 
linde possint disponere de bonis subieStis reftitutioni fideicommissi . Rubrica 94. 

Filii ingrati possunt per Matrem privati legitima , sicut , Se per Patrem . Ru- 
bi ica 95. 

Filio emancipato pars assignata non praejudicet Creditoribus Patris . Rubrica 77. Pro 
FiJio emancipato Pater non patiatur aliquod damnum . Rubrica 79. 

Filiorum legitima nequeac aliquo titillo per mulieres alienari . Rubrica 83. 

Filiorum emancipatorum in contracìibus sufiiciat , sì fiat mentio per Notarium , qui 
fecit contrarila , se vidisse inftrumentum Emancipationis , enunciando Miliesi- 
mum , Mensem , & indicìionem . Rubrica 78. 
Filiis , Se Nepotibus per Patrem , Se Avum possit prohiberi detra&io Trebsllianicaj » 
Ibidem . Rubrica 94 . 

Filium familias exercere mercaturam probari debet . Rubrica 76. 

Filius familias absens per decennium tempore ejus Patris possidentis flabilia in Ter- 
ritorio Guaftallaj non dicatur f^rensis . Rubrica 96. 

Filius familias Minor 25 annis sine conseusu Patris uti Procurator possic ftare in ju- 
dicio . Rubrica 38. 

Filius familias separatus a Patre , & minor 25 possit proprio nomine ftare in judi» 
ciò, & facere contrachis . Rubrica 38 , Se 73. 

Filius familias major 2j annis non obligetur ex aliquo contra&u , vel quasi sine 
consensu Patris Rubrica 73. Id locum non habeat , quando vivere: separatus a 
Patre , aut fuerit emancipati^ , Ibidem . 

Filius familias minor 25 annis non obligetur ex aliquo contracìu , vel quasi, sine 
consensu Patris , Se Decreto Potaftatis , Rubrica 73. 

Filius familias furiosi , Se Mentecapti non habentium consensum , qui sìt major z$ 
annis possit facere omneS contrarile vel quasi . Rubrica 73. 



ce l xiv INDEX RERUM 

Fiiirs familias major i$ annis publice exercens mercantias possit libere centrabere. 

Bubrica 75. Et potali conveniri ob casum pra.'di(3:um . Ibidem . 
Forenses, Se exeranci noti habentes propria™ habitationem in Territorio Guadai la» 
citentur in loco Casella: Communis GuaftaHa: , seu ad Bancum ubi jus reddi- 
tur , seu in Platea , & ante domos , in quibus habitarg cunsueverunt ante di- 
scessum . Rubrica 2. 
Forenses non aud T antur nisi predica satisdatione , sìve conveniant , sive conrenìan- 

tur . Rubrica 16 , Se 4?. 
Forensitus jus reddatur per Poteftatera , eo modo , «Se forma , quibus jus fi e Homi- 

nibus terrae Guaitallae . Rubrica 4^. 
Forensibus prohibita eft aquisicio honorum immobilium in Tarritorio Guaftall* , 

Rubrica 96. 
Forensis noa censeatur Fiiius familias , qui ftatisset *bsens , cum Pater suus , Se 

Avus possideant . Ibidem . Rubrica 96. 
Forensis consequens bona immobilia , illa ammif;at , Si devolvat Camera; D. D. Co- 
mitum . Rubrica y6. 
. Forensis intelligatur etiam si sit originarius , Se natus Guaftalls , «ed ftetisset absens 
decem annis cornpletis a Terra GuaftaHa» cum e jus familia . Rubrica 96. 
Forensium in citatione , qua* net ante horam tertiam , Se ante horam Vesperis a3~ 

signetur eisdem terminus ad minus 12 dicrum continuorum . Rubrica 2. 
Fossata exiftentia penes Stratas cavari debeant , Se medietas terrae proiiciatur super 

jftratam super terram . Rubrica 108 , & 114 . 
Fossatorum cavatorum terrenum reduci , Se explanari debeat. Rubrica 105». 
Fossatu m campi sui nolens cavare Vicinus possit cogere inferiorem Vicinum ad ca- 

vandum fossa tum agri sui. Rubrica 1 io. 
Frucìus non lucretur Creditor antequam bona debitoria obtimierit ia solutum ex se* 

cundo Decreto . Rubrica 20. 
Fructus dotis eft ad rationem trium denariorum prò libra prò quolibet mense . ru- 

brea 85 , Se 91. 
Frucìus faciat suos Creditor durante anno honorum datortim in solutum, Sed domi- 
nium sit penes debitorem. Rubrica 28. Poft annum vero sit creditoris . Ibidem * 
Furiosi quomodo conyeniantur . Rubrica 14. 



H*. 



CIVILIUM. GCLXV 



H 



fise/es Defungi liberetur a prsftacione aliinentorum , si intra annum ofxcrat , Se sol- 
vat dotem Uxori defungi . Rubrica 85. 

H«r:s veniens, ex teftamento , vel ab inteftato non perdat Trebeli'anicam ex co 
quod non confecerit inventarium , dummodo tamen non fuerit prohibica per te- 
tta tor e m . Rubrica 93. 

Hxres si quis non fuerit , & auftorirate propria ingrediatur possessionem bonorum 
hareditatis , ta!!s ingressus sic nullus , 8c soivat prò pcena libras quinque Im- 
periales v*iro hseredi . Rubrica 102. 

Iia?res si quis esse vuk alicujus defungi fìat crida ad inftantiam A3oris . Ru- 
brica 21. 

Haeredes alicujus defun&i absentes quomodo citari debeant . Rubrica 43. 

Haredes Uxoris habeanc idem privilegium prò dote confessa, quod competic prò 
dote vere soluta . Rubrica 88. In haerede defuncìi habeant locum quse ditta sunt 
in modo citandi forenses . Rubrica 2. In Ksredem possessio defun&i , seu boao- 
rum defungi continuet, morcuo aliquo ex teftamento , vel ab inteftaco . Ru- 
brica 102. 

Haereditas quomodo dividatur Uxore defun&a ab inteftato sine filiis inter Maricum , 
Se Agnatos vel Cognatos « Rubrica 92. 

Hasreditas reftituatur scriptis in teftamento , retenta quarta Trsbellianica , nisi fuis- 
set prohibita per Teftatorem detineri . Rubrica 93. In haeredìcate Clerici locum 
etiam habeat Statutum exclusivum foeminarum . Rubrica 144. 

Sgraditati jacenti alicujus Defun&i detur curator saltem specialis , qui non teueatur 
conficere inventarium. Rubrica 21. 



Inobbedientes , & Contumaces qua pana puniantur . Rubrica $$» 

Inobbedientes prxceptis Poteftatis in Civilibus , qua pana puniantur . Rubrica 58. 

Insinuatio fiat per Poteftatem in inftrumento donationis tam inter vivos , quam cau- 
sa mortis . Rubrica 82. 

Inftantia primi , & sccundi Decreti possit fieri in duobus mensibus continuis . Ru- 
brica 20. 

Inftantia nulla currat in primo, Se secundo Decreto. Rubrica 20. 

ij. In* 



ccLxvi INDEX RERUM 



Inftantia causarum Civilium > Qrdinariarum 7 JExtraordìnariarum , &c Dele gatarum 
Rubrica 6* 

Inftantia a libris quinque , usque ad decer» Imperiales duret dies 18 utile*. Ru- 
brica 6. 

Inftantia Causse principalis Ordinaria: , vel Delegata; in Causìs a decem libris Impe- 
rialibus supra non duret ultra spatium $6 dierum utilium ? incipiendorum a die 
litis conteftatse . Rubrica 6. 

Inftantia duret 40 dies utiles , quando causa commissa fuit Consilio Sapienti? » Ru- 
brica 7. 

Inftantia appellationis Causse non duret ultra 20 dies utiles , nec prorogar! possìc . 
Rubrica 9 , & 10. 

Inftantia data ad prosequendam appellationem quomodo dividi debeat . Rubrìca io. 

Inftantia? Statutaiiae tempora prorogare possit appellationum Judex . Rubrica 117. 

Inftantia; pra:fixa: Causìs non possint prorogari , nec suspendi per aliquam partium , 
nec etiam per Poteftatem. Rubrica j. Contrariurn vide. Rubrica 117 > ubi 
quod possit Poteftas prorogare . 

Jnftantis principalis Causae tempora prsfixa quomodo , & qualiter dividi debeant . 
Rubrica 7. 

Jnfta.ntise tempora non currant pendente termino ad examinandum teftes absentes , 
vel ad producendum inftrumenta , qua: essent extra Territorium Guaftall» . Ru- 
brica 16. 

Inftrumenta cogantur rogare Notarii . Rubrica 66. 

Jnftr.imaen.ta , & alia acla imbreviata per alios Notarios possit Notanus expUre de 
voluntate ipsius imbreviantis . Rubrica 69. 

Inftrumenta redada in formam publicam probent . Rubrica 70. 

Inftrumenta , quse essent extra Territorium ad effeóhini habendi , Se producendi P»- 
teftas ftatuat terminum competentem . Rubrica 16. 

Inftrumenta , 3c alia: scripturae dentur per Copiam parti petenti , $c Poteftas tenea- 
tur partem cornpellere , ut denuo reproducat . Rubrica ij. 

^Inftrumentì Copiam teneantur dare Notarii petentibus sub pana librarum decem , 
ubi conftet de interesse petentts coram Poteftate . Rubrica 6j. 

Inftrumentorum in confezione quid facere debeant Notarii . Rubrica 64. 

Inftrumentum quando appareat de debito quomodo procedi debeat . Rubrica 34. 

Inftrumentum expletum teneantur tradere Notarli partibus petentibus . Rubrica 6$ . 

Inftrumentum fiat super donatione tam inter vivos , quam causa mortis,,. & fìat per 
Poteftatem insinuatio . Rubrica 82. 

Inter- 



CIVILIUM. ccLxvn 

Interrogatoria facienda teftibns corrigantur per Poteftatem . Rubrica 18. 

Interrogatola facienda teftibus non excedant numerum decem super aliquo Capitulo, 
seu Positione . Rubrica i8. 

Inventarìum non conficiacur a Curatore speciali alicujus hjereditatis jacencis . Ru- 
brica 21. 

Inventario non confetto attamen hsres non perdat Trebellianicam , dummodo tamen 
non fuisset per Teftatorem prohibita . Rubrica 93 , & 103. 

Iter impune fieri possic per Campos exiftentes penes vias non reaptatas . Rubri- 
ca 115. 

Judex Crisninalis , Procurator Fìscalis , Se Notarius conveniant ante prandium per 
imam horam continuarli , & poft prandium per duas horas in Pretorio prò ex- 
pcdiendis Àctìs , Se Causis Criminalibus . Rubrica 13?. 

Judex reducat alienationem ad duas partes ad utilitatem Debitoris ex tribus verse 
aftimationis bonorum faciendie per Peritos , Se in casu discordia per ipsum Ju» 
dicem . Rubrica 140. 

Judex appellationis quid facere teneatur . Rubrica io. 

Judex decernat Pupillo, vel Minori, Mentecapto , vel Furioso idoneum Tu torem , 
vel Curatorem infra 15 dies continuos a die requìsitionis facìae . Rubrica 14. 

Judex compellat Agnatos , vel Affines , aut Vicinos ad subeundum Curam , vel Tu- 
telarti . Rubrica 14. 

Judex cogat teftes ad jurandum, & veritatis teftìmonium perhibendum . Rubrica 15. 

Judex ftatuat terminum competentem secundum diftantiam locorum , Se negotii qua- 
Jitatem ad examinandos teftes absentes , Se producendum inftrumenta , quae essenc 
extra Territorium Guaftallas . Rubrica 16. 

Judex siìbscribat commissiones , Se executiones sub poena nullitatis absque mercede 
tam in Civìlibus , quam Criminalibus, Se mixtis . §. Item . Rubrica 138. Vide 
etiam in verbo , Poteftas . De Juramenti delatione , Se de juramento prillando , 
vel deferendo . Rubrica ip. 

Juramento Creditoris vendentis , Se Emptoris ftetur circa pretium venditionis pigno- 
ris . Rubrica 26. 

Juramento non obftante ss fuisse Majorem possit minor se probare minoreqj . Ru- 
brica 40. 

Juramento Campariorum ftetur prò damnis datis . Rubrica 119. 

Juramento damnum passi ftetur , ubi Camparius non accuset infra io dies . Rub. 119. 

Juramento accusantis ftetur prò obtinenda emenda damnorum , quando Notarius can- 
cella vit accusam a Libro . Rubrica 129. 

LL 2 Jll- 



ccLxvHi INDEX RERUM 

Juramentu m I otefìatis in calculo ferendo sententi* scribatur in acìfs . Rubrica 7. 

Juramentum Calumnia possìt per partes quandocunque , & in quacunque parte Ju- 
dicii praeilarì . Rubrica 12. 

Juramentum Calumnìa assumat pars petens reprodu&ionem inftrinn^ntorutn , afte- 
nini , Se Scripturarum . Rubrica 7. 

Juramentum locum habeat in iis , qui principaliter conveniuntur ex fa&o eorutn 
proprio , non in haeredibus , qui ex fafìo alieno conveniuntu" . Rubrica \'). 

Jura mentum etiamsi esset appositum , obligatìo Filii familias non valeat . Ru- 
brica 73. 

Juramentum minoris non possit convalidare contracìus fa&os absque solemnitatibus , 
Rubrica 74. 

Juramentum oppressi cuna publica voce , & fama eli piena probatio . Rubrica 80. 

Juramentum deferarur accusatori damnum passo , citato accusato . Rubrica 102. 

Juramentum si non fuejit prseftitum per jfrincipalem absolvatur accusatus ab accu» 
sa damnorum datorum . Rubrica 131. 

Jurante aliquo se prontisisse , vel debuisse , sed solvisse , tunc juramentum tale de-- 
ferens teneatur accipere sacramentum illius jurantis in totum . Rubrica ip, 

Jurantis Sacramento ftetur . Rubrìca 1?. 

Jurare nolens petitor absolvatur iile , a quo petebatur juramentnm . F.ubrica i^. 

Jurare teneantur jfcftimatores eorum peritiam . Rubrica 27. 

Jurare negans condemnetur in petitis . Rubrìca ip. 

Jus Mezadri« saìvum sit in quolibet Contra&u Terrarum. Rubrica 135, 



Laborateres Terrarum non possint petere liceotiam , seu licentiari ab eorum Doaiì- 

nis poft lapsum Mensem Julii . Rubrica 134. 
legitimà Filìorum nequeat aliquo tìtulo alienari per Mulieres » Rubrica 83. 
Libelli loco habeatur accusa .„ Rubrica 128. 
Libello producìo in causa appellacionis intelligatur ftatutus terminus 8 dierum utì« 

lium utrique parti : Quo elapso alius sìmilis 6 dierum . Rubrica io. 
Libilìo produco , & notificato intelligatur ftatutus terminus un'us diei ucilis Reo 

convento deliberandi , & respondendì , & eo elapso his habeatur prò concefta- 

ta . Rubrica 7. 
lìbellus non offeratur in Causis solidorum 40 Imperialium . Rubrica 6. 
Xìbellus offeratur in Causis a solidis 40 usque ad libras quinque . Rubrica 6. 

Vu 



CIVILIUM. cclxix 

Libellus ìntelligatur tolerabilis , & admitratur , si contireac p*rsonam A&oris , & 

Rei , quantitatem s rem , seu jus , & causam petitionis . Rubrica 6, 
Licentia dari, seu peti non possit a Domini? , & Laboratoribus , nisi per totum 

mensem Julii . Rubrica 134. 
Lis incepta intelligitur , ubi non orTeratur libellus , ab hora contradicìionis , oppa- 

S : tionis , vel querela . Rubrica 6. 
Lis conte/tata intelligatur elapso termino unius diei utìlis a die notificationis libelli « 

Rubrica 7. 
Lis quando eft inter ConjunSos elìgantur Arbitratores . Rubrìca 60. 
Lìtis m'Ha conteitatto exigatur in Judicio appellationis . Rubrica io. 
Litis ìnterrogatoriis quomodo responderi debeat . Rubrica 47. 
Livellorum , & Legatorum prò exaftione Decretum concessum Monafterio Sanati 

Francisci Gualtalls . Rubrica \$6. 



M 



Mariti non possint legare eorum Uxoribus in quantitate , nec in specie , nisi libras 

25 Imperiales . Rubrica 100. 
Marici possint legare eorum Uxoribus prò alimentìs libras 20 Imperiales prò quoli- 

bet anno , dummodo non alimententur ab haredibus Mariti , Si ftent Vidua , & 

honefta . Rubrica 100. 
Mariti teneantur confiterì dotem recepisse . Rubrica 88. 

Marito urgente ad inopiam provideatur Uxori etiam conftante matrimonio . Ru- 
brica 84. 
Marito alimenta praftentur propter dotem non solutam . Rubrica pi. 
Marito specìet quarta pars bonorum Uxoris defun&a ab inteftato sine filiis , & reli- 

quum Agnatis , vel Cognatis Rubrica ?2- 
Maritus vergens ad inopiam creditorum in fraudem non poteft assignare Uxori res 

excedent.es quantitatem dotis . Rubrica 84. 
Maritus censeatur hares in quarta parte bonorum Uxoris , & possit illam retinere 

etiamsi eidem reli&a non fatric ex teftamento . Rubrica 95. 
Maritus teneatur alere uxorem 9 aliter dos per ipsafli possit exigi . Rubrica 87. 
Maritus confitens se aliquid debere Uxori, confessio- non valeat . Rubrica 100. 
Maritus Uxore pramoriente sine filiis polì: anmim lucretur totam dotem . Rubrica 92, 

Et infra annum lucretur medietatem tantum . Ibidem . 
Maritus mortua Uxor^ habeat usumfructum docis ejus vita durante , quando super- 

sint filii Mulieris ex alio Marito . Rubrica 92. 



cclxx INDEX RERUM 

Maritus occidens Uxorcm , vel non curans infirmarli non lucretur dotem , nec in 

aliquo succedat . Rubrica $»2. 
Mater £\hx , vel filio mortuo , vel mortuae ab inteftato sine filiis , vel aliis descen« 

dentibus succedat prò quarta parte hasreditatis . Rubrica 99. 
Mater ultra prsdi&am quartam partem sìbì debitam , si velit Ilare Vidua , & ho- 

nefte vivere , possit toto tempore vita?, sua» usufru&uare integram haere dita tetti 
fìlli sui , ve 1 fxlise sua? prsemortui , & premortila». . Rubrica 99. 
Matri defun&a». rìlii omnes squaliter succedant . Rubrìca 92. 
Mentecapti quomodo conveniantur . Rubrica 14. 

Mezadri non possint licentiam petere ab eorum Dominis prò anno futuro nisi per 
totum Mensem Julii anni inltantis , nec Domini possint licentiare Me zadros . 

Rubrica 134. 
Mezadriae jus sit salvum in quolibet Cantradu Terrarum . Rubrica 135. 
Minor nullus 25 annis possit esse in judicio , etsi sui juris sine Curatore . Ru« 

brica 39. 
Minor 25 annis licet juraverit se esse majorem in aliquo contra&u , tamen adhuc 

probare possit se esse minorern . Rubrica 40. 
Minor 25 annis sui juris , sive habeat curatorem , sive non , nequeat obligari nisi 

cura consensi! Curatoris , & in conspe&u Poteftatis , Se ejus decreto adhibìto 

causa cognita . Rubrica 74. 
Minor 25 annis non possit facere compromissum absque solemnitatibus . Rubrica 74. 
Minori obligato ex damno dato non datur Curator . Rubrica 123. 
Minores , Pupilli, Mentecapti, Se Furiosi quomodo conveniantur. Rubrica 14. 
Minoris in favorem si sententia veniret , etsì non lletisset legitime in judicio, va- 

leat processus , Se sententia . Rubrica 39 . Dummodo non fnerit opposita Mino- 

ritas per partem adversam . Ibidem . 
Minorum refticutiones in integrum cognoscit Poteftas summarie , sine fìrepitu , & 

figura judicii . Rubrica 4. 
Minorum jurarnentum non possit convalidare contra&us faftos absque solemnitatibus. 

Rubrica 74. 
Minorum contra&us quomodo perRciantur . Rubrica 74. 

Mmoritatis exceptio possit quandocunque opponi , dummodo non sit conclusum in 
causa . Rubrica 39 . De modo , & ordine procedendi in causis Civilibus . Rubrica 6. 
Monaflerio San&i Francisci Guaftallse Decretum concessum prò Livellorum , Si, Le- 

gatorum exadione . Rubrica 136. 
Moneta; augrtì entum in reftitutione dotis prasftari debeat. Rubrica 88. 

Mo- 



CIVILIUM. ccLxxi 

Moneta augmentum cresca? in solis contraitibus dotium . Rubrica 8?, 

Mors alicujus quomodo probetur . Rubrica 50. 

Mortuum aliquem negans in Territorio Guaftall* qua peena puniatur . Rubrica 5 1. 

Mulier habens alimenta in domo Mariti non possit habere libras 20 Imperiales lei 

g^tas prò alimemis , Rubrica 100. 
Mulier a Marito relitta Domina , Massaria , Usufru&uaria , Possedetti^ omnium bo« 
norum , sive habeat filios , sive non > habeat tantummodo alimenta ab haeredì* 
bus Mariti . Rnbrica 100. 
Mulier , si non possit habìtare pacifice in domo mariti habere debeat alimenta ex- 
tra domum , secundum modum , & facultatem reddituum , & proventum hono- 
rum , Se hxreditatis mariti , Se secundum taxationem flendam per tres bonosj 
viros , aut unum . Rubrica 100. 
Mulier nupta extra Territorium Guaftallje non succedat . Rubrica lor. 
Mulier quomodo , & quando possit in ejus teftamento disponere de bonis suis para- 

phernalibus , Se aliis ultra dotem , & etiam de dotalibus . Rubrica 9$. 
Mulier habens bona ultra dotem possit condere ceftamentum , Se de dictis bonis dis- 
ponere , dummodo non privet filios legitima . Rubrica 95. 
Mulier non habens filios possic libere de bonis suis disponere sine consensi! ejus 
Mariti, ita tamen quod ei relinquat quartam partem honorum suonm . Ru- 
bjica 95. 
Mulier possit dotem , si fuerit in immobilibus, polì mortem Mariti exigere , non ex- 

pe&ato anni lapsu ab hxredibus Mariti . Rubrica 85. 
Mulier volens ducere vitam vidualem , Se honeftam indiiiin3:e debeat alimentari in 

bonis Mariti defungi, dummodo nolit exigere dotem. Rubrica 8?. 
Mulier , qua? habuit bona in solutum prò reftitutione ejus dotis non possit illa intra 

annum alienare . Rubrica 90. 
Mulier non habens filios , aut alios descendentes possit ad libitum de suis bonis dis- 
ponere , praeter quam in casu quando haberet Maritum . Rubrica 83. 
Mulier in judicio non possit esse , nisi satisdet . Rubrica 37. 
Muliere dotanda decedente ab inteftato antequam dotetur , Se rhoriatur , succedant 

illi , qui habebant talem facultatem dotandi . Rubrica 97. 
Muliere mortua ab infettato in Matrimonio sine flliis Maritus lucretur quartam bo« 
rum , Se reliquum pertineat Agnatis , vel Cognatis . Rubrica 92. 
Mulicres mortuo Marito possine exigere dotem secundum fbrmam Juris Communii . 

Rubrìca 85. 
Mulieres non possint exigere earum dotes , si essenc in quantitate , nisi elapso anno 
poft mortem Maritorum . Rubrica 83. 



ccLxxii INDEX RERUM 

Mulier:s ncqueant alienare legitimam fili°rum aliquo tiralo . Rubrica 8$. 

Mulieres in casu necessitatis poss ne alienare de legitima fllioruni , sed :um consensi! 
unius ex proxìmioribus Mulierum , Se cum Decreto Poteftatis . Rubrìca 83. 

Mulieri qualiter provideatur de alimentis . Rub. 8j. 

Mulieri , quse habuit sententiam suse dotis non currant alimenta , nec interesse ultra 
quanti tate m prxfixam in sencentia . Rubrica 85. 

Mulieri currant alimenta a die dotis in juditio petit» , & usquequo fuerit soluta .. 
Rubrica 85 

Mulieri non liceat petere , rei exigere ultra dotem cum augmento monete . Ru- 
brica 88. 

Mulieribt.s dos reftituatur de bonìs subje3is fideicommisso . Rabrica %6 . Vide etiam 
in Verbo , Uxor , 6' et'atn in , Mater . 

Muri in sponda Edificata super eonftnibus «dificari possit , Rubrica 107. 



N 



Negans in judicio alìquem mortuum condemnetur in paena , de qua in Rubrica , Se 

teneatur ad omnia damna , interesse , Se expensas , qua; occasione praedi&a 

passa fuerit pars. Rubrica 5*. 
Negans in judicio fliiationem , cognationem , sive conjun&ipnera sanguinis usque ad 

tertium gradum simili poena puniatur . Ibidem . 
Negans positiones pendentes a fa&o proprio , si per ponentem probentur , pari ter 

simili pcena puniatur . Ibidem . 
Notarli eledi ad examinandum teftes qualiter facere debeant . Rubrica 15. 
Notariì deputati ad examinandum , & recipiendum teftes , antequam ad examioatio- 

nem teftium procedant , teneantur jurare coram Potevate , quod bene , Se dili- 

genter examinabunt &c. Rubrica 15. 
Notarii in omnibus Capitulis , & telìificationibus scribant millesimum , mensem , ed 

diem , Rubrica 18. 
Notarii quid facere debeant in conficiendis inftrumentis . Rubrica 64. 
Notarii tam in inftrumento breviato , quam in expleto teneatirur scribere extense , 

Se non per numerum , Millesimum , annum , diem , Se Inditionem . Ibidem . 

Rubrica 64. 
Notarii teneantur traddere inftruraentum expletum partibus petentibus . Rubrica 6$. 
Notarii cogantur rogare , Se facere inftrumenta , Se quilibec pessit impune denun- 
ciare , & proteftari Potefìati . Rubrica 66~. 

No- 



CIVILIUM. ccixxm 



Notarli teneantur , Se compelli possi nt petenti facere copiam inftrumenti . Ru- 
brica 67. 

Notariis liceat explere inftrumenta , Se afta irnbreviata per alios Notarios de volun» 
tate ipsius imbreviantis . Rubrica 6<?. 

Notarlo extrahenti scripturas ex libri* Communitati» Guaftallx piene credatur . Ru- 
brica 68. 

Notarlo alicui ,. qui se subscribat loco Notarii mortui , absentis vei inhabilis possit 
Potestas committere . Rubrica 7Ì. 

Notariorum mortuorum , vei absentium imbreviatur* possine committi alio Notaric? 
ut expleantur . Rubrica 7». 

Notarius accusam Camparli scribat in Libro . Rubrica 120. 

Notarius accipiat prò rem?ss ; one accusa» denarios sex Xmperiales • Rubrica 129. 

Notarius sine consensu accusantis non possit cancellare a Libro accusas . Robr. 12?. 

Notarius cancellare accusas teneatur ad emendam damnorurn , Se credatur sacra- 
mento accusamis . Rubrica 129. 

Notarius sub pcena nullam tradat comfflissionem , seu executionem , Misi prius fueritf 
subscripta a Judice . Rubrica 138. 

Notarius rogatus de condemnatione teneatur infra mensem a die latz sententi^ dare 
notam condemnationis Rationalibus . § Et quia . R ibrica 138. 

Notarius , qui teftes recipic faciar interrogationes s-ecundum quod continetur in irf- 
terrogationibus produótis . Rubrica 18. 

Notarius faciat ad minus quatuor interrogationes testibus generaliter , videlicet de 
causa scientia» > de loco , tempore ,• & Conteftibus . Rubrica . 18. 

Notarius secretas teneat atteftationes tefìium examinacorum ad aeternar» rei ttiemc- 
riam . Rubrica $£. 

Notarius quilibet antequam Iegat , & ftipuletur inftrumcnta 8cfi. teneatur scribcre in 
protocollo subftantian facìi , Se principia clausularum . Rubrica 64. 

Notarius acteftans aliqua inftrumenta se subscribat Nomine , Cognomine , loco Sec. 
sicut & ponat signucn sui Tabellioua-tus . Rubrica 64. 

Notarius in quolibet Instrumento ponat ad minus tres teftes , quorum unus juret de 
cognitione . Rubrica 04. 

Notarius , cui fuerint commissae imbreviaturae se subseribac , Se exprimat causam j 
propter quarn ei fuerunt commissae diSae imbreviaturae . Rubrica 71. 

Notarius , cui fuerint commissae imbreviatura: praedi&ae possi» estendere clausulas 
imperfectas , Se de novo apponere juxta ftyljm inftrumcntorum Notarii mortui . 
Rubrica 71. 

MM No. 



cclxxiv INDEX RERUM 

Notarìus , cui fuernc commissx ancedicl* imbr«viaairje Notarli mortuì , vel abien. 
tis , ceneacur jurare de fideliter implendo iniirumenta . Rubrica 71. 



Oblatio domandi fieri possic quandocunque ance interpel'ationem faftam de ipsa dota- 
tione , Se poli interpelianonein intra sex mcnsas , quibu» elapsi» non prosic 
oblatio . Rubrica 97. 

Oblìgatio fi'iìs faroilias non valeat eriarnsi juramentum esset appositum . Rubrica 73. 

Obligaiìo faòta per carceratum favore ejus , qui eum fecic carcerari eri nulla . Ru- 
brica 8.0. 

de Ordine suspensionum causaruiu . Rubr'ca j. 

Ordine di Sua Altezza Serenissima sopra i danni dati dalle armate l'anno 1701. 
Rubrica 145. 



Pars juret «e non dolo , auc Calumnia p&tere reprodu&ionem inftruraentorum , afta- 
rum , & scripturarum . Rubrica ij. 
Parti licer in secundo termino reprobatorio per legitimas probationes corroborare 

probata in primo termino . Rubrica 7 , Se io. 
Pater non patiatur aliquod damnum prò filio emancipato . Rubrica 79. 
Pater teneatur prò fil'.o damnitrti dante , si damnum non excedat poenam iibrarum 

quinque Imperialium . Rubrila 123. 
Pecunia si fuerit promissa per debitorenì , attamen iile potali orTerre bona . Ru- 
brica 25. 
Pana non cavantium fossata eft solidorum 40 Imperialium . Rubrica 108. 
Pana facìentis falsas , Se calumnìosas accusas . Rubrica iz$. 

Pana qua puniatur arripiens debitorem condemnatum , & captum de mani bus fami- 
lise Poteftatis . Rubrica 32. 
Pana prohibentium fiori executionem in bonis debitoris . Rubiica 33» 
Pana inobbedientium , & Conturaacium . Rubrica 3$. 
Pana negantìs possidere reta , quam possidebat . Rubrica 47. 

Pana negantis aliquem mortuum , si fuerit mortuus in Territori» Guastalla: . Ru- 
brica 51. 
Pana petentis illud , quod eli sibi solucum . Rubrica 52. 

P«- 
1 



CIVILIUM. cclxxv 



Poena non obbedientium praceptis Poteftatis in Civilibus . Rubrica 58. 

Peenae duplicentur damnuffi dantibus da noie . Rubrica 117. 

Poenis corporalibus delinquentcs possine puniri per Judìcem arbitrio Domini Ducis , 

Rubrica 158. ■ 
Petìclo intelligatur per solam oblacionem libelli . Rubrica $i. 

Pignora capta deponantur penes personam idoneam eligendam per Poteftateoi . Ru- 
brica 26. 
Pignorari qua res nequeant , aut sequeitrari ad inftantiam Creditoris . Rubrica 31. 
Pignus recuperari possit per d^bitorem in termino o&o dierum . Rabica 16, 
Pignus si perditur penes mutuator*m damnum sit debitoris . Rubrica 26. 
de Pontibus , Aggeribus , Dugalibus , & Stratis publicis Guaitallae , ejusque Difìri- 

ctus , & curi» reficiendis . Rubrica 105. 
Positiones pendentes a facto proprio negans , si per ponentem probatse fuerint , pu- 

niatur prò ut in Rubrica . Rubrica 51. 
Positiones sive perrnentes , sive non admittantur salvo jure impertinentium utrique 

parti tempore sententiae definitiva . Rubrica 7. 
Positiones respondere debens per sacramentum dare , Se aperte affirmet , vel neget 
de scientia, vel credulitate sine ulla conaicions , vel proteftacione . Rubrica 8. 
Positiones , & interrogationcs iìant de quol bet facto de per se , sicut , Se respon- 

siones . Rubrica 8. 
Positiones in odium non respondentis in termino habeantnr prò ennfessis , vel nega- 

tis . Rubrica 8. 
Positionibus prò habenda responsione fieri debeat cicatio principali , vel Procurato- 
ri . Rubrica 8. 
Positionibus non intelligatur responsum , si fuerit apposita al*qua clausula g?neralis 
in principio , medio , & fine ipsarum positionum , Se interrogationum . Rubr. 8. 
Positionibus respondeatuf per principale , ve,l persona» habentes speciale manda- 

tum . Rubrica 8. 
Possess'o defuncti t $:u honorum defungi continuetur in h^redem . Rubrica '01. 
Possessio , in qua qu s intravit au&orìtatej propria, Se absque titulo reftituattir , & 
eondsmnetur detentor per Poteftatem in fruiti bus psreeptis , Se qui verisimile 
ter . Rubrica 48. 
Possessor extraneus possit convenir! ad Ione hypotecaria , habita prius pronuncia ex- 

cussionis legitirne t'aita . Ibid ra . Rubrica 43. 
Possessor alicujus campi non habens v a a habilem implendì , Se evacuandi campuro 
suum , possit illam petere a Vicino soluto duplo valoris terree R.ibnea ni. 

MM ì Pos. 



cclxxvi INDEX RERUM 



Po$8essor certius durante excussìone debUoris possic oftendcre cred'tori ppncipalem 

dcrb.corcm , vcl ejus hareti s possulere in Territorio Guaftallse bona sufficienti» 

|>ro creditoris satisfai ione Ibidem . Rubrica 43 . Prouc etiam ìd possic facer© 

durante ejus conventione . Ibidem . 

Possessores tertii in excussìone fienda semel cìtentur cum clausula quod successive 

interesse debeant ad quoscttnque acìus . Rubrica 43. 
Fotefias Gua/talls intersit Consilio generali , sìne cujus interventu nihil possit deli- 

be^ari . Rubrica 104. 
Poteftas Guaftallae executioni demandar; faciat refict Aggeres , Dugalia , Pontes , Se 

ftratas public&s Guaftallae , ejusque Diftrictus , & Curix . Rubrica 105. 
Pctte.ftas singulo anno vocare faciat Consiìium prò cuiìodia Clausorum . Rubrica ioó, 
Poteftas teneatur fieri facere prsecepta de cavando fossata . Rubrica 108. 
Poteftas provideat , quod Dominis Agrorum resarciatur damnum datum prò aptatio- 

ne ftratarum . Rubrica io?. Et prò dirigendis ftratis . Rubrica 112. 
Poteftas cogat Villas ad eligendum Gamparium . Rubrica 118. 

Poteftas presente accusato , vel absente , sed citato deferat jura-nentum accusatori 
4arnrjuni passo , Se ipso jurante condemnet accusatemi in eo , quod fuerit jura- 
Ctim . Rubrica nz. 
Poteftas eligat tertium aeftimatorem in casu discordia elettorum per partes , di con- 

fìdentibus partium , cas cogendo ad illos nominandum . Rubrica 27. 
Pctcftas iìeri faciat Crid^m , bona , quibus cesseric debitor , essi: venalia . Ru- 
brica 30. 
Poteftas ponat bona, quibus cessic debitor ad incantum per tres die* continuos , 

antequata illa deliberet . Rubrica 30. 
Poteftas pronunciet exc&ssionem Jegitime fa&am in casibus , de quibus. Rubrica 43. 

Et a tali pronuncia non detur appellano . Ibidem . 
Ppteftas cognoscat summarie causaci spolii , & sine ftrepitu , Se figura inditii , sine 
libello , Se sine litis conteftatione . Rubrica 48. Sicut Se cognoscat de aliqua re 
rapta , vel furtive subtra&a . Ibidem . 
Poteftas puniat inobbedientes ejus pracepcis in Civiiibus . Rubrica 58. 
Poteftas in Crimiualibus pracipiac , prò ut sibi placuerit inspeóta qualitate fa&i > 

Se conditione personarum . Rubrica $$. 
P.otefìas teneatur ad inftanciam partium compellere eonjundos ad compromittenduaa . 

Rubrica 60. 
poteftas executioni d?mandet senténtìas , Se arbitramela , qux transirerunt la xttn 
judi.catam . Rubrica x?j. 

Po- 



C1VILIUM. ecLxxvn 

Poteftas cognito de interesse petentis in termino dierum dccem utilium , cogat Nota* 

rios ad dandum inftrumenti copiam . Rubrica 6j. 
Poteftas potefl commictere alteri Notarlo , ut expieat imbrevìaturas Nocarioruna 

mortuorum , vel absentium . Rubrica 71. 
Poteftas faciat insimiationem in inftrumentis donationum tam inter vivos , quam catw 

sa mortis . Rubrica 82. 
Poteftas possit commictere alicui Notarlo , qui se subscribat loco alterius Notarti 

mortui , rei absentis , vel inhabilis , & mencionem faciat de morte , absentla , 

vel inhabilitate . Rubrica 72. 
Poteftas cognoscat summarie contra&tts fados , vi , vel metti . Rubrica 80. 
Poteftas possit alienare 'bona subje&a reftitutioni fideicommìssi prò dote fosminarum . 

Rubrica 94. 
Poteftas in quibus casibus teneatur jus reddere summarle $ine strepitu , & figura ju- 

ditii . Rubrica 4. 
Poteftas possit sospendere causas in casti absenti« alicujus ex partibus prò servitia 

Dominorum Comitum , $eu Communis . Rubrica 5. 
Poteftas poft elapsum terminum reprobatorium ad partium inftantiam committat Cau- 

sam Consilio Sapientis Rubrica 7. 
Poteftas teneatur sequt Consilium Sapientis in sua ferenda sententia . Rubrica 7. 
Poteftas in termino quinque dierum utilium poft producìionem recapitorum publt- 

care .debeat sententiam . Rubrica 7. 
Poteftas in a&u ferendae sententi» juret se jufle , & refte sententiare . Rubrica 7. 
Poteftatis juramentr.m in calcalo ferendae sententi^ scribatur in aciis . Rubrica 7. 
Poteftas parte poftulante pronunciet positiones prò confessis , ^vél -negatìs , ubi pars 

non responderit in termino . Rubrica 8« 
Poteftas cogat teftes ad jurandum , Se veritatis tefìimonium perbibendum , Rubr. 15. 
Poteftas corrigat interrogatoria. Rubrica 18. 
Poteftas cogat partes ad inftantiam partis , cujus intersit iterum producere inftru- 

menta , afta , Se scripturas . Rubrica 17. 
Poteftas deferat sacramentum Peritis elecìis , quod aeftimabunt bona recìe , & dili- 

genter Scc. Rubrica 20. 
Poteftas teneatur taxare expensas in sententia secundi decreti . Rubrica 20. 
Poteftas favore Greditoris ferat sententiam primi , Se successive secundi Decreti . 

Rubrica 20 , & ai. 
Poteftas pronunciet super proposìtis exceptionibus emergentibus poft rem judicatam , 

& tcrroinct infra dies quindecim utiles . Rubrica 22, 

Po- 



ccLxxvm INDEX RERUM 

Potefìas nullam ferat sententiam super debito confesso a debitore ad inftantiam ere- 
ditoris , sed pracipiat debitori , ut solvat juxta summam debiti in terminis 
per Statutum prascriptis . Rubrica 23. 

Potefìas non ferat sententiam , si de debito appareat instrumentum , sed cogat debi- 
tores ad solvendum infra 10 dies continuos , si debitum eft de libris quin ,ue 
Impcrialibus infra , & infra dies 20 sirniles , si debitum eft de libris quinque 
supra us^ue ad decem , & a decem supra infra 40 dies sirniles. Rubrica 24. 

Potefìas concedit licentiam creditori impignandi , & vendendi pignus , ubi dabitor 
illud non recuperet in termino oclo dieram . Rubrica 26. 

Potefìas pronunciare possit tempus cursum prò non curso . Rubrica 117. 

Poteftati quilibet possit impune denunciare , & protettali Notarios nolent rogare in- 
fìrumenta . Rubrica 66. Vide etiam in verbo , Judex . 

Praceptum cum clausula resolvicur in vim simplicis eitationis , quando citatus com- 
paret . Rubrica 59. 

Praiatio sic illius , qui fuit prior tempore in hypotheca . Rubrica 44. 

Prslatio in hypothecaria a&ione , & in Pubiiciana quibus detur . Rubrica 44. 

Praiatio detur habentibus antiquiorem Publicianam . Rubrica 44, 

Probatìo morcis alicujus quomodo fieri debeat . Rubrica 50. 

Probatio qua sit faciend* in hypothecaria . Rubrica 44. 

Probata , & proJu&a in primo termino probatorio possine adjuvari , & corroborar! 
per legicimas probaciones . Rubrica 7. 

Processus primi , & secundi Decreti possit fieri in duobus mensibus continuis . Ru- 
brica io. 

Procuratores , qui pecunias Dominorum exegissent quomodo conveniantur ■ Rubr. 57, 

Prohibens fieri executionem in bonis Debitoris qua poena puniatur . Rubrica 30. 

Pupilli, Minores , Msntecapti , & Furiosi quomodo conveniantur . Rubrica 14. 



Reo petente dilationem ad probanttum in Causìs a Solidis 40 Imperialibus conceda* 

tur una congrua diiatio per Poteftatem , Rubrica 6. 
Reo notificetur alt. inumi honorum factum , si velie concradicere , nec Astori dencur 

in solutum ex secando Decreto, vel ex causa judìcaci Rubrìca 20. 
Reus quomodo cicari debcat ab Aftore volente procedere ad primum , & secundum 

Decretum . Rubrica 20. 
Reus citetùr ad audiendam sententiam tam primi , quam secundi Decreti . Rubr 20. 

Reus 



CIVILIUM . cclxxix 

Reus contumaj! non audiatur adi contradlcendum , nlsì purgarcrit contumaciam , Se 
reflituerit expensas facìas , & prasftiterit fldejussionem de judicio sifti , & judi- 
catum solvendo . Rubrica 20. 

Reus cttetur ad producendos , & ad videndum elìgi per Poteflatem tres aeftimatores , 
qui in judicio secundi Decreti seftiment bona immobilia. Rubrica 20. 

Reus absens comparens poft sententiam in rem judicatam transa&am , non audiatur • 
Rubrica 22. 

Reus ad inftantiam A&oris negans possidere , si poftea fuit convi5us de mendacio , 
Se sic A&or probaverit , quod tempore responsionis fadx possidsbat , condem - 
netur traddere possessionem di&ae rei Adori etiam non probanti de jure suo , 
ita quod Reus conventus de Reo efficiatur Acìor . Rubrica 47. 



Sacramentum ♦ Fide Juramentum . 

Sapientis Consilium . Vide Consilium . 

Sacisdatione prxftita sequeftrum relaxetur . Ibidem . Rubrica $4. 

iatisdatione praflita Forenses audiantur . Rubrica 36. 

Scripturis extra&is per Notarium ex Libris Communitatis Guadali» piene credatur . 

Rubrica 6 8. 
Sententia definitiva debet esse clara , aperta, Se sine aliqua conditione . Ibidem . 

Rubrica 7. 
Sententia in gradu appellationis , si non fuerit co-nformis primae liceat succumbenti 
appellare ad Domìnos Comites infra dies quinque continuos . Ibidem. Rubrica io. 
Sententia interlocutoria qu«enam sit . Rubrica 1 1. 
Sententia definitiva qusenam dicatur . Rubrica 11. 
Sententia primi , Se successive Secundi Decreti feratur per Poteflatem ad favorem 

Creditoris . Rubrica 20 , Se 21. 
Sententia definitiva executioni demandetur per Poteflatem pofl decem dies , si fuerit 

lata in aclione personali , & poft quinque dies in anione reali , poftquam 

transiverit in rem judicatam. Rubrica 22. 
Sententia lata contra absentem exequatur poft duos menses poftquam transiverit in 

rem judicatam . Ibidem . Rubrica 22. 
Sententia lata die feriata in honorem Dei eft nulla. Rubrica 22. 
Sententia arbitratorum sit clara, de aperta, Si ferri debeac infra $ a. dies conti- 
nuos . Rubrica Co. 

Scn- 



cclxxx INDEX RERUM 

Scntentia , Se arbitramentum nullum , si fucric approbatum per partes valeat . Ru- 
brica óo. 
3. Seruentia Arbitratoris non possit dici de nullitate . Rubrica 60. 
Sententi.* , & arbitramela la:a , quse transiverunt in rem judicatam exequantur per 

Potefìatem . Rubrica 6%* 
Sententi* super executione compromissum fieri nequeat . Rubrica 63. 
Sequefìrari , aut pignorar! qux res nequeant ad initantiam Credicoris . Rubrica 31. 
Sequeftra , & saximenta quomodo fieri debeant . Rubrica 34. 
Sequestra fiant cum clausula gravatoria . Rubrica 34. 
Sequeftra non fiant nisi docto de inftrumento publico celebrato in personam credito- 

ris , Se debitoria < Rubrica 34. 
Sequeftra, & pignora debeant accipi per Consulcs Villarum, & etiam singulares per* 

sonas Guaftallae . Ibidem . Rubrica 34. 
Sequeftrum petens teneatur jurare de suspicione , Se fuga . Rubrica 34. 
Sequeitrum nisi fuerit definitimi infra quadragìnta dies , Consnles , vel Speciales per. 

sonae ukerius non teneantur . Rubrica 34, 
Sequeftrum relaxetur , si debitor satisdet . Ibidem. Rubrica 34. 

Solemnitas , Se forma qua: requirantur In Contraaibus celebrandis per Minores . Ru- 
brica 74. 
Solemnitates , quas requirantur in Teftamentis , 8c Codicillis . Rubrica 93. 
Solutio , qua: fiat prò Beftiis , qu<e pignorantur , & consignantur in hospitiis . ru» 

brica 116. 
Solutio si fuerit promissa in pecunia per debitorem poteft tamen ifte offerre bona* 

Rubrica 2.5. 
Sorores , & aliae Foeminae non succevlant ab intefìato , Fratribus , vel aliis Agnatis 

exifteniibus , sed excludantur . Rubrica <?8. 
Spoiium per Poteftatem cognoscatur summarie , sine strepitu , sine figura judicii , si* 

ne libello ,. & litis conteftatione . Rubrica 43. 
Sportili* solvantur per Fidejussores debitorum personarum snbje&arum sportuUs . Ru- 
brica 142. 
Sportul« solvantur a subditis habitàntibus extra flatum etiam cum licentia Sereniss- 

simi Domini. Rubrica 143. 
Statutum Guadali* exclusivum feeminarum habeat etiam locum in hsreditate Clerici. 

Rubrica 144. 
Stipulatione fa&a nomine alicujus ei acquiratur acìio . Rubrica 45. 
Stratat public* , Aggeres , Dugalia , & Pontes Guaftall* , ejusque Diitri&us , Se Cu- 
ri* reaciantur . Rubrica 105. Stra« 



CIVILIUM. cctxxxr 



Strat* in medio culmentur , ut acqu* discoìari possine ad Fossata . Ibideai . ru. 
brica io?. 

Stratarum prò adaptatione , si Terra Fossatorura non suffidat , liceat impune acci- 
pere de terra propinquorum agrorum . Rubrica 10^. Vide etiam in Verbo , Via. 

Subhaftatio non posslt fieri bonorum habitatoris Guaftallae , Collegii , auc Università - 
tis , sed illa accip'antur in «olutum previa sitimacione . Rubrica 27. 

Successio deferatur Masculis ad exclusionem foeminarum . Rubrica 98. 

a Successione nullus excludatur ex eo quod non vendicaverit mortem Defungi ♦ Ru- 
brica 103. 

Syndicacui subjaceant Deputati Communitatis Guaftallie poft eorum regimen . §. & 
£tiam . Rubrica 138, 



Tempora prafìxa inftantia causai principalis quomodo , & quaiiter dividi debeant J 
Rubrica 7. 

Tempora infìantbs non currant pendente tarmino ad cxaminandura Teftes absentes , 
vel producendum inftrumenta , qua essent extra Territorium Guadali* . Ru- 
brica 16. 

Tempus ad prosequendam appellationem quomodo dividi debeat . Rubrica io. 

Termini dies non computatur in termino. Rubrica $9. 

Termini dies si cadit in die fenato referatur ad saquentem diem juridicam . Ru- 
brica 59. 

Termino elapso citationis faóìa; Forensibus , iidem ponantur in contumacia , & eis 
assignetur alius terminus dierum 15 continuorum ad comparendum . Rubrica 2. 

Termino di&orum dierum 15 elapso Forenses habeantur prò contumacibus , & fiat 
citatio ad Bancum , & in Platea . Rubrica 2. 

Terminus bidui utilis detur ai dsliberandum super juramento . Rubrica 1?. 

T«rminus 21 dierum continuorum lìatuaair per Potefìatem Debitori confesso ad so!- 
vendum , quando sunama cft librarum quinque Imperialium usque ad decem .' 
Rubrica 2$. 

Terminus 40 dierum continuorum flatuatur per Poteftatem Debitori confesso ad sol- 
vendum , si summa eft a libris decem Imperialibus supra . Rubrica 2$. 

Terminus odo dierum datur debitori ad recupcrandum pignus . Rubrica zó. 

Terminus a Statuto intelligatur ftatutus , si in a&is defficiat . Rubrica 7. 

NN Ter- 



cclxxxii INDEX RERUM 

■Ternvmis unius anni competit debitori ad recupcrandum bona data in Solutum ejus 
creditori , qui illa nequit alienare . Rubrica 28. 

Tei mimi s dierum trium utilium ad minus rcmaneat Judici ad deliberandum super 
causa poft produ&ionem recapitorum . Rubrica io. 

Terminus decem dierum utilium statuitur creditoribus ad comparendurn in boni* ces- 
si» per debitorem . Rubrica 30. 

Terminus 40 dierum continuorum praefigitur ad defiuiendum sequeftrum . Ru- 
brica 34. 

Terminus 32 dierum continuorum datur Arbitratoribus ad ferendam sententiam . Ru- 
brica 60. 

Terminus trium dierum continuorum datur partibus ad notificandutn compromissum 
Arbitratoribus , si sint prcesentes , & dierum decem similiutn , si fuerint absen- 
tes , aliter compromissum sit nullum , & sententia lata . Rubrica 60. 

Terminus 32 dierum utilium ftatuitur Arbitratoribus ad suam ferendam sententiam 
inter extraneos . R.ubrica 61. 

Terminus 2j dierum continuorum ftatuitur novis Arbitratoribus coram quibus pen« 
deat appellationis causa ìnter conjunaos ad illam terminandam . Rubrica 62, 

Terminus dierum 10 utilium compecac Poteftaci cognosccre debenti super interesse 
petentis sìbi dari copiam Inftrumenti per Notarium . Rubrica 67. 

Terminus 12 dierum continuorum confetto inftrumento donatìonis , ftatuitur donanti ,. 
& donatario ad comparendurn coram Poteftate prò validando inftrumento prs- 
di&o . Rubrica 82. 

Terminus io dierum a die damni dati datur Campani* ad accusandnn» damna dan- 
tes . Rubrica 11^. 

Terminus 5 dierum continuorum a die intimationis fa&ae cempetit accusato ad suas 
faciendum defensiones , Rubrica 120 . Et io dierum. Rubrica 122 . Et elaps» 
dicìo termino condemnetur . Ibidem . 

Terminus io dierum continuorum ftatuitur ad intimandam accusam a die , quo fuerìt 
scripta . Rubrica 121. 

Terminus 60 dierum continuorum prxfìgitur expeditioni caus* damnorum datoruni . 
Rubrica 128, 

Terminus io dierum continuorum a die damni dati ftatuitur ad faciendam accusato . 
Rubrica 126. 

Terminus 6 dierum continuorum prxffigitur prin cipali ad jurandum accusam esse 
veram . Rubrica 131. 

Ter- 



CIVILIUM . cclxxxhi 

Terminus totius mensis Julii prsfigjtur Dominis , & Laboratorìbus terrarum ad dan- 
dam , seu petendam licentiam . Rubrica 134. 

Terminus duorum Mensium conceditur debitori , cui fuerunt ad inftar.tiam Credito- 
ris in pecunia numerata subhaftata bona ad conquercndum coram Judice de re 
sua nimis vili pretio alienata , si cft Minor , Pupillus , Furiosus , vel Menteca- 
ptus . Rubrica 140 . Si vero eft major habet terminum unius mensis . Ibidem . 

Terminus unius anni datur Debitori ad redimendum prò eodem pretio bona data in 
solutum Creditori . Rubrica 140. 

Terminus competens ftatuitur absenti ad coffiparendum . Rubrica 13. 

Terminus 12 dierum continuorum ad minus assignatur Forensibus in eorum citatio« 
ne . Rubrica 2. 

Terminus unius dici utilis ftatuitur Reo ad respondendum libello. Rubrica 7, & 13. 

Terminus dierum 15 utilium ftatuatur Adori , & Reo poli litis conteftatìonem ad 
probaudum , opponendum &c. Rubrica 7. 

Terminus io dierum utilium reprobatorius ftatuitur elapso termino probatorio die- 
rum 15 utilium . Ibidem . Rubrica 7. 

Terminus unius diei utilis ftatuatur respondere debentì positionibus . Rubrica 8. 

Terminus 5 dierum utilium ìnteliigacur ftacutus poteftatì ad suam ferendam senten* 
ciana , poftquam habuerit recapita Partium . Rubrica 7. 

Terminus 5 dierum continuorum ad appellandum a sententia definitiva conceditur a 
die notitias habitse . Rubrica ?. 

Terminus unius anni continui appellanti datur ad prosequendam appcllationem . Ru* 
brica ?. 

Terminus dierum 8 utilium ftatutus intelligatur utrique parti in causa appellationis 
poft producìionem libelli , Se ilio elapso alius similis 6 dierum . Rubrica io. 

Terminus prò citatione absentis non excedat unum mensem . Rubrica 13. 

Terminus trium dierum continuorum aumerandorum poli prolationem sententi^ fta- 
tuitur ad eam notificandam absenti . Rubrica 13. 

Terminus quomodo , & qui sit dandus partibus examinare volentibus teftes absen- 
tes , vel producere inftrumenta , qua essent extra Territorium Guaftallaj . Ru- 
brica 16. 

Terminus 15 dierum utilium datur Poceftati ad pronuncìandum , Se terminanduth su- 
per exceptionibus propositis poft rem judicatam . Rubrica 22. 

Terminus io dierum continuorum ftatuatur per poteftatem debitori confesso ad sol- 
vendum si stimma fuerit a libris quinque Imperialibus infra . Rubrica 23. 

TerraruiTi in quolibet Contraftu salvimi sic jus Mezadri* . Rubrica 135. 

mm a Ter. 



cclxxxiv INDEX RERUM 

Terra: exe>npt« conferant Aggeribus , & Cavamentis . Rubrica ijjr, 

Terrarum Laboratores . Vide Laboratores . 

Teftamentis fa&is a Parochis tempore peftis cum quinque teftibus fides prscftetur « 
Rubrica 141. 

Testamento condito inter liberos servetur jus commune . Rubrica ?j, 

Teftamentum possit fieri per Carceratimi . Rubrica 80. 

Teftamentum noncupativum probet ac si esset in scriptis , dummodo de eo fattura 
fuerit inftrumentum , & adsint septem teftes vocati , & rogati cum subscriptio* 
ne Notarii . Rubrica 93. 

Teftamentum si non valeat ex aliquo defe&u , Teftator censeatur decessisse ab intes- 
tato , & ei succedant venientes ab inteftato , qui reftituant hasreditatem scri- 
ptis in teftamento, retenta sibi quarta Trebellianica , nisi prohibita fuisset per 
Teftatorem detineri . Rubrica 93. 

Teftamentum non vitiatur per hoc quod Mulier non reliquerit quartam partem bo- 
nornrn ejus marito , sed ifti competat retentio di&£ quarta? . Rubrica <?$. 

Teftes de direcìo contrarili teftibus produ&is in primo termino nequeunt produci in 
secundo termino . Rubrica 7. 

Teftes qualiter compellì possine ad juranUum , s* perkibendum teftimonium , & qua 
poena . Rubrica 15. 

Ttffìes absentes ad eflfe&um habendi prò eos esaminando Judex ftatuat termi- 
num competentem secundum diftantiam locorum , Se negotii qualitatem . Ru- 
brica 16, 

Teftes poli ipsorum publicationem possint removeri } Si reprobari , & etiam ante 
aperturam teftium . Rubrica 1 8. 

Teftes ad minus tres , quorum unu6 juret de cognitione , ponat Notarius in quolibet 
inftrumento . Rebrica 64. 

Teftes septem vocati , Se rogati adhibeantur in teftamentis . Rubrica 93. 

Teftes quomodo , Se quando possint recipi ad seternam rei memoriam . Rubrica $6. 

Teftes quinque non rogati su&ciant in Codicillis . Rubrica 93. 

Teftibus nominatis absentibus , nisi nominans miserit ad locum ipsum ad examinàri 
faciendum in loco nominationis , solvat parti adveiss solidos duos Imperiala 
prò quolibet milliari , usque ad centum milliaria , Si, a centum milliaribus uU 
tra solvat libras XX. Imperiales . Rubrica 16. 

Teftibus fiant interrogaciones per Notarium secundum quod continctur in interroga* 
tionibuS producìis . Rubrica 18. 

Teftibus Notarius faciat ad minus quatuor interrogationes, videlicet ds causa scien- 
ti* , de loco, tempore, $ Conteftibus , Rubrica jg, 



CIVILIUM. cclxxxv 

Teftium in examine quaeliV>et partiurft possit petere , quod pfo parte sua ponatut 
unus Notarius , qui intersit examlni ti na cum Notarlo Causa? . Rubrica i8, 

Teftium atteitationes teneantur secreta per Notarium . Rubrica $6. 

Trebellianica quomodo competat . Rubrica ^3. 

Trebellianica si non fuisset prohibita per Teftatorem non perdatur ab hasrede succe- 
dente ex testamento , vel ab inteftato , ex eo quod inventarium non confecerit 
Rubrica 93 , & ioz. 

Trebellianica: detractio possit Ri iis , Se nepotibus prohiberi per Patrem , Se Avum tf 
Rubrica 94. 

Tutor , vel Curator Pupillo , vel Minori detur idoneus per Judic.m infra 15 dies 
continuos a die requisinonis faci* . Rubrica 14. 



Venditio , seu datìo in solutum revocar! non possit, rùsi adsìt laesio ultra dimidiam. 

Rubrica 30. 
Via impune possit fieri per campos exiftentes penes vias non reaptatas . Rutr, 115. 
Via detur per , & super Campum vicini , soluto tamen ipsi Vicinio prò terra diS* 

viat duplo plus quam valeat . Rubrica in. 
Vix tortuos* , vel inutÙes possint dirigi , & mutar i » Rubrica 1 ri . Vide etiam in 

Verbo , Strata . 
Vicini se claudant parietibus , lapidibus > sepibus , aut fratti» secundum consuetudi* 

nem . Rubrica 113. 
Vicini non possint ponere termino? , aut amover* , nisi cum consensi! Vicini , aut 

cum licentia Poteftatis . Rubrica 114. 
Vicini quorum sunt Campi possint compeili ad patiendam mutationem viarunvin me- 

lius super eorum terreni» . Rubrica ni. 
Vicini super Campa via detur soluto duplo valoris terrai . Rubrica ni. 
Vìcinorum penes confine» aequearrt plantari arbores nisi diftancia expressa in Stata* 

to . Rubrica 133. 
Vicinorum super 10I0 rami arborum pendente», Si pluventes i»cidantur . Rubr. 133, 
Vicinus volens cavare fossatum s8i Campi possit cogere Vicinum infrriorem ad ca- 

vandum fossatum agri sui . Rubrica no. 
Vicinus habens domum vicinam , & cohjcrentem domui vicini in sponda communi mu- 
li edificata super confinibus domus , sive soli ipsius contieini , possit aedificare 

etiam invito vicino . Rubrica 107. 

Vi- 



cclxxxvì INDEX RERUM 

Vicinus volens aedificare in sponda muri , quae non sit communis , prius solvat prò 
medietate ipsìus sponda pretium , quod aeftimabitur per tres bonos viros , & in 
casu discordi* per Poteflatem . Rubrica 107. 

Vichis Vigori , quando condemnetur in expensis legitimis . Rubrica 12. 

Vidua possic disponere de bonis suis , dummodo non privet filios legitima . Rubr. 9$. 

Vox , & fama publlca probetur salterà per sex tefìes omni exceptione majores , Se 
fide dignos . Rubr. 80. 

Uxor debeat ali a Marito , aliter ipsa possit exigere dotem . Rubrica 87. 

Uxor nolens , Se recusans alimenta possit , Se ùebeat petere , Se exigere dotem % 
filiis vel aliis haeredibus . Rubrica 100. 

Uxore habente in soluttim bona mariti prò conservatione ejus dotium possìnt Credi- 
tóres , quibus essent obligata , probare illa plus valere , Se debitum offerre 
Uxori . Rubrica 90. 

Uxore prsemoriente sine filiis intra annum Maritus Incretur medietatem dotis . Rubri- 
ca 92 . Et poit annum tetani dotem Incretur . Ibidem . 

Uxori qualiter provideantur alimenta . Rubrica 85. 

Uxori etiam conftante matrimonio provideatur , Marit vergente ad inopiam . Ru- 
brica 84. 

Uxori poteft Maritus vergens ad inopiam assignare prò dote sua tot bona , tlummo- 

modo non assiguet ultra quantitatem dotis res excedentes in fraudem Credito- 
rum Mariti . Rubrica 84. 

Uxoris Filii, & ejus hsredes habentes causam ab ea habeant idem privilegium prò 
dote confessa , quod competit prò dote vere soluta . Rubrica 88. 

Uxori non prosit confessio Mariti facìa in teftamento se aliquid debere eidem , sed 
omnis confessio, promissio , & oblìgatio sit nulla , nisi de sic confesso, prò. 
misso , vel obligato aliter legitime doceatur . Rubrica 100. 

Uxori quid, & quantum legare possic Maritus. Rubrica io»., Vide etiam. in Ver* 
bo > Mulier . 



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CCLXXXVJl 



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INDEX 

RERUM 

CRIMINALIUM 

H U JUS STATUTI. 



jTXccipiens in Uxorem allquam mulierem sine consensi! parentum suorum , rei Pro« 

pinquorum qua pana puniatur . Rubrica 52. 
Accusa ntes non probantes accusam qua poena puniantur . Rubrica 24. Super Accu* 

sationibus dentur intentionurti capitula < Rubrica 32. 
Accusato ftatuitur termìnus sex dierum continuorura ad probandam ejus innoccntiam.* 

Rubrica 31. 
Accusatus . Vide etlam in Verbo , Detentus • 
Adulteri qua poena puniantur . Rubrica 19. 
Alienantium rem duobus poena . Rubrica 6. 

Appellalo non detur a sententììs in CausÌ9 Criminalìbus . Rubrica 27.' 
Arbores incidentium poena . Rubrìca 2. 

Arma portantes per Caftrum , vel B.irgos Guaftallae qua poeia puniantur » Rifbr, j?4* 
Assassini , & Robatores Stratarum qua poma puniantur . Rubrica 24. 



Bla- 



ccLxxxvai INDEX RERUM 



Biada incidentìum poena . Rubrica %. 

Bona homicidarum , Se mandatorum devoniane ad Cameram Magnifìcorum Domino^ 
rum Comitum prò duabus partibus , & prò alia Communi Guastali* . Ru- 
brica 25. 

Bona aliena offerens debitor qua poena pimiatur . Rubrica 55. 

Bonorum aedificium non deftruatur in publicationibus eorundeffl . Rubrica 18. 

Bursas incidente» qua poena puniantur . Rubrica zi. 



Càpitula intentionum dentur super accusationibus . Rubrica 22. 

de Captura homicidarum, & malefa&orum • Rubrica 34. 

Carcere* frangentìum poena . Rubrica 20. 

Causa; Criminale» infra quantum tempus termìnari debeant . Rubrica 26. 

Citatio fieri nequeit tìns licentia Poteftatis sub poena. Rubrica 11. 

Communia , 8c loca Guastali* teneantur obbedire Re&oribus , & Officialibus Gua- 
stalla: . Rubrica 47. 

Coademnationis quarta pars remissa intelligatur , si condemnatus solverit infra ter- 
minum decem dierum . Rubrica 31. Et eo elapso solvat quartum plus di&x 
condemnationis . Ibidem . , 

Coademnatus ad morcem teftari possit . Rubrica 25. 

Conducens rem a duobus qua p<rna puniatur . Rubrica 45:, 

Consilium quomodo coagregetur . Rubrica 5$. 

Consules Terr* locorura , & Viciniarum Guastali* teneantur denunciare maleficia 
Potcftati Guastali* . Rubrica 49. 

Contumacia facit habere prò confessts accusato» de contentis in accusatone , de- 
nunciatione , & inquisitìone . Rubrica 31. 

Contumax solvat expensas antequam audiatur . Rubrica 48. 

Qocreriòrum ambasciatati! falsarti facientium poena . Rubrica p. 



Da- 



CRIMINALIUM. ccixxxix 



Datiarius exigens aliquid , quod non sit ei concessimi qua poma puniatur . Ru- 
brica 16. 

Dacium solvatur prò lana mazatica . Rubrica 40. 

Debitor ofFerens solvere de bonis alienis qua poena puniatur. Rubrica 3$. 

Dccapellans aliquem qua pcena puniatur . Rubrica 23 . §. Ec quicunque decapella* 
veric , & § S : - quis injuriose Biretum . 

Defensiones audiantur in quolibet processu . Rubrica $. 

Deposirum , vel sequeftrum reddere recusans qua poena puniatur . Rubrica 33. 

Detento decernatur copia teftium , & aliorum indiciorum , ubi illam petat . Ru- 
brica 43. 

Detento llatuatur terminus decem dierum continuorum a die copi* sibi decreta acìo- 
rum ad suam faciendam defensam . Rubrica 43. 

Detento teneatur Notarius in termino bidui tradere copiam a&orum decretarci . Ru- 
brica 43. 

Dstentus habere debet copiam indiciorum , si illam petat ad effsaum , ut ea possic 
purgare . Rubrica 42. 

Detineri non possint satisdare volentes . Rubrica ^•). 

Dilacerans pannos qua pcena puniatur . Rubrica 23 . §. Ec si quis injuriose . 



JEdificia non deftruancur in publicationibus bonorum . Rubrica 28. 

Ensem evaginans contra aliquem qua poena puniatur . Rubrica 23. §. Ec si aliquis 

ensem . 
Expenckns falsas Monetas qua posna puniatur . Rubrica 38. 



Fabricans Monetas falsas qua pana puniatur. Rubrica 38. 
Falsariorum poena. Rubrica 18. 

Fidejussor sit absolutus presentato Principali Rubrica 44. 

Filii Familias , & Majores 14 annis possint esse in judicio in Causis Criminalibus 
Rubrica 14. 

00 Fi- 



ccic INDEX RERUM 

Filii Familias homicidiales quomodo puniantur . Rubrica 41. 
Frangentium carcere» poena . Rubrica 20. 
Ftirum , & Latronum pana . Rubrica 22. 



H 



Homicidiorum poena . Rubrica 1$. 

de Homicidis capiendis, & aliis malefaftoribus . Rubriea 34« 



Incendiariorum pcena . Rubrica s. 

Incidente» bursas qua pcena puniantur . Rubrica 22. 

Incidentium Vites pcena . Rubrica 2. 

Inculpatus maleficiis quomodo citetur , & conerà eum procedatur . Rubrica 48. 

Indicia ubi non procedant probata Poteftas non possit ponere ad torturam . Rubr. 42* 

Inquisitio in quibus casibus per Poteftatem fieri possit. Rubrica 37. 

Inquisito ftatuatur cermìnus sex Jlerum ad probandum ejus ìnnocentiam. Rubr. 3 r. 

Inquisitus . Vide etiatn in Verbo , Detentus . 

Insolentiarn faciens, vel rixarn qua pcena puniatur . Rubrica 25 . §. sì vero aliquis, 

Insultum faciens inEccl. , vel coram poteftate qua pcena pulì. Rub. 2 3. Et si quis fecerit ; 

Insultum faciens ad domum alicujus qua poena puniatur . Rubrica 23. §. Item Sta- 

tutum . Et cum coadunatione . Ibidem . §. Si vero aliquis coadunaverit . 
Insultum faciens cum percussione, vel sine qua poena puniatur. Rubrica 23. Ibi* 

dem . §. Quod si fuerit . 
Intentionum capitula dentur saper accusationibus . Rubrica 32. 
Irruens cum armis , vel sinc contra aliquem qua posna puniatur . Rubrica 23. §. Et 

si quis fecerit • 



Lana Mazatic* datium salvatur . Rubrica 40, 

Lapidem proiiciens contra aliquem qua poena puniatur . Rubrica 23. §. Et si qui* 

fecerit in fine . 
Locantis rem duobus pcena . Rubrica 6. 
Latronum , & Furum pceoa . Rubrica 22,' 

Ltt- 



CIRIMNALIUM. eoo 

Ludens ad Azarum , Se Taxillos qua pana puniatur , sicut , Se mutuane , Se ftan» 
super ludis . Rubrica $$. 



M 



Majores 14 annis possine esse in judìcio in Causis Crimìnalìbus . Rubrica 14.' 

de Malefadoribus capiendis-. Rubrica 34. 

Maletìciorum pana . Rubrica 23. 

Maleficiis inculpatus quomodo citetur , & contra eum procedatur . Rubrica 4}.' 

Minans aliquem manu } vel pede qua pana puniatur . Rubrica 23. §. Et si qui» 

eminaverit . 
Monetas falsai fabrìcans , tondens , Se expendens qua pana puniatur. Rubrica 3*. 
Mordens aliquem qua pana puniatur Rubrica -23. §. Et quicunque aliquem moraor- 

derit , 
Mulieres quando in teftes recipiantur . Rubrica 3. 
Mutuans super ludis qua pana puniatur» Rubrica 53. 

N 

Notarii teneancur ponere imbreviaturas in quadernis sub pana. Rubrica $1. 
Nocarii non venientis ad bancum pana . Rubrica 15. 

Notarìus in termino bidui teneatur dare Reo Copiam adorimi . Rubrica 43. 
Notarius negligens tradere copiam adorum in Civilibus qua pana puniatur . Ru- 
brica 13. 
Nullus corporaliter puniri possit , nisi hoc caveatur a Lege Municipali . Rubr. 3?. 



Pace rada medietas pana toliatur . Rubrica 23. §. Et si aliquis ensem . Ibidem . 
Pana blasphemantis aliquem , Se dicentis alieni turpe verbum , & ìnjuriosum . Ru* 

brica 12. 
Pana qua punitur Poteftas negligens in jure reddendo . Rubrica 13. 
Pana Prxtoris , & Notarii non venientium ad bancum . Rubrica ij. 
Pana occupantis , turbantis , seu moleftantis aliquem in possessionem rei alicujus • 

Rubrica \6. 
Pana locatoris non reftituentis rem locatam . Rubrica \6 . §. Ubi vero. 

00 % Pa* 



ccicir INDEX RERUM 

Pana blasphemantis Dentri , ejus Macrem , & Santtos . Rubrica 17, 

Pana Falsariorum . Rubrica 18. 

Pana Adulterorum , & Raptorum . Rubrica 1^. 

Pana Frai?gencium Carccres . Rubrica 20. 

Pcena Furum Lacronum , & Bursas Incidentium , ac flràtas insultantiurrl . Rubr. a 2. 

Pcena Maleficiorum . Rubrica 23 , & 25. 

Pana accusantium non probantium accusas . Rubrica 24. 

Pana facientis sibì tributari . Rubrica 46. 

Pana prohibentis expedìri tenwtam super rebus immobilibus , & prohibentis fieri pi- 

gnus super re mobili . Rubrica 50. 

Pana accipientis in Uxofera aliquam Mulierem sine consensu Parentum suorum , vel 
Propinquorum . Rubrica 52. 

Pana qua punìuntur arma portàntes per Caftrum , & Burgos Guaftallae . Rubrica 54. 

Pana Notariorum non ponentium Imbreviaturas in Quadernis . Rubrica 51. 

Pana eonducentis rem à duobus . Rubrica 45. 

Pana contenta in Statutis non possit excedi . Rubrica 31. 

Pana recusantis reddere deposiuum , vel saximentum . Rubrica 33. 

Pana debkoris ofTerentis solvere de bonis alienis . Rubrica 35. 

Pana Datiarii exigentis aliquid , quod non sìt ei concessum . Rubrica \6. 

Pana fabricantis , tondentis , & expendentis falsas monetas . Rubrica 38. 

Pana Corporalis non intret , nisi hoc caveatur a Lege Municipali. Rubrica 3?. 

Pana Filiorum familias homicidialium . Rubrica 41. 

Pana amoventium terminos . Rubrica 1. 

Pana Incidentium Vites , Arbores , & Biada . Rubrica 1. ' 

Pana Xncendiariorum . Rubrica 2. 

Pana alienantis rem duobus . Rubrica 6. 

Pana Locantis rem Duobus . Rubrica 6. 

Pana Sodomitarum . Rubrica 7. 

Pana imponenda Poteftati recusanti dare Consilium Sapientis . Rubrica 8. 

Pana Correriorum ambasciatam falsam facientium. Rubrica ?. 

I J ana volentium corumpere Poteftatem , aut ejus Officiale . Rubrica io. 

Pignoratio fieri nequeat sine licentia Poteftatis sub pana. Rubrica 11. 

Pignus fieri prohibens super re mobili qua pana puniatur . Rubrica 50. 

Poteftas teneatur reduci facere in priftmum terminos amotos . Rubrica 1. 

Poteftas possit denegare Consilium Sapientis in casibus ibi expressis . Rubrica 8. 

Poteftas infra quantum tempus terminare debeat Causas Criminales . Rubrica 16. 

Po- 



CRTMINALIUM. ccicin 

Poteftas detinefé non possìt volences satisfar lubrica 29. 

Poteftas in quibus casibus mquirere potert Rubrica 37. 

Poceftas nequeat aliquem ponere ad torturarli , nisi prascedentibus indiciis probatìs 
Rubrica 42. 

Potentati obbedienza praeftetur , alias puniatur poetia arbitraria . Rubrica 47. 

Poteflati teneantur Consules Terrae , Locorum , Se Viciniarum Terrs Guadali* de- 
nunciare maleficia . Rubrica 4p. 

Potefìati prohibetur facere cop ; am accusato de accusatone , ubi accusator , & te* 
fìis debet teneri secretus . Rubrica 17. 

Poteftatis arbitrio puniatur quilibec incidens , Vel exportans vitem , tra&oram , en« 
&am &e. in libris tribus Imperialibus prò qualibet vite &c. Rubrica 2. 

Principali presentato Fidejussor sit absolutuS . Rubrica 44, 

Proiiciens aliquid turpe qua pana puniatur. Rubrica 23. §. Et si quis projecerit . 



Raptores qnomodo puniantur . Rubrica 19. 

Reus . Vile in verbo , D^tentus . 

Rixam faciens qua pana puniatur. Rubrica aj, §. Si vero ah'quis . 

Robatores Scratarum , Se Assassini qua pana puniantur . Rubrica 21. 

Reflitutio in incegrum non habet locum in Criminalibus . Rubrica 14. 



Satisfare volentes non posstnt dc-ineri . Rubrica 2?. 

Sequefìratio fieri nequeat sine licentia Poteftatis sub pana. Rabrica 11. 

Sequelìrum , vel deposìtum redd?re recusans qua pana puniatur . Rubrica $j." 

Sgrafis;n3ns aliquem qua pcena puniatur. Rubrica 23. §. Si vero sgrafìgnaverit . 

Sodomitarum pana . Rubrica 7. 

Spingens , vel sburlans aliquem qua pana puniatuf . Rubrica 23. §. Et quicunque 

aliqu°m sp'*nxerit . 
Stans super ludis qua pana puniatur . Rubrica 53, 
Statuto renunciari nequeat. Rubrica 44. 

Stratarum Robatores , & Assassini qua pana puniantur . Rubrica 21 , & 22. 
Stuprum qua pana puniatur. Rubrica 1?. 



Te- 



cciciv INDEX RER. CRIM. 



^Tenutami expediri probibens super relais immob'Iibus qua pana punìatur . Rubr. 50 

T^rminos amovens ^ondemnetur in libris 30 Iirperialibus . Rubrica 1. 

"Terminus sex dierutn continuorum ftatuitur accusato ad probandam ejus innocen» 
tiam . Ru'bnca 3 1 , & 48. 

Terminus decem dierum ftatu'tur condemnato ad solvendam condemnationem , Rubri- 
ca 51. Alias solvit quartum plus. Ibidem. 

Terminus bidui datur Notario ad tradendam Copiam a&orum inquisito . Rubrica 43, 

Terminus decem dierum continuorum a die copia sibi data: a&orum .ftatuitur Reo ai 
suas faciendum defensiones . Rubrica 43 , & 48. 

Teftari poteft condemnatus ad mortem . Rubrica aj. 

Teftes torqueri nequeunt . Rubrica 30. 

Teftes muiiercs quando possint esse . Rubrica 3. 

Teftes possint esse Masculi . & fseminse majores 14 annis . Rubrica 4. 

Tondens Monetas qua pcena punìatur . Rubrica 38. 

de Tormenti! . Rubrica 42. 



Verba turpia , & injuriosa dicentes centra aliqueti qua pcena punìantur . Rubrica 
12 , Se 23 . §. De Verbis : Ubi quid de dicente verba injuriosa coram Pote- 
vate . 

Vì&us Vigori in expensis condemnetur in Causls Criminalibu! . Rubrica 31. 

Vites Incidentiura pccna . Rubrica 2. 



Fine -dei Tomo quarto ed ultimo della Storia di Guastalla . 



Pie 30 Augusti 1784. 

IMPRIMATUR 

p. Philippus a Valle Ordìnis Servorum Vicarius S. O. 

Vastallot . 



IMPRIMATUR 

Dtóta die Augusti 1784. 
Joanncs Baptista Negri Vicarius Generalis . 

Vastallae die 30 Augusti 1784. 
PERMITTITUR 1 M P R ESS I 

J. F. Previdi Consiliarius Gubernator Ùc. 



UNIVERSITY OF ILLINOIS-URBANA 




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